Che cosa sono
Produzione illegale
Che effetti fanno
Modo d'uso, dosi durata degli effetti
Problemi
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Che cosa sono
Sono le forme in cui la Cannabis sativa (nelle varietà
ricche di delta-9-tetraidrocannabinolo, cioè il THC, il principio
attivo) o la Cannabis indica (sempre ricca di THC) vengono
usate come "droga"¹. La marijuana è costituita da foglie
e fiori essiccati e triturati. L'hashish si prepara dalle infiorescenze
della pianta femmina, le parti più ricche di principi attivi.
I derivati della Cannabis sono usati da tempo immemorabile
e le sue proprietà sono citate in testi cinesi e indiani che
risalgono al III millennio a.C. Fino a qualche decennio fa,
l'estratto fluido di C. indica era utilizzato in medicina
come sedativo e analgesico.
¹Accetto la classificazione botanica di
R. E. Schultes che distingue due specie: la C. sativa (alta
fino a oltre 5 m, lussureggiante, robusta, con rami e foglie
piuttosto spaziati, foglie piuttosto lunghe, leggere e sottili)
e la C. indica (alta fino a 150 cm, di forma regolarmente conica,
con rami molto corti e fitti, e con foglie piuttosto larghe
e tozze). Secondo Schultes, esiste poi una specie selvatica
(C. ruderalis), molto più piccola e esile.
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Produzione illegale
E' così elevata da non essere praticamente stimabile. La Cannabis
è la pianta psicoattiva illegale più coltivata al mondo, diffusa
in tutti i continenti e consumata regolarmente da oltre 140
milioni di persone (stime ONU).
Basti dire che in uno stato come la California, pur non esistendo
per le rilevazioni ufficiali, la Cannabis è uno dei principali
prodotti agricoli per valore commerciale.
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Che effetti fanno
A basse dosi, i derivati della Cannabis hanno effetti
sedativi, rilassanti e euforizzanti: si ha voglia di ridere,
e spesso viene anche stimolato l'appetito. Ad alte dosi si possono
manifestare forti alterazioni sensoriali e percettive, per cui
gli effetti possono essere avvicinati a quelli delle sostanze
"allucinogene". Particolarmente marcate con le alte dosi sono
le distorsioni spazio-temporali, e caratteristico è l'andamento
"a ondate" dell'effetto. La Cannabis (principalmente,
ma forse non solo, grazie al THC) ha interessanti proprietà
farmacologiche che dovrebbero esser meglio sfruttate in medicina:
abbassa la pressione intraoculare, combatte la nausea e il vomito
indotti da certi farmaci (es. i chemioterapici antitumorali),
riduce la spasticità dei muscoli, ha una certa azione analgesica,
stimola l'appetito, e in generale migliora l'umore e genera
una sensazione di maggior benessere. La rivalutazione medica
della Cannabis è in corso da anni fra mille difficoltà
dovute al suo status di droga illegale, attualmente esclusa
da tutte le farmacopee ufficiali. Recentemente, negli Stati
Uniti, la coltivazione e l'uso per scopi medici della Cannabis
- in deroga alle draconiane leggi "anti-droga" - è stato approvato
in diversi stati con referendum popolare.
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Modo d'uso, dosi durata
degli effetti
La marijuana si fuma. L'hashish si fuma mescolato a tabacco,
o si ingerisce in preparazioni particolari (pillole, infusi,
pasticcini, torte). In certi paesi, viene a volte assunto insieme
all'oppio. Il THC si assorbe immediatamente con il fumo e l'effetto
- facilmente dosabile con un po' di esperienza - si manifesta
in pochi minuti (la marijuana in genere contiene il 3-5% di
THC, l'hashish il 7-14%). Molto più lento è l'assorbimento per
via orale: gli effetti - che dipendono dalla dose assorbita
e sono molto più imprevedibili per intensità e durata rispetto
a quelli ottenuti fumando - si manifestano dopo 30-40 minuti
o più. La durata varia dalle 3 alle 5 ore circa, o anche più
nel caso di alte dosi o dopo assunzione orale. Il THC viene
eliminato molto lentamente e permane nell'organismo, soprattutto
nel tessuto adiposo, per molto tempo (settimane). E' possibile
che questo fenomeno sia alla base del fatto per cui, con il
consumo quotidiano, si ha bisogno di dosi minori rispetto a
quelle iniziali per raggiungere lo stato desiderato.
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Problemi
Da un punto di vista farmacologico, il THC ha una tossicità
acuta assolutamente trascurabile, tanto che non si è mai riusciti
a calcolare la dose letale. Non sono documentati casi di morte
direttamente dovuti a una dose eccessiva di THC. Il rapporto
fra dose tossica e dose efficace è nell'ordine delle migliaia
di volte e farmacologicamente la Cannabis è una delle
sostanze più sicure. Diverso è il discorso legato ai suoi effetti
psicoattivi: sebbene raramente, sono state descritte reazioni
anche gravi di ansia, panico e sensazioni di depersonalizzazione.
La tossicità cronica è più difficile da valutare. Fumare marijuana
(come accade con il tabacco) porta inevitabilmente nei polmoni
sostanze cancerogene derivanti dalla combustione. E' stato sostenuto
- ma non provato - che l'uso cronico di THC potrebbe avere effetti
depressivi sul sistema immunitario. Secondo alcuni studi, il
THC avrebbe effetti negativi sulla memoria e sull'apprendimento,
mentre avrebbe effetti positivi sulle associazioni mentali,
che diventano più ricche, varie e originali. E' quindi possibile
che l'uso cronico possa interferire con la capacità di studio
o di lavoro: negativamente quando è richiesta costantemente
un'alta efficienza intellettuale, e positivamente quando è richiesta
soprattutto creatività e fantasia. Come tutti i farmaci psicoattivi
che alterano le percezioni e le sensazioni, e in particolare
quelle visive, uditive, propriocettive (cioè che riguardano
le sensazioni sull'esatta posizione e sui movimenti delle varie
parti del nostro corpo) e spazio-temporali, il THC può essere
pericoloso quando si devono compiere lavori di precisione, o
che richiedono attenzione, vigilanza, raziocinio, coordinamento
dei movimenti e prontezza di riflessi. In particolare, ovviamente,
non si dovrebbe mai guidare l'auto o usare attrezzi o macchinari
pericolosi sotto gli effetti della Cannabis. Tuttavia,
diversi studi non hanno evidenziato una maggior frequenza di
incidenti automobilistici in relazione al consumo di derivati
della Cannabis.
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