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Nel mondo più di 33 milioni di persone vivono con l'Hiv; 2,6 milioni i nuovi casi registrati e 1,8 milioni i decessi. Mille bambini ogni giorno nascono con l'Hiv in Africa. Povertà e ignoranza fanno sì che solo la metà delle donne incinte sieropositive ottengano i farmaci per proteggere i figli. Le promesse non mantenute dell'Italia. Carla Bruni riconoscente con il Papa. L'editoriale di Elton John su Independent
ROMA - Sono 33,3 milioni, nel mondo, le persone che vivono con l'Hiv, 2,6 milioni i nuovi casi registrati e 1,8 milioni i decessi. Ogni giorno in Africa, epicentro del contagio, più di 1.000 bambini nascono con l'Hiv, e la metà di loro muore prima di raggiungere i due anni. Marginalità , povertà , analfabetismo fanno sì che solo la metà delle donne incinte sieropositive, nei paesi in via di sviluppo, ottengano i farmaci necessari per proteggere dall'infezione i figli che portano in grembo. E' l'allarme contenuto in "Bambini e Aids: quinto rapporto di aggiornamento 2010" realizzato da Unicef 1, Oms 2, Unfpa 3, Unesco 4 e Unaids 5, presentato in occasione della giornata mondiale contro l'Aids del 1° dicembre.
Disparità di trattamento. L'Oms ha pubblicato nuove linee guida per il trattamento con farmaci antiretrovirali di neonati e bambini, consentendo a molti più bambini sieropositivi di accedere tempestivamente alle terapie. Nei paesi a basso e medio reddito il numero dei bambini sotto i 15 anni che ricevevano i trattamenti è salito da 275.300 nel 2008 a 356.400 nel 2009. La percentuale di donne in gravidanza che ricevono questi farmaci è quasi raddoppiata - dal 24% al 45% - tra il 2006 e il 2008, ma la crescita ha poi subìto un rallentamento.
Nel 2009 il 53% delle donne incinte affette da Hiv è stata sottoposta a terapia, ma la qualità dei programmi di prevenzione e trattamento per le madri e i bambini non è omogenea, e cambia da paese a paese.
Il contagio tra i tossicodipendenti. Più di 3 milioni dei circa 15,9 milioni di consumatori di droghe iniettabili hanno l'Hiv, sottolinea il rapporto "Out of harm's way" della Federazione internazionale delle società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa 6, secondo il quale negare i servizi per la riduzione del danno ai consumatori di droghe iniettabili sta contribuendo alla trasmissione del virus e costituisce una violazione dei diritti umani. Non serve la prigione, ma l'accesso ai necessari servizi sanitari, dalla terapia sostitutiva ai programmi sullo scambio di aghi e siringhe. Benché cinque paesi - Cina, Malaysia, Russia, Ucraina e Vietnam - ospitino il maggior numero di consumatori di droghe sieropositivi, le cifre stanno crescendo anche in Africa, Medio Oriente, America Latina, Asia meridionale, centrale ed orientale. Il rapporto si focalizza sull'Europa orientale e l'Asia centrale, dove il 60% dei consumatori di droghe iniettabili è sieropositivo, e dove leggi e politiche continuano a criminalizzare i tossicodipendenti.
In Ucraina. Qui, il numero di sieropositivi è talmente alto che il paese sta andando incontro a un'epidemia generalizzata. In Europa orientale e nella Federazione Russa si assiste a livelli preoccupanti di trasmissione dell'Hiv da parte dei consumatori di droghe iniettabili alla popolazione generale. Il rapporto rileva che, ad oggi, la spesa per i programmi di riduzione del danno è appena dell'1.4% su un totale di 11.3 miliardi di dollari spesi complessivamente per programmi su Hiv e Aids, una somma irrisoria se comparata alle necessità .
Non basta l'intervento "verticale" sull'Aids. Secondo le Nazioni Unite, il 2010 sarebbe dovuto essere l'anno del raggiungimento dell'accesso universale alle cure per HIV/AIDS. In realtà , ricorda Actionaid 7, le persone sottoposte ai trattamenti anti-retrovirali sono solo un terzo di quante ne avrebbero urgente bisogno. La denuncia è contenuta nel rapporto 'Ogni promessa è debito: l'Italia e la lotta all'AIDS', che analizza il ruolo dell'Italia nella lotta all'Aids. "Cinque milioni di persone sono state sottoposte al trattamento anti-retrovirale, una crescita di 12 volte negli ultimi 5 anni. Ma non dobbiamo farci ingannare", ha sottolineato Marco Simonelli, curatore del rapporto, "sebbene le risorse impegnate dalla comunità internazionale dei donatori siano raddoppiate negli ultimi 4 anni, rimane ancora elevata la distanza tra le risorse disponibili e quelle necessarie per combattere la pandemia". Per Actionaid oltre a incrementare le risorse è necessario investire nella qualità degli aiuti passando "da un approccio 'verticale', volto a contrastare la fase di emergenza della pandemia, a uno trasversale costituito da interventi per rafforzare i sistemi sanitari nel loro complesso".
Le promesse non mantenute del governo. Nell'ultimo decennio, ha ricordato Simonelli, l'Italia ha contribuito alla lotta all'Aids per l'80% attraverso il Fondo Globale per la lotta contro l'HIV/AIDS, la tubercolosi e la malaria e per il restante 20% attraverso accordi bilaterali con i singoli Paesi beneficiari. "Ma negli ultimi due anni il nostro paese è l'unico tra i donatori a non aver versato le proprie quote al Fondo, cioè circa 130 milioni di euro all'anno", ha ammonito l'esperto, "sommate al contributo straordinario di 30 milioni di dollari promesso durante il G8 dell'Aquila dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, l'ammanco italiano sale a circa 280 milioni di euro. Un ritardo aggravato dall'imbarazzante assenza del nostro governo alla Conferenza di Rifinanziamento del Fondo Globale stesso".
Il vaccino italiano. E' in fase di sperimentazione, ed è in grado di riportare alla normalità il sistema immunitario. Secondo Barbara Ensoli, del Centro nazionale Aids 8 dell'Istituto superiore di Sanità - che sta sviluppando il vaccino - i risultati ottenuti sono "entusiasmanti" 9: in 87 pazienti trattati, dopo 48 settimane, si osservano miglioramenti notevoli nel sistema immunitario compromesso dal virus. Il vaccino agisce sulla proteina TAT, vero motore dell'Hiv, scatenando una risposta immune duratura e depotenziandone l'azione distruttiva.
Medici senza frontiere. Anche da parte di questa organizzazione c'è il richiamo nei confronti dei paesi donatori alle proprie responsabilità : "Il prezzo delle nuove medicine di cui abbiamo bisogno rischia di impennarsi, ora che i paesi donatori stanno facendo un passo indietro nei loro impegni per l'espansione delle cure contro l'Aids", dichiara Gilles van Cutsem, coordinatore medico di Medici senza frontiere per il Sud Africa e il Lesotho. Le nuove raccomandazioni dell'Oms per la cura dell'Aids sottolineano la necessità di curare i pazienti tempestivamente e con farmaci meglio tollerati, prima dell'instaurarsi di infezioni opportunistiche come la tubercolosi. I dati sui progetti in Lesotho dimostrano la validità di questa nuova strategia: fornire prima le cure ai malati riduce la mortalità del 68%, i nuovi contagi del 27%, i ricoveri ospedalieri del 63%, e riduce del 39% il numero di persone che abbandonano le cure. "Ma proprio ora che le nuove indicazioni di cura ci danno una speranza, i fondi che i paesi donatori stanziano per l'Hiv/Aids sono stagnanti".
"Giù le mani dalle medicine". Il Fondo Globale per la lotta all'Hiv, Tubercolosi e Malaria ha ricevuto solamente 11.700.000 dollari di finanziamenti, invece dei 20 milioni di cui avrebbe bisogno. Il programma PEPFAR sovvenzionato dagli Stati Uniti, che supporta circa la metà delle cure di tutte le persone sieropositive nei paesi in via di sviluppo, per il terzo anno consecutivo ha visto ridurre i propri finanziamenti. Medici senza frontiere ha lanciato la campagna "Europa, giù le mani dalla nostre medicine!", per chiedere alla Commissione Europea di bloccare le trattative in corso con l'India, la "farmacia del terzo mondo", che avrebbero come risultato la restrizione dell'acceso ai prodotti generici a basso costo.
Le iniziative di solidarietà . Giovani della Croce Rossa Italiana sono impegnati in occasione della giornata contro l'Aids nelle piazze di tutta Italia per promuovere la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili. Novantacinque le iniziative in calendario, più di 20.000 i ragazzi coinvolti. Astinenza, fedeltà e preservativo le tre "opzioni" che i ragazzi della Cri illustreranno ai coetanei. Ecco l'elenco delle località 10 nelle quali si svolgeranno iniziative dei Giovani della CRI.
Terre des Hommes. Si occupa di migliaia di bambini vittime dell'Aids in Zimbabwe (dove un bambino su 4 è orfano a causa dell'AIDS) ma anche in Costa d'Avorio e Mozambico. Propone l'acquisto di un test HIV da donare a 10 orfani dello Zimbabwe con una donazione di 15 euro. Basta collegarsi al sito 11 e seguire le istruzioni.
Carla Bruni "riconoscente" con il Papa. Carla Bruni-Sarkozy 12, première dame
di Francia, si è detta "stupita, sorpresa e riconoscente" dopo le aperture del Papa Benedetto XVI sull'uso del preservativo per ridurre i rischi di contaminazione da Aids.
Parlando stamattina ai microfoni di RTL per la Giornata mondiale di lotta all'Aids, la Bruni ha detto: "sono molto emozionata per la recentissima dichiarazione di Benedetto XVI, e riconoscente. Alcuni paesi africani sono cristiani ed ascoltano molto la parola del Papa".
Elton John scrive editoriale su Independent. In occasione della giornata mondiale della lotta all'Aids, il quotidiano britannico Independent ha deciso di affidare la direzione dell'edizione per Ipad al celeberrimo musicista. Nel suo editoriale, Elton John racconta emozionato le sue "prima volte" ("...é la prima volta che dirigo un giornale , è la prima volta che uso un computer e la prima volta che posso dire: questa è la notizia di prima pagina e.... La gente mi ascolta") e spiega l'immagine di copertina: "ci sono dei fiori, simboli di qualcosa che fiorisce e muore: penso sia un'immagine molto forte di cosa vuole essere la nostra lotta all'Aids".
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