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Quaderno n.8
In affettuosa memoria di Giancarlo Arnao, maestro e amico di tutti noi, senza il cui insegnamento ed esempio questo libro bianco non avrebbe potuto essere scritto.

APPENDICE 1

Considerazioni preliminari rispetto al possibile svolgimento di sperimentazioni cliniche con la Cannabis

Delineare un percorso sperimentale che studi il valore terapeutico di una sostanza illegale non è agevole; anzi, il fatto che il farmaco in esame sia proibito rappresenta un serio handicap già di per sé, tanto è vero che una parte del mondo scientifico che si occupa del problema sostiene, secondo le parole di Lester Grinspoon (Università di Harvard), che "il potenziale medico di una sostanza come la Cannabis non potrà essere riconosciuto appieno sino a quando ne sarà vietato l'uso per altri scopi", e dunque che "la Cannabis dovrebbe essere resa disponibile sulla base delle stesse leggi che oggi regolano il consumo di alcolici". Anche dal punto di vista più strettamente etico, da più parti è stato osservato che "pazienti che soffrono di gravi malattie hanno il diritto di curarsi con i farmaci meno tossici e più efficaci disponibili, senza rischiare d'incorrere in procedimenti penali lesivi della propria dignità." (Peter A Clark, Università Gesuitica della Pennsylvania, Philadelphia). D'altra parte, pur riconoscendo che la pretesa, netta disgiunzione fra uso "medico" e "non medico" costituisce un'anomalia evidente e di grave intralcio a qualunque approccio terapeutico, in vari paesi la comunità scientifica ha comunque deciso, data l'urgenza del problema, di procedere per quanto possibile, pur in regime proibizionista, a sperimentazioni cliniche con la Cannabis.
Nel corso degli ultimi tre anni, tali sperimentazioni sono state condotte in vari paesi, tra cui l'Austria, la Svizzera, la Germania, gli Stati Uniti e la Gran Bretagna. Una ricerca effettuata in Germania (Schnelle et al., 1999) ha dimostrato che la Cannabis viene correntemente usata con successo per curare, tra l'altro, la sclerosi multipla, parte della sintomatologia collegata all'infezione da HIV, l'emicrania, l'asma, il glaucoma e i dolori da lesione della colonna, sia per via orale che per inalazione. Le patologie indicate dai pazienti in questa inchiesta epidemiologica corrispondono in larga misura a quelle che rappresentano la cosiddetta "iniziale evidenza" che permette di prospettare, in linea di principio, l'effettuazione di una sperimentazione su un nuovo farmaco o, in questo caso, su una sostanza di cui viene riscoperta la valenza farmacologica.
Dal momento della pubblicazione del rapporto sulla Cannabis terapeutica commissionato dalla Camera dei Lord, la Gran Bretagna si è collocata in una posizione d'avanguardia per quanto riguarda la sperimentazione clinica di questa sostanza. Infatti, a partire dal 1997 sono stati progettati una serie di studi, attualmente in corso di avanzata realizzazione, che potrebbero costituire, per l'Italia, non solo un modello da seguire, ma anche una situazione già strutturata cui concretamente aggregarsi, sia pur arricchendola della propria specificità, soprattutto in termini di patologie studiate e di modalità di somministrazione dei cannabinoidi.

In questa prospettiva, ci pare opportuno enucleare qui di seguito i punti salienti della problematica inerente a tale sperimentazione, nonché la maniera di affrontarla, originale e creativa, da parte dell'équipe scientifica britannica*.

1. Sino ad ora sono stati completati due studi di fase 1, ciascuno comprendente sei pazienti, mentre un altro studio di fase 1, più grande, è attualmente in corso; inoltre, si prevede di avviarne vari altri quanto prima.
2. L'unico studio di fase 2 attualmente in corso, comprende, fra Oxford, Great Yarmouth e Guernsey, una ventina di pazienti. La maggior parte di essi soffre di sclerosi multipla**, mentre due o tre presentano lesioni della colonna, due un'artrite reumatoide e uno un'aracnoidite. Un'eventuale sperimentazione italiana potrebbe, oltre a queste patologie, includere anche altre indicazioni, quali l'anoressia cachettizzante in corso di AIDS, l'epilessia, il glaucoma, l'emicrania ed altri quadri patologici associati a neuropatie a carattere nocicettivo.
3. Nessuno studio di fase 3 è attualmente in corso.
4. Il disegno dello studio inglese, che potrebbe essere adottato, almeno inizialmente, anche da un eventuale protocollo italiano, è specificamente adattato al numero tuttora esiguo dei pazienti arruolati. Infatti, per ricavare il massimo d'informazione dai pochi soggetti partecipanti, è stato scelto dai ricercatori britannici il metodo sperimentale del crossover individuale (scambio di trattamento ad intervalli regolari) di una serie di pazienti valutati singolarmente, randomizzato (a collocazione casuale dei soggetti partecipanti), controllato contro placebo ed a doppio cieco (né il paziente né il medico sono al corrente delle sostanze via via somministrate, per eliminare ogni influenza psicologica sull'insorgenza di eventuali sintomi).
5. Nello studio inglese, a differenza di studi precedenti condotti, ad esempio, negli USA, non sono previsti trattamenti a base di Cannabis assunta per via inalatoria (fumo). La modalità di somministrazione attualmente adottata è lo spray sublinguale, che permette una buona standardizzazione delle dosi, mentre sono in fase di sviluppo le compresse sublinguali ed un vaporizzatore. La fonte da cui i ricercatori britannici attingono la materia prima è una piantagione di canapa autorizzata dal governo e specificamente destinata all'uso medico.
6. Per quanto riguarda la valutazione dei risultati, si sono svolte riunioni preliminari "di consenso" di tutti i ricercatori partecipanti al progetto, per elaborare definizioni unanimemente accettate dei dati di partenza diagnostici e, soprattutto, dei cosiddetti endpoints clinici e di laboratorio, questi ultimi basati sulla cosiddetta storia naturale delle singole entità nosologiche studiate. Allo scopo di assicurare la comparabilità dei risultati delle prove di efficacia, sono state adottate la "scala di Ashworth" ed altri parametri graduati elaborati in precedenza. Per garantire l'obiettività dei risultati, analoghe procedure dovranno essere seguite anche in Italia.
7. I ricercatori inglesi si sono dichiarati pronti a collaborare con i colleghi italiani che desiderassero partecipare ad uno studio multicentrico europeo per verificare l'efficacia della Cannabis e dei cannabinoidi nel trattamento delle patologie più sopra citate.

* Le sperimentazioni sono guidate dal Prof. Geoffrey Guy e dal Dr. Philip Robson, dell'Università di Oxford
** Per il marzo 2001 è previsto l'inizio di uno studio di coorte multicentrico su scala molto più vasta, basato a Oxford e focalizzato esclusivamente sulla sclerosi multipla.