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International Drug Tribune

a cura di
Marina Impallomeni

IL MIRACOLO FINLANDESE
Negli Stati uniti, su 100.000 abitanti, in media ne finiscono in carcere 700, in Finlandia 52. Qui i periodi di detenzione tendono a essere brevi, i rapporti interpersonali sono favoriti con visite frequenti e permessi, le condizioni di vita dignitose. Nel carcere di Hameenlinna, vicino Helsinki, detenuti e detenute coabitano, e talvolta capita che si celebrino dei matrimoni. Al sistema penale finlandese, definito “il sogno di un liberale e l’incubo di un conservatore”, dedica un servizio il giornale canadese Ottawa Citizen.
«Più di trent’anni fa – scrive Dan Gardner – la Finlandia ha deciso di abbandonare la sua lunga tradizione di un sistema penale molto severo (...). Mai prima di allora, e mai più dopo, un paese è passato così consapevolmente e completamente da una concezione della giustizia al suo esatto contrario».
Oggi i detenuti possono chiedere la libertà condizionale dopo soli 14 giorni di detenzione. Quelli che violano le regole e tornano in carcere, possono rifare domanda dopo un mese. Tutti i detenuti alla loro prima condanna vengono liberati dopo aver scontato metà della pena, mentre gli altri scontano due terzi.
I giovani tra 15 e 21 anni possono essere incarcerati solo per motivi di straordinaria gravità – e anche in questo caso, vengono rilasciati dopo aver scontato un terzo della pena. I detenuti condannati all’ergastolo di norma vengono rilasciati dopo aver scontato 10 anni o al massimo 15 o 16.
I fautori della “linea dura” criticano la Finlandia perché in questo paese, dagli anni ‘60 a oggi, l’incidenza dei reati è aumentata. Ma in realtà lo stesso aumento si è registrato in tutti i paesi occidentali, qualunque fosse il loro sistema penale. «Dopo oltre trent’anni – spiega Gardner – l’esperimento finlandese è approdato a una conclusione chiara: gli alti tassi di carcerazione e le dure condizioni di prigionia non servono a tenere sotto controllo il crimine.»

Dan Gardner, “Why Finland is soft on crime”, Ottawa Citizen, 18/3/2002

 

 

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