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Le ambiguità della Francia
In Francia il 50% dei 17enni maschi e il 41% delle femmine ha
provato a fumare hashish o marijuana almeno una volta. Lo dice
lOsservatorio sulle droghe e le tossicomanie transalpino.
Questo dato ha riaperto un dibattito che va avanti da molti anni
sulla possibilità di modificare la legge attualmente in
vigore, che risale al 1970. Si tratta di un testo molto rigido
e punizionista, che prevede una pena fino a un anno di carcere
per il semplice consumo di cannabis. Ma il governo francese
nonostante la forte presenza dei Verdi che sostengono la legalizzazione
di questa sostanza non ha intenzione di affrontare la discussione,
preferendo centrare lattenzione sui «consumi problematici».
Oggi il 75% dei fermi per infrazioni alla legge sulle droghe (91mila
nel 1998) è relativo al semplice consumo personale (75mila),
ma solo raramente queste persone vengono poi incriminate davanti
al giudice. Il 61% dei fermati, dice un rapporto del Centro di
Ricerca sociologica sul diritto e le istituzioni penali (Cesdip),
sono studenti o disoccupati e sempre il 60% è un consumatore
abituale, che fuma da più di un anno, tutti i giorni o
più volte la settimana. Nicole Maestracci, la responsabile
governativa sulla questione droghe, dice significativamente: «Sappiamo
che i comportamenti sono più significativi della sostanza
consumata».
Per questo vengono impartite direttive attraverso circolari rivolte
ai tribunali per non perseguire luso personale, ma, ad esempio,
per sanzionare la guida sotto effetto di stupefacenti. «Altri
paesi europei prevedono sanzioni amministrative, lequivalente
delle nostre contravvenzioni, per luso personale in pubblico»,
prosegue Maestracci. Un modo indiretto per affrontare comunque
ladeguamento della legge del 1970 ai costumi attuali.
Le Monde, 15 febbraio 2001
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di International Drug Tribune
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