C’erano una volta le carceri strapiene. Poi arrivò un Ministro, Alfano, che assicurando che “non sarà un altro indulto come quello della sinistra” (omettendo di dire che quell’indulto l’ha votato anche lui) rispolverò la vecchia favola dei braccialetti elettronici e delle espusioni facili.
Come andrà a finire quest’ennesima boutade lo sapremo fra qualche mese.
Ma che l’improvvisa presa di coscienza del ministro (“ci sono troppi detenuti”), arrivi dopo mesi di allarmismo e di campagne stampa sull’insicurezza (spesso inventate ad arte), rende evidente a tutti l’inadeguatezza della nostra classe politica a risolvere le vere questioni che assillano il paese. Se ne è accorto financo il Papa, se ne è accorta Repubblica che vi dedica, con Giuseppe D’Avanzo, il commento in prima pagina.
Insomma, il braccialetto non serve a nulla, ci ricorda Franco Corleone in un’intervista a Repubblica.it, forse sarebbe meglio investire quei soldi nei percorsi di reinserimento sociale dei detenuti, piuttosto che dare un braccialetto a chi magari manco ha un tetto sopra la testa.
NB: pure Di Pietro è contrario, ma semplicemente perchè “come ho più volte ribadito i cittadini preferirebbero ampliare le carceri piuttosto che svuotarle per riempire le strade di delinquenti“, mentre La Russa non sa proprio che farsene delle caserme vuote…
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