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29.09.03
CASSAZIONE: DROGA, NO ALL' ARRESTO DEI TOSSICODIPENDENTI.
LA DIPENDENZA DAGLI STUPEFACENTI NON E' UNA 'COLPA GRAVE'
(ANSA) - ROMA, 29 SET - Non e' legittimo arrestare i tossicodipendenti,
al massimo si possono multare, ma non rinchiudere in carcere perche'
la dipendenza dalla droga non e' una ''colpa grave''. Lo sottolinea
la Cassazione affermando che ''il mero stato di tossicodipendenza,
pur costituendo illecito amministrativo in caso di importazione,
acquisto o detenzione illecita di sostanze stupefacenti per uso
personale, non puo' da solo dare causa al provvedimento privativo
della liberta' personale''.
Il caso che ha portato la Suprema Corte a stabilire questo principio,
e' quello di Antonio G., un tossicodipendente di Nocera Inferiore
arrestato perche' trovato in possesso di tre bustine di eroina mentre
camminava in una zona ''che era ritrovo abituale di spacciatori
e drogati''. Antonio fu incarcerato e detenuto dal 20 dicembre 2001
al 31 maggio 2002, e in seguito fu assolto dall'accusa di essere
uno spacciatore perche' l'eroina era per uso personale.
Contro l'ingiusta carcerazione - dopo la totale assoluzione - Antonio
(38 anni) ha fatto ricorso per ottenere l'indennizzo previsto a
favore di chi viene privato della liberta' senza validi motivi.
Ma la Corte di Appello di Salerno gli nego' il risarcimento sostenendo
che il suo stato di tossico, unito alle frequentazioni e al ritrovamento
di dosi di eroina addosso, aveva giustificato il suo arresto. Contro
questa decisione Antonio si e' rivolto alla Cassazione protestando
perche' ''lo stato di tossicodipendenza non puo' legittimare l'arresto,
equiparandosi cosi' il tossicodipendente allo spacciatore''. E la
Suprema Corte ha condiviso il suo punto di vista dicendo, appunto,
che la condizione di tossicodipendenza e' un ''disvalore sociale''
ma non e' un comportamento che giustifichi l' arresto. I giudici
di Piazza Cavour fanno un esempio: quello del tossicodipendente
che ''venga trovato nella propria abitazione con una o due dosi
di stupefacente''.
''E' evidente - dice la Quarta sezione penale, sentenza 37664 -
che sussistono i presupposti per ritenere l'illecito amministrativo,
ma e' da escludere che si possa ritenere una condotta gravemente
colpevole che abbia causato l'applicazione di una misura cautelare
quale la custodia in carcere o gli arresti domiciliari''. Tuttavia
ad Antonio, la Suprema Corte ha - a sua volta - negato il risarcimento
per ingiusta detenzione in quanto la circostanza che lui fosse stato
trovato con piu' bustine di eroina in una zona di spaccio (condotta
''altamente imprudente'', dice la Cassazione) poteva aver tratto
in inganno il pm che dispose l'arresto. A chiare lettere, pero',
i supremi giudici sottolineano che ''il mero stato di tossicodipendenza
non puo' considerarsi una colpa grave'' e non puo' essere ''una
causa di esclusione del diritto alla riparazione per l'ingiusta
detenzione''. (ANSA).

CASSAZIONE, NO A CARCERE PER TOSSICODIPENDENTI
Roma, 29 set. (Adnkronos) - Con una sentenza destinata a fare
scalpore, la Cassazione stabilisce che non e' legittimo arrestare
i tossicodipendenti. Secondo i giudici della Suprema Corte, al massimo
si possono multare, ma non rinchiudere in carcere. Motivo? La dipendenza
dalla droga non ? una ''colpa grave''.
A detta della Cassazione, ''la tossicodipendenza, pur costituendo
un illecito in caso di acquisto e detenzione di droga per uso personale,
da solo non pu? portare alla privazione della liberta' personale''.
I giudici di piazza Cavour hanno cosi' accolto il ricorso avanzato
dai legali di un tossicodipendente, Antonio G. , di Nocera Inferiore,
arrestato perche' in possesso di tre dosi di eroina mentre passeggiava
in una zona considerata ritrovo abituale di tossicodipendenti e
spacciatori.
La vicenda giudiziaria di Antonio G. inizia il 20 dicembre 2001
con una condanna da scontare in carcere per spaccio di droga. Il
31 maggio 2002 il tossicodipendente viene rilasciato perche' risulta
che l'eroina assunta dall'uomo era per uso personale. Contro l'ingiusta
carcerazione e dopo l'assoluzione, il 38enne decide di fare ricorso
alla Corte d'Appello di Salerno, per ottenere il risarcimento previsto
per chi subisce una privazione della liberta' senza giusta causa.
Ma i giudici gli negano l'indennizzo sostenendo che la sua condizione
di dipendenza dalla droga e il possesso di dosi di eroina al momento
dell'arresto aveva giustificato la carcerazione.
A questo punto Antonio G. decide di ricorrere alla Suprema Corte
avanzando la motivazione che non si puo' equiparare lo stato di
tossicodipendenza a quello di spacciatore. E la Cassazione, condividendo
la sua tesi, ha affermato che la dipendenza dalla droga e' ''un
disvalore sociale'' ma non e' un comportamento che puo' giustificare
l'arresto.
Con la sentenza 37664 la quarta sezione penale della Corte di
Cassazione ha affermato: ''E' evidente che sussistono i presupposti
per ritenere l'illecito amministrativo, ma e' da escludere che si
possa ritenere una condotta gravemente colpevole che abbia causato
l'applicazione di una misura cautelare quale la custodia in carcere
o gli arresti domiciliari''.
Tuttavia i giudici di piazza Cavour hanno negato ad Antonio G.
la possibilita' di ottenere l'indennizzo da lui richiesto poiche'
il possesso di una notevole quantita' di eroina al momento dell'arresto
poteva aver tratto in inganno il pm che dispose l'arresto.
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