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Rapporti e ricerche

Rapporti e ricerche dall'Italia. In questa sezione trovate anche le relazioni annuali sulle tossicodipendenze redatte dal Governo Italiano.

L'Italia che gioca

Uno studio su chi gioca per gioco e chi viene “giocato” dal gioco nell'ambito del Progetto "Dipendenze Comportamentali: progetto sperimentale nazionale di sorveglianza e coordinamento/monitoraggio degli
interventi "

Sostanze, precarietà e genere

L'abstract della ricerca “sostanze, precarietà e genere” realizzata con fondi nazionali dalla Provincia di Milano con la  collaborazione della Cooperativa Lotta contro l’emarginazione e del Coordinamento Nazionale Nuove Droghe)

HAIRVEQ 2006: L’evoluzione della performance dei laboratori dopo azioni di addestramento diverse

Il programma HAIRVEQ 2006, promosso dall’Istituto Superiore di Sanità (Roma, Italia) e dall’Institut Municipal d’Investigació Mèdica (Barcellona, Spagna), si è proposto di verificare l’efficacia dei test del capello per l’individuazione di droghe illecite. In particolare, lo studio intendeva valutare l’attendibilità di 32 laboratori per l’analisi dello stesso campione di capelli contenente oppiacei, cocaina e metadone, dopo che sono stati effettuati alcuni specifici interventi di addestramento.
In una prima fase il campione è stato inviato ai laboratori perché lo analizzassero secondo la loro metodologia abituale.
In una seconda fase sono state anche fornite ai laboratori delle procedure operative standard, comprendenti la preparazione del campione, la validazione del metodo e la valutazione qualitativa e quantitativa dei dati, e un campione di capelli per l’addestramento dei laboratori stessi. Inoltre i laboratori hanno ricevuto altri campioni di capelli, inclusi quello usato per valutare la loro prestazione. Al termine della seconda fase è stato organizzato un workshop con i laboratori partecipanti al progetto, per discutere le questioni metodologiche e l’interpretazione dei risultati ottenuti.
Nella terza e ultima fase è stato inviato ai laboratori lo stesso campione sconosciuto contenente oppiacei, cocaina e metadone per una valutazione finale dell’efficacia dei test da essi condotti.
Nella prima fase, sette laboratori (il 22% del totale) hanno riportato undici risultati qualitativi scorretti (dieci falsi negativi e un falso positivo). Nella seconda fase è stata osservata una riduzione del numero dei risultati scorretti, in quanto quattro laboratori (il 13% del totale) hanno riportato quattro falsi negativi e un falso positivo. Nella terza fase, sette laboratori (il 22% del totale) hanno riportato cinque falsi positivi e cinque falsi negativi.
In conclusione, si rileva l’esigenza di offrire ulteriori iniziative di formazione a un gruppo di laboratori i cui risultati sia di tipo qualitativo, sia di tipo quantitativo si sono dimostrati non soddisfacenti.

ScienceDirect
Forensic Science International 176 (2008) 2–8
www.sciencedirect.com

I servizi di Riduzione del danno in Italia. Un’indagine del CNCA.

La strategia di contrasto alla droga del Consiglio d’Europa sottolinea l’importanza del ruolo rivestito dalla Riduzione del danno. Le attività di Riduzione del danno possono essere considerate il pilastro dell’intervento dedicato ai soggetti che continuano a usare sostanze, con cui avviare percorsi di contatto, prima offerta di opportunità di relazione, di counseling e di strumenti perché il consumo non diventi overdose o patologia grave.
Dopo ormai venti anni di sperimentazione delle attività di Riduzione del danno in Italia, in gran parte gestite in collaborazione tra pubblico e privato sociale, il panorama dei servizi e degli interventi continua a essere quanto mai eterogeneo e diversificato. Le attività di Riduzione del danno – con tutte le sue azioni di supporto (un pasto, il dormire, la doccia, uno spazio “di tregua” dalla durissima vita di strada) e “di prima accoglienza” – pur partendo da una finalità prioritariamente sanitaria, hanno assunto una forte connotazione anche sociale e di vicinanza relazionale: un servizio di bassa soglia prende in carico la condizione di vita del consumatore nel suo complesso, aiutandolo anche nella possibile scelta verso i servizi e le comunità.

L’obiettivo dello studio avviato dal Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA) nel mese di luglio 2008 è quello di censire i servizi di riduzione del danno e di prima accoglienza in Italia e descriverne analiticamente un campione rappresentativo.
Quelli qui presentati sono risultati preliminari perché lo studio è tuttora in corso.

Il costo fiscale del proibizionismo: una simulazione contabile

Recenti contributi teorici sostengono la superiorità degli strumenti fiscali nel contenere il consumo di droghe rispetto all’applicazione di una normativa proibizionista. In Italia il consumo di tabacchi ed alcolici è appunto scoraggiato tramite l’imposizione di una elevata tassazione. Questo lavoro di Marco Rossi dell'Università degli Studi di Roma “La Sapienza” stima quale sarebbe stata l’implicazione fiscale per l’erario nazionale se nel periodo 2000-05 il mercato delle droghe fosse stato regolato come quello dei tabacchi. Le stime dello studio suggeriscono un beneficio fiscale annuale di quasi 10 miliardi euro (quasi 60 in totale). In particolare, l’erario risparmierebbe circa 2 miliardi all’anno di spese per l’applicazione della normativa proibizionista (polizia, magistratura, carceri), ed incasserebbe circa 8 miliardi all’anno dalle imposte sulle vendite (5,5 dalla sola cannabis).

L'Art. 75 del DPR 309/90 e il consumo di sostanze illegali

Ecco in formato pdf la sintesi della Ricerca "L’ART. 75 DEL D.P.R. 309/90 E IL CONSUMO DI DROGHE ILLEGALI. UNA RICERCA SU PRASSI APPLICATIVE, ESPERIENZE, INNOVAZIONI" curata da ricercatori di sei università italiane.

La percezione sociale nel consumo di sostanze - esame della stampa della Regione Emilia-Romagna

Ecco il testo della ricerca dal titolo "La percezione sociale nel consumo di sostanze - esame della stampa della Regione Emilia-Romagna", realizzata da Forum Droghe a cura del Prof. Piero Ignazi, Facoltà di Scienze politiche, Università degli Studi di Bologna.

Rapporto sugli effetti delle ordinanze comunali contro la prostituzione in strada

On line in versione pdf il rapporto sugli effetti delle ordinanze comunali contro la prostituzione in strada presentato a Roma da Associazione On the Road, Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI), Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute, Cooperativa Dedalus, Consorzio Nova, Coordinamento Nazionale delle Comunità d’Accoglienza (CNCA) e Movimento di Identità Transessuale (MIT).

Rapporto del Ministero degli Interni sulle segnalazioni per conusmo di sostanze

Uso personale di droga: una pubblicazione del ministero dell'Interno analizza 15 anni di applicazione della normativa. Lo studio della Direzione centrale per la documentazione e la statistica prende in considerazione le segnalazioni ai prefetti dal 1991 al 2006.

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