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a cura di Mattia Diletti

Scheda sul Perù
aggiornata al 23.5.2000

LA PAURA DI FUJIMORI, LA GUERRA ALLA DROGA E GLI AMERICANI: IL PERU, UN CASO ESEMPLARE

"Certi paesi si trasformano in isole di servizi (zone franche, turismo, mano d'opera a buon mercato.) i cui profitti non vanno ad arricchire l'insieme della popolazione, ma solo le élite che gestiscono questi flussi di investimento. Questi gruppi raggiungono dei livelli di ricchezza che rifiutano di mettere in discussione, e non esitano a creare clan o reti di interessi molto simili, nel loro funzionamento, a quelle delle organizzazioni criminali internazionali, ricorrendo alla corruzione e alla violenza per mantenere i loro privilegi" (Rapporto annuale dell'Ogd, p. 16).
Questa è la descrizione che l'Observatoire geopolitique des Drogues di Parigi ci fornisce a proposito delle elite politiche ed economiche che si sono arricchite negli ultimi dieci anni di politiche neo-liberali. Quello del Perù potrebbe rappresentarne un caso paradigmatico.
Alla fine degli anni '80 il Perù attraversava una pesantissima crisi economica e l'inflazione aveva raggiunto l'inimmaginabile cifra del 2000000%. All'inizio dei '90 Alberto Fujimori diviene presidente della Repubblica, battendo lo scrittore iperliberista Vargas Llosa. Fujimori dà inizio ad una serie di riforme economiche, volte soprattutto a risanare i conti pubblici.
Sorprendentemente, il programma di Fujimori si rivela, nei fatti, più rigidamente neo-liberale di quello di Vargas Llosa (e viene ribattezzato "Fujichoc").

LE RIFORME DI FUJIMORI
Le riforme intraprese da Fujimori sono esattamente in linea con i consigli del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale:
- si dà inizio a privatizzazioni su larga scala, che attirano forti investimenti esteri;
- si predispongono le regole che permettono l'apertura dei mercati a questi capitali;
- si eliminano i meccanismi di controllo dei prezzi;
- si privatizza il sistema pensionistico;
- vengono stabilite misure fiscali e monetarie che garantiscano la stabilità monetaria e pongano un tetto rigido alle spese dello stato;
- si introducono strumenti di flessibilità nel mercato del lavoro, come contratti a termine e lavoro interinale (misure risibili, in un paese in cui si valuta che il 60% della popolazione sia impiegata nel cosiddetto mercato informale);
- si fa massicciamente ricorso all'indebitamento con l'estero, oggi 32 miliardi di dollari, contro i 20 del '93.
Fujimori e il gruppo di militari e tecnocrati a lui legato gestiscono e negoziano l'afflusso di investimenti e le entrate che queste politiche generano, fino a trasformarsi nel clan che nel '92 dichiara l'autogolpe (unico caso di colpo di stato nel Sud America degli anni '90) a seguito del quale viene riscritta la costituzione, che aumenta i poteri del presidente.

IL PESO DELLE RIFORME
Gli indicatori finanziari del paese migliorano (l'inflazione arriva ad un normale 4%), ma il costo sociale è altissimo. Per quanto Fujimori si vanti di aver portato la percentuale di popolazione che vive al di sotto della soglia di povertà dal '53,5% del '93 al 49% del '97, le privatizzazioni, "le politiche economiche dello stato e le restrizioni della spesa pubblica per consentire il pagamento del debito estero non hanno consentito lo sviluppo di una politica sostenibile in materia di povertà. Le risorse gestite dal Piano per il miglioramento della spesa sociale di base rispondono a questi bisogni fondamentali: sanità di base, istruzione di base, giustizia di base (aiuto ai tribunali)", (da "Social Watch", a cura dell'Osservatorio Internazionale sullo sviluppo sociale, p.184).
Diminuiscono di poco i poverissimi, grazie a programmi mirati di aiuto internazionale (applicati comunque solo in alcune zone), ma aumentano di molto le persone in stato di povertà relativa, quelle cioè che hanno subito i contraccolpi degli aggiustamenti strutturali e dei licenziamenti seguiti alle privatizzazioni.

GLI AMMIRATORI DI FUJIMORI
Fino a poco tempo fa questo quadro di trasformazione economica veniva pienamente appoggiato dal Fmi, dalla Banca Mondiale, dagli istituti di commercio estero dei paesi ricchi (il nostro definisce la politica economica di Fujimori "egregia"), dagli Stati Uniti. Prima del ciclo di crisi finanziarie della fine del decennio, il commento della Banca Mondiale era assolutamente entusiastico, mentre gli Stati Uniti, nel loro "International Narcotics Strategy Report" arrivavano a sostenere che in Perù "non esistono casi di sistematica corruzione istituzionale".
Ad aumentare il prestigio internazionale di Fujimori ha contribuito la vittoria sui gruppi guerriglieri di Sendero Luminoso e del MRTA, anche se proprio in questi ultimi mesi si registra una ripresa delle attività da parte di Sendero Luminoso in alcune zone del Perù amazzonico, il più povero del paese. Grazie a questo successo, i militari peruviani e i servizi segreti hanno acquisito un ruolo decisivo fra i gruppi di potere che guidano il Perù. Ad avere particolare influenza è Vladimiro Montesino, capo (non ufficiale) dei servizi segreti, per anni accusato di avere ricevuto finanziamenti dai narcos in cambio di favori, e di condurre una guerra alla droga "selettiva", che colpisce cioé solo alcuni narcos.

LA GUERRA ALLA DROGA PERUVIANA
Finita la stagione della lotta alla guerriglia, l'impegno militare peruviano si è spostato sulla guerra alla droga, altro elemento che accresce il prestigio internazionale del Presidente Fujimori. Il Perù, insieme alla Bolivia, è il paese che ha perseguito con maggior esito il programma di eliminazione delle coltivazioni di coca, che sono passate da 115 mila ettari a 50 mila (una diminuzione del 56%). A questo programma ne è stato affiancato un altro riguardante lo sviluppo di colture alternative, che inizialmente ha avuto un relativo successo.
Il programma è stato supportato economicamente da Usaid, l'organizzazione del governo americano che gestisce gli aiuti per i paesi in via di sviluppo. Dopo alcuni successi, però, si è avuta una netta battuta d'arresto, che è culminata nelle proteste dell'anno scorso dei contadini peruviani. La fortuna iniziale del programma era dovuta anche al fatto che nel '95 il prezzo delle foglie di coca era enormemente sceso, mentre oggi è di nuovo tre volte maggiore di quello del cacao (principale "antagonista" della coca nei progetti di sviluppo alternativo). Da poco tempo si è riscontrata la presenza di coltivazioni di papavero da oppio, che in Perù non erano mai esistite.

IL PERU E GLI STATI UNITI
Il Perù ha aderito nell'88 alla Convenzione sulle Droghe delle Nazioni Unite ed ha stretto vari accordi multilaterali e bilaterali con altri paesi coinvolti nella guerra alla droga. L'attuale ambasciatore americano in Perù, John Hamilton, è molto vicino a Fujimori: l'ambasciata ha attivato una sua "Narcotics affairs section" a Lima in seguito ad un accordo ufficiale fra Perù e Stati Uniti per la lotta al narcotraffico, che collega i ministeri della difesa, dell'interno e i servizi segreti peruviani alla Dea e al dipartimento della difesa americano. Scopo dichiarato dell'accordo, combattere "la produzione, il traffico e il consumo di sostanze illecite in Perù".
Il Perù, sempre con l'aiuto americano, ha costituito "L'alleanza per un Perù senza droghe". Organizzazioni identiche sono state fondate in altri quattro paesi latino americani (Porto Rico, Venezuela, Brasile, Argentina) sul modello della "Partnership for a Drug-Free America", braccio moralizzatore dell'ONDCP del generale McCaffrey.
Il Perù possiede altre due grosse strutture impegnate nella guerra alla droga: la Direzione Nazionale Antidroga (Dinandro), diretta dal generale Ibsen del Castillo, un uomo di Montesino, e Contradrogas, un gruppo di lavoro nato in Parlamento che coordinava le politiche del ministero della Sanità. Da due anni Contradrogas ha assunto un carattere fondamentalmente repressivo ed é stato accorpato ai servizi segreti militari di Montesino.

LE PAURE DI FUJIMORI
"La necessità di presentare questi successi ha fatto aumentare la repressione contro i coltivatori di coca a danno dello sviluppo di colture alternative" (Rapporto anuuale dell'Ogd, p. 164). Negli ultimi tempi il carattere militare e repressivo della lotta alla droga é stato accentuato da Fujimori, nell'ottica del prolungamento della sua permanenza in carica, senza contare l'incredibile caso di violazione della Costituzione da lui stesso scritta, che gli ha permesso di ripresentarsi alle elezioni, e dei brogli del primo turno elettorale. In questo quadro, la guerra alla droga diviene uno strumento imprescindibile di controllo politico, militare ed economico nel paese, nonchè di alleanza con gli Stati Uniti (e molti altri) in politica estera.
La forte instabilità che ultimamente si é manifestata a più riprese in Perù durante il periodo elettorale é ora il punto debole di Fujimori: Toledo ha saputo mostrare la portata della crisi sociale in atto nel paese, mantenendo alto il livello dello scontro e mettendo in seria difficoltà il presidente della Repubblica. Fujimori appare sempre più indifendibile: ha perso molti consensi al Congresso americano, e i finanziamenti internazionali arrivano ormai con il contagocce (l'Unione Europea ha inviato solo 15 milioni di dollari dei 277 promessi). Suoi alleati restano McCaffrey e l'ambasciatore Hamilton: il suo futuro dipende anche da chi prevarrà negli Stati Uniti.

NEL WEB
Il sito dell'ambasciata americana fornisce tutti i dati e i progetti degli Stati Uniti in Perù, da quelli di Usaid (www.info.usaid.gov) a quelli della "Narcotics Affairs Section": http//:ekeko.rcp.net.pe/usa/wwwhmain.htm
Il giudizio del Dipartimento di Stato americano si può conoscere consultando il loro rapporto annuale alla pagina www.state.gov/www/global/narcotics_law/narc_reports_mainhp.html Da non perdere il sito dell'ONDCP, semìre sconvolgente www.whitehousedrugpolicy.gov
Il sito di Contradrogas (una delle agenzie della guerra alla droga peruviana) é www.congreso.gob.pe/compendio/contradrogas.htm dove, al di là delle posizioni retoriche ed ideologiche, esiste un amplissimo database di tutti i testi degli accordi internazionali della guerra alla droga, di quelli del continente sudamericano e della legislazione peruviana Per conoscere un punto di visto indipendente si può visitare il sito del settimanale Caretas, www.caretas.com.pe
Il sito dell'Observatoire Geopolitique des Drogues é www.ogd.org
Si può scaricare, in inglese o in francese, l'intero rapporto di quest'anno, assolutamente indispensabile per chi voglia approfondire il tema della geopolitica delle droghe.
Si può visitare anche il sito dell'Osservatorio del terzo settore peruviano http://observatorioperu.muqui.com Ugualmente si può scaricare il rapporto annuale dell'International Narcotic Control Board, l'agenzia che verifica l'applicazione della lotta alla droga dei singoli stati al sito www.incb.org
Si può conoscere il giudizio della nostra camera di commercio (che riporta molti dati) al sito www.ice.it/informazioni/default.htm
Il commento della Banca Mondiale sul Perù all'indirizzo www.worldbank.org/html/extdr/toc.html

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