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a cura di Mattia Diletti

Rassegna stampa testi originali Maggio 2000

14 maggio 2000 - dal quotidiano svizzero La Regione Ticino

Canapai, arresti e chiusure
Interventi della polizia a Lugano, Chiasso e Locarno. Altri quattro negozi nel mirino della Magistratura.
E' un "boss" della canapa
Gli inquirenti: il presidente dell'assocanapa è un grande importatore Il titolare di Biosfera.
Chiusi altri tre negozi
E' uno dei più grossi commercianti di canapa la persona arrestata l'altro giorno nell'ambito di un'operazione di polizia che ha portato alla chiusura di due canapai luganesi: il Biosfera di Pregassona e l'One Love di Lugano. Sempre giovedì, nello stesso blitz, sono stati chiusi anche il Biosfera di Locarno ed il Druido di Chiasso. Si tratterebbe di negozi appartenenti ad un'unica "catena". Per quanto riguarda il luganese, tre le persone fermate (e tuttora detenute). Tra di loro un nome noto alle cronache, e che per questo motivo pubblichiamo. Si tratta di Orlando Vianello, presidente di quell'Associazione canapai ticinesi che aveva proclamato la totale legalità del commercio di una parte almeno dei canapai, rispetto alle normative oggi in vigore in Svizzera. Viceversa i riscontri a suo carico proverebbero il contrario, almeno stando agli inquirenti. Il procuratore pubblico Bruno Balestra, che ha condotto l'indagine, ci conferma che il titolare di Biosfera è uno dei più grossi commercianti di canapa del Canton Ticino. La cifra d'affari verificata, risponde il magistrato, è impressionante. Per provarlo, ci sono stati accertamenti patrimoniali nei confronti di Vianello. Ecco perché la magistratura ha concentrato le sue attenzioni su questo negozio, mentre altri svolgono la loro attività indisturbati. Una questione di proporzionalità, ci risponde. La canapa non è la priorità numero uno del Canton Ticino, dice, il volume di interventi di polizia e magistratura dipendono dalla possibilità di indirizzare uomini e forze in questo campo. Nel caso in questione, grazie in particolare alla collaborazione con autorità di altri cantoni e dunque alle informazioni assunte oltre Gottardo, è stato accertato che Vianello era uno dei maggiori importatori di canapa sulla piazza luganese. Ma si potrà dimostrare che egli sapesse l'utilizzo, da parte dei clienti, dei "sacchetti odorosi"? Che ci fosse, cioè, la prova che il negoziante sapesse che la "mary" venisse poi fumata per ottenere l'effetto stupefacente? Balestra ci risponde che oggi in Canton Ticino difficilmente qualcuno può sostenere che i sacchetti odorosi possano venir utilizzati realmente per deodorare gli armadi. Chi vende la canapa, specialmente se lui stesso consumatore, sa benissimo che con una buonissima probabilità la stessa verrà utilizzata.

Canapa, chiuso un altro negozio
Locarno/Tratto in arresto il responsabile del commercio
Si tratta del "Biosfera" in Via alla Motta 2
Continuano in tutto il Cantone le chiusure di negozi di canapa, in atto da alcuni mesi. Fra i quattro ordini di chiusura emanati dalla Magistratura giovedì (vedi anche gli articoli nelle cronache di Lugano e Chiasso), uno concerne un negozio locarnese, il "Biosfera" in Via alla Motta 2, il cui responsabile è stato tratto in arresto, come viene confermato in un comunicato della Polizia cantonale. Probabilmente per infrazione alla Legge sugli stupefacenti. Ricordiamo che lo scorso 9 dicembre era già stato chiuso il negozio "Spring star", in Via Trevani 2, a pochi passi da Piazza Grande. Sempre per quanto riguarda la nostra regione, il 25 aprile vi è stato il sequestro, nella Casa del Negromante in Città Vecchia, di 1437 chilogrammi di canapa essiccata, corredata anche da 255 kg di semi, 57 di polline e 133 talleri di canapa.

Chiuso canapaio
Anche a Chiasso
Tra i canapai chiusi per ordine della magistratura nel corso della giornata di giovedì figura anche il Druido di Chiasso il cui responsabile, ha confermato ieri la polizia in un breve comunicato, è stato arrestato. Sale così a tre il numero di negozi che commercializzano prodotti alla canapa nella città di confine a subire l'ordine di chiusura. Quella del negozio Druido è peraltro legata alla vasta operazione che ha interessato vari punti di vendita in tutto il Ticino: due a Lugano ed uno a Locarno oltre a quello di Chiasso e che ha portato al fermo ed all'arresto di almeno cinque persone per violazione della Legge sugli stupefacenti. Sembra di capire che, almeno per l'approvvigionamento di una parte del prodotto, i quattro canapai fossero inseriti in una medesima «rete» commerciale. Le accuse sembrano peraltro essere pesanti in particolare nei confronti del presidente dell'Associazione canapai ticinesi Orlando Vianello, uno degli arrestati il cui nome è stato reso noto nel suo comunicato anche dalla polizia. Altri particolari sul caso del canapaio di Chiasso nel corso della giornata di ieri non ne sono emersi. Ad essere contestati, ancora una volta per il loro contenuto, sono i «famosi» sacchetti profumati che secondo gli inquirenti rappresentano un modo per contrabbandare stupefacenti.

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