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Droghe e Diritti

La stupefacente pervicacia di Serpelloni

Giovanni Serpelloni non smette di fare dichiarazioni stupefacenti. E ritorna lo spauracchio della supercannabis. Secondo il capo del DPA oggi il THC è al 55%, solo otto mesi fa era al 46%. Ma i sequestri dicono altro.






Schermata 2013-11-07 alle 08.33.57Nelle varie dichiarazioni di ieri Giovanni Serpelloni smentisce se stesso. Infatti il nostro direttore del Dipartimento Antidroga sostiene, all’AdnKronos:

“La legge Iervolino-Vassalli è stata fatta in un periodo in cui c’erano certi tipi di droga che non esistono praticamente più, in cui la percentuale di Thc nella cannabis era del 5% mentre ora siamo arrivati fino al 55%”.

Si tratta in fondo di un creativo recupero della “Teoria del 16%” (che si è meritata una voce di wikipedia) ovvero del filone proibizionista di fine anni ’80 che motivava l’accanimento nei confronti della cannabis con “l’incredibile aumento” della presenza di THC rispetto a quella dei mitici anni 60 e 70. E’ una teoria figlia della War on Drugs di Nixon e Reagan, quella stessa che spinse Craxi ad introdurre la la Jervolino-Vassalli (che, ricordiamocelo, puniva anche il consumo prima del referendum del 1993). Peccato che sia un assunto campato per aria, e smentito da tutte le statistiche sui sequestri delle forze dell’ordine, nonchè dagli studi (originale qui) sull’effettiva qualità dei cannabinoidi negli anni dei figli dei fiori.

La pervicacia di Serpelloni di riproporcela continuamente, sparando ogni volta più in alto, è davvero stupefacente. Pensate: solo 8 mesi fa (maggio 2013) per il capo del DPA il thc nella cannabis era al 46%, il 5 dicembre 2013 la percentuale era scesa improvvidamente al 45% (arrotondamento?) e casualmente il giorno della bocciatura della legge Fini-Giovanardi è salito incredibilmente al 55%: +9% in meno di un anno, arrotondamenti compresi…

Se invece andiamo a vedere i dati presentati nella sua stessa relazione annuale (2013, con dati 2012), troviamo delle sorprese. Al massimo si arriva al 27% di THC (probabilmente un hashish di buona qualità), mentre la media sulle sostanze effettivamente sequestrate si attesta intorno al 10%.
Evidentemente o Serpelloni è particolarmente fortunato, e si è ritrovato fra le mani una bottiglia di olio che non era d’oliva, oppure litiga con le sue stesse statistiche.

valori-sostanze-2012

Come vediamo poi dalla successiva figura non vi è alcuna impennata “recente”, e la qualità dei cannabinoidi è rimasti più o meno costanti, e paragonabili a quelli degli anni 70, dal 1% al 14% intorno al 1975. (cfr. Perry, D.C. 1977. Street drug analysis and drug use trends 1969-1975. Part II. PharmChem Newsletter Vol. 6(4): 1-3)

andamento-sostanze

Non ci resta altro che augurarci che queste qualità così pregiate e fantomatiche di marijuana non siano state sperimentate in prima persona dal Dottor Serpelloni e che, preso dallo sconforto di queste, ore non le abbia passate al suo amico Carlo Giovanardi.

Sarebbe stato un inutile spreco.

 

gio, febbraio 13 2014 » news | 5722 visite |

Dossier

13 Responses

  1. maurizio febbraio 13 2014 @ 22:50

    Era ora,adesso avanti tutti insieme con le mani nel letame….e il forcone vicino alla pala …non si sa mai….!!!

  2. Daniel Amram febbraio 14 2014 @ 12:07

    ovviamente la tabella IV.2.2 non riferisce % di principio attivo perché altrimenti non capisco il dato massimo per MDMA di 107…. La cosa che più mi dispiace nella vostra battaglia di pseudo scientificità è di non capire due cose banali e alla luce del sole:
    1. la politica che “vuole liberalizzare” mira a mettere una tassa sulla sostanza psicoattiva “costringendo” il consumatore a pagarla pur di non rinunciare al suo consumo, più che salvaguardare la salute dei cittadini.. Lo si deduce dalle “droghe leggere” tabacco e alcol che provocano insieme 100 000 morti l’anno in Italia, senza che lo Stato faccia nulla di scientificamente efficace per abbattere il consumo (i paesi “civili” hanno alzato i prezzi degli alcolici e del tabacco in modo pressoché inabbordabile per gli adolescenti e giovani)
    2. Nessuno tiene conto della fascia di età di maggior consumo dei cannabinoidi: i ragazzi dai 13 a 23 anni! Che qualche deputato annoiato si voglia fare qualche canna (non c’è nemmeno un rischio lavorativo!!) non importa a nessuno ma che i ragazzi abbiano una riduzione della capacità di memoria lavorativa (quindi deficit scolastico) per la canna o concausa insieme all’alcol di incidenti stradali (maggior causa di morte in quella fascia diu età) dovrebbe preoccupare qualche politico. Ma se la politica oggi non si preoccupa nemmeno della disoccupazione giovanile cosa può importare del loro consumo di cannabis? Almeno fanno qualcosa!

  3. Daniel Amram febbraio 14 2014 @ 12:53

    complimenti per la VOSTRA DEMOCRATICITA’: avete tolto subito il mio parere in merito… grazie miìlle!

  4. Rob febbraio 14 2014 @ 12:59

    C’è una netiquette per la pubblicazione dei commenti?

  5. Leonardo Fiorentini febbraio 14 2014 @ 16:59

    Gentile Daniel,

    0. se avesse la compiacenza di leggere tutta la tabella, peraltro presentata nella relazione del suo vate serpelloni, leggerebbe che il valore dell’MDMA è riportato in mg per pasticca/unità e non in percentuale. La aiuto: torni alla tabella, nell’intestazione a sfondo viola, ultima colonna, noterà un asterisco fra parentesi; a questo punto scenda con gli occhi di 4 righe e ritornando a sinistra con lo sguardo ritroverà quello stesso asterisco con la precisazione di cui sopra.

    Basterebbe questo, ma le voglio rispondere anche al resto

    1. mai nessuno ha sostenuto che alcol e tabacco siano droghe leggere, nè su questo sito nè nel movimento proibizionista. Anzi, si è spesso sottolineato come siano considerabili molto più pericolose di altre sostanze, anche se legali. Nondimeno è stupido proibirle: la cultura dell’uso dell’alcol mediterranea è infatti un buon esempio di come costruire una cultura dell’automoderazione nell’uso delle sostanze, anche particolarmente pericolose come gli alcolici.

    2. ok, lo sfascio della scuola italiana è colpa della cannabis e i nostri ragazzi sono disoccupati perchè schiavi della sindrome di svogliatezza post canna. Peraltro, sempre dalla stessa relazione: la percentuale di incidenti che hanno coinvolto guidatori sotto effetto di droga (senza precisazione di quale sostanza) sono lo 0,43% del totale.

    3. sulla democraticità: deve sapere che il primo commento sul blog di solito richiede l’approvazione del moderatore. Se il moderatore è impegnato (tipo in pausa pranzo) puo’ passare un po’ di tempo. D’ora in poi potrà pubblicare tutti i commenti che vorrà, non aspettiamo altro…

  6. Leonardo Fiorentini febbraio 14 2014 @ 17:09

    Gentile Rob,

    sì esiste una netiquette, che è quella generale di internet, integrata dal buon senso comune e dal codice penale, a insindacabile giudizio del moderatore

  7. rino ferrigno febbraio 14 2014 @ 23:32

    vorrei solo riportare le mie esperienze da professionista che lavora nel settore delle dipendenze, sono più di 20 anni che sono a contatto con dipendenti di qualsiasi tipo e la maggior parte di loro hanno iniziato con le famose canne e poi sono passati alle droghe pesanti e non vado nei dettagli per dirvi che mondo c’è dopo.Io personalmente non penso che il problema sia la legalizzazione ,oppure il cambiare una legge,ma è passare il messaggio che oggi fumare canne e normale o quasi,quindi far abituare molti giovani a vivere in un mondo fantastico di sogni che mai diventeranno realtà,e mi riferisco a quel mondo dove non ci sono problemi, dove tutti si amano e tutti si vogliono bene ,dove non c’è conflitto politico,dove non c’è conflitto finanziario,dove non c’è conflitto di parte.Quindi io penso,prima che tutta questa gente si sveglia dai propri sogni,facciamoci trovare pronti,investiamo sulla prevenzione nelle scuole,nelle fabbriche dovunque si possa,e sopratutto pensiamo ai nostri figli e ad tutte quelle persone che le canne hanno distrutto i loro sogni.Chi lascia la strada vecchia per la nuova sa quella che lascia ma non sa quella che trova.

  8. bagarospo febbraio 15 2014 @ 10:02

    per caso i suoi pazienti sono gli stessi che prima di farsi le canne fumavano tabacco, e magari prima consumavano cioccolato, e da piccoli bevevano il latte?

    Nesso causale scientificamente provato fra questi comportamenti?

    Nessuno.

  9. rino ferrigno febbraio 15 2014 @ 21:57

    egregio bagarospo purtroppo sono gli stessi che tu hai citato ossia tu quelli che hanno lasciato la cioccolata ,il latte è il tabacco per prendere una strada nuova.
    se una casa e umida non gli diamo acqua ma tentiamo di asciugarlo altrimenti puo cadere.

  10. bagarospo febbraio 16 2014 @ 11:17

    quindi vietiamo cioccolata, latte e tabacco. Il latte materno lo legalizziamo invece sino a 1 anno d’età?

  11. Arial febbraio 20 2014 @ 14:05

    il fatto che si voglia legalizzare non vuol dire che si autorizzi le persone a fumare, è una metodologia di riduzione del danno che va provata visto gli indiscutibili fallimenti del proibizionismo. Sono padre di un bambino e ho il terrore che possa un giorno accostarsi a sostanze di vario tipo sia legali che non ma non per questo sono contro una legalizzazione. Un giorno potrò dire un giorno a mio figlio:” vedi nei supermercati? quello è alcool, se bevi tanto vai in coma etilico. Vedi nei tabbaccai? quello è tabacco, se fumi diventi dipendenti, smettere non è facile e se continui hai ottime probabilità di ammalarti di tumore. Vedi nei coffee shop? quella è marjuana, ci si possono fare tante cose utili ma se ne aspiri i fumi ti stordisci e se guidi magari non vedi subito il bambino che corre in mezzo la strada: puoi essere pericoloso. Vedi quello? quello è uno spacciatore, vende droghe come l’alcool, il tabacco, la marjuana, le ortensie, la noce moscata ecc ecc ma… non sai come le ha tagliate o come sono state fatte: di quello che ti da il tizio nel parco puoi morire e non fra qualche anno, puoi anche morire subito.

  12. Pino marzo 10 2014 @ 21:26

    Le sostanze che fanno male sono molte, e se ne scoprono continuamente di nuove. Vietare significa non accettare un dato di realtà: una parte della popolazione si droga e lo fa indipendentemente dai divieti e dai pericoli. Ostinarsi a volerli salvare è molto simile a quei capricci infantili, fatti a causa di qualcosa che non si può avere: una società perfetta. Lasciamo che ognuno sia libero di fare ciò che vuole, e che non sia vittima dei desideri altrui.
    Io ho lavorato nelle comunità e non è affatto vero che chi usa droghe pesanti ha fatto prima uso di cannabis. Ma tanto è inutile spiegarlo, si ragiona più per ideologia che per dati di fatti. Le sostanze stupefacenti sono più o meno deleterie… Moderazione, parsimonia, amicizia, amore, attività sportiva, cultura. Solo questo frena l’abuso.

  13. gianluca marzo 13 2014 @ 09:39

    Buongiorno a tutti.Ritengo che fino a quando si parlerà di diatriba tra legalizzatori e proibizionisti si farà il gioco del mercato illegale. Molto interessante invece è invece la posizione dell’amico sull’uso dell’alcol nell’area mediterranea perchè pone l’accento sull’aspetto culturale che secondo la mia esperienza anch’essa 20ennale è l’unica via per affrontare il tema delle dipendenze patologiche. Resto francamente basito, invece, dalle considerazioni del collega che si occupa di dp da 20 anni perchè fa una equazione tra chi ha usato cannabis come prima sostanza e poi è diventato dipendente da sostanze più pesanti perchè è semplicemente lontana anni luce dalla epidemilogia, dalla statistica e più drammaticamente dalla clinica.

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