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Campagne

Fonte: fuoriluogo.it, di Gustavo Spinelli 12/06/2013

Un Grande Bluff

Dialogo sulle politiche antidroga italiane

-    Hai notato che ultimamente sul web girano parecchie informazioni a favore della marijuana?
-    A cosa ti riferisci?
-    Si, voglio dire, compaiono sempre più spesso, su siti non schierati o di parte, riferimenti alle proprietà benefiche della cannabis non solo in ambito terapeutico, come nel caso del dolore cronico, della sclerosi multipla o altre patologie, ma leggevo di ricerche che sostengono che fumare marijuana manterrebbe magri, non farebbe ingrassare, o addirittura faciliterebbe la produzione di colesterolo buono, o anche che manterrebbe bassi i livelli glicemici e quindi potrebbe prevenire l’insorgere del diabete.
-    Vorrà dire che, the times they are a chengin’ come cantava il secolo scorso Bob Dylan, del resto in questa direzione vanno anche i referendum in Colorado e nello stato di Washington sull’uso ricreativo, no?
-    Ma non ti sembra che queste informazioni generino confusione? Dopo anni che il DPA ci tempesta di informazioni con pubblicazioni e siti internet sul fatto che la cannabis è la peggiore di tutte le droghe, ché rappresenta la porta di ingresso a droghe come la cocaina e l’eroina, che ti devasta il cervello alterandone il normale sviluppo, che ti fa diventare schizofrenico, depresso, apatico …
-    Beh …  guardando come vanno le cose in Italia oggi, io mi sento così tutti i giorni …
-    Ma dai, sii serio. Io ti sto parlando del pericolo cannabis. Ma hai presente la politica preventiva messa in campo dal DPA di Serpelloni in questi anni? Ma tu li hai visti i manifesti, i depliant, le brochure? Hai letto le informazioni sui siti internet? Lo dicono chiaramente la cannabis è devastante, è pericolosissima, e mi sembra che il messaggio sia rivolto, forse per la prima volta in termini di comunicazione, al mondo degli adulti, ai genitori o agli insegnanti, oltre che ai giovani. Serpelloni è stato esplicito nelle sue dichiarazioni. Se vuoi essere un buon genitore, dice, devi sottoporre i tuoi figli al drug test iniziando presto, molto presto, lui dice dai 10 - 11 anni in poi, come fosse un esame di routine. Come porti i figli dal pediatra per vedere se crescono bene, o dal dentista per vedere se hanno carie, o fai l’esame del sangue per controllare che non ci siano anomalie metaboliche, così fai anche il drug test. E’ questione di attenzione, di riguardo, è un atto d’amore, capisci?
-    Tu dici?
-    Si. O almeno così viene presentato. Ma guarda che questo è l’aspetto centrale dell’Early Detection, l’asse portante della filosofia della diagnosi precoce. Lui sostiene che queste indicazioni vengono dall’ONU, dall’OMS, dal NIDA, insomma sono le posizioni del mondo scientifico.
-    Beh, ma anche quello che dicevi tu prima sulla cannabis terapeutica, sul colesterolo, sul diabete, mi pare vengano da gruppi di ricerca americani no? Anche loro si muovono in ambito scientifico.
-    Si infatti, è quello che volevo dire, ma chi ha ragione? Com’è possibile giudizi così contrastanti? La scienza non dovrebbe cercare la verità? E la verità non è una?
-    Guarda, io non so se la verità sia una o se ci siano molte verità. Però ho capito una cosa. Se tu sei in una posizione di potere, e puoi disporre di mezzi di informazione, web, stampa, pubblicazioni, oppure semplicemente tieni conferenze, videoconferenze o conferenze stampa ad un vasto pubblico e nel tuo discorso, ogni tre parole infili l’aggettivo scientifico, secondo te, il tuo pubblico o il tuo lettore alla fine del tuo discorso che cosa avrà capito?
-    Beh, avrà capito che tutto quello che ho detto è scientifico.
-    Esatto. Penserà che le affermazioni fatte, le tesi sostenute, le argomentazioni esposte hanno una seria base scientifica. Del resto lo sai anche tu, in una società secolarizzata come la nostra la scienza ha preso il posto della religione e quindi per l’opinione pubblica è la scienza oggi a definire ciò che vero e ciò che è falso, e quindi ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Non è più la religione a detenere l’esclusiva della verità, ma la scienza. Per cui potrebbero anche essere semplicemente le tue opinioni quelle che vai ad esporre, ma per farle passare come vere devi usare spesso l’aggettivo scientifico, tanto chi ti ascolta chennessà? Non ha tempo, né spesso le competenze per verificare se le tue affermazioni sono vere o no, mi capisci? Però, secondo me, per riuscire a imporre le tue convinzioni è necessario ci siano altre condizioni.
-    E quali?
-    Beh, come si diceva prima per essere credibile, devi essere in una posizione di potere. Se vuoi essere convincente agli occhi degli altri, cioè per il tuo pubblico, devi essere in una posizione autorevole. E guarda che non necessariamente parliamo dell’uomo della strada, anzi il tuo pubblico potrebbe essere, ed è preferibile che lo sia, gli organi e le agenzie di stampa, perché poi ci penseranno loro a diffondere il tuo pensiero sostenendone la scientificità, oppure il tuo pubblico potrebbe essere la classe politica, perché sulla base delle tue convincenti opinioni prenderà delle decisioni, farà delle scelte.
-    E allora? Non capisco, andiamo al dunque.
-    Beh, voglio dire, che se le tue opinioni riguardano ad esempio la salute, come può essere nel caso delle droghe, per essere credibile, devi essere per lo meno un medico, devi avere una serie di voluminose pubblicazioni “scientifiche” alle spalle, non importa se le hai scritte tu o hai messo insieme scritti di altri e tu ne abbia curato la stampa, l’importante in questo caso è che il tuo nome sia in bella vista sulla copertina. Poi per essere veramente autorevole, è meglio se sei a capo di una importante istituzione pubblica, grazie alla quale magari sei riuscito ad entrare in contatto con  importanti organismi internazionali. Se poi, sei riuscito a tessere delle relazioni con questi organismi internazionali e a renderle pubbliche con comunicati stampa, convegni o conferenze stampa, il tuo pubblico sarà portato a credere che quelli che sono in relazione con te la pensano esattamente come te. Anzi il massimo sarebbe che la tua convinzione passasse non tanto come una tua opinione, ma come una verità sostenuta da quelli con cui tu sei in relazione e che tu hai accettato di fare tua, mi capisci?
-    Ma stai parlando di Serpelloni?
-    No, che centra Serpelloni? Io ti sto parlando di come si può consolidare una posizione di potere, con tutto quello che ne consegue in termini di consenso rispetto a quello che pensi o che fai, manipolando  l’informazione in modo da far credere che quella che è una tua personale opinione, o una tua personale convinzione venga riconosciuta come scientifica e quindi vera, mi capisci? ... beh … però adesso che mi ci fai pensare!!!
-    Insomma mi stai dicendo … com’è che recita quel detto … ah si: una menzogna ripetuta dieci volte diventa una verità. E’ così?
-    Si più o meno. Vedo che hai afferrato il concetto.
-    Ma questo … questo non è giusto … è una manipolazione … è un bluff!!!
-    Già, un grande Bluff.

Gustavo Spinelli

Pubblicato da LF il 12/06/2013

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