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Animali
che si drogano - Giorgio Samorini, Telesterion, 2000. 112 pag.
18.000 lit.
http://www.telesterion.it
di Stefano Cagno
Gatti erotomani, capre caffeinomani, renne micofile,
uccelli ebbri e formiche folli. Chi avrebbe mai immaginato tutto
ciò? Eppure gli studi di etologia sono chiarissimi: non solo gli
animali più evoluti, ma persino gli insetti vanno alla ricerca di
sostanze in grado di modificare il proprio comportamento. Così,
l'etnobotanico Giorgio Samorini, ha pensato di riunire in un libro
molti di questi casi di animali drogati: mucche, elefanti, gatti,
renne, capre, uccelli, mosche, insetti ed altri ancora. Che le ricerche
riguardanti l'uso delle sostanze stupefacenti non debbano centrarsi
sul tema della marginalità o della devianza, è opinione che progressivamente
va raccogliendo maggiori proseliti. E' sufficiente ricordare che
in campo artistico, da sempre, si è fatto uso di sostanze che ampliano
il campo delle percezioni. Esistono però anche fenomeni etnico/culturali,
legati a particolari zone geografiche; basti pensare, ad esempio,
all'uso di sostanze psicoattive da parte delle popolazioni che vivono
sugli altipiani per combattere la fatica fisica. Ed ancora l'impiego
delle droghe come medicinali, ad esempio la morfina come potente
analgesico o i derivati della canapa indiana, tolti dalla farmacopea,
ma in grado di svolgere attività curativa in svariate patologie.
Ora però, grazie al libro di Giorgio Samorini, sappiamo che l'assunzione
delle droghe non è rivolta solo alla ricerca del piacere o della
conoscenza. Se infatti anche gli animali attuano i nostri stessi
comportamenti, vuol dire che esiste una componente naturale nell'impulso
dell'uomo a drogarsi. Certamente questa componente è ancora tutta
da scoprire, ma i dati presentati da Samorini stimolano la prosecuzione
delle ricerche in un campo totalmente nuovo. Al contrario, attraverso
artificiali ricerche di laboratorio sugli animali, spesso si cercano
in specie a noi diverse, risposte per spiegare i comportamenti umani.
A tale proposito, possiamo ricordiamo le ricerche del Professor
Gessa, in cui pretendeva di dimostrare una presunta dipendenza umana
dai cannabinoidi attraverso osservazioni sui ratti di laboratorio.
Le ricerche etologiche condotte in ambiente naturale invece, essendo
prive delle forzature tipiche del modello sperimentale animale,
sono in grado di cogliere elementi comuni anche in specie differenti
e quindi risultare utili anche alla comprensione di alcuni fenomeni
o comportamenti umani. Tra tanti libri che rappresentano un approdo
finale, spesso basato su dogmi mai realmente dimostrati, "Animali
che si drogano", al contrario, è un importante punto di partenza,
ricco di mille sviluppi, per superare finalmente il "problema droga"
ed approdare ad una laica comprensione del "fenomeno droga".
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