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Ecco le proposte per la decarcerizzazione dei tossicodipendenti

Modifiche alla legge 309 e alla ex Cirielli, per "contenere il drammatico sovraffollamento delle strutture penitenziarie, agendo sulle persone tossicodipendenti autrici di reati": le propone un cartello di associazioni e comunita' terapeutiche, che da tempo hanno promosso l'appello "Le carceri scoppiano. Liberiamo i tossicodipendenti". Scarica il file in formato pdf.

06/05/2010

Modifiche alla legge 309 e alla ex Cirielli, per "contenere il drammatico sovraffollamento delle strutture penitenziarie, agendo sulle persone tossicodipendenti autrici di reati": le propone un cartello di associazioni e comunita' terapeutiche, che da tempo hanno promosso l'appello "Le carceri scoppiano. Liberiamo i tossicodipendenti". Antigone, Cnca, Forum Droghe e Gruppo Abele hanno inviato le loro proposte al sottosegretario Carlo Giovanardi, che ha la delega alla lotta alla tossicodipendenza, in occasione del dibattito sul ddl cosiddetto "svuota carceri". Il cartello stima che un progetto di riforma serio potrebbe coinvolgere diecimila persone, incidendo fortemente sul sovraffollamento.

Partendo dalla crescita degli ingressi in carcere di persone tossicodipendenti - passati, dicono, dal 28% sul totale degli ingressi nel 2005 al 33% del 2008 - il cartello propone di intervenire innanzitutto sulla custodia cautelare, promuovendo le alternative alla detenzione anche in fase processuale, agevolando le misure gia' previste dalla legge 309 ma in difficolta'. Da un lato infatti, spiegano, le comunita' accolgono malvolentieri le persone in custodia cautelare, dall'altro per gli operatori dei Servizi pubblici per le dipendenze la programmazione di percorsi di cura con questepersone e' piu' difficoltoso, non essendovi certezza sui tempi.

Altro intervento proposto e' quello di dare maggiore rilevanza alla fattispecie della "lieve entita'", i cui margini di applicabilita', secondo il cartello, sono stati notevolmente ristretti dalla disciplina sulla recidiva introdotta dalla legge ex Cirielli nel 2005. Si propone dunque che il reato di detenzione e spaccio di lieve entita' diventi autonomo e sia inserito in un apposito articolo, e l'esenzione dagli effetti della ex Cirielli per i recidivi che hanno commesso un nuovo reato in relazione al loro stato di tossicodipendenza.

Infine, si sollecita l'applicazione della legge 309 nella parte che prevede l'affidamento terapeutico in prova per i detenuti tossicodipendenti con residuo di pena inferiore a sei anni, che ora trova scarsa applicazione.

Anastasia: contro il sovraffollamento misure penali ordinarie alternative al carcere.  ''Di fronte all'ennesimo episodio di suicidio avvenuto in un carcere italiano ci vorrebbe un'assunzione di responsabilita' da parte della politica. Al di la' delle polemiche degli ultimi giorni, bisognerebbe che tutto il governo, maggioranza e opposizione lavorassero insieme a una proposta credibile per far fronte al sovraffollamento penitenziario''. Cosi' il difensore civico di Antigone, Stefano Anastasia, commenta all'ADNKRONOS la notizia del detenuto suicida a Como. ''Per quasi due anni si e' inutilmente discusso del piano carceri che non e' partito e che se partira' comunque non risolvera' la situazione in tempi brevi - prosegue Anastasia - Intanto la proposta del ministro Alfano va bene se puo' effettivamente garantire una riduzione significativa dei detenuti: anche se dubito della sua efficacia, perche' ci sono troppi paletti e preclusioni che impediranno che a beneficiarne siano 10mila persone, mi sembra pero' senz'altro piu' utile del progetto di costruire carceri nuove, per le quali bisognerebbe attendere ancora molti anni''. Secondo Anastasia, per una soluzione che guardi al lungo periodo, e' necessario prevedere ''ad esempio lavori socialmente utili come misure penali ordinarie alternative al carcere''. Quanto al ruolo dei Garanti sulle condizioni dei detenuti, Anastasia sottolinea che ''fanno quello che possono. Sono istituzioni create dalle Regioni e dagli Enti locali e non hanno poteri sulle amministrazioni penitenziarie. Per questo ci vorrebbe una legge del Parlamento che istituisse il difensore civico nazionale con poteri verso l'amministrazione penitenziaria".

Favi (PD): su tossicodipendenti Giovanardi faccia proposta, si è reso conto che sua legge va cambiata.  Sull'invio dei tossicodipendenti nelle comunità Giovanardi dovrebbe fare una proposta al premier Berlusconi. Lo dice Sandro Favi, responsabile Carceri del Pd. "Il Sottosegretario Giovanardi - premette - non può cavarsela con un colpo al cerchio ed uno alla botte dicendo che sul provvedimento "svuota-carceri" hanno ragione sia Alfano che Maroni. Se si è reso conto che la normativa, che porta con quello di Fini anche il suo nome, non solo non ha consentito di mandare i detenuti tossicodipendenti in comunità di recupero, ma ha aggravato ancora di più i reati che commettono tanti giovani disperati che gravitano nel mondo del piccolo spaccio delle sostanze, facendoli tutti potenziali pericolosi trafficanti, faccia la sua proposta al Presidente del Consiglio e contribuisca a sciogliere la babele di messaggi che produce in questi giorni il Governo. Ben vengano proposte vere su cui investire la responsabilità del Parlamento e non solo il circuito mediatico". "Ci sono - prosegue Favi - anche altre leggi, volute in passato dal centrodestra, che fanno scoppiare le carceri senza creare maggior sicurezza per i cittadini: la criminalizzazione dell`immigrazione irregolare, il marchio ai recidivi. Se ne discuta ora, perché il dramma nelle carceri scivola sempre di più verso una dimensione fuori controllo. Allora  - conclude Favi - ogni ricetta potrà essere stata valutata più o meno giusta, ma prevarranno solo misure di salute pubblica contraddittorie e perdenti".

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Pubblicato da LF il 06/05/2010

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