la Newsletter di Fuoriluogo

La newsletter di Fuoriluogo
Anno IX - Nuova serie, Numero 9
30/04/2010

In questo numero

Vi ricordiamo che potete già iscrivervi alla Summer School di Forum Droghe/Fuoriluogo e CNCA in collaborazione con il CESDA, dedicata ai nuovi usi di una sostanza antica, l'alcool, dal 2 al 4 settembre a Impruneta. Iscrizione a quota agevolata sino al 15 giugno 2010.

In copertina

Carceri, il governo svuota il mare col bicchiere

Stefano Anastasia commenta il decreto Alfano per la rubrica settimanale di Fuoriluogo sul Manifesto del 29 aprile 2010.

Dopo la boutade dei prefabbricati in “stile L’Aquila”, il Presidente del Consiglio ha annunciato la prossima approvazione di un decreto-legge che conterrebbe l’immediata applicabilità della detenzione domiciliare per i detenuti con un anno di pena da scontare, già proposta in un disegno di legge voluto dal Ministro Alfano e attualmente in corso d’esame alla Camera dei deputati.
La scelta di un’iniziativa legislativa in materia è senz’altro condivisibile, se non altro perché ammette ciò che finora il Governo ha negato: non tanto l’insostenibilità della condizione penitenziaria, quanto l’insufficienza e l’inefficacia del rimedio finora sbandierato, quello immobiliare-edilizio del “piano carceri”. Avvedutosi dell’inutilità pratica, in tempi rapidi, di quello strumento, il Governo – cui spetta la responsabilità politica di quanto accade e di quanto potrebbe accadere nei prossimi mesi nelle carceri italiane – tenta di correre ai ripari. Bene: è l’ammissione del fallimento della politica seguita finora.
Del decreto-legge promesso da Berlusconi ancora non si sa nulla, ma è presumibile che ricalchi in tutto o in parte il disegno di legge Alfano. E qui, sul merito, il giudizio non può essere altrettanto positivo. La proposta viene presentata come una sorta di detenzione domiciliare speciale per le pene e i residui pena fino a un anno, cui si affiancherebbe la messa alla prova come ulteriore elemento di riduzione degli ingressi in carcere.
Se la procedura per l’applicazione della detenzione domiciliare appare più sbrigativa della detenzione domiciliare esistente (che non riesce a drenare la popolazione detenuta con pene o residui pena inferiori a due anni), le preclusioni per titolo di reato e per etichettatura soggettiva lasciano immaginare che i margini di successo della misura siano assai limitati. A ciò si aggiunga il propagandistico inasprimento delle pene per il reato di evasione, spesso contestato ai detenuti ai domiciliari che fanno la “ora d’aria” dal vicino di casa o al bar di fronte: con un aggravamento della situazione di tali “irregolari” della vita quotidiana che costituiscono il più corposo bacino d’utenza del carcere.
Infine: individuato il lavoro di pubblica utilità come condizione della messa alla prova che sospende il processo, se ne estende la previsione alla misura alternativa dell’affidamento in prova al servizio sociale, applicato dal 1975 a oggi senza una simile contro-partita, con l’assai probabile effetto di renderne assai più difficile la concessione.
A tutto ciò si aggiunga l’obiezione più radicale: se entro in casa e mi accorgo che si sta allagando per una perdita, la prima cosa che faccio è chiudere l’acqua, poi provvederò a drenare e asciugare. Allo stesso modo, di fronte a un tasso di incarcerazione insostenibile, il Governo dovrebbe innanzitutto individuare gli eccessi punitivi (e ce ne sono!) che producono carcerazione inutile quanto dannosa (e ce n’è!). Regolate le condotte, smaltire il sovraffollamento non assomiglierebbe più al tentativo di svuotare il mare con un bicchiere.
Ciò detto, se le condizioni sempre più precarie di un Governo sotto lo scacco della Lega non consentono un cambio di registro nella politica penale, il più tortuoso percorso delle alternative al carcere può essere seguito, a condizione che mostri qualche condizione di efficacia, a partire dalle rimozione delle preclusioni soggettive, fino al potenziamento delle risorse normative e finanziarie utili a scarcerare alcune particolari tipologie di detenuti, come i consumatori di sostanze stupefacenti con problemi di dipendenza o comunque incarcerati in ragione della loro condizione di assuntori di droghe. Era questo il succo dell’appello “Le carceri scoppiano: liberiamo i tossicodipendenti”, i cui promotori stanno verificando la possibilità che il Governo faccia qualche passo anche in questa direzione, come annuncia di voler fare il sottosegretario Giovanardi. Certo, per questo Governo, per le culture che vi sono rappresentate, per le biografie di alcuni suoi esponenti deve essere un cammino particolarmente difficile e doloroso, ma se non si vuole precipitare dallo “stato di emergenza” proclamato in pompa magna nel gennaio scorso alla emergenza umanitaria della prossima estate il tempo stringe e l’amara medicina qualcuno dovrà buttarla giù.

In Primo Piano

Emendamento tossicodipendenti. Corleone: una conferma dei nostri dati.

Il sottosegretario Giovanardi ha proposto un emendamento all'annunciato decreto legge Alfano sulla detenzione domiciliare per i detenuti a un anno dal fine pena che riguarda le misure previste per i tossicodipendenti.

Per Franco Corleone, segretario di Forum droghe e Garante dei detenuti di Firenze si tratta della "conferma della fondatezza dei dati, dell'analisi e delle proposte che avevamo presentato con il Libro Bianco sulla legge Fini Giovanardi" e di un accoglimento parziale delle "proposte del mondo delle Comunità (Cnca, Gruppo Abele, San Benedetto e Saman) e delle associazioni come Antigone, ma è un segno di attenzione che va colto con altrettanta attenzione."

Vai all'appello LE CARCERI SCOPPIANO. POTENZIAMO LE MISURE ALTERNATIVE, LIBERIAMO I TOSSICODIPENDENTI!

I risultati del proibizionismo

I dati UNODC, riletti da medicina moksha, via Carmagnola Sativa (FB).

Ferrara, pestaggio in caserma video inchioda un carabiniere Un fermo immagine del video sul pestaggio

La procura ha aperto un'inchiesta per lesioni contro il militare che nel video si vede picchiare dei fermati con un manganello. Manconi: "Immagini impressionanti". Da Repubblica.it.

Morte Cucchi, sempre più nei guai i medici del Pertini

Un alleggerimento della posizione processuale di tre guardie carcerarie ed un aggravamento della posizione dei sei medici che, all'ospedale Sandro Pertini, ebbero in cura, prima della morte, Stefano Cucchi. Attorno a queste ipotesi sta lavorando la Procura della Repubblica di Roma.

Proibizionismo. Indagine: 3,4% adolescenti ha spacciato droga

Il proibizionismo sulle droghe ha creato non solo il mercato nero ma anche un esercito di spacciatori adolescenti. Lo si evince da una recente ricerca secondo cui il 3,4% dei giovani statunitensi ha venduto droga. Milioni di giovani che, secondo la legge Usa ma anche quella italiana, dovrebbero passare diversi anni in carcere per spaccio. (Dal notiziario aduc).

Il Livello57 e l'informazione drogata

Questo il comunicato stampa spedito da Livello57 e Lab57 di Bologna dopo gli articoli infamanti riguardo le loro attività, apparsi il 16 aprile su diversi giornali bolognesi sulla sentenza di condanna per alcuni attivisti dell'esperienza C.A.C.U.B.O..

Morte Cucchi, commissione parlamentare Ssn pubblica documenti indagine

Da oggi tutti gli atti relativi all'inchiesta della commissione sul servizio sanitario nazionale presieduta dal senatore Ignazio Marino sulla morte di Stefano Cucchi saranno resi pubblici. La decisione e' stata presa nel corso della riunione della commissione con 10 voti a favore, 6 contrari e un astenuto.

Oppio. Afghanistan: produzione e guadagni in crescita a sud

Tornano a crescere nella provincia di Helmand, nel sud dell'Afghanistan, la produzione di oppio e gli introiti derivanti dal narcotraffico.Dal Notiziario Aduc.

La rubrica su FL sul Manifesto

Canapa terapeutica, tanti successi e qualche cautela

Lester Grinspoon scrive per la rubrica settimanale di Fuoriluogo sul Manifesto del 21 aprile 2010. L’articolo originale e altri scritti di Lester Grinspoon su www.fuoriluogo.it.

Come tutti quelli che per anni si sono battuti perchè fossero comprese le potenzialità della marijuana, sono favorevolmente colpito dalla rapidità con cui questa sostanza si sta guadagnando riconoscimento come farmaco sicuro e versatile. La marijuana offre sollievo a tanti pazienti, con un largo spettro di sintomi e di sindromi, quasi sempre a minor costo dei farmaci convenzionali sia in termini economici che di tossicità. Non solo: si offre a questi pazienti e a chi si prende cura di loro anche l’opportunità di toccare con mano quanto la canapa sia utile e senza pericoli. Il suo status di farmaco poggia su evidenze aneddotiche, a differenza di quasi tutte le medicine moderne, che dalla metà degli anni sessanta in poi sono state sottoposte a sperimentazioni cliniche controllate: lo stesso percorso che avrebbe potuto fare la marijuana se in America non fosse stata messa nella tabella 1 della Legge sulle Sostanze Controllate, il che ha reso impossibile condurre il tipo di studi richiesto dalla Food and Drug Administration per la licenza come farmaco. Ma le evidenze aneddotiche sono ancora la fonte di molte delle nostre conoscenze sui farmaci. Non c’è stato bisogno di alcuna sperimentazione controllata per riconoscere le potenzialità terapeutiche dell’idrato di cloralio, dei barbiturici, dell’aspirina, dell’insulina o della penicillina. Ci sono esempi recenti del valore delle evidenze aneddotiche, come nel caso del propanolo (per l’angina e l’ipertensione) o del diazepam (per lo status epilettico), in origine approvati per altri scopi. 
Uno dei problemi di accettare una medicina sulla base della sola evidenza aneddotica (specie una il cui profilo di tossicità è più basso della gran parte delle medicine da banco) è il rischio che sia sopravvalutata. E’ il caso di un “olio di canapa”, una forma concentrata di marijuana che, secondo le evidenze aneddotiche raccolte negli esperimenti del canadese Rick Simpson, avrebbe la capacità di curare il cancro (l’articolo di Steve Hager è apparso su High Times del gennaio 2010). Sfortunatamente, queste evidenze non sono convincenti e perciò sollevano una seria questione morale. Non sembra che Simpson richieda ai candidati una diagnosi definita per uno specifico tipo di cancro, in genere acquisita tramite biopsia, esami istopatologici e prove di laboratorio cliniche e radiologiche. Pare che egli accetti la parola dei suoi “pazienti”. Inoltre, dopo la somministrazione dell’olio di canapa, non c’è alcun follow up clinico o di laboratorio. Pare che egli accetti la credenza del paziente sul fatto di essere guarito. Secondo l’articolo, Simpson avrebbe una tasso di guarigione del 70%. Ma il 70% di che cosa?
Tutte le persone “trattate” hanno un cancro ben diagnosticato, oppure egli tratta i sintomi, o una costellazione di sintomi, che per lui o per il paziente significano l’esistenza del cancro? E qual è la natura e la durata del follow up che gli permettono di dire che egli guarisce il 70% di pazienti? Per di più, fra questi “pazienti col cancro” c’è chi ha già ricevuto trattamenti di riconosciuta efficacia nel curare alcuni cancri e nel tenere a bada molti altri (come interventi chirurgici o radiazioni o chemioterapia)?
Ci sono pazienti con una diagnosi assodata di cancro presintomatico (come quello precoce alla prostata) che, per una ragione o per l’altra rifuggono dai trattamenti allopatici e ricercano disperatamente altro. Questi pazienti sono anche troppo desiderosi di credere che un nuovo trattamento, come un farmaco all’olio di canapa, li avrebbe guariti. Sfortunatamente, il cancro che era asintomatico quando è stato scoperto, diventerà poi sintomatico e allora la possibilità di cura diminuisce significativamente, e magari non sarà nemmeno più un obiettivo ipotizzabile.
Non c’è dubbio che la canapa può giocare un ruolo (non di guarigione) in questa malattia, perchè è spesso utile ai pazienti di cancro che soffrono di nausea, depressione, ansia, dolori e insonnia. E mentre dagli studi sugli animali cresce l’evidenza circa le proprietà della canapa di ridurre le cellule tumorali e di causare altri effetti salutari promettenti per alcuni cancri, al momento non ci sono evidenze che essa curi alcuno dei molti diversi tipi di cancro. Verrà il giorno, penso, in cui si dimostrerà che la canapa o alcuni derivati cannabinoidi hanno proprietà curative per il cancro; ma nel frattempo, dobbiamo essere molto prudenti su ciò che promettiamo a questi pazienti.

In Agenda

Million Marijuana March 2010

Sabato 8 maggio a Roma decima edizione italiana della MMM dedicata a tutte le vittime del proibizionismo. Vai al sito.

Le carceri oggi

Convegno sulle carceri organizzato dalla Fondazione Ernesto Balducci il prossimo 14 maggio.

Controllo sociale e accertamenti sull'uso di sostanze

Workshop organizzato a Torino il 15 maggio 2010 da COBS, Infosshock, Polvere, L'Isola di Arran, Il-legale e finalizzato alla produzione ed alla diffusione di un manuale di autodifesa legale.

La Scuola Estiva di Forum Droghe

Nuovi consumi di una droga antica. Letture sociali, approcci teorici, interventi sul consumo di alcol a confronto. Il 2-3-4 settembre 2010 a Villa Cesi, Impruneta (Firenze) torna la Scuola Estiva di Forum Droghe/Fuoriluogo e CNCA in collaborazione con CESDA. Ecco le prime informazioni.

Oltre la Carta

EMCDDA-Europol. Rapporto 2009.

Il rapporto congiunto dell'Osservatorio di Lisbona e dell'Europol sulle nuove sostanze psicoattive (versione con allegati, in inglese, formato pdf)

Rapporto 2010 UNODC

Il rapporto annuale dell'UNODC, l'agenzia ONU per la lotta alla droga e al crimine in formato pdf (lingua inglese).

Sostanze, precarietà e genere

L'abstract della ricerca “sostanze, precarietà e genere” realizzata con fondi nazionali dalla Provincia di Milano con la  collaborazione della Cooperativa Lotta contro l’emarginazione e del Coordinamento Nazionale Nuove Droghe)

Rapporto INCB 2009

Il rapporto per il 2009 dell'International Narcotics Control Board

Altre Notizie

Guerra ai consumatori: 54 persone denunciate a concerto Litfiba

Posto di blocco, inseguimento e rissa con gli abitanti ... per un grammo di hashish

Il Rototom si presenta a Kingston

Reati d'opinione. Offendevano la Polizia e 'istigavano' al consumo di droghe su Facebook, denunciati

Attraverso l'uso di 'Facebook', si sarebbero resi responsabili, a diverso titolo, di diffamazione aggravata, vilipendio delle forze armate e istigazione al consumo di sostanze stupefacenti.

Neo ministro Galan: l'agricoltura contro la tossicodipendenza

Narcotraffico e bambini. Iniziativa Polizia di Stato per aiutare la Colombia

Tossicodipendenza. Royal College of Nursing: adottare le stanze del consumo, funzionano

Il corpo umano produce morfina autonomamente

Polizia di Manchester: 83% degli atti violenti commessi sotto effetto di cocaina

Campagne

I Diritti alzano la voce

La campagna in favore dei diritti sociali promossa dalle associazioni del terzo settore, fra cui Forum Droghe. Vai al sito.

Le carceri scoppiano

Firma l'appello lanciato dalle associazioni per potenziare le misure alternative e liberare i tossicodipendenti.