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LO SCANDALO / Scoperte tracce di sostanze stupefacenti in numerose zone del tempio dell’ippica britannica, a pochi chilometri appena dal castello di Windsor

Cocaina nella tribuna reale di Ascot

La polizia indaga tra i vip, ma la regina Elisabetta non si scompone e guarda le corse


LONDRA - Seimila aragoste, 150.000 bottiglie di champagne e qualche grammo di cocaina. E’ la ricetta dell’ultima e controversa edizione del Royal Ascot, l’appuntamento estivo con le corse dei cavalli che nell’ippodromo a undici chilometri a sud del castello di Windsor attira regolarmente reali e celebrità. Quest’anno tutto sembrava dover filare liscio: niente allarme bombe, niente pioggia e, per di più, tre vittorie in sole ventiquattr’ore per Frankie Dettori, il fantino per il quale la sovrana Elisabetta e la Regina Madre hanno un debole. E invece, alla vigilia della terza giornata, è arrivata una notizia che ha sconquassato l’organizzazione intera: in quattro zone dell’ippodromo sono state trovate tracce di una polvere bianca che in laboratorio si è rivelata essere cocaina. Forse la scoperta non avrebbe sconcertato più di tanto se la cocaina non fosse stata rinvenuta anche nella Royal Enclosure, ovvero in quelle tribune riservate ai Windsor e a qualche centinaio di personaggi considerati degni dell’ambito invito. E invece anche nei bagni di marmo del quartiere nobile, così come nelle toilettes portatili allestite per i 250.000 comuni mortali, c’è stato chi non ha saputo resistere. «Visto che sono rimaste tracce in punti diversi - ha spiegato un funzionario di polizia - è possibile che non si tratti di una persona o due soltanto, bensì di varie decine».
Sua Maestà la regina non si è lasciata scandalizzare. Ieri è arrivata in pompa magna alle corse, create nel 1711 da una sua antenata, la regina Anna. Per la prima volta in questa edizione ha potuto fare la tradizionale entrata con un corteo di carrozze, tornate a sua disposizione dopo l’apertura ufficiale del Parlamento. Al suo seguito il marito Filippo di Edimburgo, la Regina Madre che ad agosto compirà 101 anni ma che nonostante l’età continua ad avere una passione sfrenata per i cavalli e per le scommesse, il principe Andrea duca di York e i duchi di Gloucester.
Elisabetta ha assistito all’intera giornata e ha seguito con particolare entusiasmo la Gold Cup, la gara più importante della manifestazione, vinta dal purosangue Royal Rebel. Nonostante il contegno della sovrana, il clima tra gli organizzatori è di profonda costernazione. Dopo rivelazioni analoghe sulle gare di Newmarket, poche settimane fa, per il Royal Ascot erano state aumentate le misure di sicurezza. Centinaia di telecamere a circuito controllano i presenti, 1.000 agenti pattugliano l’ippodromo, ma la droga è entrata comunque. «Fortunatamente - ha detto il portavoce Nick Smith - la cocaina è un sintomo della società di oggi. Ogni anno qui vengono circa 250.000 persone. Sarebbe ingenuo pensare che neanche una di loro faccia uso di sostanze stupefacenti». Smith ha ricordato che episodi simili sono avvenuti nel corso di molti eventi sportivi e che senz’altro rovinano la reputazione e il prestigio di una rassegna come Ascot.
«Abbiamo fatto tutto il possibile - ha spiegato - per evitare di restare coinvolti, ma nei bagni non possiamo mettere le telecamere a circuito chiuso». Promette, comunque, che chi verrà trovato in possesso di cocaina o di qualsiasi altra sostanza illegale verrà bandito a vita dall’ippodromo.
In una rara giornata di gran caldo le guardie che controllano le entrate di Ascot hanno avuto un gran da fare: non tanto per via degli stupefacenti, quanto per gli abiti delle signore. Le regole impongono il cappello (nella Royal Enclosure sono obbligatori anche i guanti) e le spalle coperte, se non dal vestito almeno da uno scialle. E invece, ha raccontato un portavoce, «sono venute così tante signore senza maniche che non abbiamo potuto fermarle tutte».

Paola De Carolis