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Droghe e Diritti

Genova: il crollo dei servizi nel silenzio delle Istituzioni

A Genova annunciato oggi uno sciopero ed una manifestazione per martedì prossimo. L’articolo di Marco Malfatto (Comunità San Benedetto al Porto) per Fuoriluogo.






Marco Malfatto (Comunità San Benedetto al Porto di Genova)Le piogge torrenziali che hanno investito la città di Genova nelle giornate del 9 e 10 Ottobre 2014 hanno lasciato ancora oggi una insolita traccia del loro passaggio. La furia di quelle giornate ha infatti inferto l’ennesima ferita al già fragile stato dei servizi che si occupano di dipendenze in città. Il Ser.T di C.so De Stefanis, riferimento per i cittadini abitanti nel Distretto Socio Sanitario 12 (300 km quadrati che vanno dalla foce del Bisagno alla Val Trebbia e sino al confine con la provincia di Piacenza), è stato dichiarato inagibile. Le forti piogge hanno reso pericolante un muro limitrofo alla struttura, che la rende pericolosa. E’ stata identificata una nuova sede definita provvisoria, presso la zona dell’ex ospedale psichiatrico di Quarto dove è già ubicato il Sert territoriale afferente al Distretto Socio Sanitario 6. Sono passati due anni, e la sede lì è rimasta. Per i genovesi di quel territorio questo costituisce un profondo disagio dovendosi spostare praticamente in un’altra città per la somministrazione di terapia e per usufruire degli altri servizi.

Qualche mese fa un’altra tegola è caduta sui servizi delle dipendenze; non è solo una metafora ma la conseguenza letterale del crollo di parti del tetto nella sede del Sert dei distretti 9 e 10, immagine non più metaforica di un sistema di servizi che procede verso lo sfascio. Nonostante la sede sia stato presto ripristinata (questa volta nel territorio pertinente, ma sempre con l’accorpamento di due distretti che presentano un carico smisurato di utenti), i disagi sono sempre più tangibili. Ma finalmente qualcosa succede: gli operatori dei servizi hanno indetto uno sciopero.

Scioperano per l’abbandono di un sistema la cui storia, soprattutto nella città di Genova [1], narra di integrazione profonda con il tessuto del florido privato sociale. E testimonia un insieme di interventi che spesso sconfinano negli ancor più fragili territori dei servizi sociali tout court, e nella presa in carico di problemi in  espansione come l’alcolismo giovanile, il carcere, il gioco d’azzardo. Mentre tutti i dati sul consumo problematico di sostanze segnano un aumento soprattutto nella popolazione giovanile [2], in una Regione con una diffusione dell’eroina sopra la media nazionale [3] anche tra la folla di detenuti nel carcere di Marassi, il personale dei servizi per le dipendenze è da sempre in contrazione, e il budget a disposizione dei Sert per l’inserimento in percorsi nelle strutture accreditate è continuamente sottoposto a tagli.

Martedì 8 Novembre con una conferenza stampa presso la sede della ASL3 di Via Bertani i dipendenti dei Sert genovesi hanno annunciato uno sciopero che si terrà Martedì 15 novembre. Ritrovo alle 9 nella stessa sede, assemblea e poi marcia verso i palazzi della Regione, verso le sedi in cui i policy makers potrebbero operare un’inversione di rotta. Ci meraviglia, positivamente, questa storica reazione. Perché l”eutanasia della democrazia” come amava citare Don Gallo, passa soprattutto attraverso la disgregazione della coesione e di condivisione di un obiettivo comune. E qui non si parla di rivendicazioni salariali, ma di una rinnovata attenzione alla qualità di un sistema integrato di servizi che negli anni ha dimostrato, nonostante le contrazioni economiche, di produrre innovazione degli interventi ed una razionalizzazione della spesa realmente funzionale alla loro qualità.

[1] Si è consolidato nel tempo un modello di relazione tra Servizi e di rapporti tra operatori che ha permesso di “divenire, in Italia, il Sistema di Servizi maggiormente integrato tra Pubblico e Privato Sociale” (questa affermazione dell’allora Ministra Livia Turco è riportata dagli Atti della Conferenza Nazionale sulle Droghe svoltasi a Genova nel 2000).

[2] Dipartimento Politiche Antidroga – relazione annuale al parlamento 2015

[3] Vedi http://www.liguriainformasalute.it/sanita/ep/risorse%20comuni/pdf/03_Panoramica.pdf

mar, novembre 8 2016 » news » No Comments

Presentazione Libro Bianco sulle Droghe a Roma

Il 10 novembre a Roma, presentazione del VII Libro Bianco sulle droghe. L’incontro si terrà al CSOA La Strada a Garbatella






librobianco-romaIl Libro Bianco promosso dalla Società della Ragione e condiviso da Forum Droghe, Antigone, Cnca e da numerose associazioni e movimenti (CGIL, Comunità di San Benedetto al Porto, Gruppo Abele, Itaca, ITARDD, LegaCoopSociali, LILA. Associazione Luca Coscioni) raccolti nel Cartello di Genova, anticipa ogni anno la Relazione del Governo.

Il 12 febbraio 2014 la Corte Costituzionale ha abolito la legge Fini-Giovanardi, sancendo il ritorno alla legge Iervolino-Vassalli con le modifiche introdotte con il referendum del 1993 e quelle successive introdotte dal decreto Lorenzin. Il VII° Libro Bianco indaga le conseguenze di questo cambiamento normativo, dopo 8 anni di applicazione della legge rivelatasi incostituzionale. Nella passata edizione del libro bianco sulle droghe avevano già rilevato come la diminuzione di 9.000 detenuti avvenuta nel corso del 2014 fosse stata determinata dal calo dei detenuti per detenzione e spaccio di stupefacenti di circa 5.500 unità.

Presentazione Libro Bianco sulle Droghe
Giovedì dalle ore 19:00 alle ore 22:00
Csoa La Strada
Via Passino 24 Free Garbatella, 00154 Roma

INTERVERRANNO:
– Daniele Farina, deputato, promotore della proposta di legge
– Hassan Bassi, direttivo Forum Droghe
– Leonardo Fiorentini, Società della ragione
– Markab Mattossi, Canapa info point
– Gennaro Santoro, direttivo Antigone e autore di yes we cannabis

DURANTE L’INCONTRO APERITIVO IN CANAPA ORGANIZZATO DALL’OSTERIA POPOLARE L’ARDENTE

mar, novembre 8 2016 » Agenda » No Comments

Il senso della pena a Ferrara

Incontro sul senso della pena in ricordo di Sandro Margara a Ferrara il 29 ottobre 2016.






volantino_feLa Società della Ragione ONLUS

Sabato 29 ottobre
Ore 10 [con caffè di benvenuto]
Ripagrande12 – Centro LGBT
Via Ripagrande 12, Ferrara

Il senso della pena
Incontro in ricordo di Sandro Margara sulla pena, fra giustizia, umanità e sicurezza dei cittadini.

cop-margaraPresentazione del volume di raccolta di scritti di Alessandro Margara
LA GIUSTIZIA E IL SENSO DI UMANITÁ. Antologia di scritti su carcere, opg, droghe e magistratura di sorveglianza
(a cura di Franco Corleone, Fondazione Michelucci Press, Anno 2015)

Introduce Leonardo Fiorentini, consigliere comunale

Saluto di Marcello Rambaldi, avvocato, referente per Ferrara dell’Osservatorio Carcere dell’Unione Camere Penali

Intervengono
Franco Corleone, garante dei detenuti della Toscana
Andrea Pugiotto, costituzionalista Università di Ferrara
Marcello Marighelli, garante dei detenuti di Ferrara

Coordina, Ilaria Baraldi, consigliera comunale

Sarà offerto un caffè di benvenuto agli intervenuti in apertura dell’incontro.

Vai all’evento Facebook

mer, ottobre 26 2016 » Agenda » No Comments

Cannabis Self management

Al via il progetto di self management del consumo di cannabis promosso da Forum Droghe e CNCA.






Fumi dalla mattina alla sera, spendi un capitale e vuoi una mano a darti una regolata?
Dal 12 ottobre è online cannabis self management!
E’ semplice ed è anonimo. Fai il questionario di autovalutazione e se hai voglia di metterci le mani potrai tentare un percorso di automonitoraggio e gestione dei consumi. Potrai stabilire i cambiamenti da apportare, verificare i risultati ottenuti e confrontarti in maniera autonoma e gratuita con operatori qualificati. Prova!

schermata-2016-10-14-alle-12-42-59E’ online il sito di Cannabis Self Management, un servizio pensato per tutti i consumatori di cannabis che ritengono di poter migliorare e controllare il loro consumo quotidiano al fine di raggiungere un maggiore equilibrio e una più alta consapevolezza nella vita di tutti i giorni.

Il percorso che proponiamo è uno strumento di automonitoraggio rivolto ai consumatori di cannabis (THC), ovvero uno strumento per valutare l’indice di problematicità del proprio consumo. Si articola in più fasi ed ogni utente può decidere di interromperlo in qualsiasi momento lo ritenga opportuno tutto in modo personalizzato ed anonimo e non è richiesta la presenza fisica di chi vi partecipa. A supportare il vostro progetto ci saranno operatori che da anni lavorano sulla riduzione del danno e su percorsi di uso consapevole delle sostanze attraverso scambi via mail e via chat.

Il percorso di automonitoraggio è il risultato di un progetto realizzato da Forum Droghe e CNCA con il finanziamento di Regione Toscana – che al termine della sperimentazione metterà on line nuovi strumenti utili ai consumatori, rispettando le loro scelte e i loro tempi al fine di “autoregolare” i propri consumi.

ven, ottobre 14 2016 » news » No Comments

Dipendenze, come cambiare da sé

Harald Klingemann, sociologo, Università di Scienze Applicate, Berna scrive sul self change per la rubrica di Fuoriluogo su il Manifesto del 12 ottobre 2016.






klingemannL’auto cambiamento (self change), definito in termini clinici come “remissione spontanea”, è il processo attraverso cui una persona riesce a uscire da una condizione sfavorevole, non voluta, senza un aiuto professionale: può essere l’uscita da una carriera deviante, oppure dalla dipendenza da sostanze. Il motore dell’auto cambiamento consiste nel trovare un nuovo significato nella vita e nel valutare i pro e i contro se smettere o continuare il comportamento auto distruttivo.  Il self change non è affatto raro, al contrario è la regola, come dimostrano le persone che smettono di fumare, facendo a meno di una sostanza pur “pesante”  come la nicotina. La ricerca documenta l’esistenza della “remissione spontanea” per tutte le droghe, mostrando come i consumatori utilizzino uno straordinario apparato creativo di strategie quotidiane di coping. Gli operatori delle dipendenze potrebbero imparare molto dall’esperienza di chi esce dalla dipendenza da sé.

Ma allora, perché il self change è ignorato dai servizi e pressoché sconosciuto all’opinione pubblica? Perché “si pensa che il mondo sia come lo si vede”: questo motto vale sia per i professionisti  che per il pubblico, e spiega il bias nella percezione della realtà, dovuto allo stigma attribuito alla dipendenza. Sappiamo che solo una minoranza delle persone con consumo problematico è in contatto con i servizi, ma gli operatori tendono a generalizzare partendo dalla “punta dell’iceberg”: prendendo i casi più gravi che conoscono dalla loro pratica come rappresentativi della popolazione generale. Collegata a questo, è l’idea che i tossici non siano in grado di prendere decisioni consapevoli e che la addiction sia una malattia progressiva destinata ad aggravarsi sempre più in mancanza di aiuto professionale. Questa rappresentazione diffusa fra gli operatori può essere diagnosticata come “negazione”. Infatti, la tipica uscita dalla dipendenza avviene senza l’aiuto professionale, come indicano gli studi sul self change.

La remissione spontanea non dipende solo dalle capacità delle persone, ma anche da fattori sociali. Che cosa può fare la società per favorire l’auto cambiamento? Per cominciare, una società “amica del self change” elimina le barriere per chi è in cerca di aiuto: la più importante è la non volontà degli operatori di negoziare gli obiettivi del cambiamento e il trattamento con gli utenti, proponendo l’astinenza come obiettivo unico. Eppure, sappiamo che ci sono molte strade che conducono alla addiction, e altrettante per uscirne. Secondo: una società self change friendly cerca di facilitare l’auto cambiamento. Il self change può sembrare un termine individualistico, ma le condizioni del cambiamento, ossia il “capitale di recupero” (sociale e materiale) gioca un ruolo importante ed è distribuito in maniera diseguale. Per alcuni il cambiamento è più facile che per altri, e questi ultimi hanno diritto al trattamento.

Infine, eliminare lo stigma della dipendenza è un fattore cruciale per promuovere l’auto cambiamento. Una società “amica del self change” dovrebbe lanciare campagne alla popolazione per sostenere l’idea che i comportamenti additivi possono cambiare, che il cambiamento è assai comune e merita il sostegno sociale. Una società amica del cambiamento fa sì che le persone che sono uscite da sé dalla dipendenza non debbano più nascondere il loro successo, in previsione dello stigma, del venir meno della fiducia altrui, della perdita del lavoro; al contrario, le spinge a parlare con orgoglio della propria storia, per incoraggiare gli altri sulla stessa strada.

mer, ottobre 12 2016 » La rubrica di fuoriluogo sul Manifesto » No Comments

Tortura: l’Italia non può più aspettare

Il 13 ottobre in piazza per l’introduzione del reato di tortura in Italia con Antigone, Forum Droghe, Fuoriluogo, Società della Ragione e tanti altri.






torturaTortura: l’Italia non può più aspettare. Il 13 ottobre in piazza per il reato.

A dicembre saranno 28 anni che l’Italia aspetta l’introduzione del reato di tortura nel proprio codice penale.

Tanti ne sono passati da quando il nostro Paese ha ratificato la Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura, impegnandosi ad inserire questo delitto nella propria legislazione.

All’inizio di questa legislatura una proposta di legge aveva iniziato il suo iter parlamentare. Approvata al Senato nel marzo 2014, successivamente fu approvata alla Camera, all’indomani della condanna dell’Italia per le torture nella scuola Diaz da parte della Corte Europea per i Diritti dell’Uomo, nell’aprile del 2015. Il testo, qui modificato, fu spedito nuovamente al Senato dove è stato affossato.

Eppure in Italia non sono mancati i casi di tortura per i quali, le vittime, non hanno ricevuto giustizia. Oltre alla scuola Diaz, anche gli episodi di violenza avvenuti nella caserma di Bolzaneto durante il G8 di Genova del 2001 e le torture avvenute nel carcere di Asti nel 2004 sono attualmente all’attenzione della CEDU che, a breve, si pronuncerà su entrambi. Lo Stato italiano aveva proposto una composizione amichevole, patteggiano le torture per 45.000 a testa per ogni ricorrente, lasciando intendere quanta consapevolezza ci sia, anche da parte del governo, rispetto al fatto che quegli atti si possano qualificare come tortura. Torture per le quali, in Italia, esiste l’impunità.

Perciò Antigone ha promosso il 13 ottobre, a partire dalle ore 10.00, un sit-in in Piazza Montecitorio, per chiedere al Presidente del Consiglio Matteo Renzi e al Ministro della Giustizia Andrea Orlando, di farsi garanti dell’approvazione del reato di tortura.

L’Italia non può più aspettare.

Hanno finora aderito: A buon diritto, ACAT Italia, ACT, Amnesty International Italia, Arci, BIN Italia, Camera Penale di Roma, CILD, CIR, Cittadinanzattiva, CNVG, Associazione Federico Aldrovandi, Forum Droghe, Fondazione Franca e Franco Basaglia, Fuoriluogo, FP CGIL, Giuristi Democratici, associazione radicale Il detenuto ignoto, L’altro diritto, Magistratura Democratica, Medici contro la Tortura, Naga, Progetto Diritti, Radicali Italiani, Ristretti Orizzonti, SIPP, Società della Ragione, Unione delle Camere Penali Italiane.

sab, ottobre 8 2016 » Agenda » No Comments

Lo stato del Carcere dopo gli Stati Generali

Convegno sul carcere del coordinamento dei Garanti dei detenuti in onore di Sandro Margara il 13 ottobre a Firenze.






stato-carcere-stati-generaliLO STATO DEL CARCERE DOPO GLI STATI GENERALI
CONVEGNO DEL COORDINAMENTO DEI GARANTI REGIONALI E COMUNALI
IN ONORE DI SANDRO MARGARA

Auditorium del Consiglio Regionale della Toscana
Via Cavour, 4 – Firenze
13 Ottobre 2016

Promotori
Garante dei diritti dei detenuti della Regione Toscana
Consiglio Regionale della Toscana
Fondazione Giovanni Michelucci
Provveditorato Regionale dell’amministrazione penitenziaria per la Toscana
Società della Ragione ONLUS

“L’attività di chi gestisce gli istituti non deve essere animata dalla finalità di difendersi da una pericolosità presunta, ma, al contrario, deve basarsi sulla volontà e la fiducia che si eviti il ricrearsi delle condizioni per il manifestarsi di una pericolosità futura: in questo consiste un carcere non criminogeno.”
Sandro Margara

Ore 9.30
Saluti istituzionali
Eugenio Giani, Presidente del Consiglio regionale della Toscana

Ore 10.00
Lo stato dell’arte in Italia: dagli Stati Generali dell’esecuzione penitenziaria alla Legge delega di riforma dell’Ordinamento penitenziario
Relazione di Mauro Palma, Garante Nazionale per i Diritti delle persone detenute o private della libertà personale
I nodi irrisolti del carcere, la prospettiva del Magistrato di sorveglianza nel rapporto con il Garante per i diritti dei detenuti
Fabio Gianfilippi, Magistrato di sorveglianza a Spoleto

Ore 11.30
Il caso Toscana
Restituzione dei risultati dei gruppi di lavoro organizzati nell’ambito del Seminario del giorno precedente:
Spazio della pena: dalle celle ai luoghi comuni; gli spazi per l’affettività
relazione di Corrado Marcetti
Salute in carcere: sezioni psichiatriche penitenziarie, tossicodipendenze, riduzione del danno
relazione di Katia Poneti
Trattamento rieducativo, percorsi di reinserimento e alternative al carcere
relazione di Saverio Migliori

Tavola rotonda di discussione delle proposte emerse nei gruppi di lavoro
Introduce e coordina Franco Corleone
Discussione con Emilio Santoro, Giuseppe Martone,
Maria Rita Caciolli, Fabio Gianfilippi, Lucia Castellano
Parteciperanno il Capo segreteria del Sottosegretario di
Stato Gennaro Migliore, dott.ssa Donatella Donati e la
Segretaria Particolare, dott.ssa Costanza Hermanin

Ore 13.30
Pranzo – Buffet

Ore 14.30
Quel che ci dice oggi Sandro Margara
Antonietta Fiorillo, Corrado Marcetti, Grazia Zuffa
La riforma della riforma di Sandro Margara del 2005/2006
Francesco Maisto

Ore 15.30
Le proposte dei Garanti dopo gli Stati Generali
Introduzione di Adriana Tocco
Interventi dei Garanti presenti nei 18 Tavoli degli Stati Generali

Ore 18.00
Conclusioni
Cosimo Maria Ferri, Sottosegretario alla Giustizia

Segreteria Garante
Telefono: 055.2387802 /055.2387814
e-mail: f.pratesi@consiglio.regione.toscana.it
k.poneti@consiglio.regione.toscana.it
Fondazione Giovanni Michelucci
Telefono: 055.597149
e-mail: segreteria@michelucci.it

Evento facebook: https://www.facebook.com/events/1731501893769472/

sab, ottobre 8 2016 » Agenda » No Comments

Alcol: fra self change e interventi dei servizi

La sumer school 2016 sull’alcol promossa da Forum Droghe, CTCA e CNCA.






Senza nome-2.fwSi è tenuta ad inizio settembre a Firenze, presso il centro Studi Cisl, la nona edizione della Summer School promossa da Forum Droghe, CNCA, CTCA, dal titolo “Consumi di Alcol nell’approccio di Riduzione del danno. Culture del bere, politiche pubbliche, interventi”. L’appuntamento ha avuto un grande successo di partecipazione, con più di 100 richieste di iscrizioni fra operatori delle terzo settore, operatori pubblici e persone interessate.

I tre giorni di lavoro hanno coinvolto i partecipanti in una riflessione sull’approccio della riduzione del danno applicato all’alcol: inteso non solo e non tanto come un insieme di interventi “a bassa soglia”, quanto come una precisa modalità di lettura dei consumi di alcol, che non rimane confinata in ambito clinico e sanitario ma è attenta a cogliere i significati e le culture del bere nella vita quotidiana, coi rituali sociali che tanta importanza rivestono per gli individui, come “guida informale” al “bere controllato”. In questa accezione, la Riduzione del danno può divenire un modello di politiche pubbliche che abbandona il tradizionale obiettivo di “riduzione del numero dei bevitori” per tutelare la salute attraverso la promozione dei modelli del bere più sicuri.

Seguendo questo filo di ragionamento, Franca Beccaria ha illustrato l’evolversi dei consumi di alcol in Italia e in Europa e lo sviluppo delle culture “bagnate” (come la nostra) e di quelle “asciutte” (nei paesi nordici), sotto la spinta della globalizzazione: scoprendo che l’Italia ha visto dal dopoguerra un netto calo del consumo pro capite di alcol e che anche il bere eccessivo (binge drinking) tra i giovani, oggetto di tanto allarme sociale, non solo non è aumentato negli ultimi anni, ma si è anzi ridotto. Dal canto suo, Allaman Allamani ha affrontato l’esame delle politiche pubbliche nel contesto europeo, cercando di individuare le variabili significative: mostrando che la riduzione dei consumi di alcolici è molto più legata a fattori socio-economici e demografici che agli interventi legislativi restrittivi e alle politiche alcologiche.

Per ciò che concerne la rete dei servizi, preziosa per la discussione è stata la relazione di Valeria Zavan , con una panoramica nazionale di come si siano evoluti gli interventi sull’alcol nei servizi socio-sanitari e quali siano le culture che li sostengono; e anche sui diversi approcci con cui sono trattati i consumatori di droghe illegali e i bevitori problematici.

Particolarmente interessanti sono stati i contributi dei quattro gruppi di lavoro, che hanno esplorato le possibilità di innovazione nella realtà dei loro servizi, e la presentazione di esperienze italiane (Venezia, Bologna, Milano, Firenze).

L’intervento chiave è stato svolto dal sociologo Harald Klingemann, uno dei più importanti studiosi di consumi di alcol a livello europeo, che ha esposto le evidenze sul fenomeno del self change, ossia del “recupero naturale” dei bevitori intensivi che non si rivolgono ai servizi. Nonostante questa realtà sia ormai documentata anche dalla ricerca epidemiologica, la gran parte degli operatori continua a ignorarla: come se i modelli (espliciti o impliciti) che guidano il loro operato (segnatamente il modello focalizzato sulla dipendenza) costituissero un ostacolo alla comprensione della realtà. Aprirsi a questa conoscenza permetterebbe invece agli operatori di rinnovare l’offerta di servizi, creando un sistema “self change friendly”: in una parola, un tipo di intervento attento a cogliere e valorizzare le strategie “naturali” di recupero e di autoregolazione delle persone. Iniziando con tenere in (nuova) considerazione gli intendimenti degli utenti rispetto agli obiettivi dell’intervento e considerando che, contrariamente a quanto si pensi, il “bere controllato” risulta essere la forma di recupero più comune fra i bevitori eccessivi, compresi quelli diagnosticati come alcolisti. Nella sua analisi Klingermann ha anche evidenziato alcuni dei fattori che ostacolano il percorso di self change: fra questi, la stigmatizzazione sociale e la credenza diffusa sull’incapacità dei bevitori intensivi di tornare a modelli moderati di consumo, che funziona come profezia che si auto avvera.

Il seminario curato da Grazia Zuffa si è concluso con una tavola rotonda i cui sono intervenuti fra gli altri Riccardo De Facci, vicepresidente del CNCA e Paolo Jarre del Dipartimento dipendenze della Asl Torino 3.

Tutti i materiali presentati sono disponibili sul sito di fuoriluogo nella sezione dedicata alla formazione:

http://formazione.fuoriluogo.it/formazione/summer-school/consumi-alcol-nellapproccio-riduzione-del-danno/documentazione-summer-school-2016/

mentre la registrazione integrale del Seminario a cura di Radio Radicale è disponibile sul sito:

http://www.radioradicale.it/scheda/485575/summer-school-consumi-di-alcol-nellapproccio-di-riduzione-del-danno-culture-del-bere

 

mar, ottobre 4 2016 » news » No Comments

Droga e bufale, dagli al Black Mamba

Lorenzo Camoletto, progetto Baonps, scrive sul Black Mamba, cannabinoidi sintetici e nps per la rubrica di Fuoriluogo su il Manifesto del 28 settembre 2016.






Lorenzo-camolettoIl Black Mamba che ultimamente ha fatto parlare di sé i media non è il soprannome del campione di pugilato Wilberforce Shihepo, né tantomeno il letale serpente africano, ma Mdmb-Chmica, un cannabinoide sintetico  che i venditori online del deep web (la parte sommersa e oscura della rete) vendono a prezzi che variano da 0,50 a 1,10 ฿ (bit coin) all’ettogrammo (da 250 a 600 euro circa). Questo principio attivo è solo uno dei tanti componenti della famiglia dei cannabinoidi sintetici.

A fine agosto l’European Monitoring Centre on Drugs and Drug Addiction (l’Osservatorio Europeo delle droghe) ha raccomandato agli stati membri della Ue l’inserimento dell’Mdmb-Chmica (Black Mamba) nelle liste delle sostanze con restrizioni alle vendite (vedi http://www.emcdda.europa.eu/news/2016/nps-Commission). Lo ha fatto a seguito di rapporti che lo indicavano come concausa di morte in ventotto casi e di intossicazione acuta in altri venticinque in otto diversi stati dell’Ue.

La combinazione tra nome esotico e giovani vittime attribuibili (forse) all’uso di questa sostanza, ha catturato l’attenzione dei media che troppo spesso trattano gli argomenti relativi all’uso di sostanze psicotrope in modo superficiale ed allarmistico, arrivando a volte a fare da cassa di risonanza per mezze bufale e vere e proprie leggende urbane, di volta in volta: fiumi di Krokodil (oppiaceo derivato dalla codeina) che sommergono il nostro paese, la “droga dello stupro” che si diffonde nelle discoteche o il dilagare della marijuana tagliata scientemente e su larga scala con l’eroina da parte del crimine organizzato per rendere schiavi i nostri giovani. La percentuale di verità in queste notizie è quasi sempre inferiore a quella di principio attivo nella canapa da fibra.

Sarebbe utile invece porsi una domanda: che effetto avrebbe la legalizzazione dell’uso ludico della cannabis sulla diffusione dei cannabinoidi sintetici? Inventare e commercializzare una molecola con effetti simili al Thc diventa un modo per aggirare la norma: finché non viene scoperta e bandita può essere venduta senza rischio, poi se ne inventerà un’altra, nel frattempo saranno i consumatori stessi a subirne gli eventuali effetti collaterali tossici, magari anche letali. Probabilmente ciò non accadrebbe se fosse possibile comprare cannabis vegetale “originale” ad uso ludico in modo controllato, così come avviene in una qualunque enoteca per vini di qualità come Barolo, Chianti e Nero d’Avola.

Gli stessi cannabinoidi sintetici, se resi illegali, finiscono per farne nascere altri sconosciuti, che peraltro anche loro non dovrebbero essere banditi perché considerati “cattivi per definizione”. A questo proposito è interessante lo Psychoactive Substances Act del 2013 del parlamento neozelandese, perché non vieta le sostanze a causa del loro effetto psicotropo ma chiede ai produttori di nuove molecole di testarne preventivamente gli effetti collaterali per limitare al massimo rischi e danni: un po’ come richiesto nel caso dei farmaci ma anche dei comuni prodotti alimentari. Una normativa che si basa sulle evidenze scientifiche e che, superando pregiudizi morali e ipocrisie, permette l’acquisto di prodotti venduti dichiaratamente per il loro effetto psicoattivo ma vuole garantire qualità e informazione al consumatore.

Le interviste e i questionari proposti ai giovani frequentatori di festival e free party, e i primi riscontri dell’analisi chimica delle sostanze (drug checking) offerta dal progetto Baonps, non evidenziano consumi significativi di cannabinoidi sintetici, quanto piuttosto il costante apparire sulla scena di altre nuove sostanze psicoattive. Anche in questi casi però, la limitazione dei danni e dei rischi è legata al pragmatismo delle politiche e delle leggi.

mer, settembre 28 2016 » La rubrica di fuoriluogo sul Manifesto » No Comments

Sulle note di Federico Aldrovandi

Sabato 24 settembre 2016 a Ferrara torna il concerto nell’anniversario della morte di Federico Aldrovandi.






locandina-low[Riceviamo e pubblichiamo] Sabato 24 settembre 2016 alle ore 21 in piazza Municipale a Ferrara l’associazione Federico Aldrovandi Onlus con il patrocinio del Comune di Ferrara, undici anni dopo l’uccisione di Federico, organizza il tradizionale concerto in ricordo di “Aldro” anche quest’anno nel cuore della città.

L’appuntamento è richiesto e sostenuto con calore da molte persone che non dimenticano, e non vogliono dimenticare, quello che è successo, in memoria di Federico e non solo, purtroppo. La certezza è che la memoria sia fondamento di un presente e futuro diversi, che auspichiamo privi della violenza che ha provocato l’assurda morte di un innocente per mano di 4 individui che vorremmo poter oggi chiamare ex poliziotti. La loro permanenza all’interno di una istituzione dello Stato non ci permette di smettere di informare i giovani ricordando l’accaduto, con il linguaggio universale che ha accompagnato in questi anno la memoria Federico: l’arte, in particolare la musica.

Il Direttore artistico dell’evento di quest’anno è un musicista presente al nostro fianco fin dal primo giorno, Giorgio Canali, che insieme al suo gruppo “I Rossofuoco” si esibirà nel corso della serata insieme a Giovanni Truppi, Francesco Motta, i Majakovich e gli Zen Circus (in un set acustico).

I ringraziamenti dell’Associazione vanno ovviamente agli artisti che saranno sul palco e a tutti i volontari che collaborano all’evento, al Comune di Ferrara, ad Alessio Spataro autore del manifesto, ai ristoratori Tiffany e Retrobottega. Grazie anche ad Unipol, alla curva della Spal, all’Anpi di Marzabotto, ad Internazionale a Ferrara e alle persone che singolarmente o riunite in Associazioni e Circoli ci accompagnano da sempre.

Grazie a coloro che parteciperanno alla serata e si godranno lo spettacolo portando Federico nel cuore e nella memoria.

Vai al sito dell’Associazione: http://www.federicoaldrovandi.it/

Vai all’evento facebook: https://www.facebook.com/events/1594021207557912/

mer, settembre 21 2016 » Agenda » No Comments