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Visto che gli stupefacenti sono vietati nell'Unione e' vietata "un esercente di un coffee shop non dovrebbe avvalersi delle liberta' di circolazione o del principio di non discriminazione nella sua attivita' di commercio della cannabis". Questa la sentenza con cui la Corte Europea ha deliberato che la vendita di sostanze non è protetta dalle leggi del libero scambio in seno all'UE.
Lussemburgo, 16 dic - Le autorita' olandesi
hanno il diritto di vietare ai turisti stranieri di entrare
nei coffee shop, dove e' legale il commercio di cannabis, per
lottare contro il ''turismo della droga''. Lo stabilisce la
Corte di giustizia europea, confermando quanto gia'
predisposto dal consiglio municipale di Maastricht.
La citta' olandese al confine con Belgio e Germania, nel
2005 aveva vietato l'ingresso nei coffee shop ai non
residenti nei Paesi Bassi per fermare il ''turismo della
droga''. Alcuni proprietari dei negozi avevano portato il
caso davanti alla giustizia affermando che il divieto era
contrario alle leggi sulla libera circolazione di persone e
del libero scambio in seno all'Unione europea.
La Corte europea ha indicato nella sentenza che le droghe
non sono protette dalle leggi del libero scambio perche'
illegali in Unione europea ''fatta eccezione per un commercio
strettamente controllato in vista di un utilizzo medico e
scientifico''. ''Possesso, commercio, cultura, trasporto,
fabbricazione, importazione ed esportazione di stupefacenti,
tra cui cannabis e derivati, sono vietati nei Paesi Bassi'',
indica la Corte ricordando che i Paesi Bassi applicano una
''politica di tolleranza'' per quanto riguarda la cannabis.
''Dato che l'introduzione di stupefacenti nel circuito
economico e commerciale dell'Unione e' vietata, un esercente
di un coffee shop non dovrebbe avvalersi delle liberta' di
circolazione o del principio di non discriminazione nella sua
attivita' di commercio della cannabis'', ha precisato la
Corte.
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