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Droghe e Diritti

Le alternative alla proibizione globale

Grazia Zuffa presenta il documento di IDPC verso UNGASS 2016 per la rubrica di Fuoriluogo su il Manifesto del 25 marzo 2015

zuffaIn vista dell’Assemblea Generale Onu sulle droghe (Ungass), prevista a New York nell’aprile 2016, le Ong che si battono per la riforma della politica delle droghe stanno preparando una piattaforma di rivendicazioni. International Drug Policy Consortium, la rete cui aderiscono 130 associazioni da ogni parte del mondo, le ha riassunte in un documento. Il primo obiettivo è che l’Assemblea sia aperta alla società civile: da qui l’impegno a costruire una Civil Society Task Force, che sia riconosciuta come interlocutore ufficiale anche nella fase preparatoria dell’evento. L’approccio bottom up, se accolto, sarebbe un segnale di apertura democratica, e al tempo stesso la condizione per vincere l’autoreferenzialità, l’immobilismo del sistema, i suoi vuoti rituali: come la Dichiarazione Politica Finale che chiude questi incontri internazionali, frutto di defatiganti compromessi per raggiungere l’unanimità. Il rito unanimistico ha oggi la sola funzione di cementare le crepe del sistema, evitando un dibattito aperto sulle differenze di politiche fra gli stati membri: differenze clamorosamente venute alla luce dopo che molti paesi hanno scelto di depenalizzare il possesso e l’uso personale di droghe, e ancor più dopo che l’Uruguay e un numero significativo di stati Usa hanno legalizzato l’offerta di cannabis a uso ricreativo.

Ciò di cui si avverte oggi la necessità è un cambio di passo, a iniziare dal linguaggio e dalle forme del confronto e della decisione politica: ci si aspetta un “full and honest debate”, come ha chiesto lo stesso Ban Ki Moon; e che il confronto aperto sia documentato ufficialmente in un rapporto finale, a disposizione dei policy maker degli stati membri. Soprattutto, si abbandoni la vecchia retorica del “mondo libero dalla droga”, ricalibrando gli obiettivi del sistema di controllo. Perfino altre agenzie Onu puntano il dito contro la strategia di guerra totale alla droga: si veda il recente documento dello United Nations Development Programme (Undp), laddove sono citati come effetti controproducenti delle attuali politiche “il mercato criminale, la corruzione, la violenza, le minacce alla salute pubblica, gli abusi su larga scala dei diritti umani comprese le punizioni inumane, la discriminazione e la marginalizzazione dei consumatori di droga”.

Meglio allora scegliere altri obiettivi, più in linea con la mission umanitaria e di promozione sociale delle Nazioni Unite. A cominciare dallo sviluppo dei diritti umani, rispettando il principio di proporzionalità della pena rispetto al reato: oggi clamorosamente contraddetto dai paesi che applicano la pena di morte per reati di droga e da quelli che infliggono la carcerazione per semplice consumo (sono milioni i consumatori imprigionati per questo reato nel mondo).

Scegliendo di focalizzare sulla salute pubblica, la riduzione del danno è la strategia più consona a tale obiettivo. E’ giunta l’ora che essa sia riconosciuta come “pilastro” della politica della droga, anche a livello internazionale. Di più, la riduzione del danno deve diventare una modalità complessiva di governo della questione droga, ivi compreso l’aspetto di riduzione del danno della proibizione. Va in questa direzione la risposta del governo uruguayano allo International Narcotics Control Board (Incb), in difesa della legalizzazione della cannabis: la legge sulla cannabis deve esser letta come un tentativo di “combattere gli effetti dannosi del traffico di droga”, attraverso “una modalità alternativa (alla repressione n.d.r.) per sottrarre il mercato ai trafficanti di droga, in armonia con lo spirito e la finalità ultima delle Convenzioni”.

Il dibattito “onesto e completo”, invocato dal Segretario Generale dell’Onu, è di fatto già cominciato.(fine, la prima parte è uscita l’11 marzo)

gio, marzo 26 2015 » La rubrica di fuoriluogo sul Manifesto » No Comments

I volti dell’Alienazione a Roma

I VOLTI DELL’ALIENAZIONE. Disegni di Roberto Sambonet. Roma, Museo di Roma in Trastevere 25 marzo – 3 maggio 2015. Inaugurazione: martedì 24 marzo ore 18.00

volti-roma-pngI VOLTI DELL’ALIENAZIONE

Disegni di Roberto Sambonet

Roma, Museo di Roma in Trastevere

25 marzo – 3 maggio 2015

Inaugurazione: martedì 24 marzo ore 18.00

Oggi oltre 700 persone in Italia sono internate negli ospedali psichiatrici giudiziari. La loro definitiva chiusura è stata stabilita da un decreto, convertito in legge il 17 febbraio 2012, con scadenze via via prorogate. L’ultima data fissata è per il 31 marzo 2015 e la mostra I volti dell’alienazione sarà ospitata dal Museo di Roma in Trastevere proprio a cavallo della fatidica data (dal 25 marzo al 3 maggio 2015) per dare il proprio contributo a questa campagna di sensibilizzazione.

La mostra, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Turismo – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, da La Società della Ragione, onlus impegnata sui temi del carcere, della giustizia e dei diritti umani e sociali, con la collaborazione dell’Archivio pittorico Roberto Sambonet e di StopOPG, è a cura di Franco Corleone e Ivan Novelli e raccoglie 40 disegni e 70 studi dell’artista e designer milanese Roberto Sambonet.

Attraverso i ritratti che l’artista ha realizzato tra il 1951 e il 1952 nel manicomio di Juqueri, a cinquanta chilometri da San Paolo in Brasile, l’esposizione racconta e indaga il complesso fenomeno del disagio mentale.

Sambonet ha trascorso sei mesi nei reparti dell’ospedale, conducendo una sua personale ricognizione e ha ritratto gli internati in una serie di opere di grande intensità, a china e a matita, ma tutte capaci di andare al di là del volto e mostrare pensieri, emozioni, sentimenti. Una sorta di viaggio di umana partecipazione, uno scavo nelle pieghe della malattia e della sofferenza, che nel 1977 è stato raccolto nel volume Della Pazzia (M’Arte Edizioni, Milano 1977).

Qui l’artista accosta ai ritratti dei malati di mente testi di autori che nei loro scritti hanno affrontato e raccontato il tema della pazzia, come Allen Ginsberg, Dino Campana, Friedrich Wilhelm Nietzsche, Edgar Lee Masters, William Shakespeare, Voltaire e altri.

Roberto Sambonet, nato a Vercelli nel 1924, è stato un importante pittore, designer e grafico. Si è formato all’Accademia di Brera e ha partecipato attivamente alla vita cittadina frequentando l’ambiente delle avanguardie artistiche che avevano come punto di ritrovo il bar Giamaica. Ha partecipato all’avventura del gruppo dei Picassiani con Cassinari, Morlotti e Treccani. Tra il 1948 e il 1953 si è trasferito in Brasile, dove il suo linguaggio artistico ha vissuto una maturazione molto importante che lo ha condotto verso quell’essenzialità della linea che divenne tratto fondamentale della sua opera, nella pittura, nella grafica e nella produzione di celebri oggetti di industrial design.

La mostra, già ospitata dalla Fabbrica del Vapore di Milano, dal Teatro Chille de la balanza di Firenze e dal Palazzo Municipale di Ferrara, in autunno sarà allestita a Pavia e a Trieste.

In occasione della mostra è stato pubblicato da Palombi Editori un catalogo illustrato con il contributo della società Cosmec.

SCHEDA INFO

Mostra I volti dell’alienazione. Disegni di Roberto Sambonet
Dove Museo di Roma in Trastevere, Piazza S. Egidio, 1B
Inaugurazione Date mostra  24 marzo ore 18.0025 marzo – 3 maggio 2015
Orari Da martedì a domenica ore 10.00 – 20.00;La biglietteria chiude alle ore 19.00;Chiuso lunedì
Biglietti  Intero € 8,50; Ridotto € 7,50gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente
Info  Tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 21.00)www.museodiromaintrastevere.it
www.museiincomune.it
www.societadellaragione.it

 

Enti proponenti  Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Turismo -Sovrintendenza Capitolina ai Beni CulturaliLa Società della Ragione 
In collaborazione con A cura di 

Servizi museali

 

 

Archivio pittorico Roberto Sambonet e StopOPGFranco Corleone e Ivan Novelli 

Zètema Progetto Cultura

 

 

Con il contributo di  MasterCard Priceless Rome; Vodafone; Cosmec

 

gio, marzo 19 2015 » Agenda » No Comments

Droghe. il buon senso dell’antimafia

Sergio Segio presenta il rapporto della Direzione Nazionale Antimafia che chiede la regolamentazione legale delle droghe leggere per la rubrica di Fuoriluogo su il Manifesto del 18 marzo 2015

Sergio Segio presenta il rapporto della Direzione Nazionale AntimafiaC’è antimafia e antimafia, come ricorda spesso don Ciotti. Ce n’è una che fa della legalità un feticcio intangibile e un’altra che persegue il cambiamento, anche delle leggi ingiuste. C’è quella che si affida alla tortura del 41 bis e dell’ergastolo ostativo e quella che vorrebbe si investisse su cultura, educazione, politiche sociali, responsabilità della politica.

C’è l’antimafia delle passerelle e quella del buon senso. Quest’ultima, con la recente Relazione della DNA di Franco Roberti, ha battuto un colpo. Tanto più significativo data la fonte, certo non sospetta di “permissivismo” o di “cultura dello sballo”, per usare gli epiteti con cui i tifosi della war on drugs usano stigmatizzare chi non fa della tolleranza zero verso i consumatori di sostanze una crociata.

La Relazione annuale (datata gennaio 2015 e relativa al periodo 1° luglio 2013-30 giugno 2014), nel capitolo relativo alla criminalità transnazionale e al contrasto del narcotraffico, giustamente prende le mosse dalla dimensione statistica. Va detto che i numeri di riferimento, di fonte UNODC, non sono freschissimi (2010-11, marginalmente 2012) e anche ciò è indicativo di come all’enfasi allarmistica di organismi ONU non corrisponda poi uno sforzo adeguato e tempestivo di monitoraggio, né una sufficiente esaustività: per quanto concerne le droghe sintetiche, definite «fenomeno in grande espansione che rappresenta la nuova frontiera del narcotraffico», la Relazione DNA afferma che «né l’UNODC né altri organismi internazionali dispongono di dati sicuri».

Ma, al là delle cifre e sia pure a partire da esse, la Relazione è netta nella valutazione: ritenere che il traffico di droghe «riguardi un popolo di tossicodipendenti, da un lato, e una serie di bande criminali, dall’altro, è forse il più grave errore commesso dal mondo politico che, non a caso, ha modellato tutti gli strumenti investigativi e repressivi sulla base di questo stolto presupposto». Si tratta, invece, di fenomeno che riguarda e attraversa l’intera società, la sua economia, la totalità delle categorie professionali. Dunque, ne consegue, irrisolvibile con lo strumento penale.

Per quanto riguarda l’Italia, e in specie le droghe leggere, i ricercatori della DNA scrivono di un «mercato di dimensioni gigantesche», stimato in 1,5-3 milioni di chili all’anno di cannabis venduta. Una quantità, viene sottolineato, che consentirebbe un consumo di circa 25-50 grammi pro capite, bambini compresi. Coerente la conclusione: «senza alcun pregiudizio ideologico, proibizionista o anti-proibizionista che sia, si ha il dovere di evidenziare a chi di dovere, che, oggettivamente […] si deve registrare il totale fallimento dell’azione repressiva». Nel caso si volesse continuare a fare al riguardo come le tre proverbiali scimmiette, la Relazione non si sottrae dall’indicare esplicitamente, pur nel rispetto dei ruoli, la strada: «spetterà al legislatore valutare se, in un contesto di più ampio respiro (ipotizziamo, almeno, europeo […]) sia opportuna una depenalizzazione della materia».

Inutile dire che la Relazione è rimasta sinora priva di risposte da «chi di dovere». La decennale pervicacia dell’ideologia repressiva, e del connesso grumo di interessi, che condiziona i governi di diverso colore e che ha prodotto, o tollerato, l’obbrobrio della legge incostituzionale Fini-Giovanardi, è dura da estirpare. Ma il buon senso e i fatti hanno la testa dura: il muro criminogeno del proibizionismo si sta sgretolando in più di un paese, come ha riepilogato qui Grazia Zuffa (“il manifesto”, 11 marzo 2015). Verrà il momento anche dell’Italia, dove ancora, come diceva il compianto Giancarlo Arnao, è proibito capire.

Scarica il rapporto della Direzione Nazionale Antimafia: relazione-antimafia-2014.pdf.

mer, marzo 18 2015 » La rubrica di fuoriluogo sul Manifesto » No Comments

Un anno di incostituzionalità della legge Fini-Giovanardi sulle droghe

Incontro un anno dopo la dichiarazione di incostituzionalità della legge sulle droghe Fini-Giovanardi al Forte Prenestino di Roma

flyer_21.03_2121 Marzo 2015 – C.S.O.A. Forte Prenestino
Via Federico Delpino Roma
Tram 5-19-14 bus 542-544
www.forteprenestino.net

ore 18:00 – Un anno di incostituzionalità’ della legge Fini-Giovanardi sulle droghe
All’indomani della dichiarazione di incostituzionalità della Fini-Giovanardi, entusiasti, annunciavamo l’imminente liberazione di un terzo dei detenuti per reati connessi alle sostanze.
Un anno dopo, alcune migliaia di persone stanno ancora scontando una pena illegittima.
Su questo tema e sul futuro delle persone che usano sostanze ci confronteremo in un convegno-dibattito cui parteciperanno:
– Alessandro “Mefisto” Buccolieri [campagna “Legge illegale”]
– avv. Elia De Caro [Antigone]
– avv. Gennaro Santoro [Antigone]
– Hassan Bassi [Forum Droghe]
– Stefano Anastasia [Presidente de La Società della Ragione]
– Cannabis Social Club Aroma Crew

ore 20:30 – cena evasiva antiproibizionista
Ricette a base di canapa e dolcezze antiprò

ore 22:00 – Internazionale trash Ribelle
Congresso Sezione Centro
o.d.g. Gran Galà 2015 1 maggio 2015 – Milano – NO EXPO
interverranno: Rotas – Mirkione – Semir – Moover – Buttamola in Caciara – Pattìno Turbodiesel – Disagio – El Mosto
ospiti: Sor Braciola – Il Parente – Sebach o’ presidente

mer, marzo 11 2015 » Agenda » No Comments

L’Onu e le droghe, è l’ora della svolta

Grazia Zuffa scrive su UNGASS 2016, la prossima sessione dell’ONU sulle droghe per la rubrica di Fuoriluogo su il Manifesto dell’11 marzo 2015.

Assemblea Generale ONUNell’aprile 2016 si svolgerà a New York l’Assemblea Generale Onu sulle droghe (Ungass 2016), ma già questa settimana, alla riunione annuale della Commission on Narcotic Drugs (Cnd) cominceranno i preparativi.
Per comprendere il contesto in cui si svolgerà Ungass 2016, bisogna risalire alla precedente Ungass del 1998. L’Assemblea Generale del 1998 segnò il culmine della retorica della “lotta alla droga”: con lo slogan: a drug free world, we can do it   e con la Dichiarazione Politica finale che fissava come obiettivi la “eliminazione della coca, del papavero da oppio e della cannabis entro il 2008”. La Dichiarazione Politica diede la spinta ad una nuova escalation della war on drugs: si vedano i famigerati Plan Colombia e Plan Dignidad del Cile, che hanno causato la militarizzazione dei territori e lo sfollamento forzato di migliaia e migliaia di contadini dai campi avvelenati dalle fumigazioni. Inoltre, dalla fine degli anni novanta al 2006, esplode l’incarcerazione per reati di droga in Usa, la gran parte per semplice possesso. Nel 2009, alla Cnd che aveva il compito di valutare i risultati della strategia uscita da New York dieci anni prima, la Dichiarazione Politica, lungi dal prendere atto di aver fallito l’obiettivo di “eliminare le droghe”, usò l’escamotage di rinnovarlo fino al 2019. Ancora nella stessa Dichiarazione, il termine “riduzione del danno” fu censurato e sostituito dall’ambiguo termine “servizi di supporto”: tanto che sedici stati membri (per lo più europei, ma non solo) firmarono una dichiarazione a margine chiarendo che i “servizi di supporto” erano da tradursi  in “misure di riduzione del danno”. Questa semplice postilla segnava però un punto di svolta, decretando la fine dell’unanimismo.
Dalla seconda decade del 2000, si assiste ad una forte accelerazione nella riforma della politica delle droghe. Il regime internazionale è contestato apertamente nei paesi che più ne sopportano il peso: tanto che nel 2012, la risoluzione finale della Organizzazione degli Stati Americani (OAS), che raccoglie gli stati sia del Sud che del Nord America, nella riunione annuale di Cartagena, rilasciò una dichiarazione finale critica della war on drugs (vedi in questa rubrica Amira Armenta, 20/6/’12). E l’anno successivo la stessa OAS pubblicò un rapporto (Scenarios for the drug problem in the Americas 2013-2025) che invitava a valutare opzioni alternative alla proibizione.
Ancora più importante, forme alternative di regolamentazione delle droghe sono già in via di sperimentazione in varie parti del mondo. La Bolivia ha legalizzato l’uso tradizionale della foglia di coca, riconfermando l’adesione alle Convenzioni con questa importante riserva. In Usa, quattro stati hanno legalizzato la marijuana a scopo ricreativo: a questi, probabilmente si aggiungerà la California, il più importante fra gli stati, nei prossimi mesi. Ma il cambiamento è anche a livello di amministrazione, se è vero che Obama ha deciso di non far valere la competenza federale e ha lasciato autonomia alle sperimentazioni dei singoli stati. Ancora, nel dicembre 2013, il parlamento uruguayano ha approvato la legalizzazione della cannabis. In Europa, sulla base della decriminalizzazione del consumo personale nella gran parte dei paesi, si diffondono a macchia d’olio i Cannabis Social Club, dalla Spagna, al Belgio, alla Svizzera e altri.
Dunque il cambiamento c’è già, il problema è come si ripercuoterà a livello internazionale. Sarà un dibattito vero, dove finalmente si confronteranno opzioni diverse di politica delle droghe? Oppure prevarrà il conservatorismo degli stati che neppure vogliono sentire le parole “cambiamento” e “confronto”? (continua)

Vai al dossier “Verso Ungass 2016

mer, marzo 11 2015 » La rubrica di fuoriluogo sul Manifesto » No Comments

Ketamina: continua la controversia

Si attende la decisione della CND sulla proposta cinese di messa al bando della Ketamina, contraria l’OMS.

ketaminaLa Commissione sulle sostanze stupefacenti (CND) a Vienna sta decidendo tra le 2 divergenti proposte, quella della Cina e dell’OMS, sul  controllo internazionale di ketamina, un anestetico essenziale nella medicina umana e veterinaria, soprattutto nelle zone rurali povere e in casi di emergenza sanitaria. Il pool di  esperti dell’OMS, dopo aver esaminato le evidenze scientifiche, sconsiglia il  controllo internazionale di ketamina, sostenendo che potrebbe causare gravi danni per la salute pubblica.

Sebbene la posizione della Cina si sia leggermente ammorbidita, grazie alle pressioni da parte di numerose ONG, tra cui IDPC, (proponendo di includere la ketamina nella Tabella IV, anziché la più repressiva Tabella I), questo comporterebbe che ancora milioni di persone potrebbero non ricevere l’anestesia in caso di interventi chirurgici.

Se dovesse passare la posizione cinese, oltre ai danni per le popolazioni di aree mondiali povere, si creerebbe un grave precedente per la credibilità dell’OMS, che per la prima volta non verrebbe ascoltato nella stesura dei trattati che regolano il controllo internazionale di stupefacenti.

Approfondisci sul blog del TNI (in inglese)

mer, marzo 11 2015 » news » No Comments

Cannabis medica: le tante contraddizioni del regolamento veneto

Riceviamo e pubblichiamo l’intervento contro il regolamento veneto sull’uso dei farmici a base di cannabis dell’ACT sottoscritto da numerosi medici e studiosi.

bedrocan[riceviamo e pubblichiamo] Vorremmo tornare sulle incredibili direttive applicative della legge regionale riguardanti i medicinali cannabinoidi. Esse sono state infatti presentate all’ultima riunione dell’Officina Algologica Veneta, che riunisce gran parte dei terapisti del dolore della regione, suscitando sconcerto e perplessità.
Innanzitutto perché nessuno ne era stato informato, smentendo lo stesso Ministero della Sanità che sul suo sito dichiara che tali farmaci saranno utilizzati nella terapia del dolore. Ma sono inoltre emerse ulteriori stridenti contraddizioni.
Ricorderete che la prescrivibilità secondo il Servizio Sanitario Regionale è prevista in un solo caso. In pratica non si è fatto altro che prendere le indicazioni di un farmaco a base di cannabis registrato, il Sativex, previsto per gli spasmi nella sclerosi multipla resistenti a tutti i farmaci e su indicazione solo degli specialisti neurologi, e trasferirle alle infiorescenze (farmaco galenico), che vengono indicate, guarda caso, esclusivamente negli spasmi da lesione midollare resistenti a tutti i farmaci e sempre su indicazione solo di specialisti neurologi. Ma la registrazione del Sativex corrisponde solo a scelte di marketing dell’azienda produttrice, che ha deciso di puntare le sue sperimentazioni (sappiamo quanto enormemente costosi sono gli studi clinici sui farmaci) su tale patologia. Peraltro il Sativex in Canada è ufficialmente registrato anche per il dolore da cancro. A quanto pare i malati di cancro canadesi sono diversi da quelli veneti.
Inoltre i criteri regionali prevedono che i cannabinoidi debbano essere impiegati solo su pazienti che non rispondono a tutti gli altri farmaci miorilassanti, cioè contro gli spasmi; ma, ecco la contraddizione, devono essere usati “in associazione ai miorilassanti”. Ma se per definizione questi non funzionano, perché continuare a somministrarli? Spetterà bene al medico curante se farlo o no, altrimenti chi risponderà di possibili interazioni od effetti collaterali dovuti a una, incongrua, somministrazione contemporanea? Il medico o un funzionario della Regione?
Le leggi nazionali prevedono poi che la prescrizione (richiesta di importazione, trattandosi di farmaci non ancora prodotti in Italia) venga fatta su un modulo, redatto dal Ministero, totalmente anonimo. Anche le prescrizioni a carico del malato, cioè le ricette “bianche”, secondo la legge 94/98 (cosiddetta Legge “Di Bella”) sono anonime, e non devono riportare il nome del malato, ma solo un “codice alfanumerico”, che rimanda a un registro personale tenuto dal curante. Le direttive regionali con il motivo, peraltro legittimo, di monitorare l’uso di questi farmaci, prevedono invece che i medici che prescrivono debbano inviare alla Regione dei moduli non solo con le loro generalità, ma anche con nome, cognome, data di nascita, codice fiscale e patologia del malato! Alla faccia delle leggi sulla privacy! Quindi un malato non solo dovrà pagarsi il farmaco di tasca sua, anche se magari ha un cancro terminale, ma dovrà spiattellare i suoi dati pubblicamente. Perché fornire queste informazioni sensibili a qualche oscuro funzionario regionale? Fortunatamente l’originale legge regionale, peraltro buona, non prevede sanzioni, per la qual cosa riteniamo che queste direttive resteranno in gran parte disattese.
E visto che parliamo di trasparenza e privacy, queste linee di indirizzo regionale sono state elaborate da un “Gruppo tecnico di lavoro” istituito con Decreto del 14 maggio 2013, n.40. Per quanto a lungo abbiamo però ricercato sul sito regionale i particolari di questo decreto, non siamo riusciti a saperne nulla. Come è stato istituito? In base a quali criteri sono stati scelti i suoi componenti? Di certo le associazioni di medici e pazienti che da anni si occupano della questione non sono state coinvolte. E ancora, chi sono i componenti di questo “gruppo tecnico”? Tutte domande alle quali vorremmo fosse data risposta, in base al diritto di accesso agli atti amministrativi (Legge 7 agosto 1990, n.241)

Sottoscrivono il presente documento :
1) Associazione per la Cannabis Terapeutica (ACT), sede legale: studio Campanelli/Averni via Dardanelli 37, 00195 Roma.
2) dr Paola Bassetto, Medico di Medicina Generale, Venezia.
3) Giorgio Bignami, già dirigente di ricerca in psicofarmacologia presso l’Istituto superiore di sanità, Roma. Ex Presidente dell’Associazione Forum Droghe.
4) Francesco Crestani, Servizio di Terapia del Dolore e Cure Palliative, U.O. Anestesia e Rianimazione, ULS 18 Rovigo-Trecenta. Presidente Associazione Cannabis Terapeutica.
5) Dr. Sandro Fabbro, Medico Chirurgo, Odontoiatra, Moruzzo, Udine.
6) Prof. Enrico Facco, Cattedra di Anestesia Generale e Speciale Odontostomatologica, Dipartimento di Neuroscienze – Università di Padova.
7) Stefano Ferretti, Medico Chirurgo, Specialista in anestesia e rianimazione, U.V.T.A (Unità Valutazione Technology Assessment), Azienda Ospedaliera di Padova.
8) Gianpaolo Grassi, Primo ricercatore del Consiglio per le Ricerca e la sperimentazione in Agricoltura, Centro di Ricerca per le Colture Industriali, CRA-CIN, Rovigo.
9) Franjo Grotenhermen, M.D. Executive Director, International Association for Cannabinoid Medicines (IACM), Am Mildenweg 6 D-59602 Ruethen, Germany.
10) Dott Giorgio Mariot, Direttore UOSD Terapia Antalgica ULSS 5 Regione Veneto.
11) Dr. Luigi Romano, Cannabis Biologist, Associate Member of the International Association for Cannabinoids Medicine.
12) Roberto Saia, Medico Chirurgo, Libero Professionista, Specialista in Chirurgia Generale, Chirurgia Plastica, Odontostomatologia. Membro del Comitato Ospedale Senza Dolore (C.O.S.D.) dell’Azienda Ospedale-Università, Padova.
13) Nunzio Santalucia, medico specialista in tossicologia, Servizio Tossicodipendenze, Pisa; socio fondatore di Forum Droghe,?del Centro Culturale Canapa e dell’Associazione Canapa Terapeutica.
14) Leonardo Trentin, Direttore UO Terapia del Dolore e Cure Palliative, Istituto Oncologico Veneto, IRCCS, Via Gattamelata, 64, 35128 Padova.
15) Gastone Zanette, Ricercatore in Anestesiologia, Dipartimento di Neuroscienze, Università di Padova.

lun, marzo 9 2015 » news » No Comments

Droghe: Encod lancia proposte di pace al vertice ONU a Vienna



Eventi collaterali e prospettive dalle persone coinvolte direttamente dalla guerra alle droghe
. Il comunicato di Encod.

onuvienna[comunicato di Encod] VIENNA – Tra il 9 e il 17 marzo, Encod, la Coalizione europea per politiche giuste ed efficaci sulle droghe parteciperà alla 58ma sessione della Commissione Droghe Narcotiche delle Nazioni Unite. In questo summit dedicato alle politiche globali sulle droghe, Encod presenterà testimonianze di prima mano sull’impatto della proibizione delle droghe sulle vite dei cittadini.

Lunedì 9 marzo, un evento collaterale presenterà gli studi condotti in Slovenia e in Francia sull’impatto di diritti umani e salute pubblica rispetto alla criminalizzazione dei consumatori di cannabis in questi paesi. L’evento si concentrerà su argomenti cruciali che contribuiranno ad evitare gli effetti dannosi della politica sulle droghe verso un approccio più umano basato sull’evidenza scientifica. Giovedì 12 marzo, il secondo evento collaterale sarà teso a sottolineare lo studio svolto dai pazienti in prima persona sulle virtù terapeutiche della pianta della cannabis e l’importanza di istituire una cornice legale per facilitare l’utilizzo della cannabis per questi scopi.

 Encod ringrazia le Nazioni Unite per l’opportunità di presentare ai delegati al summit ONU l’opportunità unica di ascoltare direttamente le persone che sono seriamente colpite dalla proibizione delle droghe. Noi crediamo che sia cruciale che i governi prendano in considerazione le voci di quei cittadini le cui vite sono state rovinate a causa dei 60 anni di mala gestione della tematica delle droghe.

Come Encod noi crediamo che la libertà di coltivare, cioè, la possibilità di ogni cittadino di possedere e coltivare ogni pianta che essi scelgano è un elemento cruciale di un sistema in alternativa alla guerra alle droghe, che è stato, come sappiamo oggi, un fallimento totale. Nell’ambito di questo sistema alternativo la priorità dovrebbe essere data alla protezione della gente, non dei profitti. Il concetto di riduzione del danno è in principio incompatibile con la proibizione delle droghe, poiché è la proibizione in sé che crea la maggior parte dei danni collegati alle droghe. 

Janko Bellin, uno dei delegati Encod alla conferenza dell’ONU sulle droghe spiega: “Dall’introduzione del concetto di riduzione del danno alla fine degli ani Ottanta, possiamo vedere come il paradigma è cambiato dalla repressione diretta verso un approccio orientato al trattamento medico. Ma noi vogliamo vivere in un mondo dove le piante tradizionali e gli estratti possano essere utilizzati da tutti gli adulti senza la paura di esser considerati o trattati come criminali.” 

Encod saluta tutti i delegati e i giornalisti che parteciperanno a questi eventi collaterali ai quali interverranno i membri di Encod Maja Kohek,Andrej Kurnik e Janko Belin dalla Slovenia, dall’Italia Enrico Fletzer ed Alberto Sciolari, dall’Austria Toni Straka e dai Paesi Bassi Derrick Bergman.

Lunedì 9 marzo , 13.10-14.00, Sala MOE100:
Report sulla criminalizzazione dei consumatori di cannabis in Europa
(in collaborazione con ONE! – Associazione della Iniziativa Prekmurje Slovenia e Cannabis Sans Frontières France)

Giovedì 12 marzo, 13.10-14.00, Sala MOE79:
Prospettive mediche sulla cannabis: una analisi dei pazienti
(in partnership con Pazienti Impazienti Cannabis Italia e Hanf-Institut Austria) 

per ulteriori informazioni contattare Janko Belin telefono +386 70 133 804 belinjanko@gmail.com

Toni Straka (Encod, Hanf-Institut) +43 676 69 66664 toni.straka@hanfinstitut.at

Joep Oomen (Encod) telefono +32 495 122 644 info@encod.org

lun, marzo 9 2015 » Agenda, news » No Comments

L’educazione affidata ai cani antidroga

Patrizia Meringolo scrive sui cani antidroga nelle scuole per la rubrica di Fuoriluogo su il Manifesto del 4 marzo 2015

meringoloSi è parlato molto nelle ultime settimane a Firenze di droga a scuola. Casus belli è stato l’intervento “olfattivo” dei cani negli istituti superiori, visto come argine per dissuadere i ragazzi dai cattivi comportamenti, identificati dai cani senza alcun ragionevole dubbio. Alcuni dirigenti scolastici però hanno rifiutato una prassi di questo genere, con stupore di chi considerava la prevenzione dissuasiva l’unica arma di difesa possibile. Si è originato un dibattito che – al di là dei cani si/cani no – ha riguardato il consumo giovanile di sostanze illegali e, anche per l’impegno della FLC CGIL, la scuola come luogo formativo e non come istituzione totale.

In primo luogo occorre definire il problema: parliamo di dipendenze in generale o solo di sostanze illegali? e in quest’ultimo caso, solo di cannabis? perché è questa, e solo in minima quantità, che i cani talvolta trovano nelle scuole. E in definitiva, cosa preoccupa? la salute degli studenti, gli aspetti penali, la prossimità al mercato deviante, oppure il fatto che tutto ciò avvenga a scuola?

Altra questione basilare è la centratura sul prevenire o sul sanzionare. I dati presentati dal criminologo britannico Alex Stevens in un recente seminario promosso da Forum Droghe evidenziano che – a fronte di una stabilizzazione dei consumi nei paesi europei – le politiche penali sono molto diverse, quindi la legge viene usata come deterrente (peraltro di scarsa utilità) e non come strumento di controllo del fenomeno.

Per conoscere, in ogni caso, il trend dei consumi sono disponibili i dati “ufficiali” del Dipartimento delle Politiche Antidroga, secondo i quali il consumo di cannabis, almeno una volta nella vita, riguarderebbe meno del 25% dei ragazzi. Dato preoccupante per chi lo voglia leggere come uno su quattro, ma sicuramente inferiore alla realtà.

A fronte di tutto ciò, le evidenze scientifiche dimostrano che per gli interventi preventivi è basilare analizzare indicatori di setting in grado di dare il “senso” e la “ritualità” dei consumi, la percezione del rischio e soprattutto le esperienze di esplorazione di questo tipo di comportamenti. Si studia la resilienza, nel senso di acquisire le capacità di coping nel confrontarsi con il rischio, proprio o dei pari, e con le sue possibili conseguenze, come la guida dopo il consumo.

Quanto agli interventi, si è rivelata fallimentare una modalità del tipo causa-effetto (intervento repressivo o sanzionatorio, quindi cessazione del comportamento indesiderato) a favore di modalità sistemiche, in cui una politica preventiva nasce da un insieme di attori sociali, utilizzando pienamente le risorse territoriali. Lavorare con una logica resource oriented permette di vedere i giovani non come consumatori (e non solo di sostanze) ma come partecipanti attivi nella costruzione del benessere.

Un’ultima considerazione riguarda la “fragilità” del contesto scolastico. La progressiva svalorizzazione della scuola, in particolare pubblica, porta a percepirla come un ambiente di scarso valore formativo e di scarsa credibilità sociale, per cui tende ad assumere le caratteristiche di contesto ricreazionale, con i comportamenti tipici dei luoghi di divertimento.

Se vogliamo davvero parlare di prevenzione a scuola, è necessario ridare valore educativo e formativo sia alle professionalità al suo interno sia a quelle presenti nella comunità locale (ASL, SerT, forze dell’ordine, governo locale), progettando un sistema in cui la scuola è un nodo significativo della rete, non con finalità di ispezione (i cani, o anche l’esame generalizzato del capello), ma per la costruzione del benessere e della convivenza civile.

(cani antidroga a scuola, vedi dossier repressione su www.fuoriluogo.it)

 

mer, marzo 4 2015 » La rubrica di fuoriluogo sul Manifesto » 1 Comment

OPG addio, per sempre

Seminario sugli OPG a Firenze il 4 marzo 2015, ore 9.30/17.30 presso il Consiglio regionale della Toscana Palazzo Bastogi, Salone delle Feste – Via Cavour, 18

Seminario sugli OPG a Firenze il 4 marzo 2015, ore 9.30/17.30 presso il Consiglio regionale della Toscana Palazzo Bastogi, Salone delle Feste - Via Cavour, 18Garante regionale per i diritti dei detenuti – Regione Toscana
Associazione Volontariato Penitenziario Onlus
Fondazione Giovanni Michelucci
la Società della Ragione ONLUS
Stop OPG

Seminario

OPG addio, per sempre

Firenze, 4 marzo 2015, ore 9.30/17.30
Consiglio regionale della Toscana
Palazzo Bastogi, Salone delle Feste – Via Cavour, 18

Il processo di superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, che ha preso forma nell’ambito del passaggio di competenze in tema di sanità penitenziaria dallo Stato alle Regioni, sembra giunto a un momento decisivo, essendo prevista per il 31 marzo prossimo la chiusura definitiva di tali strutture. Governo e Regioni hanno lavorato in questi anni per individuare modalità alternative di gestione del disagio psichiatrico che dà luogo a pericolosità sociale, nella prospettiva di privilegiare l’aspetto medico, e di riservare le misure di sicurezza detentive a quei casi residuali che non sia possibile prendere in carico altrimenti.
Il Garante per i diritti dei detenuti della Regione Toscana, insieme con l’Associazione di Volontariato Penitenziario di Firenze, ha voluto dare il proprio contributo alla definizione di questo processo, attraverso un’indagine sulla popolazione internata nell’OPG di Montelupo Fiorentino.
La ricerca ha analizzato i fascicoli degli internati presenti in OPG all’8 Novembre 2014 e i nuovi ingressi fino al 31 Dicembre 2014. Si è cercato di mettere in evidenza, oltre alle caratteristiche generali della popolazione detenuta, gli elementi della presa in carico da parte dei servizi sociali, i meccanismi di proroga delle misure di sicurezza, la durata della permanenza in OPG alla luce dei nuovi limiti di legge. I risultati mostrano un quadro in cui vi sono ampi spazi per un intervento che vada nella direzione del reinserimento sul territorio dei soggetti autori di reato con sofferenza psichica, attraverso una presa in carico effettiva da parte dei Dipartimenti di salute mentale, e un ruolo veramente residuale delle nuove strutture per l’esecuzione di sicurezza (REMS), che sostituiranno l’OPG.
Il Governo ha da poche settimane presentato la sua Seconda relazione trimestrale al parlamento sul programma di superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, ai sensi della Legge 30 maggio 2014 n. 81. La relazione segna lo stato dell’arte e i passi mancanti verso l’obiettivo della chiusura degli OPG entro il 31 marzo 2015. Passaggi fondamentali saranno: dimettere entro tale data i soggetti dichiarati dimissibili e prenderli in carico da parte dei Dipartimenti di salute mentale (DSM) delle regioni, nonché accogliere e assistere i soggetti non dimissibili in strutture residenziali (REMS), conformi a criteri definiti con DM 1° ottobre 2012. Alcune regioni sono in grado di accogliere i non dimissibili nelle nuove strutture già da aprile prossimo, mentre altre ricorreranno a strutture provvisorie. Emerge il dato nazionale del calo delle presenze: da 880 al 31 gennaio 2014 a 761 al 30 novembre 2014.

Programma

Ore 9.30: Inizio dei lavori
Saluti
Alberto Monaci
Presidente del Consiglio regionale della Toscana
Enrico Rossi
Presidente della Giunta regionale della Toscana
Introduzione
Franco Corleone
Garante regionale dei diritti dei detenuti della Toscana
ore 10,15: Presentazione dei risultati della ricerca: ”Il quadro della popolazione internata a Montelupo”
A cura dell’Associazione Volontariato Penitenziario Onlus
Gruppo di ricerca:
Evelin Tavormina – Associazione Volontariato Penitenziario
Saverio Migliori – Fondazione Giovanni Michelucci
Katia Poneti – Ufficio Garante regionale
Marianna Storri – Fondazione Giovanni Michelucci
Contributi di:
Vito D’Anza – Direttore DSM 3 di Pistoia
Antonella Tuoni – Direttrice OPG di Montelupo Fiorentino
Franco Maisto – Presidente Tribunale di Sorveglianza di Bologna
ore 11,45: La Relazione del Governo al Parlamento sul programma di superamento degli OPG
Mauro Palma – Vice capo Dipartimento Amministrazione Penitenziaria
Antonella Calcaterra – Avvocato
Stefano Cecconi – Coordinatore della Campagna “Stop OPG”
Giovanna Del Giudice – Psichiatra e Presidente Conferenza Basaglia
Ore 13.00: Le scelte impegnative della Regione Toscana
Luigi Marroni
Assessore al Diritto alla salute della Regione Toscana
Ore 13.30: Buffet

Ore 14.30: Ripresa dei lavori
Tavola rotonda:
Chiusura dell’OPG , strutture territoriali e REMS
Cesare Bondioli
Centro Franco Basaglia di Arezzo – Responsabile carcere e OPG di Psichiatria Democratica
Antonietta Fiorillo
Presidente Tribunale di Sorveglianza di Firenze
Valtere Giovannini
Direttore Generale Assessorato al Diritto alla Salute della RegioneToscana
Franco Scarpa
Psichiatra – Direttore UOC Salute in carcere USL 11 Toscana
Simone Siliani
Ufficio della Presidenza della Regione Toscana
Emilio Santoro
Università degli Studi di Firenze

ore 16,00: Villa dell’Ambrogiana: l’oggetto del desiderio
Corrado Marcetti
Fondazione Giovanni Michelucci
Carmelo Cantone
Provveditore Regionale Amministrazione Penitenziaria

Ore 17.00: Conclusioni
Franco Corleone
Garante regionale dei diritti dei detenuti della Toscana

E’ stato invitato a partecipare ai lavori Vito De Filippo, Sottosegretario di Stato al Ministero della Salute.

mar, marzo 3 2015 » Agenda » No Comments