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Droghe e Diritti

Firenze, altre 2 morti per overdose per eroina molto pura

E’ un dato preoccupante quello che proviene da Firenze dopo le ultime due morti per overdose avvenute alcuni giorni fa. A Firenze vi era una situazione che sembrava essere sufficientemente sotto controllo rispetto agli incidenti o ai casi di overdose infausta. Le analisi effettuate dalla Tossicologia forense di Firenze hanno evidenziato che le morti sono state causate da eroina con alta percentuale di principio attivo e non da sostanze adulteranti. Inoltre nello scorso mese di dicembre sono state sequestrate dosi di eroina ad alta concentrazione di principio attivo. In considerazione di questi dati si rende assolutamente necessario informare i consumatori sulla pericolosità della sostanza circolante e sconsigliare di assumerla in luoghi isolati e/o in solitudine. La denuncia degli operatori dei servizi a bassa soglia della città di Firenze.

Firenze 5 morti per overdose in sei mesi; sono necessarie risposte concrete!
E’ un dato preoccupante quello che come operatori dei servizi a bassa soglia della città di Firenze ci troviamo a registrare oggi dopo le ultime due morti per overdose avvenute pochi giorni fa.

Nella nostra città ci eravamo abituati negli ultimi anni ad una situazione che sembrava essere sufficientemente sotto controllo rispetto agli incidenti o ai casi di overdose infausta con numeri decisamente bassi.

Ora in sei mesi ci sono stati 5 casi di morte da overdose di eroina e questo ci porta necessariamente ad interrogarci sulla funzionalità del nostro sistema di prevenzione e di intervento. Sulla base del nostro osservatorio, operatori di strada e drop-in, vogliamo fare alcune considerazioni su quanto sta avvenendo cercando di rendere le nostre risposte – e quelle del sistema socio-sanitario – più adeguate alla situazione.

Non è l’allarmismo quello di cui abbiamo bisogno ma piuttosto una concreta considerazione di fatti e di tendenze che da più fronti osserviamo. Come afferma il Prof. Mari nella recente intervista a Repubblica probabilmente non ci sono i numeri nè le condizioni per affermare un trend di ritorno delle situazioni di abuso di eroina degli anni ’80 e l’ipotesi più credibile è che la crescita del consumo occasionale sia un fattore che può spiegare molto rispetto a questi incidenti.

Siamo d’accordo su questa lettura di sfondo, una lettura che combacia con le nostre ripetute segnalazioni che vedevano un ritorno dell’eroina all’interno di uno stile diffuso di policonsumo. Quindi una riduzione della specificità e anche delle esperienze che i consumatori di una volta potevano vantare nel bene e nel male.

In altre parole sia per quanto riguarda giovani consumatori (che utilizzano l’eroina a fianco di altre sostanze con tempi e modi diversi), sia per quanto riguarda vecchi consumatori (come nel caso di alcune delle recenti vittime), l’uso di eroina sta divenendo più occasionale. Ma nel senso che si inserisce in standard di consumo in cui alcool e/o farmaci hanno un forte valore.

Altra considerazione.

Si sono ridotte le misure di sicurezza, le conoscenze degli effetti e le esperienze a riguardo.

Quanto è diffusa oggi tra i consumatori e i tossicodipendenti la corretta modalità di utilizzo di una sostanza che non conoscono, per controllarne gli effetti e per fermarsi se si sente che è di qualità superiore alle attese?

Quanto è diffusa la pratica di non isolarsi e di non farsi da soli possibilmente?

Quanto è diffusa la pratica di tenere del narcan con se e di condividere questa abitudine con gli altri?

Queste pratiche sono meno diffuse di prima nonostante che, per quanto ci riguarda, gli sforzi di informazione mirata e la fornitura di strumenti di riduzione del danno siano sempre stati attivi. Quello che notiamo è che ad un indebolimento delle culture di safeness nei contesti di consumatori di strada, corrisponde un indebolimento del sistema socio sanitario, cui manca una relazione efficace con il lavoro su strada e le pratiche di riduzione del danno oggi più che mai opportune.

Pensiamo sia necessario rinforzare alcune misure che riguardano il livello di consapevolezza dei consumatori, più informazioni sulle condizioni di sicurezza da tenere – “mai soli e isolati a farsi”. Ma devono anche crescere l’opportunità di ricevere gratuitamente farmaci salva-vita come il Narcan da presidi formali (servizi) o informali (unità mobili, drop in).

Andranno rinforzate inoltre tutte quelle pratiche che tengano in doveroso conto il contesto dei consumatori, il loro punto di vista e il loro coinvolgimento attraverso interventi di peer support e di partecipazione alle azioni di tutela della salute.

Infine sarà opportuno attivare un sistema che consenta la circolazione e l’utilizzo di informazioni tra i servizi per arrivare fino ai consumatori, in modo da conoscere i luoghi di consumo e poter intervenire prontamente.

Di fondamentale importanza poi risulta riuscire a far circolare le informazioni relative ad analisi di sostanze sequestrate, sapere con certezza e rapidità se queste morti sono dovute ad una partita di eroina più pura della norma, che causa appunto delle overdose, oppure ad una partita che contiene sostanze velenose come taglio

In generale auspichiamo che di fronte ad una emergenza come quella che si è creata sul nostro territorio vi sia uno sforzo maggiore da parte delle istituzioni locali e di quelle sanitarie per rinsaldare quei quattro pilastri sui quali si basano le politiche di intervento sulle droghe in Europa e che in Italia negli ultimi anni sono stati messi in discussione con l’attacco ossessivo alla riduzione del danno.

Stefano Bertoletti Coop. CAT –  Maria Stagnitta Associazione INSIEME – CNCA Toscana

lun, febbraio 6 2012 » Senza categoria | 2278 visite |

Dossier

2 Responses

  1. Luca febbraio 6 2012 @ 20:46

    Le principali problematiche e le morti premature sono da imputare tutte al proibizionismo assassino ! Le persone sono obbligate a usare sostanze in luoghi il più possibile isolati per non aver fastidi … portarsi il narcan dietro vuol dire essere sogetti a perquisizioni in caso di fermo … una delle cose più importanti e organizare lo scambio di siringhe in modo da evitere il moltiplicarsi di malattie infettive che uccidono molto prima delle stesse droghe e diventano uno dei motivi per i quali si continua ad usare sostanze e allontana la possibilità di un cambio di rotta che col passare degli anni diventa fisiologico se non ci si portasse dietro tutte le amorevoli cure che il proibizionismo regala !Le droghe vanno tolte dalle mani degli spacciatori e devono essere regolamentate ! Basta con questo vergognoso crimine contro l’umanità che serve a tenere in piedi la terza economia mondiale !Queste morti vanno imputate a signori come Giovannardi e Serpelloni che insistono a propinarci metodi ormai fallimentari da decine e decine di anni giocando sulla pelle delle persone …ma sti signori l’hanno una coscienza ?

  2. Marco Galli febbraio 8 2012 @ 18:20

    Queste sono le stanza del buco preferite da questi bigotti del potere cattolico e dai moralisti della politica dello struzzo.
    Dai tanti politici ignoranti, dai presunti “abbondantemente foraggiati” specialisti del nulla, dai tanti boia dello stato e dai giustizialisti dalla stampa di regime.

    (LE STANZE MORTUARIE)

    Per loro le uniche alternative del drogato sono la galera, la morte nei cessi delle stazioni o i lazzaretti “di recupero”, creati per distruggere totalmente la dignità dell’uomo.
    Altre vittime sulla coscienza di questi bravi “cristiani”!
    O come li chiama Don Gallo: “Drogati di ostia!!”

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