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Foglia di coca, gli “amici delle Convenzioni” all’attacco della Bolivia. Anche l'Italia in prima linea contro l'abolizione della proibizione della masticazione della foglia di coca chiesta all'Onu da Evo Morales.
Nel marzo 2009, il presidente boliviano Evo Morales annunciò di voler presentare un emendamento alle Convenzioni di Vienna per abolire la proibizione della masticazione della foglia di coca. La foglia di coca è un’usanza secolare delle popolazioni indigene delle Ande. Dal 2007, anno in cui fu approvata la Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti degli indigeni, la masticazione della foglia di coca è protetta in quanto pratica culturale indigena, dunque i trattati internazionali sulle droghe sono perfino in conflitto con la nuova Dichiarazione.
La Bolivia ha presentato il suo emendamento boliviano e se nessun stato membro si opponesse, esso sarebbe automaticamente approvato, correggendo così un errore storico, figlio di un razzismo (che si sperava fosse) di altri tempi.
Purtroppo gli Stati Uniti stanno chiamando a raccolta un gruppo di “amici delle Convenzioni” per bloccare l’iniziativa di Evo Morales. Tra questi, non poteva mancare il governo italiano, insieme a Russia, Giappone, Svezia, Bulgaria e altri anche in Europa.
Come al solito, lo schieramento proibizionista si muove in totale disprezzo della scienza: nel 1995, uno studio sulla coca e sulla cocaina, condotto dall’Oms, giunse alla conclusione che “l’uso delle foglie di coca non ha effetti negativi sulla salute e riveste positive funzioni terapeutiche, sociali e sacre presso le popolazioni indigene delle Ande”.
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