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Fonte: Liberazione 12/01/2007

E la legge Fini-Giovanardi continua a fare danni

Ecco la lettera di Forum Froghe al Presidente Prodi pubblicata su Liberazione.

Al Presidente del Consiglio Romano Prodi
Al Consiglio dei Ministri

Poco meno di un anno fa, nel febbraio 2006, veniva convertito in legge, con il numero 49/06, il cosiddetto decreto Fini - Mantovano - Giovanardi sulle droghe. Fu un vero e proprio, clamoroso, golpe istituzionale: fu, come noto, frettolosamente inserito nel decreto sulle Olimpiadi Invernali, non un solo minuto fu dedicato, in Parlamento o in qualche Commissione, alla discussione di un testo che avrebbe normato una materia delicata, complessa, che ha effetti importanti sulle vite e sui destini di milioni di persone, e anche, e non secondariamente, sulla civiltà sociale e giuridica del Paese. Un testo che calpesta gli esiti del referendum del 1993, con il quale gli italiani avevano scelto almeno di limitare i danni della originaria formulazione della legge 309/90, evitando il carcere ai consumatori e abrogando quella dose media giornaliera che, in spregio ad ogni criterio di scientificità e giustizia, trasformava i consumatori in spacciatori. Un testo su cui la quasi totalità degli operatori del pubblico e del privato, delle comunità, delle associazioni e del volontariato si è sempre detto contrario, dando vita nei cinque anni di governo del centro destra a un variegato, plurale e determinato movimento di opposizione.
Questo vasto movimento ha trovato nei partiti del centro sinistra un interlocutore politico attento alle ragioni sociali, culturali, scientifiche e di politica sociale che chiedevano con forza di impedire questo ritorno alla logica repressiva e ideologica sulle droghe: tanto che nel programma politico della coalizione furono incluse in modo inequivocabile e netto sia, in prima battuta, la abrogazione della legge 49/06, sia un’azione di riforma dell’intera normativa nel segno della depenalizzazione delle condotte di consumo, dell’apertura verso prassi di prevenzione, cura, e riduzione dei danni innovative, sia, ancora, di una adeguata e efficiente riorganizzazione del sistema dei servizi.

“Dal penale al sociale”, aveva chiesto questo ampio movimento, e su questo il centro sinistra ha siglato un patto attraverso il suo programma politico.
Ora, nel momento in cui vi apprestate a stilare gli impegni di governo per il 2007, siamo qui a ricordarvi questo impegno. La vostra agenda è fitta, è vero, ma questa è una riforma urgente: la legge 49 è vigente, è una delle leggi più repressive in Europa, e sta continuando a produrre i suoi danni, umani, sociali, giuridici ed economici. Sono danni destinati a restare scritti nella vita di molti: questa ci pare una responsabilità enorme, e sarebbe un vero paradosso se le forze politiche che questa legge hanno sempre osteggiato, continuassero a farsene carico. Non solo: oltre il vincolo del programma, crediamo che il tema delle droghe possa essere emblematico di una differenza della politica “a sinistra” attorno alla quale molte e alte sono le aspettative, dopo cinque anni di approccio strumentale e rozzamente ideologico ai temi “sensibili”. Ci aspettiamo, cioè, che non siano esigenze tattiche a governare la logica riformista sui temi delle libertà e della convivenza sociale, ma una rinnovata cultura, democratica, laica e tollerante, del diritto e dei diritti.
La riforma della 49/06 e della legge 309/90 nel segno della depenalizzazione, del restituire al sociale ciò di cui il penale si è impossessato, poggia sulle basi sicure e ampie di un lungo lavoro di confronto, studio, analisi maturato da almeno dieci anni: nelle Conferenze nazionali sulle droghe del 1997 e del 2000, nelle Consulte nazionali che, fino al 2001, hanno lavorato mettendo insieme competenze e professionalità, in tanti tavoli regionali e nazionali, nella pluralità di analisi e studi di valutazione sulle politiche e sugli interventi, nelle reti e nei movimenti dell’ultimo decennio. Un patrimonio che la destra ha tentato di azzerare, e che questo governo, al contrario, ci aspettiamo sappia riconoscere e valorizzare, facendone quel bagaglio di conoscenze acquisite su cui la riforma trovi le sue solide premesse.
La Consulta e il Comitato scientifico istituiti presso il Ministero della Solidarietà sociale e la Commissione creata preso quello della Salute hanno già iniziato il loro lavoro, e il 2007 vedrà lo svolgersi di una nuova Conferenza nazionale; il movimento per una nuova politica sulle droghe è ricco di proposte, conoscenze, saperi; in Parlamento sono già depositati testi di legge, come quello Boato, che recepiscono li linee di una riforma possibile. Il 2007 può e deve essere, allora, anche l’anno di una riforma non più rinviabile.

Associazione Forum Droghe

Pubblicato da LF il 12/01/2007

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