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International Drug Tribune
a cura di
Marina Impallomeni
Una felice contraddizione
Una buona notizia. Il governo inglese intende modificare la sua
politica sulle droghe, finora una delle più severe in Europa
(vedi larticolo di Daniel Lukes, che pubblichiamo a pag. 5).
In particolare, il ministro degli interni David Blunkett (lo stesso,
per altro, che ha richiesto al Parlamento la sospensione per un
periodo imprecisato dellart. 5 della Convenzione europea per
i diritti umani che vieta la detenzione senza processo, come ci
spiega Mauro Palma in questo stesso numero) ha annunciato che il
consumo di marijuana non sarà più punito con il carcere.
In linea di massima, è vero: «con la cannabis inserita
nella tabella C spiega Alan Travis su The Guardian
i consumatori sarebbero soggetti allo stesso tipo di punizioni previste
per coloro che usano illegalmente farmaci soggetti a prescrizione
medica. La pena massima per il possesso di una sostanza di classe
C è due anni; per la cessione è cinque anni».
E allora? «In pratica spiega ancora Travis la
riclassificazione probabilmente significherà che essere perseguiti
per possesso di cannabis diventerà leccezione piuttosto
che la regola». Larticolo ci ricorda anche alcune cifre.
«Mentre i politici suonano sempre più liberali
scrive Travis in pratica il numero delle persone arrestate
dalla polizia per semplice possesso è andato aumentando».
«Il numero delle persone che hanno avuto a che fare con la
polizia per reati connessi alla cannabis spiega ancora Travis
è passato da 40.194 nel 1990 a 86.034 nel 1997. Da
quando il partito laburista è andato al potere il numero
degli arrestati per possesso è rimasto costante, con più
di 81.000 persone arrestate ogni anno. E ogni anno oltre 300.000
persone vengono perquisite per la strada dai poliziotti che cercano
la droga».
Alan Travis, Government
takes relaxed view of cannabis, The Guardian, 24 ottobre 2001
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