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Fuori dai denti
A cura di Franco Corleone e Grazia Zuffa
Edizioni Menabo', 2002, 10 Euro
Giancarlo Arnao, «Fuori dai denti».
E nella memoria
di Anna Pizzo
Da Carta, numero 44 2002
Cinque
anni di appunti, in una sorta di diario e al tempo stesso di filo
di ragionamento attorno, sopra e dentro l¹universo droghe.
Un tema del quale Giancarlo Arnao è stato uno dei più
attenti analisti nell¹arco di tutta la sua vita, improvvisamente
conclusa due anni fa. Lo scorso 14 novembre, in occasione del secondo
anniversario della sua morte, a Milano è stato presentato
il libro «Fuori dai denti», l¹antologia di scritti
sulle droghe di Arnao, pubblicati da Fuoriluogo, il supplemento
che esce una volta al mese sul manifesto. Curato da Franco Corleone
e da Grazia Zuffa, il libro raccoglie brevi saggi ma anche le sintetiche
annotazioni contenute nella rubrica «Drug Stories» alla
quale Giancarlo Arnao era molto affezionato. Aforismi, notazioni
brevi, notiziole acchiappate dai giornali europei ma soprattutto
statunitensi che Arnao leggeva con grande puntualità, alla
ricerca di quelle fessure libertarie o di quelle enormità
da crociata antiproibizionista che lo divertivano o lo facevano
arrabbiare. Spesso telefonava ai suoi amici per raccontargliele,
per riderne insieme o per segnalare che qualcosa, nel mondo blindato
della «guerra alla droga» si stava incrinando. Spesso
con animo combattivo, a volte depresso dallo stato di cose immobile
e insipiente di cui la vicenda droghe è avvolta nel nostro
paese. Ma il libriccino [edizioni Menabò, 155 pagine, 10,00
euro] non è solo un omaggio allo scienziato, o un gesto affettuoso
di chi lo ha conosciuto, stimato e amato. È un documento
indispensabile per capire le ideologie, i
pregiudizi, le idiosincrasie che si addensano attorno a questa questione
e gli antidoti per sconfiggerli. A cominciare dai luoghi comuni,
primo tra tutti quello che vuole i derivati della cannabis come
«droga di passaggio» all¹eroina. Un tormentone
al quale Giancarlo risponde colpo su colpo, confutando le falsificazioni
e le faziosità del Nida [National institute of drug abuse]
e svelandone le incrinature. Ancora più meticoloso, il lavoro
certosino e filatelico di Arnao nelle «Drug Stories»,
sorta di mosaico di aforismi e citazioni fulminanti. Infischiandosene
del manuale Cencelli e di ogni falso galateo. Imperdibili il numero
10 [ottobre Œ98], il 17 [settembre Œ99] e il 21 [febbraio
2000]. Ma vale la pena leggerli di seguito perché, tutti
assieme, danno un sapore surreale a un dibattito che, negli anni,
si è attorcigliato su se stesso. Lo spiega bene un grande
amico di Arnao, Peter Cohen, in un breve ricordo che fa un po¹
da postfazione del libro: «Giancarlo Arnao non ha mai capito
come persone intelligenti potessero dire o pensare così tante
sciocchezze sulle droghe. Ho scoperto questa sua caratteristica
la prima volta che l¹ho visto. Eravamo a Londra, nel 1987...
Da quel momento abbiamo parlato, e riso, un bel po¹».
Infine, nella copertina di Fuoriluogo del novembre 2000 si legge:
«Giancarlo Arnao ci ha lasciato. Il suo antiproibizionismo
era fondato sulla conoscenza, contro ogni oscurantismo». È
questa la sua forza e la nostra,quella che nessuna crociata potrà
mai cancellare.
Il libro sarà disponibile a breve nelle
librerie Feltrinelli. Per ricevere una copia del libro è
necessario effettuare un versamento di 10 Euro a Forum Droghe sul
ccp 25917022 specificando nella causale del versamento che si tratta
dell'acquisto del volume. Chi invece volesse ordinare un quantitativo
maggiore di copie (almeno 15) per distribuirlo in librerie, centri
sociali o per venderlo durante iniziative può scrivere al
tesoriere di Forum Droghe (il costo sarà di 7 Euro x copia):
mbaruffi@fuoriluogo.it.
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