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Settembre 2001
Ripensare tutto
FRANCO CORLEONE
Adriano Sofri ha invitato a ripensare a tutto dopo l11
settembre. Ha certamente ragione, ma perché questo appello
sia credibile è necessario che davvero tutti ripensino
a tutto. Le reazioni espresse dai potenti della terra, ma anche
da tanti commentatori indipendenti, ripropongono vecchie ricette
ma soprattutto non mettono in discussione una politica internazionale
ottusa e letteralmente devastante.
La globalizzazione e di conseguenza lanti-globalizzazione
rischiano di essere le prime vittime di questo nuovo capitolo
della storia. Le spinte alla sicurezza e ai controlli produrranno,
infatti, un inevitabile rallentamento nei traffici di merci e
persone. La militarizzazione imposta in molti luoghi delle città,
a cominciare dai centri nevralgici dei trasporti, costituirà
un limite alle libertà civili fondamentali e ai diritti
umani, a cominciare da quello della privacy e della riservatezza.
La paura e linsicurezza, come sentimento diffuso, allo scopo
di difendere non solo i beni ma la vita, propria o di altri sentiti
come fratelli, potrà avere un contraccolpo psicologico
facendo risorgere sentimenti pre-moderni come il familismo, la
piccola patria, il recinto del villaggio, insomma la chiusura
in un ambiente fuori dal corso della storia e ritenuto sicuro
perché ai margini e, quindi, più facilmente tutelato.
Nelle grandi crisi lOnu si rivela totalmente afasico e incapace
di proposta e iniziativa. Nonostante ciò molte voci reclamano
un ruolo per unorganizzazione che si immagina più
democratica e più sensibile di altri organismi. Ma chi
si occupa di politica delle droghe, sa che il principale ostacolo
al cambiamento è costituito proprio dalle convenzioni internazionali
dellOnu e da quella sorta di pensiero unico
sulla droga che ha travolto razionalità e umanità.
È proprio lOnu che ha messo a capo dellOdccp
il nostro Arlacchi, uno dei maggiori fautori del contestato sostegno
economico e finanziario ai Talebani sullaltare della guerra
alla droga.
Ecco, la war on drugs rappresenta il parametro perfetto del tentativo
di dominio sui paesi poveri e sulle culture altre,
della lotta del bene sul male, della normalità
contro la devianza: in nome della quale si esercita anche la più
dura repressione di polizia contro gli emarginati delle periferie
urbane, neri e ispanici, negli Stati Uniti. Lappello a Kofi
Annan del Lindesmith Center-Drug Policy Foundation in occasione
della Conferenza di Durban sul razzismo ha giustamente rilanciato
proprio questo aspetto, della discriminazione anche razziale indotta
dalla lotta alla droga.
Il conflitto in Colombia è un altro spietato emblema delle
distruzioni ambientali ed economiche condotte contro un paese
ed un popolo, sotto la copertura di questa guerra morale.
È per questo che la politica sulle droghe è parte
essenziale della globalizzazione, ed è con questi argomenti
che Forum droghe ha motivato la sua adesione al Genoa Social Forum.
Tuttavia questo nodo non ha sinora avuto la centralità
che si merita allinterno del nuovo movimento. Eppure proprio
a Genova si era svolta la III Conferenza del governo sulle droghe
e il cartello alternativo di associazioni e movimenti, insieme
alle parole del ministro Veronesi, avevano segnato un momento
importante: cè da chiedersi perché quel risultato
così significativo sia stato frettolosamente accantonato,
e gli interlocutori della tavola rotonda qui accanto cercano di
approfondire la questione.
Ancora di più vale la pena interrogarsi, perché
lavversario politico ha al contrario ben presente la droga
come tema globale. Non è un caso che nel comunicato
finale del G8 si confermi la crociata mondiale sulla droga e che
il governo abbia immediatamente cacciato Vittorio Agnoletto dalla
Consulta governativa sulle tossicodipendenze e dalla commissione
nazionale Aids .
Per la destra italiana, assieme alla scuola, allaborto e
allimmigrazione, la questione droga fa parte del sistema
di valori contro la cultura laica e lautonomia delle donne
e degli uomini. Sta anche a noi riflettere, con responsabilità
e senza falsi tatticismi.
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