Maria Grazia Cogliati Dezza, Henri Margaron, Stefano Vecchio, Grazia Zuffa, Leopoldo Grosso, Giorgio Bignami.
Una denuncia contro la tragica inerzia del manicomio diffuso. La diagnosi, sia doppia che singola, è sempre una sottrazione di senso alla vita delle persone, agita in maniera difensiva da quei servizi che allontanano da sé il problema cercando di dislocarlo altrove. Da Fuoriluogo, maggio 2004.
Questa reificazione della sofferenza umana con la diagnosi asseconda la tendenza dei due servizi, già oberati di lavoro, a sminuire il problema di propria competenza e a esaltare quello altrui. Da Fuoriluogo, giugno 2004.
APPUNTI PER UNA DIAGNOSI RISPETTOSA DELL’UNICITÀ DEL SOGGETTO. Cosa accade a chi vive allo stesso tempo un’esperienza di consumo e una di follia? Il fenomeno può sembrare riducibile o a una dipendenza o a una malattia mentale, in realtà non è né l’una né l’altra, né ambedue insieme. Da Fuoriluogo, luglio/agosto 2004.
Da Fuoriluogo, dicembre 2004
Le comunità e la comorbilità tossico-psichiatrica. Oggi ai servizi si rivolgono gli eroinomani “invecchiati” e malati, che vivono in un marcato isolamento sociale e con la paura del futuro: la domanda di aiuto si esprime in maniera aggressiva, sotto forma di pretesa e minaccia. Da Fuoriluogo, dicembre 2004.
La riforma sulla droga del ’75 e la legge psichiatrica del ’78, uno sguardo in parallelo trent’anni dopo. Da Fuoriluogo dicembre 2008
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