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Ottobre 2003
La campagna contro la canapa: scende
in campo il Consiglio Superiore di Sanità
La scienza tra MITI E FATTI
a cura di Grazia Zuffa
Nella
seduta dell’8 settembre 2003, il Consiglio superiore di sanità approva
un parere su richiesta del Ministro della salute. Il Consiglio ritiene che
l’uso di cannabis sia gravato da pesanti effetti collaterali quali dipendenza,
possibile progressione all’uso di altre droghe quali cocaina e oppioidi,
riduzione delle capacità cognitive e di memoria... disturbi psichiatrici
quali schizofrenia, depressione, ansietà, possibili malattie broncopolmonari...
Il Consiglio ritiene pertanto che la cannabis non debba considerarsi una droga
leggera... Il Consiglio auspica che le autorità competenti provvedano
a dare ampia e incisiva informazione agli adolescenti riguardante gli effetti
collaterali della cannabis e in particolare sui rapporti diretti fra uso di
cannabis e sviluppo di problemi alla salute mentale, quali depressione, ansietà,
schizofrenia.
Il mito: la marijuana
può causare
una permanente
malattia mentale
È
l’argomento usato dai sostenitori della proibizione in America fin dagli
anni ‘30. Nonostante l’asserzione sia stata contestata sin dagli
anni ‘70 per carenza di prove scientifiche, l’argomento è periodicamente
risollevato. Così nella sua relazione che accompagna il parere del Css,
Garattini afferma che dallo studio realizzato su 50.000 reclute svedesi seguite
per 15 anni... e ripreso con un periodo di osservazione più lungo...
i risultati dimostrano che la cannabis è responsabile della comparsa
della psicosi...
Il fatto: mancano
le evidenze scientifiche
Non ci sono evidenze scientifiche che la marijuana causi danni psicologici
o malattie mentali sia negli adolescenti che negli adulti (Zimmer e Morgan,
1997); Fino ad oggi, non esiste un corpus di studi comparabili e metodologicamente
solidi circa il legame fra uso di canapa e psicosi (Cannabis 2002 Report);
Riguardo i disturbi psicotici e la schizofrenia, in ambedue i casi la metodologia è debole,
i dati contraddittori e le interpretazioni spesso basate su modelli semplicistici
di causalità... È vero che il consumo di cannabis ha più alta
prevalenza fra i soggetti schizofrenici rispetto alla popolazione generale,
ma alcuni ritengono che sia usata a scopo di autoterapia (Rapporto Nolin, 2002);
Non c’è prova di una correlazione diretta fra patologie mentali
e il sovraconsumo di cannabis, il che distingue questa sostanza da psicostimolanti
come il Mdna, la cocaina o l’alcol, il cui consumo pesante e ripetuto
può far insorgere sindromi psicotiche caratteristiche. Analogamente,
non sembra che la cannabis precipiti l’insorgenza di preesistenti disfunzioni
mentali, quali schizofrenia e depressione bipolare (Roques, 1999);
Circa il legame fra consumo di canapa e malattie psichiatriche a lungo termine,
l’evidenza più significativa sembra provenire da uno studio svedese
su 50.000 reclute... e ce ne sono altri simili..ma questi studi mostrano solo
una associazione statistica e non provano alcuna relazione di causa e effetto
con la canapa. Il consumo di canapa è solo uno dei molti fattori...
nello studio svedese i consumatori di canapa provenivano da un background sociale
svantaggiato, un altro fattore di rischio per la schizofrenia. Se l’uso
di cannabis precipitasse la schizofrenia, dovremmo aspettarci un notevole aumento
di persone affette da questa patologia, visto che negli ultimi 30 anni il consumo
di canapa si è diffuso in occidente: eppure non esiste un’evidenza
epidemiologica in tal senso (Iversen, 2003).
Che cosa è bene sapere
Alcuni consumatori di marijuana, in seguito all’assunzione della sostanza,
sperimentano un disagio psicologico che può includere sentimenti di
panico, ansietà, e paranoia. Queste esperienze possono spaventare, ma
gli effetti sono temporanei. In dosi molto elevate, la marijuana può causare
una psicosi tossica temporanea: ciò capita di rado,e quando capita,
quasi sempre la marijuana è stata assunta nei cibi. È difficile
consumare alte dosi di Thc fumando, mentre è facile quando la sostanza è ingerita
(Zimmer e Morgan, 1997).
Che cosa è bene leggere
•
Grinspoon L., Bakalar J.B. (1997), Marijuana, the Forbidden Medicine, Yale
University Press (edizione riveduta e ampliata). Vedi in particolare il cap.
5, “Come misurare i rischi”. Edizione italiana: Marijuana, la medicina
proibita. Editori Riuniti 2002 (il libro si basa purtroppo sulla prima edizione
americana del 1993 e non su quella del 1997)
•
Zimmer L., Morgan J.P. (1997), Marijuana Myths, Marijuana Facts (A review of
the scientific evidence), The Lindesmith Center
•
Roques B. (1999), La dangerosité des drogues (Rapport au secrétariat
d’Etat
à
la Santé), Editions Odile Jacob
•
Iversen L., (1999), “Marijuana:
the myths are hazardous to your health”, in Cerebrum, 1 (2), .37-49
•
Cannabis 2002 Report, documento tecnico scientifico internazionale promosso
dai ministri della Salute del Belgio, Francia, Germania, Olanda, Svizzera (www.trimbos.nl)
•
Report of the Senate Special Committee
on illegal drugs (2002), Cannabis, our position for a Canadian Public Policy,
(Pierre Claude Nolin, chair)
•
Iversen L., (2003) “Cannabis and the brain”, in Brain, 126, 1252-1270.
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