(1) N. Chomsky. Good morning Colombia. Z magazine, newsletter del 24/4/2000 (tr. it. Internazionale, n. 334, 12/5/2000). Il sito internet di Z Magazine (www.zmag.org/zmag/zmag.cfm) ospita l'archivio di Noam Chomsky.
(2) Le forze paramilitari colombiane nascono essenzialmente come "gruppi di autodifesa" dei grandi proprietari terrieri, e oggi si sono organizzate nell'AUC (Autodifese Unite della Colombia). Tra esse, si sono distinti veri e propri "squadroni della morte", dediti al terrore e all'assassinio di contadini, sindacalisti, difensori dei diritti umani. Secondo la Commissione dei Giuristi Colombiani, citata da Chomsky, i paramilitari sarebbero i primi responsabili di omicidi nel paese, e la percentuale a loro carico sul totale degli omicidi sarebbe passata dal 46% del 1995 a quasi l'80% del 1998-99. Sulle atrocità dei paramilitari colombiani, si veda l'agghiacciante rapporto di Human Rights Watch, "Colombia's military linked to paramilitary atrocities", del 23 febbraio 2000 (www.hrw.org/worldreport99/americas/colombia3.html). Come tutti quelli che contano in Colombia - l'esercito, l'establishment economico-politico, e la guerriglia - i paramilitari partecipano ampiamente ai proventi del narcotraffico.
(3) Si dice tra l'altro che il presidente Ernesto Samper fu eletto nel 1994 grazie alle sovvenzioni del cartello di Cali.
(4) Ovvero l'annientamento fisico, a cura dei vari governi o con la loro benedizione, di gruppi politicamente organizzati considerati "pericolosi": sindacati delle banane, guerriglieri dell'EPL, dirigenti e membri dell'Unión Patriótica.
(5) A. Caballero. Vizio di forma. Narcomafie, aprile 2000, p. 8.
(6) Per alcune storie esemplari, si veda: Maurice Lemoine. Colombie: pêche miraculeuse dans les ports. Le Monde Diplomatique, febbraio 2000.
(7) M.C. Cabarellero in: Cambio (Bogotà), 11 maggio 1998 (citata da B. Guillou, Clameurs de paix en Colombie. Le Monde Diplomatique, febbraio 1999).
(8) Il boom della cocaina in USA si può senz'altro ricondurre all'inclusione delle amfetamine nell'elenco degli "stupefacenti" nel 1972, e quindi all'improvviso crollo delle normali prescrizioni di stimolanti "legali" nel paese più amfetaminizzato del mondo (secondo Grinspoon - in: L. Grinspoon-P.Hedblom: The speed culture, Harvard U.P. 1975, p. 11 - gli USA consumarono più di 12 miliardi di dosi nel 1971). Tanto per ricordare fatti ben noti, non solo tutte le persone con problemi di sovrappeso o con orari e turni di lavoro stressanti, ma anche lo stesso presidente Kennedy (come altri leader politici prima di lui, da Hitler a Churchill) nonché i militari impegnati in Vietnam, che le avevano come parte dello "standard equipment", ricorrevano regolarmente alle amfetamine. Con il "rescheduling" di queste, la cocaina - un tempo solo "droga dei ricchi", di Hollywood e dello smart set - divenne rapidamente lo stimolante di massa, e i paesi produttori (tradizionalmente Perù e Bolivia) videro una rapidissima espansione delle coltivazioni di coca.
(9) Una delle migliori fonti di informazione sulla "guerra alla droga" americana in Colombia (e in altri Stati) è il bollettino ENCOD "Drugs and development", disponibile in inglese o spagnolo su internet al sito http://www.tni.org/drugs).
(10) Secondo le stime del "CIA Factbook", in Colombia nel 1997 le coltivazioni di coca si estendevano su 79.500 ettari (+18% rispetto all'anno prima) e quelle di papavero su 6.600 ettari (+5%). Si veda il sito: http://www.odci.gov/cia/publications/factbook.
(11) Maurice Lemoine. Une nation, deux états. Le Monde Diplomatique, maggio 2000.
(12) Per approfondire la questione: C. Marquis, sul New York Times del 23 giugno 2000 e Anthony Lewis, sullo stesso giornale, 24 giugno.
(13) Si veda il riquadro a p. 10 di Narcomafie, aprile 2000.
(14) New York Times, 20 febbraio 1970.