Che cosa sono
Produzione illegale
1996 (stime ONU)
Che effetti fanno
Modo d'uso, dosi durata
degli effetti
Problemi
Overdose
Che cosa sono
Coca è il nome generico di diverse specie di arbusti (le più
importanti sono Erythroxylum coca e Erythroxylum novogranatense)
coltivati da secoli soprattutto in Perù e Bolivia. L'uso di
foglie di coca è ancora oggi un elemento fondamentale ("Mama
coca") della vita quotidiana sull'altopiano andino. Al tempo
degli Incas, la coca era considerata sacra, dono del Dio Sole,
e veniva usata in tutte le cerimonie religiose e nei riti divinatori.
I miti, le leggende, e i reperti archeologici (gioielli, ceramiche
e persino oggetti della vita quotidiana) di tutte le diverse
culture andine pre e post-incaiche testimoniano il ruolo centrale
della coca. Nelle parole di C. Gutiérrez-Noriega: "Mai una
droga ha avuto così grande importanza nella vita di un popolo".
La cocaina è il principale alcaloide estratto dalle foglie
di coca.
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Produzione illegale
1996 (stime ONU)
Foglie di coca più di 300.000 tonnellate; cocaina più di 1000
tonnellate.
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Che effetti fanno
Le foglie di coca sono un blando stimolante e tonico. Rendono
più tollerabile la vita ad alta quota, alleviano la stanchezza,
combattono il soroche (mal di montagna), calmano i morsi
della fame. Inoltre, integrano la povera alimentazione dei contadini
dell'altopiano con il loro contenuto in vitamine, calcio, ferro,
fosforo e oligoelementi. La cocaina (isolata nel 1859) ha tre
fondamentali azioni farmacologiche: è un anestetico locale,
un vasocostrittore e - ciò che la rende desiderabile come "droga"
- un potente stimolante del sistema nervoso centrale (SNC).
Il suo primo uso medico risale al 1884 quando Carl Koller ne
scoprì l'azione anestetica locale e ne introdusse l'uso negli
interventi di cataratta. Nello stesso anno, Freud ("Sulla
cocaina") ne analizzò dettagliatamente (e entusiasticamente)
gli effetti stimolanti sul sistema nervoso centrale. Il pensiero
si fa più chiaro, la parola più facile, aumenta la capacità
di concentrarsi su quello che si sta facendo, e si prova una
sensazione di benessere, sicurezza, controllo della situazione
e aumentata/prolungata efficienza fisica. L'appetito si riduce,
il sonno è ritardato, e può venir stimolata l'attività sessuale.
Con dosi elevate, l'euforia può lasciare il posto a ansia, nervosismo,
agitazione, pensiero confuso, dispersivo e sconnesso (come hanno
dimostrato i primi sperimentatori, rileggendo gli appunti presi
sotto l'effetto di dosi alte di cocaina!).
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Modo d'uso, dosi durata
degli effetti
Le foglie di coca vengono tenute in bocca, insieme a un
po' di cenere, calce o altra sostanza basica, in un bolo all'interno
di una guancia (acullico), e succhiate a lungo; oppure
vengono usate per preparare un infuso caldo (mate de coca).
Il cloridrato di cocaina, che è una polvere bianca solubile
in acqua, si "sniffa" o si inietta. La cocaina-base (crack),
in granuli non solubili, si "fuma". Fumare ha la stessa intensità
e rapidità di effetti dell'iniezione endovenosa, e ha il vantaggio
di non lasciare "tracce" visibili e di ridurre il rischio di
infezioni e anche quello di overdose. Una dose singola di cloridrato
di cocaina, in media, è di circa 20-40 mg. Dosi elevate possono
essere pericolose. Gli effetti sono molto variabili da persona
a persona e sono piuttosto imprevedibili. Chi soffre di ipertensione
o malattie cardiovascolari non dovrebbe usare cocaina (né amfetamine).
Gli effetti della cocaina durano non più di 40-60 minuti per
chi "sniffa"; molto meno (10-20 minuti) per chi si buca o fuma.
Segue una veloce ricaduta verso la "normalità", che può essere
vissuta come sgradevole e deprimente, per cui spesso si ripete
l'assunzione fino a esaurire la droga disponibile.
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Problemi
Con le foglie i problemi non esistono. Con la cocaina, l'uso
moderato e occasionale non ha serie conseguenze (salvo controindicazioni
come ipertensione o altre malattie cardiovascolari, in cui la
cocaina può essere molto pericolosa), e su questo ben
testimoniano gli scritti di Freud. Invece, l'uso continuativo
può creare seri problemi, e diventare non solo pericoloso, ma
addirittura distruttivo e incapacitante (cfr. "Polvere"
di G.C. Flesca). Una piccola ma significativa minoranza di persone
non riesce a consumare cocaina con moderazione, ma alterna periodi
di consumo frenetico - e quindi di iperattività, veglia forzata,
stimolazione ben al di là delle proprie forze - a periodi di
vero e proprio crollo psico-fisico. L'uso cronico può aggravare
o anche creare problemi psichiatrici: si può diventare inquieti,
ansiosi, sospettosi, fino a sviluppare veri e propri deliri
paranoidi in cui ci si sente controllati, seguiti e perseguitati.
Sono frequenti le allucinazioni visive (scintille, luci) e tattili
("insetti" sotto la pelle); inoltre possono comparire "tic"
e altri sintomi psichiatrici, fino alla psicosi tossica acuta.
La cocaina - soprattutto in queste situazioni che non si possono
non definire "abuso" - può (come l'alcool) allentare i freni
inibitori e facilitare comportamenti aggressivi e anche violenti.
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Overdose
Inesistente per chi usa le foglie, rara per chi sniffa, è un
pericolo reale per chi usa la cocaina per endovena e soprattutto
per chi la trasporta ingerendone dei contenitori ("ovuli").
C'è una grande variabilità individuale, e una grande imprevedibilità,
degli effetti della cocaina: una dose normale per una persona
può essere elevata per un'altra. Una dose eccessiva può provocare
ansia, irritabilità, tremore, vomito, fino a estrema agitazione,
convulsioni, febbre alta e (assai raramente) coma e morte. Specie
se iniettata o fumata, la cocaina può provocare emergenze cardiovascolari,
anche rapidamente mortali: aritmie, infarto miocardico, emorragie
cerebrali. Non ci sono antagonisti specifici per l'overdose
da cocaina, e le sole terapie possibili sono quelle di supporto.
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