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Nadelmann: gli USA pronti alla legalizzazione della Marijuana

Intervista di Davide Casati a ETHAN NADELMANN, 52 anni, un dottorato ad Harvard, e da 20 anni lotta per la legalizzazione della marijuana negli Usa. Un obiettivo, dice, mai così vicino. “Ci sono le basi culturali, i motivi economici e le esigenze di sicurezza per cambiare la legge ”. “Lo Stato accetta sigarette e alcol avvertendo sui fattori di rischio. È una questione di educazione.

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Da City del 10 giugno 2009.

Gli Usa sono sul punto di legalizzare la ma­rijuana?
Non subito a livello nazionale, come l’alcol. Ma alcuni Stati potrebbero presto cambia­ re le leggi locali, ponendo le basi per nuove norme federali: California, Nevada, Alaska…
Alaska? Lo stato dell’ultra­ conservatrice Sarah Palin?
Con un referendum una legge può passare senza la firma del governatore!
Però anche Obama è anti­legalizzazione.
Ora quasi nessuno, al Con­gresso, supporta aperta­mente la legalizzazione. Ma in molti sono pronti a discuterne, e pensano sia una buona idea. Su questo tema Casa Bian­ca e Congresso seguiranno l’iniziativa po­polare, non la guideranno. E i precedenti sono incoraggianti.
A cosa si riferisce?
Alla fine del proibizionismo, nei primi anni ’30. A ritirare le proprie leggi contro gli alcolici furono prima i singoli Stati: solo poi il Congresso cambiò la legge federale.
Cosa le fa pensare che siamo alla fine del proibizionismo sulla marijuana?
Molti fattori. Il primo è l’economia: che, guarda caso, fu la principale causa del crol­lo del proibizionismo sull’alcol. La Califor­nia è in condizioni pessime. La legalizzazio­ne porterebbe nelle casse dello Stato un miliardo di dollari l’anno. Così ora il gover­natore Schwarzenegger ha detto: “Parlia­mone”.
Ma quanto ci guadagnerebbero, gli Usa, dalla legalizzazione?
Tra 10 e 20 miliardi di dollari l’anno di risparmi, più altrettanti di guadagni in tas­se.
Come si risparmiano tutti quei soldi?
Nel solo 2008, 800mila americani sono stati arre­stati per possesso di ma­rijuana. Ogni arresto im­plica lavoro per la polizia, ingorgo del sistema di pro­cessi, sovraffollamento carcerario. E questo è solo un esempio…
E le altre cause del cambio di direzione?
La violenza dei cartelli della droga in Messi­co, che sta sconfinando anche negli Usa. La legalizzazione della marijuana per usi me­dici, che ha cambiato l’immagine dei con­sumatori: non solo “teenager coi rasta” ma anche “adulti in chemioterapia”. Il cambia­mento generazionale: gli adulti di oggi hanno usato la marijuana, da giovani, e co­noscono la differenza tra uno spinello e l’eroina. E poi, certo, un presidente come Obama che ammette di aver fumato, più volte.
Non tutti quelli che usano marijuana passa­no all’eroina. Ma chi usa eroina è partito dalla marijuana.E vero?
Sì, ma è come dire che per impedire gli incidenti in moto bisogna vietare di impa­rare ad andare in bici. Il fatto è che la proi­bizione non protegge i ragazzi. L’80% di loro dice che è più facile comprare ma­rijuana che l’alcol, negli Usa. E in Olanda, dove la vendita e il possesso di dosi persona­ li è legale, il numero di ra­gazzi che dalla marijuana è passato ad altre droghe è
minore che in altri Paesi.
Ma legalizzare la marijua­na non significa affermare che “non fa niente di ma­le”?
No: la legalizzazione non è un marchio di approvazio­ ne. Le sigarette sono lega­li, ma lo Stato conduce vigorose campagne per ridurne il consumo. Rendere la ma­rijuana legale permetterebbe un’educazio­ ne alle droghe meno ipocrita.
Che cosa bisognerebbe spiegare?
Che la marijuana causa meno assuefazione di altre droghe, ha sintomi meno forti, non ha mai causato una morte per overdose, non è associata a comportamenti violenti, causa meno danni ai polmoni delle sigaret­te…
Detta così, uno spinello sembra una buona idea.
Io non sono né anti né pro marijuana. So che milioni di persone l’hanno usata – io incluso ­ e la considerano qualcosa di positi­vo. Ma conosco persone a cui ha causato problemi.
Se sua figlia le dicesse che fuma marijuana, sarebbe tranquillo?
La vera domanda non è se la usi, ma come. Non sono preoccupato se qualcuno mi di­ce che beve alcol: lo sono se si ubriaca spes­so. Allo stesso modo, non mi preoccupa chi fuma la sera con gli amici, ma chi fuma troppo, e non sa controllarsi. Molte perso­ne di successo e molto ri­
spettate la usano!
Molti usano anche cocai­na. Meglio liberalizzare anche quella?
Io penso che sia necessa­rio trattare la marijuana come l’alcol ­ tassarla, re­golarla, e tenerne lontani i più giovani. Che il posses­so di ogni droga, per uso personale, non dovrebbe essere un crimine. E che dovremmo porta­re allo scoperto le economie della droga che alimentano violenza e criminalità.
Tra i suoi supporter c’è anche il finanziere George Soros. Fuma anche lui?
L’ha fatto qualche volta, da giovane: ma dopo le prime volte ha perso interesse. Il modo in cui la nostra società affronta que­sto tema ha a che fare meno con temi come libertà e compassione. E giustizia.

Scarica l’intervista in pdf: city_nadelmann-11.

Il 9 maggio la Million marijuana March

La million marijuana march è un’iniziativa mondiale lanciata nel 1999 dal sito statunitense http://www.cures-not-wars.org.

Ecco l’appuntamento italiano:

9 maggio 2009 – Roma

9a edizione della Million Marijuana March

Partenza da Piazza della Repubblica alle ore 16.

Per maggiori informazioni: http://www.millionmarijuanamarch.info/

Pensiamo al futuro. Anche con la Canapa.

Fuoriluogo.it aderisce alla catena per una rivoluzione verde lanciato da ilKuda. Fra le varie proposte ci permettiamo solo di ricordare che anche la Canapa potrebbe dare il suo buon contributo. Hanno aderito: ilKuda, Jacopo Fo, Letizia Palmisano, I blog alla difesa dell’ambiente, Domenico Finiguerra, Resistenza Civile, Fiore, Verdi di Ferrara, Franco Corleone, Come ti vorrei, Alessandro Ronchi, Marcello Saponaro, Pianeta Verde, Rigeneriamoci, Appunti e Virgole, Impianti e pannelli solari, Base Verde, Sciura Pina, Ladri di marmellateCernuscoTv, Liberamente, Ma’pe iabbu, Gianluca Visconti, Ego&Quota, Informazione senza filtro, Samie, PdCI Latina, La Parola, Doppiocieco, Piazza Pulita, Tau2 ZeroAmbiental…mente, DeaMaltea, Yourpage, VIVERE Cernusco, 2 + 2 = 5, Yblog, Roberto Maviglia, Voglio il fotovoltaico, Gianluca Briguglia, No alla turbogas a Pontinia, Per il bene comune Lombardia, Sconfinanado, Verdi Emilia Romagna, Verdì Forlì-Cesena, SandBlog, PD Vedano Olona, BlogEko, Network Games, Marco Pagani, Il Derviscio, Radio Utopie, Il Replicante, Sale del mondo, Opinioni e benessere, Digital Worlds, Marcella Zappaterra, Trust Nobody, La tana del mostro, SpreadRSS.

Il tribunale olandese della cannabis

Dal sito di Encod riprendiamo questa notizia:

L’Aia, 13 novembre 2008 – Tre organizzazioni che propugnano l’emancipazione dell’utilizzo della pianta della cannabis presenteranno il primo Tribunale olandese della cannabis l’1 e il 2 dicembre a Nieuwspoort, presso il Centro Stampa Internazionale Press dell’Aia. Per concludere il primo giorni di audizioni, vi sarà un dibattito sulle politiche olandesi sulla cannabis moderato da Frans Weisglas, l’ex portavoce del Parlamento olandese.

I tre ministri governativi responsabili per la politica olandese sulle droghe sono stati invitati a questo dibattito, per difendere le attuali politiche sulla cannabis. Essi sono : Guusje ter Horst (PvdA,il partito laburista) Ministro degli Interni, Ernst Hirsch Ballin (CDA, il partito democratico cristiano) della giustizia ed Ab Klink (CDA) della Sanità. E’ stato richiesto a dei rappresentanti della politica sulle droghe del Parlamento Olandese di contribuire a questo dibattito.

Il Tribunale della Cannabis é organizzato dal Cannabis College, la Fondazione Olandese da Politica delle Droghe e Encod, la Coalizione Europea per Politiche Giuste ed Efficaci sulle Droghe. Durante il dibattito loro sfideranno tutti i deputati olandesi a provare evidenze fondate in opposizione alla proposizione:

Il divieto della cannabis ha più effetti negativi che positivi.

Il partito politico che riuscirà a produrre una simile prova avrà una ricompensa di 200.000 euro.

La ragione alla base dell’organizzazione del Tribunale é il fatto che più di trenta anni dopo l’introduzione di politiche liberali sulla cannabis nei Paesi bassi vi è un bisogno urgente di una riforma drastica. Durante gli ultimi anni molti rappresentanti dei comuni, polizia, magistratura, organizzazioni comunitarie e cittadini coinvolti hanno chiesto un rinnovamento della politica rispetto alla cannabis nei Paesi bassi.

Questo può esser proibizione totale o legalizzazione, basta che la legge sia chiara. Nello stesso tempo il governo e il parlamento hanno ripetutamente posticipato una decisione in merito. Il Tribunale della Tribunal vuole trovare le ragioni di questa inazione e ritardo.

Gli eventi delle ultime settimane confermano questa tendenza. Nei primi di novembre, i consigli comunali di Roosendaal e di Bergen op Zoom (nei pressi del confine con il Belgio) hanno annunciato la decisione di chiudere tutti i coffee shop delle loro città. Il sindaco Maastricht ha quindi convocato un Cannabis Summit per mettersi d’accordo per una politica coordinata nella regione di frontiera.

Sabato 8 novembre il leader politico del Partito Democristiano (CDA), Mr. Pieter van Geel, ha annunciate che tutti i coffee shop nei Paesi bassi dovranno essere chiusi. Il Sindaco Van Gijzel di Eindhoven ha allora replicato dicendo che voleva più coffee shop nella regione e che sarebbero stati riforniti di cannabis con dei canali legali. Gli organizzatori del Tribunale della Cannabis propongono che i politici siano all’altezza delle loro responsabilità d’ufficio.

’Chiunque chieda un divieto totale della cannabis dovrebbe dimostrare che questo porterà ad un vantaggio alla società olandese nel suo complesso. Se il il signor Pieter van Geel é in grado di provare che questo divieto é la migliore soluzione allora lasciatelo fare al Tribunale. Una soma di 200.000 euro lo sta aspettando. Ma se si rifiuta di rispondere alla sfida, allora per esclusione dev’essere ovviamente d’accordo con la nostra proposta”, sostiene Joep Oomen, portavoce del Tribunale della Cannabis

Programma del Tribunale della Cannabis

Lunedì 1 dicembre

Il Tribunale della Cannabis inizierà con una serie di udienze. In ognuna di queste, due esperti presenteranno una testimonianza opposta su un dato problema.

In ordine cronologica , i temi discussi saranno: aspetti sanitari della cannabis, i coffeeshop, il ruolo dei media,la giustificazione morale del divieto della cannabis.

Il filosofo della legge Hendrik Kaptein della Università di Leiden sarà il moderatore e il giudice di queste audizioni al Tribunale della Cannabis: Alla fine del primo giorno di udienze, ci sarà un dibattito conclusivo moderato da Frans Weisglas.

Martedì 2 dicembre

Il programma del mattina si occuperà della politica olandese della cannabis all’estero. La promessa delle applicazioni industriali della pianta della canapé per carta, cibo, tessuti e carburante saranno anche oggetto di discussione.

Dalle 12.30 alle 13.30 gli organizzatori presenteranno le conclusioni del Tribunale della Cannabis ad una conferenza stampa a Nieuwspoort.

Conseguentemente , queste conclusioni saranno anche presentate ai membri del Parlamento olandese. La lingua di lavoro è l’Olandese.

Salviamoci. Acquista il dvd e regala un sorriso ai bambini jamaicani

Volentieri vi segnaliamo questa iniziativa dell’Associazione NoJerkSite la cui presentazione è prevista per Sabato 13 Dicembre ore 18.00, presso la sede di Carta Cantieri Sociali via dello Scalo S. Lorenzo 67, Roma. Alla presentazione saranno presenti Pino Masi, Maria Carla Gullotta, Anna Pizzo, Francesco Piobbichi, Raina, la colonna sonora dei Matti delle Giuncaie otre a tanti altri ospiti.

Salviamoci! …ma da che cosa, verrebbe da chiedersi. La storia è lunga e particolare e per salvarsi occorre usare la testa, pensare attraverso schemi diversi, riorganizzare il pensiero. La canapa è al centro della storia del corto/documentario Salviamoci. Due generazioni a confronto, due forme di pensiero.. o forse no!

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Nato dalla collaborazione volontaria di tanti sostenitori di un pensiero nuovo in materia di canapa e derivati della canapa, questo DVD sottolinea l’importanza del ruolo dell’informazione su questa pianta millenaria e lo fa attraverso il racconto, senza imporre un giudizio preordinato. Si parla di canapa, ma anche di Toscana, di caraibi e di reggae music. Girato tra Riotorto – Comune di Piombino, Pisa – Cinema Teatro Lux e Spanish Town – Jamaica, acquistare questo DVD significa contribuire ad una causa nobile, la campagna di sostegno alla Mcauly Primary School di Spanish Town terra di Jamaica.

La presentazione del DVD e la sua uscita sono previste per Sabato 13 Dicembre ore 18.00, sede di Carta Cantieri Sociali via dello Scalo S. Lorenzo 67, Roma. Alla presentazione saranno presenti Pino Masi, Maria Carla Gullotta, Anna Pizzo, Francesco Piobbichi, Raina, la colonna sonora dei Matti delle Giuncaie otre a tanti altri ospiti. PER ACQUISTARE SUBITO IL DVD CLICCA QUI

NB: IL DVD SARA’ DISPONIBILE IN EDICOLA PER LA SOLA TOSCANA: PROVINCE DI PISA, FIRENZE E LIVORNO

OPPURE ON LINE SU: www.bottega.carta.org, www.nojerksite.it, www.repubblicapisana.it

LA STORIA: A sostenere l’iniziativa l’Associazione di Promozione Culturale Nojerksite, che da ben sei anni è impegnata per l’informazione a 360° sulla canapa attraverso il suo festival SALVIAMOCI LA CANAPA, dallo scorso anno ribattezzato ENERGETICA, che negli ultimi anni ha raccolto attorno a se più di 20.000 persone.

Questo corto non è un’operazione commerciale, ma una operazione di solidarietà. Nojerksite ha utilizzato il tema dell’importanza dell’informazione sulla canapa per sostenere una campagna di finanziamento alle attività dell’associazione italo-jamaicana Stand Up for Jamaica. Ogni singola copia che riusciremo a distribuire porterà fondi alla Mcauly Primary School di Spanish Town, Jamaica. In questo senso è da sottolineare la collaborazione di Carta Cantieri Sociali,  che gratuitamente mette a disposizione il suo circuito di distribuzione e che ospiterà la prima del corto Salviamoci il prossimo 13 Dicembre alle ore 18 a Roma.

Al corto hanno collaborato in tanti. Primo tra tutti il protagonista del nostro corto, l’attore/cantastorie Pino Masi, uno dei principali protagonisti canori della protesta del sessantotto, colui che ha segnato il periodo della protesta studentesca ed operaia con la sua voce potente ed ispirata. Altra partecipazione importante è quella del Console Italiano in Jamaica e Presidente dell’Associazione Stand up for Jamaica Maria Carla Gullotta, protagonista delle immagini jamaicamne in cui si mostrano i problemi del paese di Bob Marley mediante l’esperienza della Mcauly Primary School.

Tra gli intervistati Franco Corleone di Forum Droghe, attuale garante dei detenuti del carcere fiorentino di Sollicciano, Daniele Farina, storico attivista antiproibizionista milanese ed ex deputato della Repubblica per Rifondazione Comunista, Fabio Roggiolani, Consigliere Regionale dei Verdi e promotore della campagna per la reintroduzione della coltivazione della canapa da fibra in Toscana, Francesco Piobbichi rappresentante del settore droghe di Rifondazione Comunista e attento sostenitore dell’importanza dell’informazione sulle droghe.

Per ciò che riguarda le musiche abbiamo avuto il piacere di collaborare col musicista toscano Lapo Marliani, che insieme alla sua Band I Matti delle Giuncaie ha scritto e suonato gran parte della colonna sonora. Hanno contribuito anche la star italiana della reggae music internazionale Alborosie con una dubplate del suo successo Herbalist, Raina della Villada crew, storico compagno antiproibizionista, con la dubplate Brucio la Ganja, i Michelangelo Buonarroti con lo stupendo sound dub di Dread Song e con la base Papaia l’etichetta Fire Pon Rome Crew, attualmente alle prese con l’uscita del brand new single di Killa Cat Il sole dentro me (www.fireponromecrew.com).

Comprare questo DVD significa donare alla Jamaica per sostenere varie attività che Stand up for Jamaica svolge alla Mcauly Primary School di Spanish Town grazie all’ausilio di volontari e volontarie jamaicani. Tra queste vi sono la ristrutturazione del campo per giocare dedicato ai bambini che frequentano la scuola e il sostegno di alcuni corsi di formazione per i genitori dei bambini, che spesso si trovano in situazioni sociali difficili dovute alla mancanza di formazione primaria. Molti sono i problemi sociali della Jamaica, come racconta l’esperienza diretta di Maria Carla Gullotta, e tanti di questi sono di natura sociale, indissolubilmente legati alla mancanza d’istruzione e di prospettive di lavoro per molti adulti e adolescenti. In Jamaica si spara e si muore ammazzati, esistono continui casi di violenza domestica, ci sono bande in guerra nelle grandi città. Anche per questo Stand up for Jamaica ha voluto coinvolgere le madri dei bambini, per aiutarle a trovare un lavoro, insegnando loro prima di tutto a leggere, a scrivere e a prendersi cura della propria casa e della propria famiglia. Come ha dichiarato la stessa Gullotta, dobbiamo fare in modo che dopo il nostro aiuto le madri ed i bambini non debbano ritornare all’inferno delle loro situazioni familiari. Per far ciò è necessario che queste persone ottengano una formazione, un lavoro e con esso di un riconoscimento sociale.

Il DVD costa 10 euro, un regalo da fare per il prossimo Natale in primo luogo ai bambini ed ai genitori di quel pezzo di Jamaica.

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SALVIAMOCI

un corto/documentario

Durata: 20’ 50’’

Sceneggiatura: Andrea Fornai

Fotografia: Umberto Ottaviani

Riprese: Umberto Ottaviani, Andrea Fornai, Tiziana Torino, Daniela Vola

Regia e montaggio: Alberto Comandini

Animazioni e grafica: Massimiliano Grassini

Post-produzione audio: Giuseppe Bonfanti, David Loy

Sottotili: Massimo Panza

Voce alla radio: Serena Bisol

Organizzazione generale: Federico Piergentili, Chiara Centenari, StanZion Crew

Prodotto da: Associazione di promozione Culturale Nojerksite e Centro Studi Nuova Armonia

In collaborazione con: Carta Cantieri Sociali

Canapa antibatterica

Interessante il post su geekissimo che cita arstechnica.com:

Ogni tanto bisogna staccare un po’ dalla tecnologia e qual’è il modo migliore di farlo se non acculturandosi? Ed è per questo che voglio segnalarvi un importante scoperta, alcuni chimici hanno scoperto un altro uso per la cannabis. Infatti come tutti sappiamo bene l’inalazione di cannabis provoca seri danni ai polmoni, ma, è questa è la novità, alcuni componenti della cannabis chiamati cannabinoidi hanno anche proprietà antisettiche.
In particolare cinque di essi (THC, CBD, CBG, CBC, e CBN) si sono rivelati essere potenti battericidi ed hanno ottenuto buoni risultati anche nei confronti di batteri noti per essere molto resistenti, come ad esempio il MRSA resistente addirittura agli antibiotici, ma non alla cannabis a quanto pare.
Anche se gli scienziati non sono ancora riusciti a capire il perché di questa grande efficienza. Questi cannabinoidi potrebbero essere utilizzati come antisettici, composti antibatterici biodegradabili, prodotti cosmetici e come agenti antibatterici.
Permettetemi di aggiungere un altro possibile uso, ironico, la prossima volta che vi beccano mentre vi state facendo un canna potete sempre dire che state in realtà disinfettando le mani!

Caso Bianzino: Gip dice “no” all’archiviazione

Buone notizie da Perugia, da il Velino.

Il GIP di Perugia Massimo Ricciarelli ha deciso di accogliere l’opposizione alla richiesta di archiviazione del Pm Giuseppe Pietrazzini presentata in luglio dall’avvocato dei genitori di Aldo e di Roberta Radici, la compagna di Bianzino con lui arrestata e poi rilasciata senza che nemmeno le fosse stato detto, se non all’uscita dal carcere, che Aldo era morto.

Il commento, che Roberta Radici ha affidato al quotidiano “La Nazione”, è lapidario: “Una scheggia di luce per il mio piccolo Rudra”, il figlio di Aldo e Roberta rimasto orfano del padre a soli 13 anni.

Val al blog Verità per Aldo.

Segnalazioni estive

Alcune segnalazioni estive in giro per blog.

Luca Sofri segnala due articoli, uno del New Yorker ed uno della MSNBC sull’indotto anche economico della Marijuana terapeutica in California: 200.000 malati, un’intera contea che vive sulla Canapa. Dell’economia della canapa liberata ne avevamo accennato anche qui.

Cambiando argomento, mentre in tutta Italia fioccano le ordinanze creative (riassunto via fioreblog) Luca De Biase continua invece il ragionamento su media e percezione della sicurezza (vedi qui) e vede un po’ di speranza:

I maestri dei mezzi di confusione di massa sembrano dilagare. Ma non è detta l’ultima parola… In rete e in libreria stanno emergendo autori che si concentrano sulla battaglia contro le finte campagne di stampa e che cercano dati che ne dimostrano la finzione. Il che significa che il pubblico attento cresce… Vedremo…

Coltivatori di Marijuana? No, solo amanti dei pappagalli.

In provincia di Bologna il caso di due giovani arrestati per il reato di coltivazione di marijuana. Si tratta di una coppia di incensurati con un figlio di circa 1 anno e mezzo che, dopo aver subito la perquisizione della loro abitazione sono stati tratti in arresto e tradotti alla Dozza di Bologna. Qui, sono rimasti per qualche giorno, lei, naturalmente è finita dentro con il suo bambino. Di ieri la scarcerazione richiesta dal pm e la fine, almeno per l’ipotesi di coltivazione, dell’incubo.
Vai alla storia di ordinaria repressione su fuoriluogo.it.

Siamo tutti Rasta…

Atei di tutto il mondo ricredetevi, cristiani, mussulmani ebrei che siate convertitevi. Secondo la Cassazione i credenti del Rastafarianesimo hanno una qualche chance in più di non essere accusati di spaccio, anche con le famigerate tabelle della Fini-Giovanardi. Basta che non se la coltivino

PS: un buon pr proporrebbe al Vaticano la sostituzione dell’incenso…