il Blog di Fuoriluogo.it

Droghe e Diritti

Garante dei detenuti: la relazione 2017

Ecco la relazione del Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, Mauro Palma, presentata Martedì 21 marzo, alle ore 10, presso la Sala della Regina di Palazzo Montecitorio.






Ecco la prima relazione del Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, Mauro Palma, presentata Martedì 21 marzo, alle ore 10, presso la Sala della Regina di Palazzo Montecitorio.

mer, marzo 22 2017 » news » No Comments

La polizia giudiziaria fuori controllo

Luigi Saraceni scrive sulla riforma della Polizia giudiziaria per la rubrica di Fuoriluogo su il Manifesto del 22 marzo 2017.






Attenendosi ad un diffuso malcostume – secondo cui a ferragosto si pubblicano i provvedimenti che si vogliono sottrarre all’attenzione dell’opinione pubblica – il governo Renzi ha pubblicato il 19 agosto scorso il decreto legislativo n. 177 sulla “razionalizzazione delle funzioni di polizia e assorbimento del Corpo forestale dello Stato”. Nel provvedimento è stata introdotta alla chetichella una disposizione (art. 18, comma 5) che dice testualmente: “Il capo della polizia-direttore generale della pubblica sicurezza e i vertici delle altre Forze di polizia adottano apposite istruzioni attraverso cui i responsabili di ciascun presidio di polizia interessato, trasmettono alla propria scala gerarchica le notizie relative all’inoltro delle informative di reato all’autorità giudiziaria, indipendentemente dagli obblighi prescritti dalle norme del codice di  procedura penale”.

Detto in linguaggio comune, ciò significa che gli organi che svolgono funzioni di polizia giudiziaria non rispondono soltanto alla magistratura, come vuole l’articolo 109 della Costituzione, ma anche ai “superiori gerarchici”, che non sono ufficiali di polizia giudiziaria, e tuttavia vanno informati delle indagini, in violazione del segreto investigativo previsto dal codice di procedura penale.
Com’è noto, i vertici gerarchici degli organi di polizia  sono molto sensibili ai voleri dell’esecutivo, come dimostrano le recenti indagini sulla  Consip, in cui alti ufficiali dei Carabinieri sono accusati di avere illecitamente rivelato agli interessati livelli politici l’installazione di microspie, poi prontamente rimosse.

La lesione del fondamentale articolo 109 della Costituzione, che ha lo scopo di sottrarre le indagini alle interferenze di poteri esterni a quello giudiziario, è dunque evidente.

Ed è aggravata da una circolare del Capo della Polizia emanata l’8 ottobre scorso, secondo la quale l’obbligo di comunicazione alla scala gerarchica riguarda non solo l’informativa di reato, ma tutto lo sviluppo delle successive indagini.

Si tratta di un salto all’indietro di alcuni decenni. C’erano volute battaglie di anni, dentro e fuori la magistratura, per tradurre in pratica il precetto costituzionale, finalmente poi accolto nel codice di procedura penale del 1989. Ora si torna al passato, nell’indifferenza generale, salvo l’iniziativa del Procuratore di Torino Armando Spataro, che in una direttiva ai colleghi sostituti prospetta la possibilità di sollevare un conflitto di attribuzioni davanti alla Consulta, per denunciare la contrarietà della disposizione renziana al dettato costituzionale.

Per il resto assoluto silenzio, in particolare della politica ed anche da parte di esponenti della cultura garantista. Neanche nel corso della discussione sulla sfiducia al ministro Lotti, alla presenza del serafico guardasigilli Andrea Orlando, si è levata alcuna voce sulla questione, da parte del Movimento 5 Stelle o di altri senatori garantisti. È un segno dei tempi. Pensate che cosa sarebbe successo se una norma del genere fosse stata varata dai governi Berlusconi. Si sarebbe giustamente gridato alla lesione dello stato di diritto, a un attacco alla divisione dei poteri, a una indebita interferenza dell’esecutivo nell’esercizio indipendente della funzione giudiziaria. Ma, evidentemente, a Renzi è stato dunque consentito quello che non osava fare neanche Berlusconi. Su questo almeno i due sono diversi.

Ora torna all’esame della Camera dei deputati la connessa legge delega sul processo penale, approvata a Palazzo Madama con il voto di fiducia che impedisce una vera discussione. Sarebbe perciò auspicabile una riflessione su una questione che è tutt’altro che marginale.

mer, marzo 22 2017 » La rubrica di fuoriluogo sul Manifesto » No Comments

La guerra alla droga non paga. Perchè pagare la guerra alla droga?

Appuntamento a Torino il 29 marzo 2017 per una iniziativa promossa da Forum Droghe e La Società della Ragione.






Forum Droghe
Società della Ragione

Mercoledì 29 marzo 2017 Ore 21.00
Sala Molinari – Centro Lombroso 16
Via Lombroso 16 Torino

LA GUERRA ALLA DROGA NON PAGA.
PERCHE’ PAGARE LA GUERRA ALLA DROGA?

Tre studi indipendenti fanno il punto sulle contraddizioni e gli effetti perversi delle politiche globali e nazionali sulle droghe. Investimenti sulla repressione tanto enormi quanto inefficaci ed anzi controproducenti, crescita esponenziale dei costi in termini umani, sociali ed economici, una cronica carenza degli investimenti per riduzione del danno, cura e prevenzione. La “guerra alla droga” è nuda, nei suoi fallimenti, ma si continua a pagarle un enorme e irrazionale tributo. Una occasione per parlare, a partire da dati ed evidenze, di ragionevoli alternative.

– Il 7° Libro Bianco sulla legge sulle droghe 2016. L’impatto delle politiche penali.
Franco Corleone (La Società della Ragione – Forum Droghe)

– I costi e le conseguenze sociali del proibizionismo sulle droghe.
Carla Rossi (Centro Studi Statistici e Sociali – delegata UNODC per il Partito Radicale)

– Pochi, incerti, insufficienti. Gli investimenti per la Riduzione del Danno in Italia.
Susanna Ronconi (Forum Droghe – ITARDD Rete Riduzione del Danno Italia)

Coordina Bruno Mellano (Garante dei Detenuti – Regione Piemonte)

Info: segreteria@forumdroghe.it, 3394155985

Vai all’evento Facebook.

mer, marzo 15 2017 » Agenda » No Comments

Appello contro il Decreto Minniti

Appello delle associazioni contro il decreto Minniti sulla sicurezza.






Le organizzazioni ed i firmatari in calce al presente appello ritengono che
il cd decreto Minniti sia da respingere sia per le modalità con le quali è stato prodotto, senza la consultazione della società civile e con un provvedimento di urgenza immotivato, sia per i contenuti che veicolano un messaggio politico culturale reazionario e per soluzioni normative inefficaci e pericolose.
In particolare preoccupano le norme contenute nel decreto del 20 febbraio 2017, n. 14, Disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città, che valutiamo assolutamente sbagliato nella impostazione generale ed in riferimento ai poteri di ordinanza in materia di ordine pubblico attribuiti ai sindaci oltre i limiti di garanzia costituzionale.
Riteniamo totalmente arbitrario l’utilizzo della decretazione d’urgenza e grave che un decreto sulla sicurezza emanato dal Ministero dell’Interno e della Giustizia intervenga con strumenti di controllo e repressione con l’obiettivo dell’eliminazione della marginalità sociale come previsto dall’art. 4, accreditando la tesi della criminalizzazione degli ultimi.
Le nuove disposizioni invece di risolvere i problemi della esclusione sociale ne aggravano l’intensità, suggerendo ai sindaci come unico strumento di intervento, per la “tutela ed il decoro di particolari luoghi” (come ad esempio le stazioni o i parchi pubblici o ogni altro luogo interessato da flussi turistici), quello dell’allontanamento ed il divieto di frequentazione da parte delle persone più in difficoltà, identificando esplicitamente fra le altre anche coloro che hanno problemi di abuso di alcol o sostanze stupefacenti.
Riteniamo questa impostazione grave e contraria a qualsiasi principio di solidarietà sociale e di riconoscimento di pari dignità dei cittadini, quasi che le persone in difficoltà non fossero anch’esse parte della comunità locale, ma soggetti da contenere anche fisicamente.
Ci preoccupa anche l’impostazione secondo la quale i provvedimenti di divieto di accesso a determinati luoghi, emanati ai sensi dei regolamenti di polizia urbana possano essere più severi nei confronti di coloro che sono stati destinatari di condanna confermata solo fino al grado di appello, aggravando una pena comminata dopo un regolare processo; ledendo in tal modo il principio fondamentale della presunzione di innocenza.
Altrettanto grave ci pare la persecuzione, con il divieto di frequentare locali pubblici o aperti al pubblico verso chi è stato condannato fino all’appello per reati di cui al dpr. 309/90 la nefasta legge antidroga, riproducendo il contenuto delle disposizioni dell'art 75 bis recentemente dichiarato incostituzionale dalla Corte costituzionale. La riproposizione di una norma bocciata dalla Consulta è segno di arroganza e inoltre la sua applicazione avrebbe inevitabilmente applicazioni diverse nei Comuni e potrebbe portare a provvedimenti di stigmatizzazione sociale arbitrari.
La norma include esplicitamente anche i minori, e potrebbe giungere a vietare la frequentazione della scuola a soggetti già evidentemente segnati da situazioni di marginalità e difficoltà, senza fornire alcuna alternativa educativa o di supporto sociale.
Si prevede altresì per tali soggetti la possibilità della sospensione condizionale della pena legata al divieto di frequentazione di locali e spazi determinati, ponendo in atto così una norma in contrasto con il principio di riabilitazione della pena previsto dall'art.27 della Costituzione.
Ancora più sorprendente è che il decreto consenta alla Regioni di sbloccare risorse per l’assunzione di personale finalizzato alla gestione del numero unico per le emergenze 112 che fa riferimento alle forze di polizia e comprende solo le emergenze sanitarie, mentre i servizi sociali e socio sanitari che lamentano da anni la riduzioni di organici e la cronica mancanza di risorse rimarrebbero senza sostegno.
Chiediamo che il Parlamento respinga in toto il decreto nella sua formulazione attuale e che si apra al più presto un confronto per una riforma del testo unico sulle droghe che permetta un rilancio dei servizi a favore di coloro che hanno problemi di dipendenza patologica nell’ambito di un rilancio generale dei servizi sociali, respingendo la riproposizione di logiche proibizioniste, moraliste e punitive.

Le organizzazioni promotrici:

A Buon Diritto
Antigone onlus
CGIL
Cnca (Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza)
Comunità San Benedetto al Porto
Forum Droghe
Funzione Pubblica CGIL
Itardd (Rete Italiana Riduzione del Danno)
La Società della Ragione onlus
Legacoop sociali
Lila (Lega Italiana per la Lotta contro l’Aids)
L'Isola di Arran
Presidenza onoraria Gruppo Abele

Primi firmatari: Fabio Scaltritti, Domenico Chionetti, Leopoldo Grosso, Maria Stagnitta, Hassan Bassi, Elia De Caro, Alessandro Metz, Leonardo Fiorentini, Maria Teresa Ninni, Pino Di Pino, Massimo Oldrini.

Nome e Cognome:

E-mail:

Non visualizzare il nome sul sito:

Grazia Grena, - Lella Cosmaro, - Andrea Breda, - Alessandro Tinti, - Serena Franchi, - Massimo Pasquini, - Unione Inquilini Segreteria Nazionale, - Alessandro Sabelli, - Ass. Omar Moheissi, - Tonia De Vincentis, - Andrea Cegna, - FORUM CITTADINI DEL MONDO di GROSSETO, - Roberto robgast69@gmail.com, - Marta Moschetti, - Tiziana Ciliberto, - Ivano Cirillo, - mario poggi, - Domenico Laneve, - Denise Amerini, - Ada Moznich, - I Ragazzi della Panchina Onlus, - alice massari, - Stefano Petrella, - Maria Luigia pellicciari, - Vittorio Agnoletto, - Angelo Giglio, - georgios theofanou, - tiziano testi, - Luca Parasole, - Osservatorio Repressione, - Italo Di Sabato, - umberto rocchi, - Paolo Crocchiolo, - Elisa De Santis, - Silvia Ciofi Baffoni, - Gennyfer Giardi, - Associazione Insieme Onlus, - Antonio Lucchesi, - Gianni Meazza, - Ida Salerno, - Non pubblicato, - Michele Maria Rabà, - Anna RUBINO, - Rosalba Altopiedi, - Maria Luisa Tocco, - Leonardo Fiorentini, - associazione culturale bunker/eternit, - Roberto Gatto, - Michele Venezia, - Rosario Russo, - Non pubblicato, - Associazione CostituzioneBeniComuni, - Jacopo Zannini, - Sergio Golinelli, - erica rodari, - Paolo Chiarello, - Emanuele Lupo, - Silvia Falco, - Gianfranco Cometto, - Giuseppe Giannini, - Claudio Minetti, - Non pubblicato, - Non pubblicato, - Massimo Quinzi, - francesca schiavon, - Cristina carosio, - Non pubblicato, - Non pubblicato, - tamar pitch, - Non pubblicato, - Federico Oliveri, - Ernesto de Bernardis, - Luigi Spagnolo, - Francesco Biagi, - Alessio Scandurra, - Mariangela Vila, - Stefano Berta, - Giuseppe Mosconi, - Federica Foresi, - Sara Pantoni, - Maurizio Petroni, - SERGIO RUGGIERI, - giuliana commisso, - Marco Aliverti, - Walter Greco, - paolo coceancig, - Simona Franceschi, - Mauro Simone, - riccardo fabbrini, - Chiara Prenna, - Non pubblicato, - antonio bruno, - Anna Cabras, - Fuori Binario Firenze, - federico giusti, - Alice Franchina, - Luca Tagliapietra, - Nicola Cavazzuti, - Robertino Barbieri, - Viviana Correddu, - Angelo Pulini, - Eleonora Di Maggio, - Non pubblicato, - Graziano Pintori, - Fabrizio Cherubini, - maria gianotti, - Stefania Cordone, - Non pubblicato, - andrea panzironi, - Non pubblicato, - Giovanni Carrosio, - associazione NPS Italia onlus, - Alessandro Sergi, - Margherita Errico, - Irma Policicchio, - marcello semprini, - Michele DE MARTINO, - Laura Mammi, - giovanni armellini, - SINISTRA ITALIANA GENOVA, - Iole Murruni, - Michele Attanasio, - Fabio Dominici, - Gianni Pastorino, - roberto la cava, - enrico fletzer ENCOD, - Rete a Sinistra Liguria, - Gabriella Sacchetti, - Paola Bevere, - gennaro santoro, - Angela Bernardini, - agnese dell\'antico, - Laura Monaci, - Lorenzo Azzolini, - Gilda Della Ragione, - annalisa calisto, - chiara fasce, - Nello Agosta, - Non pubblicato, - Circolo Rifondazione R.Amarugi Santa Fiora, - barbara pagliani, - Primiano Mollica, - salvatore la marca, - daniele barbieri, - alfonso di stefano per la rete antirazzista catanese, - Alessio Di Florio, - Gianni Ferdani, - luigi ringozzi, - Andrea Fallarini, - Domenico Brandelli, - bRUNELLA MOCCI, - Alessandro Zolo, - Graziano Sampò, - Enrica Paccoi, - Sergio Segio, - franco badii, - Livio Ferrari, - Silvano Martini, - Ignazio Morreale, - sandro cirilli, - giuseppe savino, - Francesco Rizzi, - Paolo Delaini, - Donatella Ducceschi, - francesca schiantarelli, - Comitato Diritti civili delle prostitute onlus, - KATIA SOPRANZETTI, - Alessandra Tamburello, - Non pubblicato, - Giorgia Villa, - Milli Violante, - Ines Rielli, - Federica Kusmann, - Palmina Panozzo, - mario cesari, - SERGIO LOI, - Roberta Pezzano, - Mimma Marotta, - Claudio riceputi, - maria grazia giannichedda, - Sostine Cannata, - LeoNilde Carabba, - Paola Petrini, - Cinzia Quadrati, - Vincenzo Memmola, - Non pubblicato, - Lucia Giansiracusa, - Michael Cullity, - Antonino Ansaldo Patti, - Sabrina Licheri, - Non pubblicato, - Lucio Barone, - Leonardo Pedano, -

mar, marzo 14 2017 » news » No Comments

Consumatori invisibili e Self Regulation

DALL’AUTOMONITORAGGIO VIA WEB ALLA CONSULENZA NEI SERVIZI: L’APPROCCIO DI AUTOREGOLAZIONE PER CONSUMATORI “INVISIBILI” Giornata di restituzione del progetto “Nuovi modelli di consumo di droga, nuovi modelli di servizi per consumatori invisibili: il modello self regulation” (Forum Droghe, CTCA, Azienda USL 10) Lunedì 27 marzo 2017 Aula formazione palazzina 31- area San Salvi Via San Salvi, […]

DALL’AUTOMONITORAGGIO VIA WEB
ALLA CONSULENZA NEI SERVIZI:
L’APPROCCIO DI AUTOREGOLAZIONE
PER CONSUMATORI “INVISIBILI”

Giornata di restituzione del progetto “Nuovi modelli di consumo di droga, nuovi modelli di servizi per consumatori invisibili: il modello self regulation” (Forum Droghe, CTCA, Azienda USL 10)

Lunedì 27 marzo 2017
Aula formazione
palazzina 31- area San Salvi
Via San Salvi, 12 – Firenze

Programma

ore 9,30 Saluti
Lorenzo Roti, dirigente settore Diritti di cittadinanza e coesione sociale Regione Toscana

ore 10 Introduzione
Lo sviluppo del progetto toscano
“Consumatori invisibili”
Grazia Zuffa, Forum Droghe

ore 10,30
Il modello di autoregolazione: i punti chiave, i punti di forza, le aree problema
Susanna Ronconi, Forum Droghe

L’automonitoraggio via web per consumatori di cocaina e di cannabis
Stefano Bertoletti, Forum Droghe e CTCA

ore 11,30 Dibattito
L’approccio di autoregolazione in setting innovativi (Firenze e Napoli)

ore 12
Alcuni casi di consulenza vis a vis
Federica Gamberale – Centro Java, Firenze

Ore 13-14 pausa pranzo

Ore 14
L’esperienza di Mama Coca a Napoli
Chiara Cicala, psicologa, Asl Napoli 1

Ore 15
Il modello di autoregolazione nei SerD: spunti per l’applicazione nel sistema dei servizi
Stefano Vecchio, Dipartimento Dipendenze Asl Napoli 1. Ne discutono con lui: Marco Becattini (Dipartimento Dipendenze Ausl Toscana sud est), Guido Intaschi (responsabile SerD di Viareggio), Antonella Manfredi (dipartimento Salute Mentale e Dipendenze Asl Toscana centro)

16,30 Conclusioni
Maria Stagnitta (presidente Forum Droghe) e
Fabrizio Mariani (presidente CTCA)

ISCRIZIONE OBBLIGATORIA E GRATUITA
Posti limitati**
Scadenza delle iscrizioni: 24 marzo 2017
Per iscriversi compilare il form qui sotto
**Sarà data priorità agli operatori della Regione Toscana
Per informazioni scrivere a: formazione@fuoriluogo.it

mer, febbraio 22 2017 » Agenda » No Comments

Da Castrocaro a Lavagna: non è la cannabis ad uccidere

Fabio Scaltritti commenta per Fuoriluogo la tragica vicenda del suicidio del minorenne a Lavagna a seguito di una perquisizione a casa per possesso di hashish.






La tragica vicenda di Lavagna ricorda per alcuni, troppi, aspetti l’episodio di Alberto Mercuriali, l’agronomo di Castrocaro Terme suicidatosi anche lui per una perquisizione nel 2007.

In comune hanno gli stessi elementi di base: la giovane età della vittima (in questo caso addirittura minorenne), la modica quantità della sostanza ritrovata (comunque sempre cannabis), lo stigma sociale e mediatico (reale e potenziale), il rischio penale e giudiziario (iper)percepito, la vergogna e l’impotenza indotta anche dal coinvolgimento della famiglia e – a monte – l’abuso di impiego delle Forze dell’Ordine.

Per ricordare le vittime di questi episodi, ed a partire con le istanze di revisione delle politiche sulle droghe proposte dal Cartello di Genova, crediamo che sia giusto insistere sulle proposte di legge per la regolamentazione legale della cannabis, a partire da quella dell’intergruppo CannabisLegale, da quella di iniziativa popolare e da quelle promosse dalle associazioni e ferme in parlamento da troppo tempo.

La regolamentazione della cannabis non è più derogabile. Se l’effetto giuridico è stato in parte ridotto (ma non risolto) dalla Corte Costituzionale con l’abolizione delle parti peggiori della Legge cd “Fini-Giovanardi”, la punizione e il divieto rappresentano ancora oggi due delle pietre pesantissime sulle quali si costruisce lo stigma e la condanna sociale. E si producono vittime.
E’ evidente poi come nei centri di Provincia tali fenomeni siano amplificati  dai media (esattamente come nel caso di Mercuriali a Castrocaro), purtroppo più attenti a riportare episodi di lieve entità che a riflettere sulle possibili (imprevedibili?) conseguenze che la loro divulgazione scatena nei soggetti più disarmati.

Ci chiediamo infine se le FFOO, in periodi di scarse risorse come questi, debbano ancora impiegare il loro tempo nella perquisizione a casa di un sedicenne per (non) scovare pochi grammi di hashish. Al di là dell’obbligatorietà dell’azione penale qual’è il senso, anche pedagogico, di andare a perquisire la casa del ragazzino con la famiglia presente? Tempo e denaro sprecati e se, come ribadito più volte dalla Guardia di Finanza, l’obiettivo è quello di tutelare i minori, questo è evidentemente scentrato, anzi, tragicamente capovolto.

I narcotrafficanti 16enni esistono: a Bogotà, in Messico, in Bolivia, non di certo a Lavagna, periferia “bene” di Genova.

Facciamo qualcosa perchè la morte di questi giovani non sia vana.

Fabio Scaltritti
Associazione Comunità San Benedetto al Porto

mar, febbraio 14 2017 » nota a margine » No Comments

La chiusura degli Opg è costituzionale

Michele Passione commenta la sentenza della Corte sulle misura di sicurezza e l’apertura delle ultime REMS per la rubrica di Fuoriluogo su il Manifesto dell’8 febbraio 2017






Ogni tanto succede, ed è bello poter dare qualche buona notizia.

La Legge 81 del 2014, che ha disposto ciò che già dal 2008 era previsto – la chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari – ha superato nei giorni scorsi un altro attacco, dopo quello portato, poco dopo la sua entrata in vigore, ad opera del Tribunale di Sorveglianza di Messina.

Con sentenza n.22/2017, depositata il 26 gennaio scorso, la Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile un’altra questione di legittimità costituzionale, questa volta sollevata dal Gip di Napoli, che aveva ritenuto in contrasto con la Costituzione la disposizione che àncora la durata della misura di sicurezza alla pena massima prevista per il reato commesso.

Censurando per vari motivi le argomentazioni del Giudice a quo, la Corte ribadisce comunque che “la norma impugnata è diretta ad evitare i cosiddetti ergastoli bianchi, cui può dar luogo la permanenza a tempo indeterminato in strutture detentive per l’esecuzione di misure di sicurezza, e pone così fine a situazioni in cui per l’infermità mentale, anche nel caso di commissione di reati di modesta gravità, persone senza supporti familiari o sociali rimanevano perennemente private della loro libertà in un contesto di natura penale”.

Parole chiare.

La seconda buona notizia è data dal fatto che proprio ieri ha chiuso, finalmente, anche l’Opg di Montelupo; resta dunque aperta ormai la sola struttura siciliana di Barcellona Pozzo di Gotto, ultimo baluardo estremo per la custodia dei folli rei. Sono solo tredici internati, ma sono persone che subiscono una detenzione illegale intollerabile e che si protrae per colpevole distrazione delle istituzioni.

Proprio a Barcellona, non a caso, nei prossimi giorni si recherà una delegazione di StopOpg, per sostenere l’operazione di chiusura, mentre il Tribunale messinese aveva contestato “la necessità ed urgenza (!) di introdurre modifiche strutturali di istituti secolari come la pericolosità sociale, indirettamente stravolti dall’intervento riformatore”.

Ancora.

Il 27 e 28 gennaio scorsi centinaia di persone (amministratori, politici, medici, associazioni, giuristi) hanno preso parte a Trieste, provenendo da tutta Italia, ad un confronto su quanto realmente necessario per il definitivo superamento della logica custodiale in materia di salute mentale, e per la sua trasformazione in autentica inclusione sociale.

Infine (ed è un’altra buona notizia): con ordinanza del 2 maggio 2016 il Magistrato di Sorveglianza di Padova ha sollevato questione di legittimità costituzionale della disposizione penitenziaria che impedisce agli internati di proporre richiesta risarcitoria per la violazione dell’art.3 CEDU e per la conseguente riduzione della misura di sicurezza

Non è possibile elencare in questa sede tutto il cammino fatto, e quanto c’è ancora da fare.

Dovendo indicare i maggiori resistenti alla riforma, non ci sarebbero dubbi; come già segnalato, una parte della magistratura (anche di legittimità), restia a liberarsi di istanze securitarie e/o paternalistiche, tuttora dispone misure di sicurezza (a centinaia si contano quelle provvisorie non ancora eseguite), in spregio allo spirito della Legge, che eleva a obiettivo la residualità della detenzione.

Per mettere davvero in sicurezza una straordinaria riforma è indispensabile la collaborazione di tutti; la formazione di una vera e nuova cultura forense in materia, troppo spesso appannaggio di pochi esperti del settore tra gli avvocati; l’abbandono di ogni forma di giurisprudenza e di medicina difensiva, e un’adeguata informazione dell’opinione pubblica, il cui consenso e sostegno è indispensabile perché si colga il cammino di civiltà sino ad oggi percorso.

mer, febbraio 8 2017 » La rubrica di fuoriluogo sul Manifesto » No Comments

Droghe. Il governo batta un colpo!

Appello sulle politiche sulle droghe in Italia






Noi sottoscritti,
convinti che i tempi siano maturi per promuovere una riforma radicale delle leggi e politiche in materia di sostanze stupefacenti basata sulle evidenze scientifiche, le buone pratiche internazionalmente riconosciute e il buon senso:

chiediamo al Governo di nominare un responsabile per questioni relative alla droga e alle dipendenze che, tra le altre cose, ottemperi anche agli obblighi di legge convocando, con oltre quattro anni di ritardo, la VI Conferenza nazionale sulle sostanze stupefacenti;

chiediamo a Governo e Regioni, nel quadro dei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza, il rilancio e la riorganizzazione dei servizi per le dipendenze con il coinvolgimento della società civile e degli utenti nella prospettiva della “riduzione del danno”, con politiche di intervento finalizzate al benessere di chi usa sostanze e alla prevenzione dei rischi connessi all’abuso e alla clandestinità dei consumi, all'analisi delle sostanze e verso la sperimentazione delle stanze del consumo e dei trattamenti con eroina;

chiediamo al Governo e alle amministrazioni regionali, considerando che i primi quantitativi di cannabis terapeutica preparati dallo Stabilimento farmaceutico militare di Firenze sono acquistabili in farmacia, di adeguare la produzione alla domanda effettiva e di dare ampia pubblicità alla prescrivibilità di tali prodotti per garantire il pieno godimento del diritto alla salute di migliaia di persone con le patologie più varie.

invitiamo il Governo, a oltre due mesi dal deposito della proposta di legge di iniziativa popolare per la regolamentazione legale della cannabis, a facilitare il percorso di discussione parlamentare delle numerose proposte di legge sulla cannabis (a partire da quella dell’intergruppo per la cannabis legale) e di revisione generale del Testo Unico sugli Stupefacenti (309/90);

chiediamo infine a Governo e Parlamento, in vista della tenuta della prossima sessione speciale dell'Assemblea generale dell'ONU sulle droghe, di dare piena attuazione agli impegni assunti nell'aprile 2016 al Palazzo di Vetro contenuti nel documento conclusivo della UNGASS.

Promotori
A Buon Diritto – Antigone - Associazione Luca Coscioni – CGIL - CILD (Coalizione Italiana Libertà e Diritti Civili) - CNCA (Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza) - Comunità di San Benedetto al Porto (Genova) - Forum Droghe – FP CGIL – ITARDD (Rete italiana per la Riduzione del Danno) - La Società della Ragione – LegacoopSociali – LILA – Possibile - Radicali Italiani

Leopoldo Grosso (presidente onorario Gruppo Abele) - Franco Corleone (Garante dei detenuti della Toscana) - Francesco Maisto (Presidente Emerito del Tribunale di Sorveglianza. Coordinatore del Tavolo sulla Sanità degli Stati Generali della Esecuzione Penale)

Nome e Cognome:

E-mail:

Associazione/Qualifica (non sara' pubblicato):

Non visualizzare il nome sul sito:

Leonardo Fiorentini, - Non pubblicato, - Non pubblicato, - Giulio Manfredi, - Chiara Cicala, - Ermes Zaccanti, - Pamela BERLINCIONI, - Giovanni Foresti, - Domenico Palumbo, - Piero Cane, - ATTILIO GRAZIANO PUOTI, - Non pubblicato, - Bruno Mellano, - sandro cirilli, - Domenico Brandelli, - CLAUDIO MINETTI, - Paolo Crocchiolo, - Anna Bigi, - Donatello Alunni Pierucci, - emanuela terzian, - Sergio Brunello, - Maurizio Borghi, - Alessandro Antonaroli, - Luca De Prato, - vito catussi, - cristina stella, - Non pubblicato, - Alessandra Naldi, - Giorgio Bignami, - Francesco Racchetti, già Garante dei Detenuti Comune di Sondrio, - Laura Supino, - Maria Di Benedetto, - Giovanni Savia, - Alessandro Esposito, - Gregorio Antonio Salis, - Caracciolo Vincenzo, - Lella Cosmaro, - clelio pulici, - Hassan Bassi, - Giacomo Franceschetti, - Arnaldo Pontis, - Michele Macelletti, - Simone Pastrolin, - Luciano Nigro, - Fabrizio Franchellucci, - Andrea Fallarini, - giuseppe savino, - riccardo fabbrini, - Nicola Catucci, - Graziano Sampò, - vincenzo memmola, -

[Cliccando su aderisci accetti che i tuoi dati siano utilizzati per il solo fine della registrazione della tua sottoscrizione alla presente petizione. I dati non saranno in alcun modo ceduti a terzi o utilizzati per altri fini se non strettamente legati all’aggiornamento rispetto alla presente mobilitazione.]

gio, febbraio 2 2017 » news » 1 Comment

Oltre le Rems: lavorare per la Salute Mentale

TRIESTE 27 e 28 gennaio 2017: Si conclude a Trieste la storia degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari.






oltre le remsEvento promosso da stopOPG Regione Friuli Venezia Giulia, Azienda Universitaria Integrata di Trieste.

stopOPG, ha deciso di organizzare alcuni eventi – a Trieste il 27 e 28 gennaio, a Roma il 16 febbraio 2017 – a conclusione del faticoso processo di chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari: mancano infatti pochi giorni alla chiusura degli ultimi due Opg ancora aperti (Montelupo F.no e Barcellona Pozzo di Gotto).

  • TRIESTE 27 gennaio 2017, ore 17 in Consiglio Regionale Piazza Oberdan
  • TRIESTE 28 gennaio 2017, ore 9 – 17 al Teatro Franco e Franca Basaglia, Parco culturale di San Giovanni

Il processo di superamento degli OPG con la loro chiusura si trova in una nuova fase: ora è cruciale dimostrare, con le pratiche, che le stesse Rems possono essere ridimensionate e forse del tutto superate. E questo implica ragionare su cosa si costruisce intorno e prima delle Rems, per evitare che diventino i nuovi contenitori, certo più decorosi degli Opg ma destinate a riprodurne la funzione. Per fare in modo che il superamento degli Opg, come ci ha insegnato l’esperienza della chiusura degli Ospedali Psichiatrici, sia accompagnata dalla costruzione di concrete alternative alla logica manicomiale, per affermare invece il diritto alla salute mentale e alla piena e responsabile cittadinanza delle persone sofferenti.

L’occasione è importante per mettere a confronto voci ed esperienze di vari Dipartimenti di Salute Mentale e Rems italiane, della Magistratura, dei cittadini utenti e dei loro familiari, oltre che per gli interventi di rappresentanti delle Istituzioni nazionali e locali.

Scarica il Programma con gli interventi. Il confronto é libero.

Le informazioni per partecipare

Segreteria Organizzativa:

Michela Rondi

Segreteria Dipartimento di Salute Mentale – ASUI Ts
Via Weiss, 5 – 34128 Trieste
Tel. +39  040 399 7439, fax +39 040 399 7363
Mail: dsm@asuits.sanita.fvg.it
A Trieste:

Tutte le soluzioni alberghiere su: www.retecivica.trieste.it

Tutti i B&B su: www.bbplanet.it/dormire/trieste/

Vi chiediamo di segnalarci da subito la partecipazione scrivendo a redazione@stopopg.it

gio, gennaio 26 2017 » Agenda » No Comments

La contenzione meccanica in Italia. Il rapporto di A Buon Diritto

Martedì 28 febbraio A Buon Diritto presenta a Roma il rapporto sulla contenzione meccanica.






contenzione meccanicaSINTESI RAPPORTO
CONTENERE LA CONTENZIONE MECCANICA IN ITALIA. PRIMO RAPPORTO SUI DIRITTI NEGATI DALLA PRATICA DI LEGARE COERCITIVAMENTE I PAZIENTI PSICHIATRICI NEI SPDC”

A un anno dalla presentazione in Senato della campagna per l’abolizione della contenzione “E tu slegalo subito“, A Buon Diritto pubblica la sintesi della sua ricerca “Contenere la contenzione meccanica in Italia. Primo rapporto sui diritti negati dalla pratica di legare coercitivamente i pazienti psichiatrici nei Spdc“, a cura di Sergio Mauceri.

La contenzione meccanica, che consiste principalmente nel legare i polsi e le caviglie del paziente per immobilizzarlo al letto, è una pratica sconosciuta ai più nonostante sia molto frequente in moltissime strutture: i servizi psichiatrici di diagnosi e cura (Spdc), i servizi di neuropsichiatria infantile, le residenze sanitarie assistenziali (Rsa), i reparti di medicina e quelli geriatrici, i pronto soccorso, le residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza (Rems), le case di cura private e le comunità terapeutiche. La contenzione meccanica è una modalità largamente utilizzata in psichiatria per la gestione degli episodi di agitazione e aggressività all’interno dei SPDC e secondo una ricerca condotta nel 2004 (a tutt’oggi l’unica disponibile) dall’Istituto Superiore di Sanità presso un campione di SPDC sull’intero territorio nazionale, nel 60% dei casi le strutture facevano ricorso a pratiche di contenzione meccanica e in oltre il 70% erano presenti gli strumenti idonei per farvi ricorso. Si stima che nei reparti psichiatrici per acuti, in Italia, avvengono in media 20 contenzioni ogni 100 ricoveri. È un problema molto esteso quindi, che coinvolge migliaia di persone in tutto il Paese ogni giorno.

La presentazione del rapporto completo si terrà martedì 28 febbraio alle ore 11 presso la sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro al Senato della Repubblica, in collaborazione con la rete della campagna nazionale per l’abolizione della contenzione E tu slegalo subito e con gli interventi della senatrice Nerina Dirindin e del senatore Luigi Manconi.

 

mer, gennaio 25 2017 » Agenda » No Comments