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Droghe e Diritti

Opg, svelato l’imbroglio, la lotta continua

Stefano Cecconi scrive sul ritorno agli OPG per la rubrica di Fuoriluogo su il Manifesto del 21 giugno 2017.

Non siamo riusciti a cancellare quel comma maligno (art. 1 comma 16 lettera d), che rischia di riportare in vigore le norme dei vecchi OPG, contenuto nella Legge “Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e all’ordinamento penitenziario” approvata alla Camera la settimana scorsa. Infatti, ponendo la questione di fiducia, il Governo ha impedito l’approvazione degli emendamenti che diversi deputati, della maggioranza e dell’opposizione, avevano presentato, accogliendo l’invito di StopOpg e di tutti coloro (più di duecento persone in 49 giorni) che hanno partecipato alla staffetta “IO Digiuno perché non devono tornare gli OPG” .

Ma la discussione alla Camera, anche nelle posizioni espresse dal relatore, l’on. Ferranti e dal sottosegretario Ferri per il Governo, ha segnalato che la nostra mobilitazione ha colpito nel segno. Entrambi hanno ammesso che quella norma va in qualche mondo “disinnescata”.

Ne sono una prova tangibile gli otto (ben otto) Ordini del Giorno approvati per condizionare l’attuazione della norma – ricordiamo che si tratta di una legge delega per la cui attuazione sono previsti decreti legislativi del Governo – sui quali abbiamo espresso un chiaro apprezzamento, e un ringraziamento alle/ai deputate/i che li hanno proposti.

Tra questi segnaliamo l’Ordine del Giorno presentato dal Presidente della Commissione Affari Sociali Marazziti, insieme al Presidente della Commissione Ambiente Realacci, che afferma testualmente:limitare per casi eccezionali e transitori” il ricovero in Rems sia dei detenuti (con sopraggiunta malattia mentale o in osservazione) che delle persone con misure di sicurezza provvisoria. Questo è davvero importante: infatti quasi la metà delle presenze in queste strutture è con misura provvisoria, segnale (come ricorda l’ex Commissario Corleone) di un uso improprio e abnorme delle Rems, al punto che si è creata una lista d’attesa.  Invece queste strutture dovrebbero essere “extrema ratio”, come dichiara senza mezzi termini anche una recente delibera del Consiglio Superiore della Magistratura. L’Odg, come auspicavamo, afferma che il diritto alla salute e alle cure dei detenuti va garantito con un adeguato potenziamento delle sezioni di cura nelle carceri e attraverso misure alternative alla detenzione, e sempre con la presa in carico da parte dei servizi di salute mentale delle Asl. Gli Ordini del Giorno, pur vincolanti e chiari, sono soggetti alla lealtà del Governo, e per questo abbiamo voluto incontrare il Presidente Marazziti per aprire un  confronto con il Ministro. Chiederemo ai deputati e ai senatori che si sono impegnati, durante il dibattito in parlamento  in difesa della riforma, di vigilare.

Questa vicenda ci conferma che per far vivere la grande conquista ottenuta con la chiusura dei vecchi manicomi giudiziari, è necessario mantenere alta l’attenzione sul processo di superamento della logica manicomiale, sulle criticità aperte, sull’esperienza delle Rems e sullo sviluppo delle pratiche di cura e riabilitazione che consentono l’adozione delle misure alternative alla detenzione, nello spirito della legge di Riforma 81/2014  e della stessa Legge 180. Per questo noi continueremo il Viaggio nelle Rems. E per questo chiediamo sia riconvocato l’Organismo nazionale di monitoraggio (composto da rappresentanti dei Ministeri Salute e Giustizia, di Regioni e Magistratura e che va aperto alla partecipazione delle associazioni impegnate sul tema e al neonato coordinamento delle Rems) e che venga istituita una cabina di regia nazionale e in ciascuna regione. Il Governo deve mantenere l’impegno a presentare subito la Relazione al Parlamento. La mobilitazione di stopOPG non si ferma.

mer, giugno 21 2017 » La rubrica di fuoriluogo sul Manifesto » No Comments

Droghe. La traversata del deserto

Le prospettive di riforma delle politiche sulle droghe, dallo stallo parlamentare alle prossime elezioni politiche. Seminario del cartello di Genova per una nuova politica sulle droghe il 26 giugno a Roma.

Droghe. La traversata del deserto
Le prospettive di riforma delle politiche sulle droghe, dallo stallo parlamentare alle prossime elezioni politiche
Seminario del cartello di Genova per una nuova politica sulle droghe

ROMA
Lunedì 26 giugno 2017
dalle ore 15 alle ore 18
Sala del Senato dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro
Piazza Capranica 72

Quest’anno in occasione della presentazione del Libro Bianco sulle droghe le associazioni che fanno riferimento al “Cartello di Genova” promuovono un momento di confronto fra i principali attori della società civile che si occupano di politica delle droghe che si svolgerà Lunedì 26 giugno 2017 presso la Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro in Piazza Capranica 72, Roma, dalle ore 15 alle ore 18.

NB: E’ obbligatorio l’accredito scrivendo a accrediti@fuoriluogo.it.

Per gli uomini è obbligatoria giacca e cravatta.

Programma (provvisorio)

– Introduzione

– Presentazione del Libro Bianco sulle droghe 2017

– Droghe fra consumi e servizi e i nuovi LEA. Per una road map della Riduzione del Danno.

– Politiche sulle droghe dall’assemblea generale dell’ONU alle municipalità

Il Cartello di Genova è composto da: Antigone, Ass. Luca Coscioni, CGIL, CNCA, LILA, Forum Droghe, Gruppo Abele, Isola di Arran, Itaca, Itardd, Legacoop sociali, la Società della Ragione, Comunità di San Benedetto al Porto.

mar, giugno 20 2017 » Agenda » No Comments

LEGALIZZIAMOLA!

Iniziativa della CGIL Roma e Lazio a favore della legalizzazione della cannabis

LEGALIZZIAMOLA!
Contro le mafie e la criminalità, per la tutela della salute, per la libertà di scelta

14 GIUGNO 2017 | ORE 14.30
Sala “Fredda” | via Buonarroti, 12 Roma

Coordina i lavori
GIUSEPPE BORTONE | CGIL

Introduzione
ROBERTO GIORDANO | SEGRETERIA CGIL ROMA E LAZIO

Interventi
CLAUDIO CIPPITELLI | SOCIOLOGO, PARSEC
CECILIA TARANTO | SEGRETERIA FP CGIL
RICCARDO MAGI | SEGRETARIO RADICALI ITALIANI
STEFANO VECCHIO | DIRETTORE DIPARTIMENTO DIPENDENZE
HASSAN BASSI | FORUM DROGHE

Conclusioni
ROSSANA DETTORI |SEGRETERIA CGIL

gio, giugno 8 2017 » Agenda » No Comments

Carcere, senza scelte, torna l’emergenza

Alessio Scandurra presenta Torna il carcere, il Rapporto di Antigone sulle condizioni di detenzione per la rubrica di Fuoriluogo su il manifesto del 7 giugno 2017.

Il 25 maggio è stato pubblicato “Torna il carcere”, il XIII Rapporto di Antigone sulle condizioni di detenzione. Quest’anno il rapporto esce solo in formato digitale, consultabile da tutti gratuitamente, e corredato di immagini e grafici che speriamo lo rendano più accessibile.

Il messaggio di fondo che il rapporto lancia è però chiaro: i numeri del carcere tornano a crescere. Gli ultimi anni si erano caratterizzatati per un calo significativo della popolazione detenuta, cosa in assoluta contro-tendenza rispetto alla storia meno recente. Dal 1970 ad oggi infatti la popolazione detenuta è sempre cresciuta, nonostante peraltro i numerosi provvedimenti di clemenza. Dopo ogni provvedimento i numeri in breve tempo tornavano più alti di prima, e probabilmente questa è la situazione in cui ci troveremo nuovamente a breve. Nel 2010, quando è stato dichiarato lo stato di emergenza nazionale per il sovraffollamento penitenziario, la popolazione detenuta aveva raggiunto livelli senza precedenti nella storia repubblicana. Da allora è stata avviata una serie di interventi, su numerosi fronti, che ne hanno determinato un calo notevole. Si è così passati dai 68.000 detenuti del 2010 ai 52.000 del 2015. Ed ora questa stagione è giunta ad esaurimento e si riparte di slancio verso numeri ancora più alti?

Per rispondere a questa domanda bisognerebbe avere la palla di vetro, ma resta il fatto che negli ultimi 6 mesi la popolazione detenuta è passata dalle 54.912 presenze del 31 ottobre 2016 alle 56.436 presenze del 30 aprile 2017, con una crescita di 1.524 detenuti in un semestre. Si tratta di un aumento tutt’altro che trascurabile. Anzitutto perché conferma una tendenza che avevamo già registrato nei mesi precedenti, ma soprattutto perché questo ritmo viene consolidato ed appare addirittura in progressiva accelerazione. Nel semestre precedente, dal 30 aprile al 31 ottobre 2016, la crescita era stata infatti di 1.187 detenuti. Se i prossimi anni dovessero vedere una crescita della popolazione detenuta pari a quella registrata negli ultimi sei mesi, alla fine del 2020 saremmo già oltre i 67.000. Se il tasso di crescita continuasse ad accelerare, come ha fatto fino ad ora, per la fine del 2020 saremo ancora una volta di fronte a numeri senza precedenti. Con quali conseguenze?

Le conseguenze, come già successo in passato, saranno drammatiche. Come mostrano molti capitoli del rapporto di Antigone di quest’anno, il calo della popolazione detenuta ha migliorato le condizioni di detenzione da molti punti di vista: quando si manda meno gente in galera, il carcere assomiglia di più a ciò che dovrebbe essere. Al contrario, quando ce ne si manda di più, tutto precipita: aumenta il sovraffollamento, si accentua la mancanza di risorse, aumenta la percentuale degli stranieri, degli esclusi, dei detenuti in custodia cautelare o per pene brevi. E in tutto questo non sorprende che sia aumentata anche la percentuale delle persone detenute per violazione della legge sulle droghe: alla fine del 2010, nel momento di massimo affollamento delle nostre carceri, il 40,2% dei detenuti era in carcere per violazione dell’art. 73 del Dpr 309/90. Questa percentuale era scesa al 32% alla fine del 2015 dopo la bocciatura della Fini-Giovanardi da parte della Consulta, ma al 31 dicembre 2016 era già risalita al 34,2%.

Tutti questi elementi di riflessione danno una indicazione concorde: quando i numeri del carcere crescono, la pena si allontana da ciò che dovrebbe essere secondo la Costituzione, non è più extrema ratio e non è più capace di produrre reinserimento sociale, e dunque sicurezza per i cittadini. E purtroppo i numeri ci dicono che questo è proprio quello che sta nuovamente accadendo.

Vai al rapporto sul sito di Antigone.

mer, giugno 7 2017 » La rubrica di fuoriluogo sul Manifesto » No Comments

StopOPG sospende la staffetta del digiuno

StopOPG dal 1 giugno sospende la staffetta del digiuno, ottenuti importanti risultati contro il ritorno alle vecchie norme sugli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, ma la mobilitazione continua …

StopOPG dal 1 giugno sospende la staffetta del digiuno, ottenuti importanti risultati contro il ritorno alle vecchie norme sugli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, ma la mobilitazione continua …

– La staffetta del Digiuno continua fino al 30 maggio. Dal 1 giugno la mobilitazione è sospesa fino alla ripresa della discussione in Aula alla Camera del disegno di legge AC 4368 “Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e all’ordinamento penitenziario”. Allora decideremo come proseguire l’iniziativa.

– La staffetta del Digiuno, alla quale hanno partecipato 197 persone in 49 giorni, è partita il 12 aprile, con l’avvio della discussione alla Camera del Disegno di Legge AC 4368, per ottenere lo stralcio della norma che riporta agli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (art. 1 comma 16 lettera d AC 4368). Questa norma, se approvata, delega il Governo a emanare un decreto che potrebbe disporre il ricovero di detenuti nelle Residenze per le Misure di Sicurezza (Rems) come se fossero i vecchi OPG.

– Come abbiamo più volte affermato, se il problema che si vuol risolvere con l’emendamento è garantire l’assistenza sanitaria ai detenuti, troppo spesso impedita dalle drammatiche condizioni delle carceri, la soluzione è ben altra. Occorre qualificare e implementare nelle carceri i programmi dei Dipartimenti di salute mentale di prevenzione e di presa in carico delle persone con problemi di salute mentale, anche attraverso le sezioni di osservazione psichiatrica e le previste articolazioni psichiatriche nelle carceri stesse (con strutture e personale adeguato e formato). Ma soprattutto incentivare le misure alternative alla detenzione. Così invece le Rems diventerebbero il contenitore unico per i “folli rei e per i rei folli”, riproducendo all’infinito la logica manicomiale.

– Grazie alla staffetta del Digiuno abbiamo ottenuto alcuni risultati concreti:

· il Documento del Consiglio Superiore della Magistratura
http://www.sossanita.it/doc/2017_04_CSM_SU_REMS.pdf

· il Documento della Conferenza delle Regioni e P.A. per lo stralcio della norma
http://www.stopopg.it/system/files/2017_05_Lett_Bonaccini_Orlando_REMS_.pdf

· la presentazione alla Camera di diversi Emendamenti soppressivi o che modificano la norma
http://www.stopopg.it/system/files/2017_05_EMENDAMENTI_ddl-AC4368-REMS.pdf

· L’approvazione dell’importante PARERE della Commissione Affari Sociali (Presidente Marazziti) che rivede profondamente la norma
http://www.stopopg.it/node/1516

· L’intervento della Relatrice al D.d.L. (on. Ferranti) Presidente della Commissione Giustizia alla Camera (e la sua Relazione)
http://www.camera.it/leg17/410?idSeduta=0801&tipo=stenografico#sed0801.stenografico.tit00020.sub00020

E intanto il 18 maggio è nato il Coordinamento delle Rems
http://www.stopopg.it/node/1531

I risultati ottenuti ci spingono a mantenere aperta la mobilitazione, sia in vista della ripresa del dibattito alla Camera sul Disegno di Legge (dopo la seduta del 22 maggio è stato rinviato sine die), sia perche la riforma per il superamento degli Opg (legge 81/2014) e quindi della logica manicomiale, abbia successo. Per affermare il diritto alla salute e la dignità di ogni persona, come afferma la nostra Costituzione.

Vai al sito della campagna:
http://www.stopopg.it/node/1508

mar, maggio 30 2017 » news » No Comments

Giovani, Alcol e Divieti

Opinioni ed atteggiamenti dei giovani italiani sulle norme in materia di alcol. Milano, 15 giugno 2017

Giovani, Alcol e Divieti

Opinioni ed atteggiamenti dei giovani italiani sulle norme in materia di alcol

Università Milano Bicocca

Aula Martinotti – Edificio U12 – Via Vizzola, 5

15 giugno  2017

9.15-9.30

Indirizzo di saluto

Maria Grazia Valsecchi – Direttore Dip. Scienza della salute

Massimo Clerici – Psichiatra – Dip. Medicina e Chirurgia – Università Milano  Bicocca

Introduzione

Enrico Tempesta – Presidente Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool

h.9.30-10.15 Presentazione dei risultati dell’Indagine

Franca Beccaria – Istituto di ricerca e formazione Eclectica – Torino

Franco Prina – Dip. Culture, Politica e Società – Università di Torino

Ne discutono

Gherardo Colombo – già Magistrato

Rita Gallizzi – Cooperativa Lotta contro l’emarginazione – Area Dipendenze

Fabio Madeddu – Dip. di Psicologia – Università Milano Bicocca

Tommaso Dapri– DJ, producer e organizzatore di eventi

Massimiliano Verga – Sociologo del Diritto – Università Milano Bicocca

11.15 -12.00

Repliche degli autori e dibattito

Conclusioni

Michele Contel – Segretario Generale dell’Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool

mer, maggio 24 2017 » Agenda » No Comments

Chiusi gli Opg, ora mai più manicomi

Franco Corleone scrive sulla mobilitazione per non tornare agli OPG per la rubrica di Fuoriluogo su il Manifesto del 17 maggio 2017.

L’11 maggio 2017, l’ultimo internato del manicomio giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto ha lasciato la struttura infernale per antonomasia e ha trovato accoglienza in una comunità terapeutica di Modica.

Questa data ha un significato storico. Finalmente si è chiusa l’era dell’internamento nelle istituzioni totali per eccellenza e i tristi nomi di Aversa, Montelupo, Reggio Emilia, Secondigliano sono destinati alla memoria di un passato che non deve tornare. Anche Castiglione delle Stiviere dovrà percorrere la strada della riforma che ha deciso la chiusura degli Opg e l’abbandono della logica manicomiale.

L’Italia può essere orgogliosa di essere all’avanguardia in Europa e nel mondo; dopo la chiusura grazie alla legge 180 del manicomio civile, ora inizia la prova ancora più difficile della cancellazione dell’orrore del manicomio criminale.

La legge 81 del 2014 ha indicato un percorso che ora segna un punto di non ritorno. La rivoluzione gentile si è affermata in questi due anni e nonostante le resistenze e le incomprensioni di parti della magistratura, della psichiatria e dell’informazione e si è consolidata sulla base della passione, dell’impegno e dell’entusiasmo di tutto il personale che si è sentito protagonista di una bella avventura.

Purtroppo il Governo e il Parlamento invece di affrontare le criticità segnalate nelle relazioni della attività di commissario e quindi di mettere in campo una modifica radicale delle misure di sicurezza secondo le line emerse nei tavoli degli Stati Generali del carcere e di cancellare le norme del Codice Penale ormai obsolete e in contrasto con la riforma, hanno lasciato passare nella discussione in Senato della legge delega sul processo penale e sull’Ordinamento penitenziario, un emendamento risibile che però ripropone a livello concettuale un ritorno indietro, configurando le Rems come nuovi Opg.

Immediatamente è scattata la mobilitazione perché questa vergogna fosse cancellata. Dal 12 aprile StopOpg ha organizzato un digiuno a staffetta che oggi è giunto al trentaseiesimo giorno con la partecipazione di oltre centocinquanta persone, tra cui deputati e senatori, psichiatri, operatori dei servizi, avvocati, giornalisti, militanti delle associazioni dei diritti civili e sociali. La catena durerà fino alla approvazione del provvedimento con la speranza della modifica di una norma figlia della improvvisazione.

La Conferenza delle regioni ha espresso una netta opposizione; il CSM ha approvato una delibera che dà indicazioni ai magistrati perché la riforma sia implementata e non osteggiata e nel frattempo si è costituito un Coordinamento delle Rems per monitorare lo sviluppo delle buone pratiche attraverso la raccolta dei dati e lo scambio di esperienze.

Questa iniziativa dal basso sarà presentata domani, giovedì 18 a Bologna all’interno della Riunione Scientifica SIEP presso l’Aula Magna dell’Ospedale Maggiore.

La chiusura degli Opg ha rimesso in moto la discussione sulla salute mentale nel paese e sugli obiettivi da perseguire nei Dipartimenti, nelle Asl e nelle Regioni. Al centro della riflessione deve essere messo il tema della cura e delle alternative alla detenzione per i detenuti con patologie psichiatriche o con disturbi psichici o comportamentali.

E’ una partita che va affrontata e vinta per tutti i soggetti coinvolti e in tutti i luoghi della sofferenza. Una rivalutazione del sistema di welfare deve partire proprio dall’anello più debole, abbandonando le catene simboliche e materiali e riproponendo il principio che la libertà è terapeutica.

Diritti e dignità sono il fondamento della Costituzione ma si devono inverare nelle prassi quotidiane.

mer, maggio 17 2017 » La rubrica di fuoriluogo sul Manifesto » No Comments

Droghe. Usciamo dalle sabbie mobili

il resoconto dell’Assemblea di Forum Droghe svoltasi a Firene il 13 maggio 2017.

Si è svolta sabato scorso a Firenze l’Assemblea di Forum Droghe, l’associazione che dal 1995 lotta per la riforma della politica sulle droghe; l’assemblea è stata l’occasione, anche grazie ai numerosi interventi degli ospiti (fra gli altri On. Filippo Fossati, Marco Perduca, Elia De Caro e i consiglieri comunali Rossi e Trombi), per fare il punto sulle politiche sulle droghe in Italia e nel mondo.

La relazione della Presidente riconfermata Maria Stagnitta ha esposto subito le questioni più scottanti di questo periodo di fine legislatura: le proposte di legge sulla legalizzazione della cannabis, la riforma del testo unico sulle droghe e l’applicazione e declinazione degli interventi di riduzione del danno inseriti per la prima volta nei Livelli Essenziali di Assistenza, ovvero fra le prestazioni che il Servizio sanitario nazionale è tenuto a fornire a tutti i cittadini. Forse non è la prima volta che una proposta di legge, come quella del inter gruppo parlamentare sulla legalizzazione della cannabis, viene sconfessata da alcuni degli stessi firmatari, ma lascia perplessi i soci dell’associazione il fatto che una riforma così ampiamente condivisa nel sentire dei cittadini e per di più sostenuta da interventi di autorevoli istituzioni, possa essere utilizzata come strumento per le schermaglie politico parlamentari che stanno caratterizzando la vita del Parlamento in questi mesi. Pare infatti che sia proprio la proposta, adesso all’attenzione di un comitato ristretto per una riformulazione, uno degli alibi per le forze più conservatrici della maggioranza per non affrontare l’urgente revisione del testo unico sulle droghe, il 309/90 e s.m.i., che dopo 27 anni continua a perdere pezzi grazie agli interventi della Corte Costituzionale (ultima la sentenza 94/2016) ma anche a riempire le patrie galere. Sono valutati allarmanti e schizofrenici gli interventi governativi sulla sicurezza e del mondo della giustizia, così l’associazione individua, anche a seguito dell’esito referendario, nelle Regioni gli interlocutori per il rilancio e la riorganizzazione dei servizi per le dipendenze nella prospettiva della “riduzione del danno”, promuovendo la sperimentazione delle stanze del consumo, ormai realtà in gran parte d’Europa ed il servizio di analisi preventiva delle sostanze nei luoghi di utilizzo.

Al Governo si promette battaglia, anche legale, se non sarà in grado di convocare l’obbligatoria Conferenza triennale sulle droghe, che manca dal 2009. Gli spazi di intervento per Forum Droghe sono a tutti livelli: nazionale con le alleanze ormai consolidate nel Cartello di Genova e le interlocuzione con parlamentari e governo, e con il Dipartimento Antidroga, nel suo ruolo di intermediario nelle discussioni istituzionali internazionali; al livello Europeo con il lavoro nel Civil Society Forum sulle droghe, alle prese con i prossimo piano di azione sulle droghe; all’Onu come consultant dell’Ecosoc.

Strategico viene individuato il rapporto con le città, nelle loro rappresentanze democratiche e organizzazioni civili, Forum Droghe si fa promotore di un coordinamento di consiglieri comunali e Sindaci contro la proibizione e per la legalizzazione della cannabis che si affiancherà alle reti già presenti. Non mancheranno le forzature, promettono gli attivisti di Forum Droghe, perché è solo con la disobbedienza civile che in questo paese si sono ottenuti risultati concreti per i diritti e le libertà dei cittadini. Per la rappresentanza politica confermato anche Hassan Bassi come segretario, apprezzata novità la nomina di Giorgio Bignami a Presidente Onorario dell’associazione per acclamazione.

Vai alla registrazione audio di RadioRadicale.

Ecco il video dell’Assemblea:

lun, maggio 15 2017 » news » No Comments

Cecenia: rispettiamo i diritti umani

Solidarietà di Forum Droghe a Yuri Guaiana, e all’Associazione Radicale Certi Diritti. Fondamentale impegno per il rispetto dei basilari diritti umani

Dichiarazione di Maria Stagnitta, Presidente di Forum Droghe, in solidarietà di Yuri Guaiana, membro del direttivo dell’Associazione Radicale Certi Diritti fermato ieri mentre consegnave le firme contro la persecuzione delle persone omosessuali in Cecenia:

Siamo contenti che Yuri Guaiana, membro del direttivo dell’Associazione Radicale Certi Diritti, posto in stato di fermo ieri a Mosca dove si trovava per consegnare centinaia di migliaia di firme contro la persecuzione delle persone omosessuali in Cecenia, sia stato liberato.

L’associazione Forum Droghe esprime la piena solidarietà a Yuri e a tutti gli attivisti che si prodigano per la tutela dei diritti civili e la libertà sessuale delle persone e che subiscono continue persecuzioni in Russia e Cecenia. L’associazione denuncia l’ennesima violenza ed atto intimidatorio da parte delle autorità russe ai danni di chiunque esprima una voce di dissenso rispetto ad un dispositivo di leggi che ledono non solo i basilari diritti umani, ma anche il diritto alla salute e alle cure per migliaia di tossicodipendenti in Cecenia a cui sono stati sospesi tutti i trattamenti di riduzione del danno, costretti a forzate astinenze e spesso incarcerati. Si attivi la comunità internazionale a tutela delle basilari regole a tutela dei diritti umani e civili.

ven, maggio 12 2017 » nota a margine » No Comments

Ciao Valentino

Il saluto di Forum Droghe e Fuoriluogo a Valentino Parlato, scomparso ieri.

Tutta l’associazione Forum Droghe e la redazione di Fuoriluogo si uniscono ai saluti a Valentino Parlato.
 
Grazie a Valentino ed a Il Manifesto per lo spazio di libertà di informazione che hanno sempre garantito anche alle tematiche più scottanti come quelle legate alla droga, e per la lunga collaborazione con l’associazione.

gio, maggio 4 2017 » news » No Comments