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Ecco il commento dei senatori Radicali/Pd Marco Perduca e Donatella Poretti
La nomina del diplomatico russo Yuri Fedotov a nuovo direttore esecutivo
delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (UNODC) non puo' esser
considerata una buona notizia da chi cerca di riportare nell'alveo
della ragione le politiche internazionali in materia di "controllo degli
stupefacenti". Fedotov non ha la minima esperienza nel settore, e' un
diplomatico di carriera quindi uso a rispettare i desideri del proprio
governo che non brilla certo per liberalita' in materia di tossicomanie
avendo piu' volte bloccato all'Onu consenso anche in materia di
riduzione del danno.
Se non bastasse tutto cio' il fatto che l'Onorevole Pino Arlacchi si sia
lanciato in un peana deve destare piu' di una preccupazione. Occorre
infatti ricordare che l'UNODC, quando retto da Arlacchi (ufficio che
dovette cambiar nome anche a seguito di una serie di scandali con al
centro il politico italiano), aveva predetto nel 1998 che in dieci anni
il mondo sarebbe stato "liberato dalle droghe" mentre invece produzione,
consumo e commercio sono sopravvissute pressoche' indenni a conflitti
armati e crisi economiche e finanziarie.
Da oggi inizia quandi un ulteriore e doveroso lavoro di monitoraggio
delle proposte dell'Onu di Vienna perche' la direzione di un russo
potrebbe contribuire al depotenziamento del lato bellicoso della guerra
alla droga delle Nazioni Unite avvenuto sotto l'economista Antonio Maria
Costa.
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