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Droghe e Diritti

Ascanio Celestini a sostegno delle 3 leggi per la Giustizia e i Diritti

CARCERI: SPOT DI ASCANIO CELESTINI A SOSTEGNO DELLE 3 LEGGI PER LA GIUSTIZIA E I DIRITTI Dall’attore un appello a firmare le leggi di iniziativa popolare per l’introduzione del reato di tortura, le legalità nelle carceri e la modifica della legge sulle droghe L’attore Ascanio Celestini si schiera a sostegno delle tre leggi di iniziativa [...]

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CARCERI: SPOT DI ASCANIO CELESTINI A SOSTEGNO DELLE 3 LEGGI PER LA GIUSTIZIA E I DIRITTI
Dall’attore un appello a firmare le leggi di iniziativa popolare per l’introduzione del reato di tortura, le legalità nelle carceri e la modifica della legge sulle droghe

L’attore Ascanio Celestini si schiera a sostegno delle tre leggi di iniziativa popolare sulla tortura, le carceri e la droga con uno spot lanciato oggi sul sito www.3leggi.it e sui profili facebook e twitter della campagna “Tre leggi per la giustizia e i diritti”.
Nel suo inconfondibile stile da menestrello, Celestini racconta le drammatiche condizioni di vita nelle nostre carceri sovraffollate, dove i detenuti hanno a disposizione meno spazio di quello previsto dalle normative europee per i maiali negli allevamenti, e dove spesso “non possono scendere contemporaneamente dai loro letti a castello su quattro livelli, perché tutti in piedi non c’entrerebbero”. Dove oltre il 40 per cento dei reclusi è in attesa di giudizio, e quindi “sconta una pena senza aver ricevuto una condanna”, e un terzo è tossicodipendente e quindi continua ad andare in cerca di droga o, in alternativa, di psicoformaci, perché “la finalità di questa tipologia di carcere è tenere buoni i detenuti e stordirli”.
“Per questo – spiega Celestini – stiamo raccogliendo le firme su tre proposte di legge di iniziativa popolare” per l’introduzione del reato di tortura nell’ordinamento italiano, il rispetto dei diritti e della legalità nelle carceri attraverso misure come il numero chiuso e l’istituzione del Garante nazionale dei detenuti, e per la modifica della legge sulle droghe responsabile di tanta inutile carcerazione.
“Dateci un mano!”, è l’appello finale di Ascanio Celestini per raggiungere il traguardo delle 50 mila firme.
La campagna “Tre leggi per la giustizia e i diritti” è promossa da un ampio cartello di associazioni e organizzazioni impegnate sul fronte dei diritti umani, tra cui: A Buon diritto, Acat Italia, L’Altro Diritto, Associazione 21 luglio, Associazione difensori di Ufficio, A Roma, insieme – Leda Colombini, Antigone, Arci, Associazione Federico Aldrovandi, Associazione nazionale giuristi democratici, Associazione Saman, Bin Italia, Consiglio italiano per i rifugiati – Cir, Cgil, Cgil – Fp, Conferenza nazionale volontariato giustizia, Cnca, Coordinamento dei Garanti dei diritti dei detenuti, Fondazione Giovanni Michelucci, Forum Droghe, Forum per il diritto alla salute in carcere, Giustizia per i Diritti di Cittadinanzattiva Onlus, Gruppo Abele, Gruppo Calamandrana, Il detenuto ignoto, Itaca, Libertà e Giustizia, Medici contro la tortura, Naga, Progetto Diritti, Ristretti Orizzonti, Rete della Conoscenza, Società della Ragione, Società italiana di Psicologia penitenziaria, Unione Camere penali italiane, Vic – Volontari in carcere.
Il prossimo 1° giugno il coordinamento nazionale dei garanti dei detenuti organizzerà una raccolta firme dentro e fuori le carceri, mentre l’8 e il 26 giugno sarà possibile firmare le tre proposte di legge in tutte le piazze d’Italia.
Tutte le informazioni sulla campagna, i punti di raccolta firme e le iniziative in programma sono disponibili al sito: www.3leggi.it.
Il link allo spot di Ascanio Celestini: http://www.3leggi.it/?p=694
Ecco lo spot:

mer, maggio 22 2013 » news » No Comments

Droghe, lo strappo delle Americhe

Salvina Rissa scrive per la rubrica di Fuoriluogo sul Manifesto del 22 maggio 2013.

scenarioUna svolta storica. Non si può definire altro che così la presentazione ufficiale, il 17 maggio, dei due rapporti sulle droghe dell’Organizzazione degli Stati Americani (Oas), che vede riuniti gli stati del Sud e del Nord America: mentre il primo è un documento analitico sui diversi aspetti del problema droga, il secondo, Scenarios for the drug problem in the Americas 2013-2025, disegna le possibili scelte politiche, a livello nazionale e internazionale. Per la prima volta, in seno ad un organismo interstatuale di tale rilievo, viene alla luce l’ipotesi di una modifica radicale del regime internazionale delle droghe basato sulla proibizione. Nel rapporto si afferma infatti che una delle opzioni è “il cambiamento delle legislazioni nazionali o dei trattati internazionali”. In particolare, “vanno valutati i segnali e le tendenze presenti che vanno verso la decriminalizzazione o la legalizzazione della produzione, vendita e consumo della marijuana”. “Presto o tardi-così si conclude- bisognerà prendere delle decisioni in merito”.

Alcuni dei segnali di cui si parla provengono dagli Stati Uniti stessi, la roccaforte del proibizionismo: i referendum popolari in Colorado e Washington hanno deciso per la regolazione legale della vendita e dell’uso di marijuana: un passo ancora più definitivo rispetto ai precedenti referendum che hanno istituito in ben diciotto stati la depenalizzazione dell’uso terapeutico della marijuana; un vero imbarazzo per l’amministrazione federale, che potrebbe assistere in due dei suoi stati alla concessione di licenze per piantagioni di marijuana e coffeeshops. Sarebbe difficile per il governo chiudere un occhio, ma altrettanto difficile andare contro la sovranità di uno stato e del suo popolo.

Se negli Stati Uniti cresce l’impopolarità della guerra alla droga, specie sotto l’aspetto degli enormi costi economici (20 miliardi di dollari del contribuente americano spesi in dieci anni in America Latina); nel Sud America l’insofferenza verso questa guerra inutile e deleteria si manifesta anche negli alti livelli politici.

Come scriveva a suo tempo Amira Armenta (Manifesto, 13 giugno 2012), lo strappo decisivo è avvenuto nell’aprile dello scorso anno, alla riunione annuale di Cartagena dei capi di stato dell’Oas: per la prima volta la maggioranza dei paesi americani ha apertamente criticato il regime di proibizione internazionale sostenuto dagli Stati Uniti. Fino ad allora, stante lo schiacciante squilibrio nei rapporti di forza, i paesi produttori avevano tutt’al più osato fumose formule come la “richiesta di responsabilità condivisa con i consumatori”. Il che aveva permesso agli Stati Uniti di impedire che neppure venisse nominata una qualsiasi opzione alternativa alla proibizione. Così, il processo di verifica del piano decennale antidroga dell’Onu del 1998 (Ungass 2009) si era risolto in una farsa, utile solo a riconfermare l’intangibilità del regime proibizionista.

Poi la musica è cambiata. La Bolivia ha vinto la battaglia per il riconoscimento internazionale della legalità della foglia di coca, sancita dalla costituzione boliviana: stabilendo di fatto il principio che i trattati internazionali devono riconoscere la supremazia della volontà dei popoli e degli ordinamenti nazionali. Il presidente dell’Uruguay, Jose Mujica, sta spingendo per la legalizzazione della marijuana e pensa alla coltivazione e alla vendita gestite direttamente dallo stato.

Il “cambio di passo” è già una realtà. Finalmente, molti governanti riconoscono che le alternative alla proibizione esistono, e che sono praticabili. L’antiproibizionismo non è più un’eresia dei “fautori della droga”, ma l’orizzonte politico, pragmatico e umanitario, del ventunesimo secolo.

Il dossier Cambio di passo in America latina su www.fuoriluogo.it.

Il documento: Scenarios_Report.pdf

La conferenza Stampa di presentazione del Rapporto

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mer, maggio 22 2013 » La rubrica di fuoriluogo sul Manifesto » No Comments

Un abbraccio a Don Gallo

Forum Droghe e la redazione di Fuoriluogo si uniscono in un immenso abbraccio a Don Andrea Gallo e agli amici della comunità di San Benedetto al Porto. Ci rivolgiamo a tutte le persone che vogliono bene a Don Andrea Gallo, lo facciamo con la mitezza e il rispetto che in questi giorni hanno accompagnato la [...]

Forum Droghe e la redazione di Fuoriluogo si uniscono in un immenso abbraccio a Don Andrea Gallo e agli amici della comunità di San Benedetto al Porto.

dongallo

Ci rivolgiamo a tutte le persone che vogliono bene a Don Andrea Gallo, lo facciamo con la mitezza e il rispetto che in questi giorni hanno accompagnato la fragilità della sua salute.
Lo facciamo per dire a voi tutti che le condizioni di Don Andrea si sono aggravate e che è monitorato, ora per ora, attraverso un’ assistenza medica domiciliare, nella sua comunità San Benedetto al Porto.
Chiediamo a TUTTI voi, cosi come è avvenuto in questi giorni difficili, di mantenere intorno a Don Andrea e alla Comunità la quiete e la tranquillità, in questo momento ancor piu’ difficile.
Mandiamo a tutti voi sin da ora un ringraziamento collettivo, certi del vostro affetto che ci conforta.

Comunità San Benedetto al Porto

 

mar, maggio 21 2013 » news » No Comments

Politiche sulla droga. Cambiare si può… si deve!

A Roma il 23 maggio incontro promosso da CNCA in collaborazione con Federserd, Gruppo Abele, Antigone, Forum Droghe, Società della Ragione, Itaca, Social Pride.

Schermata 2013-05-15 alle 09.33.10Politiche sulla droga. Cambiare si può… si deve!

23 Maggio 2013 | Roma
Cesv – Via Liberiana 17
h. 10,00-13,30

Saluti di apertura
Don Armando Zappolini – Cnca

Intervengono:
- Riccardo De Facci – Cnca
- Alfio Lucchini, Federserd
- Leopoldo Grosso, Vicepresidente Gruppo Abele
- Franco Corleone, Coordinatore nazionale garante dei detenuti
- Patrizio Gonella, Antigone

Saranno presenti
- On.le Federico Gelli
- On.le Mario Sberna
- On.le Daniele Farina
- On.le Marisa Nicchi
- Livia Turco, Pd
- Maurizio Coletti, Itaca Europa
- Stefano Regio, Il Cammino – Social Pride Roma
- Sabrina Molinaro, Cnr

Il tema della lotta alla droga, come molti altri settori del welfare del resto, è passato inosservato nella recente campagna elettorale e nei programmi dei vari schieramenti. Il dibattito si accende solo al comparire di qualche notizia capace di fare clamore. È una modalità eccezionale che non aiuta a cogliere la realtà del problema e favorisce il perdurare di letture stereotipate e di luoghi comuni, sia nell’analisi che nelle risposte.
Politiche sulla droga. Cambiare si può… si deve! riassume qual è la prospettiva dalla quale partiamo per discutere di prevenzione, contrasto e lotta alla droga e dei relativi impegni e strategie che il nostro Paese dovrebbe assumere al riguardo.
A nostro modo di vedere in ballo ci sono diverse questioni e nodi problematici sui quali ci piacerebbe avere un confronto, sia nel merito delle analisi che delle proposte.
A titolo esemplificativo ne elenchiamo alcune: la discussione sull’attuale legge Fini-Giovanardi (Il 37% dei 65mila detenuti al primo gennaio 2013 era in carcere per aver violato la legge sulle droghe); la visione culturale sulla riduzione del danno e la connessione con le politiche securitarie, che ha il suo apice nell’approccio culturale proibizionista e punizionista, a discapito di quello a favore di una responsabilità educante; l’operato del Dipartimento nazionale antidroga, con la inefficace gestione delle ingenti risorse messe a disposizione dal Governo; gli assetti della governance del sistema di intervento e i rapporti tra Stato e Regioni, segnati da un conflitto paralizzante e dall’affievolirsi di uno spirito di leale collaborazione; l’impoverimento progressivo del servizio pubblico in risorse umane e progettuali a fronte di nuovi compiti assegnati; la regolazione del sistema di intervento tra autorizzazione, accreditamento e sperimentazioni, con regimi regionali di presa in carico, governo e gestione del fenomeno, eccessivamente differenziati tra loro, che producono disuguaglianze nell’accesso alla rete dei servizi e alle prestazioni ed un utilizzo del terzo settore in molte regioni vissuto in una logica di sussidiarietà scaricabarile, piuttosto che di corresponsabilità tra pubblico e privato (vedi ritardi nei pagamenti delle rette ad es.).

La partecipazione è libera, previa iscrizione da inviare a segreteria@cnca.it

Politiche sulla droga. Cambiare si può… si deve! è una iniziativa promossa dal Cnca in collaborazione con Federserd, Gruppo Abele, Antigone, Forum Droghe, Società della Ragione, Itaca, Social Pride

mer, maggio 15 2013 » Agenda » 1 Comment

Oltre l’allarme, guida al bere giovanile

Allaman Allamani recensisce il libro di Franca Beccaria “Alcol e Giovani” per la rubrica di Fuoriluogo sul Manifesto del 15 maggio 2013.

alcolgiovani-cop“Alcol e Giovani” (Giunti, pp. 235, € 12,50), è un libro che presenta con accuratezza e stile discorsivo i problemi del bere giovanile oggi in discussione in Italia, ricorrendo a studi, interviste, e ritagli di cronaca. L’autrice è Franca Beccaria, sociologa dedicata a esplorare l’universo dei giovani dalla prospettiva dell’alcologia: ne aveva già pubblicato uno spaccato in Alcol e Generazioni (Carocci, 2010).
Il libro, preceduto da una prefazione di don Luigi Ciotti, sempre in prima linea nell’attenzione ai problemi dei giovani e alla ricerca delle soluzioni, si muove lungo alcune direttrici intersecantisi. Da un lato, vi si trova la descrizione ragionata dei problemi a cui i giovani possono andare incontro dopo l’uso e l’abuso di alcol: ubriachezza, incidenti stradali, dipendenze. Qui la Beccaria fa giustamente la distinzione, usualmente trascurata, tra i problemi da consumo eccessivo, la dipendenza alcolica, e il fenomeno emergente del binge drinking  o abbuffata alcolica. Il binge drinking , che è oggi definito come una serie di bevute, pari a sei bicchieri assunti in un limitato periodo di tempo -  è in realtà l’etichetta anglicizzante di una condotta non ignota nel nostro paese.
Il testo affronta criticamente anche il concetto di rischio, mettendone a fuoco l’ambivalenza tra la sua connotazione paurosa – abuso nel bere foriero di danni e devastazioni individuali e sociali – e la qualità positiva di emancipazione dell’adolescente. Vi troviamo una rassegna equilibrata dei tipi d’intervento usualmente previsti in Italia, in particolare la prevenzione e il controllo dell’abuso nel bere giovanile, su cui l’autrice mantiene la libertà di osservare quanto le azioni progettate e attuate facciano i conti con la scarsa ricerca italiana nel campo (anche se con alcune eccezioni, grazie anche alla Beccaria). Il risultato è che i progetti si basano perlopiù su linee guida elaborate e testate in altri paesi, ricchi di studi, ma distanti dalla nostra cultura per modi di bere e relativi problemi.
L’autrice non si sottrae all’argomento scottante dell’odierna diffusione del bere tra i giovani, che porta spesso alla conclusione che i giovani sono così diversi da come eravamo, e  che si stanno distruggendo di sera e di notte con shots, botellon, e alcopops;  ma adduce vari argomenti e ricerche, che invece indicano come, sia pure con i cambiamenti  dovuti alla globalizzazione,  i modi del bere dei nostri giovani spesso si pongano in continuità col  modello mediterraneo che attribuisce valore positivo al bere vino e altre bevande alcoliche in un contesto di moderazione e di socializzazione. In questo senso un elemento decisivo è il modello di condotta dei genitori, che fonda le basi dei comportamenti futuri dei figli.
Il modo con cui i media trattano l’argomento, orientati come sono da anni a “liberare le emozioni” del lettore, con notizie drammatiche che sollecitano  paura, scontentezza e insicurezza, e promuovono atteggiamenti di proibizione, controllo e punizione, non fa giustizia ai problemi dei giovani e alle soluzioni per affrontarli. In questo caso, quanto i giovani servono di specchio agli adulti? Quanto ne riflettono invece le paure, rendendo così opaca la possibilità di vedere i veri problemi? E infine, quanto i giovani sono davvero all’attenzione della società italiana? La lettura del libro, incluso il breve glossario allegato, può fornire una buona base informativa agli educatori, ai giornalisti, e al comune cittadino, per orientare le proprie opinioni e le proprie azioni.

mer, maggio 15 2013 » La rubrica di fuoriluogo sul Manifesto, libri e recensioni » No Comments

Cocaina, dalla ricerca a nuovi modelli di intervento

Il 20 giugno a Firenze presentazione pubblica del Workshop “Innovative cocaine and multi drug abuse prevention” a cura di Forum Droghe Transnational Institute, International Drug Policy Consortium, De Diogenis Association. Nell’ambito del Progetto “New Approaches in Drug Policy & Interventions” – NADP.

cocaina-firenze300Transnational Institute, International Drug Policy Consortium, Forum Droghe, De Diogenis Association
Nell’ambito del Progetto “New Approaches in Drug Policy & Interventions” – NADPI -
con il supporto finanziario del Drug Prevention and Information Programme of the European Union e La Società della Ragione

Firenze, giovedì 20 giugno 2013 ore 9.30-13
Sala Pegaso, Palazzo Strozzi Sacrati, piazza Duomo 10

Cocaina, dalla ricerca a nuovi modelli di intervento
Cocaine use, from research to innovative models of interventions
Presentation of the workshop “Innovative cocaine and multi drug abuse prevention

9.30 Saluti e Introduzioni
Greetings and introductions
Maria Stagnitta (Forum Droghe, vicepresidente)
Luigi Marroni, assessore al Diritto alla Salute Regione Toscana

10.00 La ricerca sui “controlli” e l’immagine sociale dei consumatori di droghe
Research on drug use informal controls and its impact on the social image of consumers
(Tom Decorte, Ghent University, Belgium)

10.30 I “controlli” sul consumo come sviluppo della Riduzione del danno
The “control” approach to drug use as a development in Harm Reduction policies
(Jean Paul Grund, CVO-Addiction research centre, Utrecht, The Netherlands)

11.00 Le ricerche sui controlli in Toscana, esiti e applicazioni
Research on informal controls in Tuscany, main outcomes and applications
(Grazia Zuffa, Forum Droghe; Stefano Bertoletti, C.T.C.A)

11.30 Cocaina, verso nuovi modelli di intervento- tavola rotonda
Cocaine, towards innovative models of intervention – round table
Modera: Susanna Ronconi (Forum Droghe)
Partecipano: Stefano Vecchio (Dipartimento Dipendenze Asl 1, Napoli), Riccardo De Facci
(CNCA), Leopoldo Grosso (Gruppo Abele), Paola Trotta (Dipartimento Dipendenze Asl Firenze),
Federica Gamberale (Java infoshop, Florence)

E’ prevista la traduzione Inglese-Italiano
English-Italian Transaltion

mar, maggio 14 2013 » Agenda » No Comments

I Garanti al Governo: la droga non è questione di ordine pubblico

La delega sulle politiche sulle droghe in bilico fra Ministero alle politiche sociali e Ministero dell’Interno: intervengono i Garanti dei diritti dei detenuti.

kienge1-620x350Con un telegramma al Governo i Garanti dei diritti dei detenuti riuniti in coordinamento ad Ancona hanno invitato il governo a inquadrare la delega sulle politiche sulle droghe all’interno di quelle sociali e di integrazione e non, come paventato, a quelle relative all’ordine pubblico.

Ecco il telegramma dei Garanti:

Il coordinamento di tutti i garanti dei detenuti esprime viva preoccupazione per attribuzione delega politiche sulle droghe che devono rientrare tra politiche sociali ed integrazione e non di ordine pubblico. Occorre netta discontinuità rispetto a scelte che hanno determinato attuale sovraffollamento delle carceri.

gio, maggio 9 2013 » news » No Comments

Una firma per il fronte dei diritti

Leonardo Fiorentini scrive per la rubrica di Fuoriluogo sul Manifesto del 9 maggio 2013.

universitaContinua la mobilitazione sulle tre leggi di iniziativa popolare per l’introduzione del reato di Tortura, per la salvaguardia dei diritti umani in Carcere e per una completa riforma della legge Fini Giovanardi sulle droghe. La prima giornata nazionale di raccolta firme del 9 aprile ha visto oltre diecimila persone fare pazientemente la fila ai banchetti davanti ai tribunali; il 9 maggio si replica davanti alle Università italiane.
I promotori hanno così voluto venire incontro alle migliaia di giovani che con entusiasmo si sono recati a firmare le proposte di legge, a volte facendo chilometri. Come ricordano i promotori, queste leggi “nei fatti costituiscono un vero e proprio programma di governo per ripristinare la legalità nel nostro sistema penale e penitenziario”. Non è solo la riforma della legge sulle droghe, con la completa depenalizzazione del consumo e la non punibilità della coltivazione di cannabis, a mobilitare le nuove generazioni. Le norme sul reato di Tortura detengono sinora il primato delle adesioni con quasi 15.000 firme: segno che il G8 di Genova e i casi Aldrovandi, Cucchi, Uva (e purtroppo tanti altri) sono ferite ancora aperte nella società; e segno che forse i giovani italiani, su cui spesso si scaglia la repressione di Stato, sono più sensibili al tema della salvaguardia dei diritti umani di quanto non lo siano i loro rappresentanti in Parlamento. L’introduzione del reato di tortura è prevista da una convenzione internazionale ratificata dal nostro paese. Tuttavia, l’iniziativa è finora naufragata di fronte a interessi corporativi delle forze dell’ordine e per la pavidità delle forze politiche, succubi della deriva giustizialista degli ultimi vent’anni.
Il carcere è sempre più un buco nero in cui annegano i principi costituzionali e in cui trionfa l’illegalità. Il neo premier Letta ha denunciato l’insostenibilità della situazione e la ministra Cancellieri ha dichiarato che il sovraffollamento delle carceri è una priorità. Da molto tempo le grida di allarme si sprecano, ma rischiano di ridursi a pura retorica se non si affrontano le cause di fondo che alimentano la bulimia carceraria. Le tre leggi sono l’unica risposta, coerente.
Ci auguriamo che, sotto l’onda dell’entusiasmo popolare, si crei in Parlamento un nuovo e inedito “fronte dei diritti” che sappia scardinare il processo di autoreferenzialità e di involuzione democratica degli ultimi anni: forse il vasto salto generazionale farà il miracolo.
D’altronde, nella prima repubblica, pur in presenza di governi con egemonia della Dc furono approvate le leggi sul divorzio e sull’aborto.
Con questa speranza e con la semplice e rivoluzionaria convinzione di fare la cosa giusta, invito tutti a recarsi oggi a firmare, dalle 9 alle 14, davanti alle università di Bari, Campobasso, Roma, Bologna, Ferrara, Milano, Parma, Pescara, Modena, Torino, Trento, Padova, Cassino, Lecce e tante altre città ancora. Le indicazioni per trovare i banchetti presso cui firmare con l’indirizzo dell’ateneo e l’elenco dei comuni nei quali si può firmare, si possono trovare sul sito www.3leggi.it e sulla pagina facebook.com/3leggi.

gio, maggio 9 2013 » La rubrica di fuoriluogo sul Manifesto » 1 Comment

Canapisa 2013

Il 18 maggio edizione 2013 della Streetparade antiproibizionisma di Pisa.

13-aprile-festa-seminaCANAPISA STREETPARADE 2013
PRATICARE IL CAMBIAMENTO INEVITABILE

La questione droga, o meglio, la questione proibizionismo in Italia si concretizza ogni giorno nell’incarcerazione e nella persecuzione di migliaia di consumatori e consumatrici a causa della Legge Fini-Giovanardi, approvata di nascosto all’interno del Decreto Olimpiadi nel 2006 ed applicata dal suo braccio armato, il Dipartimento Politiche Antidroga, diretto dal dott. Serpelloni.
Mentre di proibizionismo si muore, come le vicende italiane purtroppo mostrano con evidenza, con la censura e la manipolazione delle informazioni il DPA persevera nell’idea che un mondo senza droghe sia possibile e necessario, utilizzando ogni mezzo a sua disposizione. Sulla base di una tale convinzione ha infatti adottato strumenti repressivi ignobili, soprattutto nei confronti di quelle realtà e persone che si oppongono in varie forme al regime proibizionista instaurato e colpevoli solo di denunciare e portare agli occhi di tutt* le evidenti contraddizioni di questa politica, come i singoli consumatori, le associazioni di controinformazione, i progetti di riduzione dei rischi, i centri sociali autogestiti, vari eventi e festival musicali ed i così temuti freeparty (ultimo tra questi a Cusago, 27 ottobre 2012, dove la celere è intervenuta in modo brutale, causando distruzioni e ferimenti gravi). Mentre l’ONU sancisce la fine della war on drugs ed il fallimento dei metodi repressivi adottati, il DPA italiano continua questa infame guerra nella totale indifferenza per i danni sociali e personali provocati, offrendo sempre più benefici economici alle criminalità organizzate e investendo milioni di euro in dubbie fondazioni o progetti fasulli, primo tra tutti il Sistema di Allerta Precoce: tutto tranne che uno strumento efficace, come le ultime vicende dimostrano!!!
In particolare negli ultimi anni abbiamo assistito ad un dilagare di sanzioni per consumatori non
problematici, costretti a percorsi e terapie farmacologiche forzate in comunità private; ad una incarcerazione di massa e all’aumento esponenziale del numero dei detenuti; al ritiro di centinaia di migliaia di patenti; a veri e propri ricatti ai lavoratori, già precari, attraverso i test antidroga obbligatori; alla mancanza di strategie di riduzione dei rischi; all’aumento dei fenomeni di abuso di farmaci e droghe, connessi ad una falsa informazione ed alla cultura consumistica delle case farmaceutiche ed infine alla totale assenza di un approccio basato sulla realtà e non sull’ideologia!
La manifestazione Canapisa vuole dunque cambiare questa insopportabile situazione e non cadere nel vortice di odio provocato da un tale stato di guerra permanente. Evidenziare che un diverso approccio al tema droghe è possibile è la sua missione e per questo è indispensabile dare spazio a una riflessione collettiva, pragmatica e sincera, da cui nasca un’azione di superamento delle attuali politiche. Quello che si auspica è un cambiamento sostanziale del paradigma legale dominante in materia di stupefacenti, ormai in evidente contraddizione, visti i danni provocati, soprattutto alle persone più povere. Con Canapisa si sostiene la logica del bene comune piuttosto che quella di un’ipocrita persecuzione di massa degli stili di vita che non si conformano.
Mentre in altri Stati europei e’ sempre più evidente la necessità di un nuovo approccio al tema droghe in Italia si continua a voler perseguitare le persone sulla base di falsità create per difendere gli interessi economici di pochi. In primis la Cannabis è al centro dell’azione del movimento antiproibizionista perché da secoli sono note le potenzialità della pianta della Canapa, che può essere utilizzata in campo sanitario, manifatturiero, energetico ed ambientale. Se vi è stato un primo riconoscimento formale delle sue proprietà curative, per noi di Canapisa si tratta solo di un primo passo sul lungo percorso che dovrà portate alla liberazione della canapa e della sua coltivazione. Da qui l’idea di far conoscere il Cannabis Social Club come azione collettiva che mira ad accrescere e consolidare elementi di protezione individuale dai molteplici rischi connessi all’illegalità, al mercato nero, alla medicalizzazione, alla cultura consumistica ed agli interessi delle case farmaceutiche. I CSC cancellerebbero il mercato nero della cannabis, che frutta circa 113 miliardi di dollari alle narcomafie, garantirebbero dei livelli di sicurezza per la salute, derivanti da controlli sulla qualità della pianta, e agevolerebbero la somministrazione ai pazienti. Esempi di CSC riconosciuti legalmente ed operanti si trovano in Spagna e Belgio, mentre in Francia, Italia e Slovenia vi sono state iniziative per crearli. I CSC possono essere quindi un’esperienza importante per lottare anche contro la formazione dei pregiudizi culturali ed istituzionali alla base di terapie forzate che negano la libertà di scegliere o rifiutare determinate cure.

Canapisa dal 2001, oltre a rappresentare una forma di resistenza collettiva alle politiche proibizioniste, propone e pratica delle possibili alternative al sistema culturale, sociale ed economico attuale. Da anni sta dando voce a realtà sempre più marginalizzate a causa di una sola legge, promuovendo iniziative, incontri e momenti di approfondimento quali strumento di
socializzazione di saperi ed esperienze. La manifestazione vuole porre l’attenzione sulla reale possibilità di gestire la questione droghe con metodi e strategie fondati su politiche di riduzione dei rischi, sulla partecipazione diretta dei consumatori alla costruzione di una cultura consapevole e sul coinvolgimento delle varie realtà sommerse che cercano di autorganizzarsi, per creare spazi di socializzazione che vanno contro le logiche del business, del consumismo e della mercificazione. La droga e i drogati non esistono! Esistono diverse sostanze psicotrope, diversi effetti, diversi rischi, diversi usi, diverse traiettorie di consumo, diversi stili di vita!
Riconoscere questo è solo il primo passo verso UNA VERA CULTURA DEL CONSUMO CONSAPEVOLE e LA FINE DEL PROIBIZIONISMO!
In attesa delle dimissioni di Serpelloni e di un ripensamento strutturale e complessivo delle politiche sulle droghe da parte del governo, Canapisa non rimarrà a guardare, ma inizierà a praticare il cambiamento inevitabile !!

CANAPISA STREETPARADE
18 MAGGIO 2013
ORE 17 PIAZZA SANT’ANTONIO- PISA

★ E’ ORA DI DIRE BASTA PROIBIZIONISMO, BASTA PERSECUZIONE ! VERSO IL RICONOSCIMENTO DEI “CANNABIS SOCIAL CLUB” IN ITALIA E L’AUTOPRODUZIONE COME UNICA SOLUZIONE !

★ La legge FINI-GIOVANARDI sulle droghe produce :
* enormi profitti per le criminalita’ organizzate
* la persecuzione di migliaia di consumatori e consumatrici
* una falsa informazione sulle sostanza legali e illegali
* la mancanza di strategie concrete di riduzione del danno
* pregiudizi culturali e istituzionali che giustificano terapie forzate,
all’origine della discriminazione di cui sono vittime i/le consumatori/trici
* la repressione di forme di socializzazione e di controinformazione
* la negazione delle liberta‘ di scelta e di cura
IN 20 ANNI PIU’ DI 800.000 PERSONE SONO STATE DENUNCIATE
A CAUSA DI LEGGI LIBERTICIDE, CRIMINOGENE E ASSASSINE

★ MEETING POINT
H 17:00
PZZ. SAN ANTONIO-PISA

★ PRESTO USCIRA’ TUTTO IL PROGRAMMA COMPLETO SU
QUESTO EVENTO E SUL SITO :

www.osservatorioantipro.org

info: canapisa@inventati.org

mer, maggio 8 2013 » Agenda » No Comments

Cocaina: il consumo controllato. A Pisa

Presentazione del libro a cura di Grazia Zuffa martedì 14 maggio a Pisa.

Senza nome-1Osservatorio Antipro e Sinistra per scienze presentano:

Cocaina: il consumo controllato
Presentazione del libro a cura di Grazia Zuffa

Incontro con
Grazia Zuffa (psicologa e psicoterapeuta)
Nunzio Santalucia (tossicologo)

Martedì 14 maggio 2013

Ore 18: dibattito
ore 20: Aperi-cena e Djset

Polo Universitario Fibonacci
(aula F)
Via Buonarroti 4
Pisa

mar, maggio 7 2013 » Agenda » No Comments