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I ministri responsabili della lotta agli stupefacenti di Afghanistan,
Pakistan ed Iran hanno constatato oggi che negli ultimi mesi e'
aumentata la produzione di oppio afghano e che questo comporta una
maggiore minaccia per la regione e non solo. Lo si e' appreso durante
una conferenza stampa a Kabul.
Il problema e' stato esaminato nell'ambito del 5/o incontro
dell'Iniziativa triangolare organizzato dall'Ufficio delle Nazioni Unite
per le droghe e la criminalita' (Unodc) a cui sono intervenuto il
ministro dell'Interno iraniano, Mustafa Muhammad Najjar, il ministro per
la Lotta ai narcotici pachistano, Haji Khudabakhsh e quello afghano
Antinarcotici, Zahar Ahmad Muqbil.
Citando un rapporto dell'Unodc, Muqbil ha detto che 365 tonnellate di
stupefacenti, fra cui oppio ed eroina, hanno lasciato quest'anno
l'Afghanistan per Iran, Pakistan e gli Stati dell'Asia centrale,
confermando un incremento importante delle coltivazioni illecite in
territorio afghano.
Il direttore esecutivo dell'organismo dell'Onu, Yuri Fedotov, ha
ricordato che mentre la produzione di droga in Afghanistan era diminuita
nel 2010, quest'anno essa ha avuto un incremento del 7% per la forte
domanda esistente nel mercato internazionale.
Anche per questo, gli ettari coltivati ad oppio sono passati dai 123.000 del 2010 ai 131.000 di quest'anno.
I tre ministri, si e' infine appreso, hanno comunque preso l'impegno di
mettere a punto una strategia capace progressivamente di reprimere
questo pericoloso fenomeno.
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