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La stampa “drogata”

Il giorno 4 maggio 2009, dalle ore 11 alle ore 13.30 presso la sala riunioni 315/D al 3° piano della sede della Regione Emilia Romagna di Viale Aldo Moro, 21 – Bologna verranno presentati i risultati di una ricerca dal titolo “La percezione sociale nel consumo di sostanze – esame della stampa della Regione Emilia-Romagna”, a cura del Prof. Piero Ignazi, Facoltà di Scienze politiche, Università degli Studi di Bologna.

Lo stesso giorno sarà on line il file pdf della ricerca scarcabile dal blog.

Ed eccola l’ordinanza Made in Moratti: multe a chi si droga in strada.

Non si è lasciata scappare l’occasione, dopo le mille ordinanze estive dei suoi colleghi sindaci, lady Moratti cala l’asso di briscola: multe a chi si droga. Baruffi: “Già ora un pubblico ufficiale ha il dovere di intervenire di fronte al consumo di stupefacenti”. Salvini: “Mi aspettavo qualcosa di meglio, non è una canna l´emergenza numero uno per la salute e la sicurezza in città”. Moratti: “I provvedimenti sulla sicurezza saranno associati a politiche per chi accetta di seguire percorsi di recupero”. Il sociologo Martinotti: “Il problema è medico, non etico”. È pura demagogia, per uno spinello non è mai morto nessuno, semmai ci si addormenta È come mandare i carri armati a dare le multe per strada.
Nella Rassegna stampa italiana del Mappamondo di fuoriluogo.it gli articoli da Repubblica Milano e dal Notiziario Aduc.

I test a tampone e le cifre drogate

Negli appunti a margine di fuoriluogo abbiamo pubblicato il testo della lettera che ho inviato al Manifesto e che riporto:

Egregio Direttore,
In riferimento al servizio apparso sul Manifesto in data 31/08/08, con il titolo “Sballo al volante, uno su due si fa” ritengo doveroso effettuare alcune osservazioni:

  1. Nell’approfondimento viene riportato che su 80 controlli il 46,2% risultava positivo ad alcol e/o droghe, con netta prevalenza per l’alcol. Peccato che le cifre non siano quelle, come riporta correttamente ad esempio il quotidiano locale il Verona del primo settembre: “ “Drogate” le cifre sui controlli, positivi sei autisti su cento”. Sempre nello stesso giornale vi è un’intervista con Pierpaolo Pani, presidente della Società Italiana Tossicodipendenze, che richiama con precisione la necessità di essere meno allarmisti e più concreti nell’incrementare sia i controlli che le azioni educative. Questo richiede certezza delle risorse, validità degli strumenti utilizzati e molto meno propaganda.
  2. Ecco i fatti: sono stati fermate 576 persone e testate solo 80 con un criterio di discriminazione sconosciuto: di queste solo 37 erano intossicate, 37 su 576, circa il 6%. Questo gioco dei numeri non lascia molti dubbi sull’intera vicenda ed impone una riflessione critica che riaccenda il lume della ragione per disintossicarsi dalla droga mediatica dell’allarmismo.
  3. Nell’intervista con Giovanni Serpelloni si ritrovano affermazioni poco chiare sul piano scientifico e generalizzazioni che creano un’opinione pubblica distorta e disposta a tollerare qualsiasi azione in nome del bene comune. Non è corretto fondare i programmi su grossolane imprecisioni scientifiche che non tengono conto o meglio volutamente ignorano che il rischio è relativo alla quantità, tipologia chimica e soprattutto a quanto tempo prima di mettersi alla guida le sostanze sono state assunte. Insomma, vogliamo essere sicuri che le persone non guidino sotto l’effetto di sostanze che alterano la coscienza o vogliamo punirli perché il giorno prima si sono fatti una canna? Il fine non può sempre giustificare i mezzi, soprattutto se generano falsità culturalmente fondative.

Franco Marcomini
Medico SERT
Comitato scientifico Forum Droghe

E’ comunque importante aprire una discussione su due ordini di fattori:

  1. lo stabilirsi di una politica di marketing dell’immagine dell’efficienza nel campo delle dipendenze attraverso episodi estemporanei, per nulla originali e piuttosto ridicoli nella forma organizzativa; ad esempio cosa serve un team medico o comunque professionale, quando sono sufficienti e credibili i test effettuati dalle forze dell’ordine (come del resto prescrive la legge)? L’intervento dei servizi deve avvenire in un secondo momento a scopo educativo e certificativo a supporto del giudizio di idoneità che spetta alle commissioni medico provinciali delle patenti. Vista la scelta di Serpelloni come probabile direttore del dipartimento antidroga non c’è da stupirsi dei metodi. Piuttosto viene legittima una curiosità: a quando un bel volume patinato con schemi, fotografie a colori, ponderoso nella bilancia, non certo nei contenuti, come ci ha abituato l’esperienza veneta di questi anni? Suggerisco i titoli: management del marketing of DUI (driving under intoxication), oppure marketing del management. Potremmo aprire un concorso a premi.
  2. L’allarmismo che diventa l’asse portante di una politica che nasconde la riduzione degli investimenti sia nel  campo della prevenzione che del trattamento    delle dipendenze.

E per chiudere: a quando la stupita adesione da parte dei professionisti dell’eclettismo culturale di fronte a tanta abilità mediatica, con relativa nomina sul campo, honoris causa, a specialista di materie sconosciute? i precedenti ci sono già, basta applicare la procedura.

War on Drugs

Dal Blog della Drug Policy alliance, via fioreblog.

Quando il piccione finisce in gabbia

Anni fa si raccoglievano firme per referendum per dare un lavoro a quei bighelloni dei piccioni. Oggi i piccioni (bosniaci ma anche brasiliani) trovano facilmente un lavoro in un mondo malato di proibizionismo.

E finiscono pure loro in gabbia.

Bosnia. Arrestato il piccione spacciatore
La polizia bosniaca ha arrestato un ‘piccione spacciatore’ che trasportava droga nel carcere di massima sicurezza della citta’ di Zenica, vicino Sarajevo. “Le guardie sospettavano che l’animale fosse coinvolto in un traffico di stupefacenti: avevanoo notato quattro prigionieri in evidente stato confusionale dopo l’arrivo del piccione nella loro cella” ha dichiarato Josip Pojavnik, funzionario della prigione di Zenica. I quattro detenuti, risultati positivi a un test sull’assunzione di eroina, dovranno ora subire dei procedimenti disciplinari. Pojavnik ha spiegato che la droga era nascosta in una piccola bustina attaccata alla zampa del piccione-corriere che uno dei detenuti teneva come animale da compagnia.
“Sospettiamo che il piccione trasportasse la droga dalla citta’ di Tuzla” a 70 chilometri dal carcere di Zenica. L’uccello e’ ora sotto la custodia della polizia che indaga per scoprire chi lo riforniva. “Del piccione non sappiamo che farne, per adesso rimarra’ dietro le sbarre” della sua gabbia. Dopo la scoperta del piccione spacciatore la direzione del carcere sta pensando di interrompere un proggetto rieducativo per i detenuti basato proprio sull’allevamento di piccioni. Tuttavia Pojavnik sostiene che il piccione in questione non faceva parte di quel progetto. Quest’anno un’altro caso di piccione-pusher era stato scoperto in un carecere brasiliano, ma in quel caso i piccioni oltre alla droga traspotavano anche telefoni cellulari.

Dal Notiziario Aduc, via fioreblog.

Solidarietà a Luca e Davide

E’ di questi giorni la notizia della conferma da parte della Cassazione dell’estradizione di Luca Zanotti, universitario di 24 anni che vive a Santarcangelo di Romagna e che tre anni fa fu preso dalla polizia greca insieme a un amico con 21 grammi di hashish, mentre era in vacanza a Kalamata.

Si tratta di carcere preventivo, in caso di condanna, rischia da 2 a 10 anni di reclusione e una multa da 29 mila a 290 mila euro. Il suo amico 29enne Davide D’Orsi, che lo accompagnava in quel viaggio sta attendendo l’esito del suo appello per il 28 agosto.

Oltre all’esprimere solidarietà (vai alla petizione) da parte di Fuoriluogo.it a queste due vittime della war on drugs (italiana e greca), citiamo ciò che ha scritto Luca sul blog:

Ieri 21 agosto la cassazione ha deciso del mio futuro prossimo (spero), confermando la decisione della corte d’appello di bologna.
Anche per loro posso andare in grecia, consegnato dalle autorità italiane alle autorità greche che, non appena mi avranno fra loro, mi porteranno in carcere ad aspettare un processo che non si sa nè quando inizierà, nè quanto durerà.
Io i miei amici i miei genitori e parenti eravamo tutti preoccupati per l’esito di questa faccenda ma eravamo fiduciosi in una conclusione positiva della questione in mio favore.
Ma la giustizia italina ha fatto il suo corso e questo è l’esito.
Ora dovrò aspettare solo che l’ordinanza sia resa effettiva dalla corte di bologna, che renderà disponibile la mia cattura da parte delle forze dell’ordine italiane.
Quando?…
Questo chiaramente non è dato saperlo, anche se credo che la decisione più razionale sia aspettare anche la sentenza di Davide il 28 Agosto..
In realtà, sapevo benissimo del processo che era in corso in Grecia, ma in questi anni, per via di mancata comunicazione fra noi e loro, non ci stavo più pensando;
sicuramente non era nostra intenzione fare la parte dei latitanti, anche se poi è proprio così che è andata a finire….
Questa proprio non la mando giù,
non pensavo proprio che sarebbe andato a finire così il giudizio, quello che chiedevo era solo di andare la’ da cittadino libero ad effettuare il processo, ora le prospettive sono solo il carcere preventivo…proprio come i latitanti.
Ora attendo, anche se è tutto ciò che ho fatto quest’estate, non so con quale speranza, probabilmente che qualcuno fra i detenuti nel carcere greco parli italiano o inglese..
La cassazione è l’ultimo grado di giudizio,, ora forse solo la diplomazia potrebbe fare qualcosa…forse

Qui il servizio del tg2 del 23 agosto:

AAA. Cercasi segnalati alle Prefetture per una ricerca sulle sanzioni amministrative

Rilanciamo volentieri questo messaggio, conoscendo la serietà dei ricercatori e concordando con l’ipotesi di ricerca: si tratta di un progetto sollecitato dall’allora comitato scientifico del Ministro Paolo Ferrero al fine di approfondire (finalmente…) quali siano esiti e risultati delle sanzioni amministrative dalla viva esperienza dei soggetti protagonisti.

“Cercasi persone segnalate in Prefettura per possesso di sostanze illegali per uso personale disponibili a partecipare ad una ricerca sull’applicazione dell’art. 75 del DPR 309/90 mediante un’intervista faccia a faccia nelle seguenti città: Torino, Brescia, Venezia, Rimini, Pesaro, Roma, Napoli, Bari, Catania.

Per maggiori informazioni, contattare Roberta Molinar (molinar@eclectica.it)”

Senti chi parla adesso

Solo sei mesi fa finiva così la campagna avviata da Forum Droghe, Associazione Aglietta e Malega9 per la mozione sulle narcosale a Torino.
Oggi il Sindaco di Torino Sergio Chiamparino ha dichiarato:

Tempo fa in Consiglio comunale – ha ricordato il primo cittadino – c’è stato un ampio dibattito sulle cosiddette stanze del buco, da intendere non come luoghi dove drogarsi e basta, ma dove i tossicodipendenti cronici possono essere sottoposti a una sorta di somministrazione controllata». Un tema che fece grande scalpore, suscitando polemiche soprattutto quando l’idea venne ripresa a livello nazionale dall’allora ministro della Salute, Livia Turco. «È un tema – ha ribadito Chiamparino – su cui anche questo governo dovrebbe riflettere».

Qui lo speciale narcosale a Torino e il racconto di quella serata in Consiglio comunale.

Giudicate un po’ voi.

Beyond 2008: report dell’assemblea mondiale ONG di Vienna (7-9 luglio 2008)

vienna

Sul sito di Fuoriluogo trovate la dichiarazione finale e le tre risoluzioni approvate all’assemblea mondiale delle ONG di Vienna. E’ stato un meeting molto combattuto perché gli orientamenti delle ONG sono assai divaricati, tuttavia il risultato può dirsi soddisfacente. Un resoconto più approfondito del meeting “Beyond 2008″ apparirà sul prossimo numero di Fuoriluogo (in edicola col Manifesto domenica 27 luglio). Lo ha scritto per noi Edo Polidori, presente insieme a me all’evento di Vienna.
Per quanto riguarda i commenti venuti alle bozze di documenti nella riunione preparatoria del 4 luglio a Roma, segnalo che, a parte l’inquadramento del tema droghe nel più vasto alveo dei diritti umani sancito dall’Onu, che è stato largamente sostenuto (e accolto nella versione finale), ho proposto come emendamento un riferimento particolare ai diritti dei detenuti, così come sottolineato dal segretario generale delle Nazioni Unite nella recente giornata mondiale sulla droga: l’emendamento è stato accolto nella risoluzione obbiettivo 3.
E’ nostra intenzione promuovere in autunno una giornata di lavoro su questi temi e in vista della riunione della CND del 2009.

Nel frattempo avete a disposizione il blog per commenti ed interventi.

La Vida Loca: le bande latinoamericane in un video

Droga, carcere, morte. Tre punti tatuati sulla pelle. Tre alternative obbligate per i pandilleros, i ragazzi delle bande di strada latinoamericane. Un video di Stefania Andreotti in concorso in tre importanti festival internazionali.
Su Fuoriluogo.it la scheda completa, qui sotto il trailer da youtube.