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Archive for dicembre, 2009

Fatti un regalo… Aderisci a Forum Droghe!

alberto-natale-fiocchiSi avvicinano le feste ed è tempo di regali. Quest’anno scegline uno un po’ diverso dal solito ed aderisci a Forum Droghe l’editore di fuoriluogo.it.

Abbiamo aperto la campagna d’adesione 2010.

Per sostenere le attività dell’associazione potete aderire versando 30 Euro con un semplice bollettino postale sul conto corrente postale n. 25917022 intestato a Forum Droghe oppure con un bonifico bancario sullo stesso conto, identificato con le coordinate IBAN IT65N0760103200000025917022.

Quote associative 2010
30,00 Euro socio ordinario
60,00 Euro socio sostenitore
12,00 Euro studenti e disoccupati
150,00 Euro associazioni

Nessuno ha ucciso Aldo Bianzino

aldo-bianzinoCome temevano i familiari di Aldo Bianzino ed il Comitato Verità per Aldo, il Giudice di Perugia ha deciso per l’archiviazione del procedimento contro ignoti per l’omicidio del falegname morto in cella dopo essere stato arrestato con l’accusa di coltivazione di alcune piante di marijuana.

Rileggi l’articolo di Patti Cirino per la rubrica di fuoriluogo della scorsa settimana e quello di Luigi Manconi per l’Unità.

Vai al blog del Comitato Verità per Aldo.

Alcol e droghe, se la politica rifiuta la scienza

Grazia Zuffa sul difficile rapporto fra politice e scienza per la rubrica di Fuoriluogo sul Manifesto del 17 dicembre 2009. On line la scheda su David Nutt e la classificazione delle droghe.

Meglio un bicchiere di vino coi genitori a casa, sentenzia la star del calcio dallo schermo televisivo. Da mesi il messaggio imperversa su tutti i media, piatto forte della campagna governativa di prevenzione della droga. Quanto possa allettare un adolescente la prospettiva di una serata coi propri vecchi, è facile immaginare, né la promessa bicchierata migliora le cose. Anzi, c’è il rischio che l’associazione fra alcol (legale) e divertimento (lecito) aumenti il fascino trasgressivo delle droghe (illecite). Lo dice il buon senso, senza scomodare la psicologia dell’età evolutiva.

A pensarci bene, il vero obiettivo dello spot non è la salute dei ragazzi, ma il sostegno all’idea che ci siano droghe “inaccettabili” versus l’accettabilità dell’alcol. Inaccettabili perché dannose o perché illegali? Su questo delicato quesito, è in corso da almeno un decennio lo scontro fra scienza e politica, venuto allo scoperto con la pubblicazione nel 1999 del rapporto redatto dal farmacologo Bernard Roques, accademico di Francia. Roques stilò la seguente classifica del rischio: l’alcol al primo posto, insieme ad eroina e cocaina, poi gli psicostimolanti (ecstasy) e tabacco, all’ultimo gradino la canapa. Nella patria dello champagne ci fu al tempo molto clamore, sostanzialmente per nulla: il governo francese tirò dritto per la sua strada. Alla fine d’ottobre, David Nutt, docente di psicofarmacologia allo Imperial College di Londra, presidente dello Advisory Council on the Misuse of Drugs (ACMD), organo consultivo del governo britannico, è stato sollevato da questo incarico. La sua colpa è di aver sostenuto che alcol e tabacco sono più pericolosi di molte droghe illegali, inclusi LSD, ecstasy e cannabis. A detta del segretario di stato Alan Johnson, che gli ha dato il benservito, la posizione del professor Nutt “danneggia gli sforzi per dare al pubblico messaggi chiari sul pericolo delle droghe”. Tanto, per sancire il divorzio fra messaggio (politico) e informazione (scientifica). Tanto, per chiarire che la scienza non può studiare le droghe (legali e illegali) allo stesso modo. Anche la scienza deve essere “politicamente corretta”. In un articolo pubblicato sul Guardian (3/11), David Nutt riporta il dialogo con un politico tipo, mettendo in ridicolo il corto circuito logico. Il politico: “Non puoi comparare i danni di un’attività legale con quelli di una illegale”. Nutt: “Perché no?”. Il politico: “Perché una è illegale”. Nutt: “Perché è illegale?”. Il politico: “Perché è dannosa”. Nutt: “Dunque abbiamo bisogno di mettere a confronto i danni per stabilire se deve essere illegale. Non pensi?”. Il politico: “Ma non puoi comparare i danni di un’attività legale con quelli di un’attività illegale”. Si badi bene. E’ opinabile che il danno delle sostanze si misuri solo sulla farmacologia. Il rischio per la salute è in gran parte determinato dalla frequenza e dall’intensità dell’uso, su cui influiscono i rituali sociali e i modelli d’uso. Sono variabili di cultura più che di chimica. Com’è opinabile che per le sostanze più pericolose la scelta giusta sia l’illegalità: molte overdose da eroina sono dovute alla clandestinità e all’ignoranza della concentrazione della sostanza che si sta usando; sono a carico delle politiche antidroga più che della farmacologia.

Dunque, sulla classificazione delle droghe e sulle scelte che ne conseguono è bene discutere a fondo. Ma la politica rifugge dal confronto sugli argomenti, perché la proibizione si muove su un terreno altro dalla razionalità. Il rapporto fra ricerca e politica non è senza contraddizioni. Da un lato, i politici proibizionisti si appellano alla scienza per dimostrare che alcune sostanze sono dannose e perciò da proibire. Dall’altro, scoprire che alcune droghe illegali sono meno pericolose dell’alcol mina il fondamento della proibizione. Come lo incrina ammettere che solo una parte del danno droga correlato risiede nella nocività delle droghe. Alla radice, il conflitto è fra la “ragione” scientifica e la retorica della politica proibizionista. La proibizione non ha finalità pragmatiche, è uno strumento ideologico che si autolegittima. Piace perché cavalca i cattivi sentimenti d’intolleranza, nello spirito dei tempi nostri. Allora avanti, “duri sulle droghe”. What else?

A Bologna proiezione de “il giorno in cui la notte scese due volte”

L’associazione dedicata ad Alberto di Mercuriali presenterà Venerdì 18 dicembre, alle ore 21,30, a Bologna presso Vag 61, il film documentario sulla vicenda che vede protagonista involontario questo giovane ragazzo, i suoi familiari, i suoi amici coetanei e i tanti altri amici che si sono riconosciuti nelle finalità e negli scopi associativi. Il film che verrà proiettato è stato realizzato dai forlivesi Lisa Tormena e Matteo Lolleti, recentemente insigniti del premio Ilaria Alpi 2009. Alla serata saranno presenti gli autori e Claudio Torrenzieri,
dell’associazione “Amici di Alberto”.

II titolo del film (“il giorno in cui la notte scese due volte“) trae ispirazione dal manifesto in memoria di Alberto e dalla  prima spontanea aggregazione di gente comune  attorno a questa vicenda. Il 21 dicembre sarà il turno di Forlì. (via fiore|blog)

Aldo Bianzino, una morte da non insabbiare

Oggi, venerdì 11 dicembre, ci sarà l’udienza per l’opposizione alla richiesta di archiviazione per l’accusa di omicidio di Aldo Bianzino a opera di ignoti. L’articolo di Patti Cirino per la rubrica di Fuoriluogo sul Manifesto del 10 dicembre 2009.

Ti sbattono in galera che sei una anima bella
diventi un corpo inanimato in cella
Ricordo Aldo Branzino era un falegname
Nel suo casolare a chi faceva del male
?
(Assalti Frontali, Mappe della Libertà)

aldo-bianzinoNomi. Alberto Mercuriali, Nicola Tommasoni, Abdul Gibre, Riccardo Raisman. Nomi ostaggio di reticenze, impunità, ipocrisie. Nomi. Stefano Cucchi, Federico Aldrovandri, Marcello Lonzi, Aldo Bianzino. Nomi che bussano alle porte della coscienza e della memoria collettiva. Nomi scritti su fredde richieste d’archiviazione. Nomi rinchiusi tra le carte degli scaffali degli uffici giudiziari. Nomi che non vogliamo dimenticare. Nomi e storie di violenza proibizionista, indagini inquinate e istruttorie lacunose, verità insabbiate e circostanze anomale da approfondire, diritti negati e informazione tagliata. Storie imbastite di retorica securitaria, di proclami di guerra ai consumatori, di tolleranza zero.

Storie di stato in attesa di veder chiariti, in ogni punto, i motivi, le dinamiche, le cause e le responsabilità di queste morti misteriose. Storie in attesa di verità e giustizia.

Storie come quella di Aldo Bianzino, falegname residente a Pietralunga, arrestato per coltivazione e detenzione di marijuana e trovato morto, alle 8 di mattina del 14 ottobre 2007, nella cella numero 20 sezione 2B, presso la casa circondariale di Capanne, alla periferia di Perugia, dove era detenuto da meno di 48 ore.  Morto. Di carcere. Di aneurisma cerebrale. Di silenzio e impunità. Di allarme sociale. Di violenza. Di indagini lacunose. Di oltraggio fisico e morale. Nudo.

Il 25 novembre scorso, all’udienza preliminare ordinaria il gip Marina De Robertis ha rinviato a giudizio per reiterata omissione di soccorso, omissione di atti di ufficio e falsificazione di registri l’agente di polizia penitenziaria addetto alla sorveglianza di Aldo. Ha inoltre ritenuto ammissibile che l’associazione “Verità e giustizia per Aldo Bianzino” si costituisca parte civile al processo, nonostante il parere contrario (“carenza di legittimazione attiva”) del pubblico ministero Giuseppe Petrazzini. Lo stesso magistrato inquirente che emise l’ordinanza di perquisizione della casa di Bianzino e ordinò e convalidò l’arresto di Aldo e della sua compagna Roberta; che decise l’autopsia, affidando le indagini al corpo di polizia penitenziaria, lo stesso corpo indagato per omissione di soccorso; lo stesso magistrato che ha richiesto l’archiviazione del fascicolo aperto per omicidio volontario contro ignoti.

Ma perché non si è prestato soccorso ad Aldo, perché si sono falsificati i registri del carcere per nascondere quanto è accaduto?

Il pm Petrazzini sostiene che “le indagini non evidenziano, anche nella forma del minimo sospetto, l’esistenza di aggressioni né di occasioni in cui le stesse potessero essersi verificate”. Eppure l’autopsia ha riscontrato una lesione epatica ed esiste una perizia medico legale che recita così: “La lacerazione epatica deve essere ritenuta conseguenza di un valido trauma occorso in vita e certamente non può essere ascrivibile al massaggio cardiaco, in riferimento al quale vi è prova certa che avvenne a cuore fermo”. Si può dunque escludere che la lesione al fegato sua stata provocata dai tentativi di rianimazione di Bianzino, come invece ipotizza il pm per escludere l’aggressione.

Ci sono molti altri punti oscuri e lacune nelle indagini: la cella e gli oggetti ivi contenuti non sono stati sottoposti a sequestro; non sono state disposte l’ispezione e il sequestro della cella né sono state prese le impronte digitali; dai filmati delle videocamere dell’istituto di pena appare un individuo (in tuta mimetica) mai identificato.

E ancora. Perché risulta che Aldo sia stato ricoverato in infermeria una sola volta quando un teste sostiene di averlo visto uscire dalla sua cella due volte?

Domani, venerdì 11 dicembre, ci sarà l’udienza per l’opposizione alla richiesta di archiviazione per l’accusa di omicidio di Aldo Bianzino a opera di ignoti. L’associazione sarà presente con un presidio davanti al tribunale di Perugia.

E quando ci incontriamo non c’è resa e in strada ogni volta si rinnova l’intesa, la libertà dove sta, la trovi nella mappa non restare tra la gente distratta.

(Info: http://veritaperaldo.noblogs.org)

Passi Sospesi

Riceviamo e pubblichiamo.

Si conclude nel mese di Dicembre il progetto teatrale “Passi Sospesi nelle Case Circondariali di Venezia” con due manifestazioni di rilevante importanza.

passi-sospesi.jpgMercoledì 16 Dicembre, alle ore 9.30, presso il Centro Culturale Candiani di Mestre, si svolgerà la manifestazione dal titolo “Teatro e Carcere: l’esperienza del progetto teatrale Passi Sospesi nelle Case Circondariali di Venezia”, dove sarà presentato il video documentario di Marco Valentini, “Passi Sospesi” (presentato anche lo scorso Settembre, nell’ambito delle manifestazioni della 66a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia), relativo all’omonimo progetto teatrale che da alcuni anni Michalis Traitsis, sociologo, regista e pedagogo teatrale dell’Associazione Culturale Balamòs, conduce presso le Case Circondariali di Venezia.

Alla manifestazione dove saranno presenti i rappresentati dal Comune di Venezia, dalla Regione Veneto, dalla Casa Circondariale di Venezia, dal Centro Teatro Universitario di Ferrara, dall’Associazione Culturale Balamòs e alcuni detenuti ed ex detenuti che hanno partecipato al progetto teatrale “Passi Sospesi”, verrà proiettata anche un’anteprima del nuovo documentario, relativo al progetto che è ancora in corso presso la Casa Circondariale di Santa Maria Maggiore di Venezia. Seguirà un incontro pubblico aperto alle scuole del territorio e alla cittadinanza. La documentazione video mostra una sintesi del percorso del laboratorio teatrale, illustrato da Michalis Traitsis e arricchito da alcune testimonianze dei collaboratori del progetto, delle autorità dell’ Istituto Penitenziario e dei detenuti.

Mostra anche alcuni brani degli spettacoli “Vite Parallele”, spettacolo di Teatro Forum presentato presso la Casa Circondariale di Santa Maria Maggiore di Venezia e “Storie Sconte”, spettacolo itinerante ispirato all’immaginario di Hugo Pratt e alla figura di Corto Maltese, presso la Casa Circondariale S.A.T. di Venezia-Giudecca. A entrambi gli spettacoli ha partecipato un pubblico “misto”, composto da detenuti ed esterni.

Il progetto “Passi Sospesi” 2006-2007 è stato finanziato dalla Regione Veneto, mentre il progetto 2008-2009 è stato finanziato dal Comune di Venezia.
Nel progetto hanno collaborato Daniele Seragnoli, direttore del Centro Teatro Universitario di Ferrara, Roberto Mazzini, pedagogo teatrale, Roberto Manuzzi, musicista, Elena Souchilina, coreografa, Enzo Vetrano e Stefano Randisi, registi e attori, Cèsar Brie, regista e attore, Carlo Tinti, designer, Marco Valentini, video maker, Andrea Casari, fotografo, Nicola Zampieri, tirocinante, assistente al laboratorio.
All’interno del programma di lavoro, gli allievi del Centro Teatro Universitario di Ferrara, hanno presentato, presso la Casa Circondariale di Santa Maria Maggiore di Venezia, gli spettacoli diretti da Michalis Traitsis: “Ecclesiazuse- Le donne all’Assemblea” da Aristofane e “Eldorado”, ispirato all’omonimo romanzo di Laurent Gaudè, sulle migrazioni odierne. Quest’ultimo lavoro ha visto la partecipazione di due detenuti.

Prima della presentazione degli spettacoli sono stati organizzati degli incontri di laboratorio tra gli allievi del Centro Teatro Universitario e gli allievi del laboratorio teatrale della Casa Circondariale di Santa Maria Maggiore.

Venerdì 18 Dicembre, alle ore 16.00, presso la Sala Polivalente della Casa Circondariale di Santa Maria Maggiore di Venezia, ci sarà la conclusione del progetto teatrale “Passi Sospesi” anno 2009, con la presentazione dello spettacolo “Eldorado”, una coproduzione tra gli allievi del laboratorio teatrale del Centro Teatro Universitario di Ferrara e gli allievi del laboratorio teatrale “Passi Sospesi” della Casa Circondariale di Santa Maria Maggiore di Venezia. “Eldorado” è uno spettacolo che nasce dalle suggestioni provocate dalla lettura dell’omonimo romanzo di Laurent Gaudé sul tema dell’immigrazione clandestina. Nello studio teatrale affrontato dai due gruppi che nella previsione dovrebbero curarne anche il montaggio il giorno dello spettacolo, s’intrecciano personaggi e vicende a costruire immagini che oltrepassano il paradigma della migrazione per fare riflettere sulla condizione umana e sul percorso morale degli individui. L’ingresso è riservato agli autorizzati.

Le due manifestazioni sono organizzate dal Comune di Venezia, Assessorato alle Politiche Sociali, Partecipative e dell’Accoglienza, Servizio Adulti, U.O.C. Autonomia degli Adulti, la Casa Circondariale di Venezia, il Centro Teatro Universitario di Ferrara e l’Associazione Culturale Balamòs.

Il Sindaco di Amsterdam per la legalizzazione della coltivazione di Marijuana.

job_cohenIl sindaco di Amsterdam Job Cohen ha chiesto al governo olandese di legalizzare la coltivazione della cannabis sotto la supervisione dello Stato. Recentemente al centro delle polemiche per la sua politica di tolleranza zero sui comportamenti all’esterno di bar e ristoranti della capitale olandese, Cohen parte dal concetto che, visto che la cannabis è consentita nei coffee shop, non si vede perchè non dare la possibilità ai ‘commerciantì di rifornirsi alla luce del sole e non, come fanno spesso ora, da bande criminali.

Cohen con una lettera inviata al Ministro degli Interni olandese, Guusje ter Horst, preoccupato anche per la proposta del Governo di rendere i coffee shop off-limits per gli stranieri si affianca al gruppo di sindaci delle città di confine olandesi che da alcuni anni chiede al governo di risolvere la questione dell’approvingionamento della cannabis, permettendo un canale legale di produzione della canapa (vedi su Fuoriluogo: Gerd Leers, sindaco di Maastricht, maggio 2005 e Jan Lonink, borgomastro di Terneuzen, gennaio 2007; sul movimento dei sindaci olandesi vedi anche Joep Oomen, maggio 2005 e Marina Impallomeni, giugno 2005).

La coltivazione controllata dallo Stato «potrebbe far crollare gli affari del crimine organizzato», sostiene Cohen. È difficile tuttavia che l’appello di Cohen possa venire accolto dall’attuale esecutivo. I cristiano-democratici e i membri di un piccolo partito d’ispirazione cristiana che fa parte della maggioranza, reclamano da tempo una politica più severa di contrasto alle droghe, comprese quelle leggere finora tollerate in Olanda. Anche per questo all’inizio di luglio sono stati presentati i risultati della commissione van de Donk (una commissione politica composta da esponenti dei partiti di maggioranza), insediata dal governo olandese per avere indicazioni sulla revisione della politica delle droghe. Invece, i laburisti, i liberali e i verdi sarebbero favorevoli a sperimentare la legalizzazione della produzione come quella richiesta da Cohen.

Nella lettera, il sindaco esprime anche le sue preoccupazioni per la politica del governo che, spiega, «non tiene sufficientemente in conto il ruolo di Amsterdam come polo di attrazione turistica». Dei 4 milioni di turisti che vi arrivano ogni anno, sottolinea il primo cittadino, almeno un quarto visitano i coffee shop. Il governo, invece seguendo le conclusioni del rapporto Van de Donk, punta a rendere i coffee shop off-limits per gli stranieri, riservandoli solo ai residenti. La proposta è stata avanzata soprattutto per evitare che le città al confine con Belgio e Germania diventino luoghi frequentati esclusivamente dai turisti dello spinello.

Per maggiori dettagli sul rapporto van de Donk:
Scheda informativa a cura di Idpc – International Drug Policy Consortium (in italiano)
Sintesi del rapporto van de Donk (dal sito IDCP, in inglese)

Piano Carceri: l’incredibile storia ricostruita da Ristretti Orizzonti

Riceviamo e pubblichiamo su fuoriluogo.it il comunicato stampa di Ristretti Orizzonti che ricostruisce temporalmente (L’incredibile storia del) “Piano carceri” tra annunci del Governo e titoli giornalistici.

Caso Cucchi: la Procura sapeva del pestaggio già dal 16 ottobre?

La Procura di Roma aveva già ricevuto una segnalazione sul pestaggio di Stefano Cucchi già il 16 ottobre, il giorno della traduzione del ragazzo romano, morto il 6 giorni dopo, da Piazzale Clodio a Regina Coeli. Lo ha detto al Giornale Radio Rai Donato Capece, segretario del Sappe, sindacato degli agenti penitenziari.

“Il 16, durante la traduzione da piazzale Clodio a Regina Coeli, l’ispettore alla guida della scorta che era nel furgone assieme a cinque detenuti, Cucchi e gli altri, tra cui il detenuto africano, ha sentito questo chiacchiericcio che era in atto, tra Cucchi e gli altri. Stefano Cucchi veniva deriso proprio perchè presentava tumefazioni, lesioni. Sembrerebbe che Cucchi, durante questo percorso, abbia detto: durante la notte ho il fatto il sacco, ho fatto il pugilato”.

L’ispettore della scorta avrebbe riferito quanto sentito durante il percorso all’ispettore capo, A.L.R. che lo stesso giorno, il 16 ottobre, avrebbe chiesto e ottenuto di essere ascoltato dal pm. Il Giornale Radio Rai ha avuto conferma dallo stesso ispettore A.L.R. della segnalazione fatta il 16 ottobre alla magistratura.

La cannabis efficace contro i sintomi della sclerosi multipla

Dal Notiziario Aduc:

Estratti di cannabis per ridurre i sintomi della sclerosi multipla. E’ quanto emerge da uno studio dei ricercatori americani della Global Neuroscience Initiative Foundation in Los Angeles. La ricerca si basa sulla valutazione di una serie di studi che mostrano come alcune combinazioni dell’estratto di marijuana abbiano ridotto i movimenti muscolari spastici e migliorato la mobilita’ dei pazienti.
Lo studio e’ pubblicato da Shaheen Lakhan e dal suo team su ‘BMC Neurology’. Oggi molte terapie per alleviare i sintomi della sclerosi multipla sono inefficaci, complesse o comportano importanti effetti collaterali, sottolineano gli studiosi.