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Marzo 2002
Regno Unito, sì alla tolleranza sulla canapa in due rapporti
commissionati dal governo
Il tempo delle "eresie"
I “lib-dem” di Charles Kennedy hanno votato per la canapa legale
e per depenalizzare il consumo di droghe pesanti. È la proposta
più radicale avanzata da un partito inglese
Daniel Lukes
LONDRA
Nellottobre 2001 il ministro degli Interni David Blunkett
annunciava di voler riclassificare la cannabis, portandola da
droga di classe B a classe C, sullo stesso livello di steroidi
e psicofarmaci: in tal modo le infrazioni per uso personale della
sostanza non sarebbero più passibili di arresto (cfr. Fuoriluogo,
novembre 01). Da allora ci sono stati eventi e passaggi chiave
che mostrano chiaramente unapertura verso la legalizzazione
e la depenalizzazione nella classe politica inglese, nonostante
la linea ufficiale del governo continui a rifiutare passi in questa
direzione.
Tra gli sviluppi più recenti, ci sono due rapporti commissionati
dal governo Blair, luno della Joseph Rowntree Foundation,
laltro dellAdvisory Council on the Misuse of Drugs,
che sono stati pubblicati a metà marzo: ambedue concordano
nel suggerire lo spostamento della canapa nella classe C. Il primo
rapporto giustifica la proposta soprattutto con motivazioni economiche
e sociali, sottolineando gli effetti negativi provocati dallillegalità
della droga; il secondo adduce invece ragioni di carattere scientifico,
argomentando che la classificazione attuale nella B, insieme ad
amfetamine e barbiturici, non corrisponde al livello minore di
danni causati dalluso di cannabis. Tutto ciò segue
a brevissima distanza la conferenza primaverile a Manchester del
partito liberale di opposizione, i Liberal Democrats di Charles
Kennedy: il 10 marzo 2002 lassemblea ha votato una mozione
per legalizzare luso e il possesso di cannabis, e per depenalizzare
il possesso di droghe più pesanti come la cocaina, prendendo
atto del fallimento della war on drugs. Questo pacchetto di riforme
rappresenta la proposta più radicale mai sostenuta da un
partito politico inglese. Secondo la nuova linea ufficiale dei
liberali, la cannabis verrebbe venduta nei negozi come le sigarette,
mentre il possesso per uso personale di qualsiasi droga, anche
eroina e cocaina, non comporterebbe alcuna sanzione penale.
Altre novità per la canapa si sono registrate lo scorso
febbraio: il Dipartimento per la Salute ha annunciato che entro
il 2004 potrebbero essere prescritti a carico del Servizio sanitario
nazionale degli antidolorifici a base di cannabis. Centinaia di
malati di sclerosi multipla vengono già trattati con medicine
a base di cannabis in esperimenti clinici finanziati dal Medical
Research Council (Consiglio di ricerca medica), ma le nuove proposte
riguardano il possibile utilizzo della droga anche in altri campi,
come quello del dolore postoperatorio. Lord Hunt, del ministero
della Sanità, ha negato che ci sia una contraddizione tra
luso medico della cannabis e lattuale illegalità
della droga. «Penso che sia importante fare una distinzione
tra le droghe usate per trattare la sclerosi multipla e luso
della cannabis fumata per piacere» ha detto.
La casa farmaceutica britannica GW Pharmaceuticals, che sta lavorando
a medicinali a base di cannabis, ha reso pubblico il progetto
di ampliare la sperimentazione già in atto al trattamento
di malati di cancro. Intanto la ditta sta sviluppando un anti-dolorifico
a base di cannabis che si spruzza sotto la lingua, con risultati
positivi, a quanto pare. Varie associazioni hanno accolto molto
positivamente lannuncio del Dipartimento della Sanità,
e la Medicinal Cannabis Research Foundation (Mcrf) ha sottolineato
la necessità di studiare lutilizzo della canapa anche
per i malati di artrite ed epilessia.
Intanto a Londra, nel quartiere di Lambeth, è in atto da
sei mesi il progetto-pilota ideato dal Comandante di Polizia Brian
Paddick: la polizia non arresta per luso personale di canapa,
ma si limita a emettere un avvertimento informale. Ciò
permette alla polizia di concentrare le risorse su altre forme
di crimine e sullo spaccio di droghe pesanti. Il progetto è
ben accolto sia dalla popolazione del luogo, sia dal capo della
Metropolitan Police (la polizia di Londra), Sir John Stevens,
che sta pensando di estendere il progetto a tutta la città.
Di recente ci sono state polemiche perché il Comandante
Paddick ha fatto dichiarazioni poco ortodosse che sono apparse
su un sito internet di stampo anarchico: tra laltro ha detto
che una grande fetta di «membri normali e benestanti della
società» che usano saltuariamente droghe come la
cannabis e lecstasy con i soldi che hanno guadagnato onestamente,
non causano alcun danno sociale. Ma Brian Paddock non è
lunico poliziotto che ha reso pubbliche le sue opinioni
scomode sulle politiche anti-droghe. Il Constable Richard Brunstrom,
del Galles del Nord, ha detto recentemente che il danno maggiore
non viene provocato dalle sostanze, bensì dal sistema legale
inglese. «Perché non consumare droghe, se non si
commettono commetti crimini violenti contro altri e non si scippano
le vecchiette?» si domanda Brustrom, paragonando le politiche
attuali al proibizionismo americano degli anni 20. Nonostante
la cautela del governo Blair, prese di posizioni di questo genere
da parte delle autorità stanno contribuendo a creare un
clima di dibattito sempre più aperto, in cui quelle che
per lungo tempo sono state considerate verità
possono oggi essere messe apertamente in discussione.
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