la Newsletter di Fuoriluogo

La newsletter di Fuoriluogo
Anno XI - Nuova serie, Numero 22
20/06/2012

In questo numero

ATTENZIONE: solo fino a lunedì potrete avere l'iscrizione agevolata per la Summer School 2012 di Forum Droghe e CNCA. Affrettatevi a prenotare!

Per la rubrica di Fuoriluogo sul Manifesto di oggi Amira Armenta, TransNational Institute, analizza i possibili effetti sulla war on drugs del VI Summit delle Americhe, tenutosi a Cartagena in aprile. Vai al testo originale sul sito del TNI.

Mentre scopriamo i sensori iperspettrali della Guardia di Finanza e qualcuno propone di candidare i Coffeshop olandesi come bene Patrimonio dell'Umanità, noi ci limitiamo a esaminare un po' di dati sui catastrofici effetti della Legge Fini Giovanardi. Questi dati sono tutti raccolti nella terza edizione del Libro Bianco sulla legge Fini Giovanardi che verrà presentato alla stampa lunedì prossimo a Roma, e che troverete come sempre on line nel primo pomeriggio sul nostro sito.

Il giorno prima invece l'appuntamento è a Bologna con l'Assemblea dell'Ascia, mentre il 26 giugno Antigone celebra la giornata contro la tortura rilanciando il suo appello che potete firmare qui.

A proposito di appelli Fuoriluogo.it aderisce anche alla campagna 10x100 lanciata dall'Assemblea di supporto ai e alle 10 di Genova 2001 accusati di "devastazione e saccheggio" e condannati a cento anni di carcere complessivi nei primi due gradi di giudizio. Presto la sentenza della Cassazione.

In copertina

In Primo Piano

Respinto il ricorso, Josemans continua la lotta

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Il gestore del coffeeshop di Maastricht Easy Goin' ha perso il ricorso presso il tribunale della capitale del Limburgo. In attesa della sentenza di merito Josemans ha deciso di continuare la serrata mentre secondo le denunce raccolte dai laburisti i disagi causati dai turisti della canna (posteggi in doppia fila e schiamazzi) erano forse più tollerabili del “supermercato di strada” inaugurato con il pass. La rubrica settimanale dal nuovo fronte occidentale dal nostro corrispondente Massimiliano Sfregola.

Droga: nel 2011 sequestrate quasi 40 tonnellate sostanze stupefacenti

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Pubblicati i dati del 'Rapporto Annuale 2011'' sul traffico di sostanze stupefacenti, redatto dalla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga.

Stone: I narcos messicani sono come la mafia italiana

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Il regista, che uscira con il suo nuovo film incentrato sul traffico di droga fra Messico e California nel prossimo autunno in Italia, non nasconde le sue idee in fatto di politica sulle droghe: "se liberalizzassero le droghe, staremmo tutti meglio". Silvia Bizio su Repubblica del 14 giugno 2012.

I coffeshop patrimonio dell'Umanità

I coffeshop olandesi stanno per chiudere, e Dimitri Breeuwer dell'associazione "We Smoke" vuole convertirli in patrimonio culturale dell'umanità. In un'intervista spiega perché. Dal Notiziario Droghe Aduc.

Sensore iperspettrale della Finanza per scovare la droga

Arrestati due immigrati che coltivavano una piantagione di marijuana. Un nuovo sistema del contrasto alla coltivazione di sostanza stupefacente con il Gea.

L’iconoclasta

La Rai e il sociale

Bersani è sceso dall’Aventino per le nomine Rai, ma il sociale resta dimenticato. L'inconoclasta.

Bersani è sceso dall’Aventino per le nomine Rai. Aveva ragione prima con la decisione di non partecipare all’ennesima spartizione partitocratica; ha ancora più ragione nel momento in cui si è dichiarato disponibile a votare due nomi indicati da alcune associazioni straordinariamente impegnate sul terreno dell’impegno civile. Ma la fretta fa i gattini ciechi. Uno dei limiti più gravi del cosiddetto Servizio Pubblico è l’assenza di informazione sui temi sociali e fa specie che Bersani non abbia chiesto alle associazioni e movimenti del sociale una indicazione specifica. E’ superfluo fare l’elenco dei soggetti titolati. Se qualcuno farà uno squillo di tromba, noi suoneremo le campane!
L’iconoclasta

La rubrica su FL sul Manifesto

Il dissenso nel cortile di casa

Amira Armenta, TransNational Institute, scrive per la rubrica di Fuoriluogo sul Manifesto del 20 giugno 2012. Vai al testo originale sul sito del TNI.

la_muerte_de_pablo_escobar-_fernando_botero_0.jpgAl VI Summit delle Americhe, tenutosi a Cartagena in aprile, il blocco latino americano ha finalmente deciso di  parlare francamente agli Stati Uniti: la guerra alla droga è fallita, è venuto il tempo di pensare ad altro. Il tema non è così nuovo come sembra. L’America Latina ha una tradizione relativamente lunga di dissenso sul controllo della droga.

I problemi causati dal flusso illegale di narcotici e dalle misure di controllo furono all’origine di un altro evento internazionale, tenutosi ventidue anni fa, anche questo a Cartagena. La dichiarazione di Cartagena del 15 febbraio 1990, firmata dagli allora presidenti di Colombia, Perù, Bolivia e Usa, segna il timido inizio di un processo regionale, sfociato di recente nelle prese di posizione di diversi presidenti contro la guerra alla droga. Anche se quel testo riconferma il ruolo delle forze dell’ordine nel controllo dell’offerta di droga, tuttavia specifica che ogni strategia “ deve tenere in conto la riduzione della domanda”: intendendo con ciò assegnare anche al paese consumatore- nel caso gli Stati Uniti – la sua parte di responsabilità. Durante i due decenni passati, il malessere dei paesi latino-americani è emerso in diverse occasioni: dall’iniziativa del 1993 del governo messicano per chiedere un “approccio bilanciato”, alla Strategia Antidroga nell’Emisfero adottata nel 1996 dall’Organizzazione degli Stati Americani (Oas), che incorporava il concetto di “responsabilità condivisa”.

Quel dissenso però era debole e non ha portato a risultati: ad esempio, l’iniziativa messicana sfociò nell’Assemblea Generale dell’Onu (Ungass) del 1998, che riconfermò le stesse politiche.

Ora il discorso è cambiato: dalla “responsabilità condivisa” si è passati a mettere in questione la guerra alla droga. Ecco perché il summit di Cartagena di aprile è stato importante. Non solo perché la contestazione è avvenuta in seno all’Oas, che è sotto l’egida degli Usa; per la prima volta la maggioranza dei paesi ha apertamente messo in dubbio le politiche statunitensi. Questa è una novità assoluta.

Diversi capi di governo dell’America Latina hanno cominciato a pronunciarsi per un cambio di paradigma. All’inizio degli anni 2000, il presidente uruguayano Jorge Batlle si dichiarò  apertamente per la legalizzazione delle droghe leggere. Nel 2008, il presidente dell’Honduras, Manuel Zelaya, si è espresso per la legalizzazione del consumo di droga. Il passo di Evo Morales per togliere la foglia di coca dalle convenzioni Onu è forse l’atto più sensazionale contro la rigidità del sistema di controllo delle droghe. Nel luglio 2011, la presidente del Costarica, Laura Chinchilla, ha chiesto alla comunità internazionale di impegnarsi di più per fronteggiare le conseguenze negative della guerra alla droga nel Centro America. E il presidente del Guatemala, Otto Perez Molina ha parlato di “decriminalizzazione e legalizzazione”.

In ultimo, il presidente colombiano Juan Manuel Santos ha annunciato di voler includere il tema delle alternative alle politiche attuali nell’agenda del summit di Cartagena. Washington si è subito dichiarato contrario. Ma l’importanza della proposta sta nel fatto stesso di essere stata avanzata all’interno di un organismo controllato dagli Stati Uniti. Cartagena ha prodotto almeno un risultato concreto: l’Organizzazione degli Stati Americani ha oggi in agenda un tema fino a ieri tabù: la war on drugs degli Stati Uniti.


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Campagne

10x100

Fuoriluogo.it aderisce alla campagna 10x100 lanciata dall'Assemblea di supporto ai e alle 10 di Genova 2001 accusati di "devastazione e saccheggio" e condannati a cento anni di carcere complessivi nei primi due gradi di giudizio. Presto la sentenza della Cassazione.

genova300.pngAPPELLO ALLA SOCIETÀ CIVILE E AL MONDO DELLA CULTURA

La gestione dell’ordine pubblico nei giorni del G8 genovese del luglio del 2001, rappresenta una ferita ancora oggi aperta nella storia recente della repubblica italiana.

Dieci anni dopo l’omicidio di Carlo Giuliani, la “macelleria messicana” avvenuta nella scuola Diaz, le torture nella caserma di Bolzaneto e dalle violenze e dai pestaggi nelle strade genovesi, non solo non sono stati individuati i responsabili, ma chi gestì l’ordine pubblico a Genova ha condotto una brillante carriera, come Gianni De Gennaro, da poco nominato Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.

Mentre lo Stato assolve se stesso da quella che Amnesty International ha definito “la più grande sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale”, il prossimo 13 luglio dieci persone rischiano di diventare i capri espiatori e vedersi confermare, in Cassazione, una condanna a cento anni di carcere complessivi, in nome di un reato, “devastazione e saccheggio”, che rappresenta uno dei tanti detriti giuridici, figli del codice penale fascista, il cosiddetto Codice Rocco.

Un reato concepito nel chiaro intento, tutto politico, di perseguire chi si opponeva al regime fascista. Oggi viene utilizzato ipotizzando una “compartecipazione psichica”, anche quando non sussiste associazione vera e propria tra le persone imputate. In questo modo si lascia alla completa discrezionalità politica degli inquirenti e dei giudici il compito di decidere se applicarlo o meno.

E’ inaccettabile che, a ottant’anni di distanza, questa aberrazione giuridica rimanga nel nostro ordinamento e venga usata per condannare eventi di piazza così importanti, che hanno coinvolto centinaia di migliaia di persone, come le mobilitazioni contro il G8 a Genova nel 2001.

Non possiamo permettere che dopo dieci anni Genova finisca così, per questo facciamo appello al mondo della cultura, dello spettacolo, ai cittadini e alla società civile a far sentire la propria voce firmando questo appello che chiede l’annullamento della condanna per devastazione e saccheggio per tutti gli imputati e le imputate.

Per una battaglia che riguarda la libertà di tutte e tutti.

Assemblea di supporto ai e alle 10 di Genova 2001

Qui potete aderire all'appello: http://www.10x100.it/

 

Oltre la Carta

Libro Bianco sulla Fini Giovanardi

Immagine 65.pngTre anni di applicazione della legge 49/2006 sulle droghe. Illustrazione e commento dei dati sulle conseguenze penali e sulle sanzioni amministrative. I riflessi sull’amministrazione della giustizia e sul carcere. On line il libro bianco a cura di Forum Droghe, Antigone, la Società della Ragione.

Il secondo Libro Bianco sulla legge Fini-Giovanardi

Schermata 2011-06-24 a 11.01.39.pngDopo 5 anni di applicazione della legge 49/2006 Antigone, CNCA, Forum Droghe e La Società della Ragione hanno pubblicato il SECONDO LIBRO BIANCO SULLA LEGGE FINI-GIOVANARDI che contiene l'illustrazione e il commento dei dati sulle conseguenze penali e sulle sanzioni amministrative e i riflessi sull’amministrazione della giustizia e sul carcere delle politiche proibizioniste italiane sulle sostanze.

La biblioteca di FL

MARIJUANA. I miti e i fatti

iconaE' disponibile in libreria la ristampa della traduzione in italiano del libro Marijuana, i Miti e i Fatti di Morgan e Zimmer a cura di Grazia Zuffa e Franco Corleone.

Cocaina. Il consumo controllato

cocaina-consumo.jpg

Dal 20 ottobre troverete in tutte le librerie il volume "Cocaina. Il consumo controllato", a cura di Grazia Zuffa. Il testo, edito dal Gruppo Abele contiene scritti di Stefano Bertoletti, Claudio Cippitelli, Peter Cohen, Tom Decorte, Patrizia Meringolo, Susanna Ronconi e Grazia Zuffa, introduzione di Livio Pepino. Vai alla scheda di presentazione.

Dopo la guerra alla droga

blueprint-cop.pngEcco la traduzione italiana del volume "Blueprint for regulation" a cura di Transform.

Presentazione di Sandro Del Fattore e Giuseppe Bortone, prefazione di Franco Corleone e Grazia Zuffa.

Acquista sul sito dell'editore.

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