|
Legalizzare in Francia
Nonostante il Belgio abbia annunciato di voler depenalizzare uso
e detenzione di piccole quantità di cannabis e la Svizzera
si appresti a tollerarne la produzione per uso personale, il governo
francese sembra proprio non voler aprire un dibattito sulla questione.
"Il governo francese fa orecchie da mercante" scrive
Matthieu Ecoiffier su Libération, ponendo l'accento sul
fatto che la politica dei paesi vicini non riesca a dare una scossa
al comportamento del governo francese, finora fortemente proibizionista.
Riaprire il dibattito sulla possibile riforma della legge del
1970 che criminalizza ogni uso di droga, cannabis compresa, non
sembra possibile. Nicole Maestracci, presidentessa della Commissione
Interministeriale per la lotta contro la droga e la tossicodipendenza,
assicura che le leggi francesi non sono poi così diverse
da quelle del Belgio, e si riferisce a una circolare del 1999
che chiede ai magistrati di non incarcerare i consumatori e raccomanda
alle forze dell'ordine di concentrarsi più che altro sullo
spaccio. Nella pratica, però, l'applicazione di questa
circolare risulta piuttosto aleatoria, considerando che nel 1999
i fermi per solo uso sono stati circa 94.000, soprattutto tra
i giovani, mentre gli arresti per spaccio sono, in confronto,
pochissimi. Secondo Nicole Maestracci, questi giovani non vengono
arrestati per uso ma perché scoperti con qualcosa addosso
dopo un controllo. L'esplosione di fermi dipenderebbe quindi dalla
tensione tra giovani e polizia. Si cade in apposite trappole tentando
di orientare la discussione sulla cannabis, scrive Ecoiffier,
perché l'unica cosa che vuole il governo è non aprirne
alcuna.
Ma forse come afferma Anne Coppel presidentessa dell'Associazione
francese per la riduzione del danno (Afr) che si occupa della
questione: Il problema è questa morale puritana, la convinzione
che la legge sia una protezione. E invece non protegge, è
questo il vero problema da discutere".
Matthieu Écoiffier,
"Dépénaliser le cannabis reste une histoire
belge², Libération, 25 gennaio 2001
a cura di Paolina Baruchello
Accedi all'archivio
di International Drug Tribune
|