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International Drug Tribune
a cura di
Marina Impallomeni
IL TRAMONTO DI HELLAWELL
Il quotidiano britannico The Guardian pubblica una bella intervista
a Mike Trace, che lavorò accanto a Keith Hellawell quando
questultimo era zar antidroga durante il primo
governo Blair. Trace ripercorre la sua esperienza nei panni di vice-zar
antidroga e ne approfitta per levarsi qualche sassolino dalla
scarpa. Secondo Trace, il primo periodo del loro mandato fu caratterizzato
da una autentica volontà di mettere in atto ragionevoli politiche
di prevenzione e di trattamento. Poi però le resistenze opposte
dallo staff di governo ebbero la meglio. «Keith, durante il
primo anno, lavorò come un cane e si era impegnato per raggiungere
il suo obiettivo; penso che quello sia stato per lui un periodo
splendido» racconta Trace. Ma «mentre il tempo passava
prosegue penso che si sia disinteressato al duro lavoro
dellimplementazione, concentrandosi solo sulle apparenze».
La maggiore spaccatura tra loro avvenne quando Hellawell usò
uno studio neozelandese sulla controversa teoria della cannabis
come droga di passaggio, nonostante tutte le prove che
dimostravano il contrario.
Quando, nel 2000, fu presentato il rapporto della Police Foundation,
che riapriva il dibattito sulle droghe, lallora ministro degli
interni Jack Straw respinse le proposte contenute nel rapporto in
sole ventiquattrore. Allepoca la responsabile della
politica sulle droghe era Mo Mowlam. «Mo racconta Trace
era troppo leale per sollevare una polemica, ma fondamentalmente
non ebbe voce in capitolo, sebbene fosse nominalmente la responsabile
della politica sulle droghe.» E oggi? «La strategia
sulle droghe che avevamo sviluppato sostiene Trace
conteneva alcuni programmi cruciali che devono essere portati a
termine. Sarebbe un peccato se questo lavoro che ridurrebbe
i crimini connessi alle droghe, i problemi sanitari e lesclusione
sociale perdesse slancio con le nuove normative».
Alan Travis, Up in smoke, The Guardian, 12 dicembre
2001
a cura di Marina Impallomeni
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