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David Nutt: le mie opinioni sulla classificazione delle droghe

Breve scheda sintetica dell'articolo di David Nutt su The Guardian, 3 novembre 2009 (vai all'articolo originale, in inglese)

Fonte: fuoriluogo.it, di Marina Impallomeni 17/12/2009

Da quando nel 1971 è entrato in vigore in Gran Bretagna il Misuse of Drugs Act, la cannabis è l’unica droga ad essere stata riclassificata, passando dalla classe B (sostanze più pericolose) alla classe C (sostanze meno pericolose).

Nel 2007 il ministro dell’interno ha chiesto all’ACMD (Advisory Council on the Misuse of Drugs) di rivedere lo status della cannabis perché “sebbene le statistiche mostrino che l’uso di cannabis è diminuito significativamente, c’è una reale preoccupazione per i possibili effetti sulla salute mentale, in particolare per l’uso di forme più forte comunemente dette skunk”.

Il rapporto dell’ACMD è giunto a varie conclusioni:
- la cannabis è una droga pericolosa, e l’uso diffuso di cannabis tra i giovani suscita preoccupazione;
- è necessaria una riposta concertata in termini di salute pubblica per ridurne drasticamente il consumo;
- le evidenze attuali suggeriscono un nesso causale probabile, ma debole, tra i disturbi psicotici e l’uso di cannabis;
- i danni causati dalla cannabis non sono così gravi quanto quelli delle droghe in classe B, perciò la cannabis deve restare in classe C.

Cannabis e schizofrenia
I fumatori di cannabis hanno all’incirca 2,6 probabilità in più di avere una esperienza psicotica rispetto a chi non la fuma. Per confrontare questa cifra ad altre: i fumatori di tabacco hanno 20 probabilità in più di sviluppare un cancro al polmone, rispetto a chi non lo fuma.

Fumare cannabis comporta un rischio relativamente piccolo di disturbi psicotici, in confronto a un forte rischio di cancro al polmone per chi fuma il tabacco.

L’altro paradosso è che la schizofrenia sembra andare scomparendo (dalla popolazione generale) anche se l’uso di cannabis è aumentato marcatamente negli ultimi 30 anni.

Informazione distorta da parte dei media

Vi è un peculiare squilibrio nell’informazione da parte dei media, per quanto riguarda le droghe. Ad esempio, secondo uno studio, in Scozia i giornali hanno riferito solo un decesso per aspirina ogni 265, mentre nel caso dell’eroina è stato riferito un decesso ogni 5.

Valutazione dei danni

L’ACMD ha cercato di mettere insieme uno strumento di valutazione dei pericoli delle droghe. Ha preso in considerazione tutte le droghe previste dal Misuse of Drgs Act, aggiungendo inoltre alcune droghe che non ne fanno parte. Ad esempio sono state prese in considerazione la ketamina (all’epoca non ancora vietata), alcuni solventi, il tabacco, l’alcol.

Alcune droghe di classe A sono risultate molto meno pericolose di altre, anch’esse presenti in classe A. Ciò suggerisce che vi è una anomalia nell’attuale sistema di classificazione.

Lo studio ha evidenziato tra l’altro quanto sia pericoloso l’alcol. Affrontare i danni dell’alcol è probabilmente oggi la sfida maggiore in relazione ai danni delle droghe.

Il corto circuito logico

Si riporta il dialogo con un politico tipo, mettendo in ridicolo il corto circuito logico. Il politico: “Non puoi comparare i danni di un’attività legale con quelli di una illegale”. Nutt: “Perché no?”. Il politico: “Perché una è illegale”. Nutt: “Perché è illegale?”. Il politico: “Perché è dannosa”. Nutt: “Dunque abbiamo bisogno di mettere a confronto i danni per stabilire se deve essere illegale. Non pensi?”. Il politico: “Ma non puoi comparare i danni di un’attività legale con quelli di un’attività illegale”.

 

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Pubblicato da LF il 17/12/2009

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