Sto caricando....
Post recenti:

Sottoscrivi i feed RSS

Categorie

Archivio

Archive for giugno, 2009

In Italia 70.000 tossicodipendenti in più in un anno

relazione_droga2009Ecco gli effetti reali della legge sulle droghe, illustrati oggi dalla coppia Serpelloni-Giovanardi. Nel 2008 385.000 tossicodipendenti in cura (+70.000). Di nuovo in crescita i tossicodipendenti da eroina.

Aumentano anche in minori in carcere (+38%) mentre come previsto cala il prezzo di cocaina ed eroina mentre aumentano i prezzi di cannabis ed ecstasy.
Si confermano gli effetti criminogeni della legge Fini-Giovanardi. Leggi tutto.

Documenti:
La sintesi della Relazione annuale al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia per l’anno 2008.
Il libro bianco sugli effetti della leggi Fini Giovanardi.

La canapa in Jamaica fra cultura e politica

Domenica 5 luglio alle 16 presso il Rototom Sunsplash Festival di Osoppo si terrà la presentazione del libro “La ganja e i Caraibi” edito da Ass. Culturale Rototom e Forum Droghe. Con la partecipazione di Horace Andy. Il Sunsplash è da sempre è un’avanguardia nella critica al pensiero unico della “war on drugs” in Italia e nel mondo intero.
Parteciperanno:
AXEL KLEIN
Antropologo della University of Kent, Axel Klein è noto per le sue ricerche sulle drug policy in tutta la comunità scientifica mondiale. Lo studioso –anche responsabile di DrugScope- ha approfondito il ruolo giocato dalle droghe nelle società contemporanee, tanto da prender parte a vari progetti ONU e UE. Tra i suoi ultimi saggi, Drugs and the world e Caribbean drugs.
FRANCO CORLEONE
Franco Corleone è uno dei grandi amici del festival, col quale collabora già da anni. Segretario di Forum Droghe e Garante dei detenuti di Firenze, già Sottosegretario alla Giustizia nel primo governo Prodi, a lui si devono molte leggi di civiltà del nostro paese, come quella sulle detenuti madri e l’incompatibilità fra carcere e malati di Aids. Tra i suoi saggi citiamo Giustizia senza fine e Lo stato moderno.
GIANPAOLO CARBONETTO
Dopo aver lavorato alla Rai, Gianpaolo Carbonetto entra a far parte della redazione del Messaggero Veneto, ricoprendo, tra i tanti ruoli, quello di inviato speciale e caporedattore delle pagine culturali. Ha scritto diversi libri di saggistica e appare con interviste e saggi su volumi di autori vari di diverse case editrici. E’ stato inoltre componente della Comm. per la diffusione della Cultura italiana all’estero.

Il libro

Nonostante la severità del controllo penale, a livello nazionale e internazionale, il regime di  proibizione non è riuscito ad estirpare la produzione e il consumo di canapa nei paesi dei Caraibi, mentre ha prodotto gravi effetti collaterali: dall’incarcerazione di massa dei consumatori, all’inquinamento dell’economia per l’ampiezza del mercato illegale, fino all’indebolimento delle istituzioni e della democrazia per la disparità di potere e mezzi fra le ricche e potenti organizzazioni transnazionali del narcotraffico e i piccoli stati nazionali dell’arcipelago caraibico.  Il volume approfondisce il caso della Giamaica e di St Vincent. Barry Chevannes ripercorre la storia  del legame della ganja col movimento politico Rastafarian e del suo largo radicamento nella cultura popolare: da qui l’inefficacia di un sistema legale di proibizione in aperto contrasto  con l’insieme  di usanze e di valori delle comunità locali. Axel Klein affronta l’economia della ganja attraverso le storie di alcuni contadini di St. Vincent, il maggiore produttore fra i paesi della zona. Dopo il declino delle piantagioni di banane, per molti agricoltori poveri l’economia illegale delle droghe è una delle fonti più importanti di sussistenza (e in certa misura lo è per il loro stesso paese). I saggi sono tratti dal libro Caribbean Drugs, a cura di Axel Klein, Marcus Day, Anthony Harriot (Ian Randle Publishers, Zed Books, in association with Drugscope, 2004).

Gli autori
Axel Klein è docente di politica delle droghe all’università del Kent. Ha diretto il settore ricerca di Drugscope, uno dei più importanti centri indipendenti britannici di studio nel campo delle droghe. Ha condotto progetti di ricerca nel corno d’Africa e nei Caraibi.
Barry Chevannes è preside della facoltà di scienze sociali al Mona campus dell’università delle Indie Occidentali. Professore di antropologia sociale, è autore di molte pubblicazioni sul movimento Rastafari e su altre religioni autoctone della Giamaica.

9 luglio: il giorno in cui la notte scese due volte

Segnaliamo che giovedì 9 luglio 2009 alle 20.30 presso la collina dei conigili al parco urbano Franco Agosto di Forlì si terrà l’anteprima del film documentario di indagine sulla vicenda di Alberto Mercuriali a due anni dalla sua tragica scomparsa.

Realizzato dai forlivesi Lisa Tormena e Matteo Lolleti, (http://www.romagnaoggi.it/forli/2009/6/20/127695/) recentemente insigniti del premio Ilaria Alpi 2009, sezione Produzione, con un altro documentario dedicato alla Maison des Journalistes, unica struttura al mondo ad accogliere giornalisti rifugiati politici.

I temi sociali e culturali che il film propone potranno essere da stimolo per aprire un dibattito civile scevro da preconcetti e posizioni precostituite.


Via fioreblog.

La crisi della War on Drugs

cover_wdr09_thumbnailAlla vigilia della giornata mondiale per la lotta alla droga, celebrata come al solito in Cina a suon di esecuzioni, vacilla ancora una volta il fronte della War On Drugs.

Mentre negli USA cominciano a farsi strada le proposte di legalizzazione della Canapa, e il Governo taglierà i programmi contro la coltivazione di papaveri di oppio in Afghanistan, l’UNDCP, nel suo rapporto annuale 2009, apre alla depenalizzazione visto che secondo l’opinione pubblica “il controllo delle droghe non sta funzionando”. Ma per il suo Direttore, l’italiano Antonio Maria Costa la legalizzazione sarebbe “un errore storico”…

In Rassegna stampa:

Documenti:

Nadelmann: gli USA pronti alla legalizzazione della Marijuana

Intervista di Davide Casati a ETHAN NADELMANN, 52 anni, un dottorato ad Harvard, e da 20 anni lotta per la legalizzazione della marijuana negli Usa. Un obiettivo, dice, mai così vicino. “Ci sono le basi culturali, i motivi economici e le esigenze di sicurezza per cambiare la legge ”. “Lo Stato accetta sigarette e alcol avvertendo sui fattori di rischio. È una questione di educazione.

immagine-8

Da City del 10 giugno 2009.

Gli Usa sono sul punto di legalizzare la ma­rijuana?
Non subito a livello nazionale, come l’alcol. Ma alcuni Stati potrebbero presto cambia­ re le leggi locali, ponendo le basi per nuove norme federali: California, Nevada, Alaska…
Alaska? Lo stato dell’ultra­ conservatrice Sarah Palin?
Con un referendum una legge può passare senza la firma del governatore!
Però anche Obama è anti­legalizzazione.
Ora quasi nessuno, al Con­gresso, supporta aperta­mente la legalizzazione. Ma in molti sono pronti a discuterne, e pensano sia una buona idea. Su questo tema Casa Bian­ca e Congresso seguiranno l’iniziativa po­polare, non la guideranno. E i precedenti sono incoraggianti.
A cosa si riferisce?
Alla fine del proibizionismo, nei primi anni ’30. A ritirare le proprie leggi contro gli alcolici furono prima i singoli Stati: solo poi il Congresso cambiò la legge federale.
Cosa le fa pensare che siamo alla fine del proibizionismo sulla marijuana?
Molti fattori. Il primo è l’economia: che, guarda caso, fu la principale causa del crol­lo del proibizionismo sull’alcol. La Califor­nia è in condizioni pessime. La legalizzazio­ne porterebbe nelle casse dello Stato un miliardo di dollari l’anno. Così ora il gover­natore Schwarzenegger ha detto: “Parlia­mone”.
Ma quanto ci guadagnerebbero, gli Usa, dalla legalizzazione?
Tra 10 e 20 miliardi di dollari l’anno di risparmi, più altrettanti di guadagni in tas­se.
Come si risparmiano tutti quei soldi?
Nel solo 2008, 800mila americani sono stati arre­stati per possesso di ma­rijuana. Ogni arresto im­plica lavoro per la polizia, ingorgo del sistema di pro­cessi, sovraffollamento carcerario. E questo è solo un esempio…
E le altre cause del cambio di direzione?
La violenza dei cartelli della droga in Messi­co, che sta sconfinando anche negli Usa. La legalizzazione della marijuana per usi me­dici, che ha cambiato l’immagine dei con­sumatori: non solo “teenager coi rasta” ma anche “adulti in chemioterapia”. Il cambia­mento generazionale: gli adulti di oggi hanno usato la marijuana, da giovani, e co­noscono la differenza tra uno spinello e l’eroina. E poi, certo, un presidente come Obama che ammette di aver fumato, più volte.
Non tutti quelli che usano marijuana passa­no all’eroina. Ma chi usa eroina è partito dalla marijuana.E vero?
Sì, ma è come dire che per impedire gli incidenti in moto bisogna vietare di impa­rare ad andare in bici. Il fatto è che la proi­bizione non protegge i ragazzi. L’80% di loro dice che è più facile comprare ma­rijuana che l’alcol, negli Usa. E in Olanda, dove la vendita e il possesso di dosi persona­ li è legale, il numero di ra­gazzi che dalla marijuana è passato ad altre droghe è
minore che in altri Paesi.
Ma legalizzare la marijua­na non significa affermare che “non fa niente di ma­le”?
No: la legalizzazione non è un marchio di approvazio­ ne. Le sigarette sono lega­li, ma lo Stato conduce vigorose campagne per ridurne il consumo. Rendere la ma­rijuana legale permetterebbe un’educazio­ ne alle droghe meno ipocrita.
Che cosa bisognerebbe spiegare?
Che la marijuana causa meno assuefazione di altre droghe, ha sintomi meno forti, non ha mai causato una morte per overdose, non è associata a comportamenti violenti, causa meno danni ai polmoni delle sigaret­te…
Detta così, uno spinello sembra una buona idea.
Io non sono né anti né pro marijuana. So che milioni di persone l’hanno usata – io incluso ­ e la considerano qualcosa di positi­vo. Ma conosco persone a cui ha causato problemi.
Se sua figlia le dicesse che fuma marijuana, sarebbe tranquillo?
La vera domanda non è se la usi, ma come. Non sono preoccupato se qualcuno mi di­ce che beve alcol: lo sono se si ubriaca spes­so. Allo stesso modo, non mi preoccupa chi fuma la sera con gli amici, ma chi fuma troppo, e non sa controllarsi. Molte perso­ne di successo e molto ri­
spettate la usano!
Molti usano anche cocai­na. Meglio liberalizzare anche quella?
Io penso che sia necessa­rio trattare la marijuana come l’alcol ­ tassarla, re­golarla, e tenerne lontani i più giovani. Che il posses­so di ogni droga, per uso personale, non dovrebbe essere un crimine. E che dovremmo porta­re allo scoperto le economie della droga che alimentano violenza e criminalità.
Tra i suoi supporter c’è anche il finanziere George Soros. Fuma anche lui?
L’ha fatto qualche volta, da giovane: ma dopo le prime volte ha perso interesse. Il modo in cui la nostra società affronta que­sto tema ha a che fare meno con temi come libertà e compassione. E giustizia.

Scarica l’intervista in pdf: city_nadelmann-11.

Caso Aldrovandi: chiesti 3 anni e 8 mesi per i poliziotti imputati

Venerdì scorso si è tenuta presso il Tribunale di Ferrara la requisitoria del PM Proto al processo per la morte di Federico Aldrovandi, il diciottenne ferrarese morto durante un controllo di Polizia.

Dal Blog di Patrizia, mamma di Federico:

Stamattina il pm Nicola Proto ha raccolto la sintesi di 4 anni dall’omicidio di Federico in poi. Ha blindato, con una ricostruzione precisa sugli orari delle telefonate, la prova della menzogna nella ricostruzione dei fatti da parte degli imputati e dei loro “complici”.

Ovviamente il pm non ha usato queste espressioni, ma questo è il senso. Ha spesso sottolineato: “Perchè affannarsi tanto a mentire se avessero agito correttamente come sostengono?”

Ha percorso ogni capo di imputazione e ha ribadito tutto con le prove dei fatti e delle testimonianze.

Ha conluso parlando di Federico, di un ragazzo di 18 anni che forse avrà fatto qualche sbaglio, ma che sempre 18 anni aveva e che ora, se non avesse fatto quell’incontro, oggi sarebbe vivo e ne avrebbe 22.

Infine ha chiesto la condanna per gli imputati, condanna uguale per la loro scelta di non differenziare mai le rispettive azioni: condanna con richiesta di 3 anni e 8 mesi di reclusione.

In accordo con le parti il Giudice ha concesso ai difensori un tempo maggiore per studiare le requisitorie dell’accusa. Le udienze saranno quindi 23 e 24 giugno per i nostri avvocati, 29 e 30 giugno per i difensori degli imputati, e la sentenza slitta al 6 luglio prossimo.

Via fioreblog.

Cannabis Terapeutica made in Italy

Da “SECONDO VOI” di Italia 1, via Notiziario Aduc, Stefano Balbo Vice Presidente A.C.T. associazione cannabis terapeutica, si domanda perchè la sua cura è una cura ad ostacoli.. causa della cannabis? Intervista curata da Emanuela Carcano.

Dibattito sulla riduzione del danno a Perugia

Il 23 giugno, a Perugia si svolgerà un convegno organizzato dal CNCA Umbria col contributo della Regione Umbria e del comune di Perugia sul tema di scottante attualità della riduzione del danno. Parteciperà tra gli altri il capo del dipartimento antidroga Giovanni Serpelloni, mentre Hugo Luck, a nome di IDPC, svolgerà una relazione sulle prospettive internazionali della riduzione del danno.
Data l’importanza di questo momento di confronto pubblico, vi preghiamo di fare il possibile per essere presenti e diffondere l’invito.

Scarica il programma in formato pdf.

Eroina medica, scienza ed etica della cura

In Germania, i servizi per le tossicodipendenze hanno la possibilità di prescrivere ai consumatori trattamenti con eroina medica: è questo il risultato della legge approvata qualche giorno fa dal Bundestag coi voti della SPD, della Linke, dei verdi e dei liberali (349 favorevoli e 198 contrari). Il parlamento federale ha preso atto dei risultati positivi della sperimentazione clinica conclusa nel 2004. Era iniziata nel 2002 in sette grandi città (fra cui Francoforte, Monaco e Amburgo), su iniziativa del ministro della salute insieme a tre regioni (Bassa Sassonia, Renania Westfalia e Assia). Continua a leggere l’articolo di Grazia Zuffa per la rubrica settimanale di Fuoriluogo sul Manifesto. Vai al dossier sui trattamenti con eroina di fuoriluogo.it (aggiornato a giugno 09, in formato pdf).

Politiche sulle droghe, dall’America Latina un nuovo paradigma

In America Latina è necessario un cambiamento di paradigma nelle politiche sulle droghe. Ad affermarlo è la Commissione latino-americana sulle droghe e la democrazia, un organismo indipendente costituito da 17 personalità di spicco – tra cui i tre ex presidenti Fernando Cardoso (Brasile), César Gaviria (Colombia) e Ernesto Zedillo (Messico), ma anche Mario Vargas Llosa e Paulo Coelho – in un rapporto dal titolo “Drugs and Democracy: Toward a Paradigm Shift”. Leggi la presentazione di Marina Impallomeni e l’articolo di Pien Metaal (TNI) pubblicato nella rubrica di fuoriluogo sul Manifesto. Scarica il Rapporto (in inglese, formato pdf).