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Gennaio 2002

Una storia di bassa lega

È stato Fuoriluogo a sollevare per primo lo scandalo della Casa di Lavoro di Castelfranco Emilia, che il ministro Castelli starebbe per appaltare a San Patrignano. Non sono del tutto chiari i contorni della vicenda, e non è un caso. Vuoi perché ciò che sta a cuore è l’operazione in sé, di “privatizzazione della cosa pubblica” (così come la puntata di Domenica in trasmessa dagli studi di Muccioli). Vuoi perché nel pensiero di San Patrignano la differenza fra comunità carceraria (per i consumatori in quanto tali, da redimere forzosamente) e carcere “terapeutico” (per chi abbia commesso reati e richieda in più un trattamento) è sottile come una sfoglia. Peccato solo che sia un muro maestro in uno stato di diritto. C’è un altro aspetto dell’affaire, meno noto: il leghista Castelli sta annullando d’imperio un precedente progetto innovativo per un carcere a custodia attenuata, a suo tempo concordato con gli Enti locali e la Regione. Con buona pace del federalismo sbandierato che fu, “Roma ladrona” la fa sempre più da padrona.

 

 

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