POTENZIALI CAMPI DI USO TERAPEUTICO DEI DERIVATI DELLA CANNABISDolore neuropatico |
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I cannabinoidi si sono dimostrati attivi in vari modelli sperimentali di dolore neuropatico; gli studi a questo riguardo sono numerosi, e basterà ricordarne solo alcuni [1-5]. Tali studi dimostrano anche l'efficacia di questi composti nei riguardi dell'iperalgesia e dell'allodinia.
Si trattava di una donna di quarantadue anni che da quindici soffriva di dolore alla parte destra del corpo causato da una rara malattia neurologica. Era un dolore severo, con parestesie continue e sensazioni di scosse elettriche che la costringevano alla sedia a rotelle, e non era neanche più in grado di scrivere. Fu sottoposta prima ad un intervento alla mano, poi a tre interventi neurochirurgici di talamotomia. Inoltre le erano stati prescritti oppiodi, anticonvulsivanti, antidepressivi, miorilassanti, tossina botulinica, fisioterapia ed agopuntura, tutti con scarso effetto e con effetti collaterali inaccettabili. Un miglioramento del 50% si era avuto con l'applicazione nel cervello di un elettrostimolatore, che però si era poi infettato e quindi dovette essere rimosso. La paziente così tirava avanti con forti dosi di antidepressivi e di morfina, finchè un giorno non provò a fumare cannabis. Dopo aver dormito un paio d'ore si svegliò completamente senza dolore, e riuscì a scrivere e a fare qualche passo. Erano scomparse anche le parestesie e le scosse. Non ebbe più bisogno di morfina, e nonostante l'interruzione da un giorno all'altro di questa terapia non ebbe nessuna crisi d'astinenza. Se il dolore prima era di 9 in una scala da zero a dieci, e al massimo con gli interventi e le terapie scendeva a 4, con la cannabis era pari a zero. Attualmente fuma uno spinello al giorno da tre mesi, e il beneficio è continuo senza fenomeni di tolleranza. Anche alcuni piccoli studi su serie di pazienti confermano l'attività dei cannabinoidi in queste forme di dolore [8-9]. E' stato inoltre riportato che pazienti che assumevano il cannabinoide sintetico nabilone per via di dolori neurogeni preferivano i derivati naturali della cannabis e riferivano che questa non solo aveva effetti sul dolore, ma anche sulla depressione e l'ansietà associate [10].
Per tutti questi motivi il dolore neuropatico viene considerato uno dei campi più promettenti per ulteriori studi sugli effetti terapeutici dei cannabinoidi [11-13].
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| Aggiornamenti | |||||||||
GW Announces Positive Preliminary Results with its Cannabis Medicine in Phase III Neuropathic Pain Trial Comunicato stampa GW Pharm 15 giugno 2004 I risultati preliminari di uno studio clinico controllato che ha coinvolto 125 pazienti affetti da dolore neuropatico dimostrano miglioramenti statisticamente significativi nel controllo del dolore. | |||||||||
Helyes Z, et al. Inhibitory effect of anandamide on resiniferatoxin-induced sensory neuropeptide release in vivo and neuropathic hyperalgesia in the rat. Life Sci 2003 Sep 19;73(18):2345-53 I risultati di questa ricerca condotta da un gruppo di ricercatori ungheresi confermano il possibile ruolo dei cannabinoidi nel trattamento del dolore neuropatico. L'endocannabinoide anandamide inhibiscr il rilascio di alcuni neuropeptidi che giocano un ruolo cruciale nello sviluppo dell'iperalgesia neuropatica. | |||||||||
Karst M et al.Analgesic Effect of the Synthetic Cannabinoid CT-3 on Chronic Neuropathic Pain: a randomized controlled trial JAMA. 2003;290:1757-1762. Uno studio clinico randomizzato in doppio cieco, condotto su un piccolo gruppo di 21 pazienti, dimostra l'efficacia del cannabinoide sintetico CT-3 quale analgesico nei pazienti con dolore neuropatico cronico. |
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Berman J. et al. Efficacy of two cannabis-based medicinal extracts for relief of central neuropathic pain from brachial plexus avulsion: results of a randomised controlled trial Anaesthesia, 2003;58:938 La somministrazione, per via sublinguale, sia di THC che di un mix di THC e CBD ha ridotto significativamente il dolore e migliorato la qualità del sonno in un gruppo di 48 pazienti affetti da sindrome del plesso brachiale. |
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