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Marzo 2002

L’ONU e il nulla

L’uscita di scena di Pino Arlacchi con un finale farsesco poteva suggerire al nostro governo di abbandonare l’agenzia di Vienna sulle droghe e ricercare una postazione più strategica negli equilibri delle Nazioni Unite. Si è invece confermata l’incapacità italiana di gestire delicati rapporti internazionali, bruciando candidature credibili e presentando alla fine una rosa di nomi in cui Kofi Annan non poteva che scegliere il nulla. È andata perduta l’occasione di avere a capo dell’Undcp una persona competente e non prigioniera di schemi ideologici vetusti. Antonio Costa, a quanto si sa, è un economista che sinora di tutto si è occupato fuorché di droghe. C’è solo da augurarsi che non sia stato scelto per motivi di “fedeltà” ideologica e politica. Intanto il proibizionismo perde qualche colpo proprio nella sua roccaforte storica: all’assemblea mondiale dell’Undcp sono stati liquidati come un flop i famosi programmi americani di prevenzione Dare, protagonisti i poliziotti che indottrinano gli studenti nelle scuole. Per dar man forte alla “tolleranza zero” il vicepresidente Fini è corso a Vienna a illustrare la “via italiana”. Allontanandoci così dall’Europa, anche sulle droghe.

 

 

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