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Ottobre 2001
LAfghanistan e la mappa del narcopotere
IL FUTURO È NELLOPPIO, CON O SENZA TALIBAN
Mettendo al bando la coltivazione di papavero, il mullah Omar
ha fatto un ottimo affare. Il prezzo delle sue scorte è aumentato
passando da 110 a 500 dollari al chilo in breve tempo
Paolo dalla Zonca
Le radici dellattuale disastro in Afghanistan cadono tra
il Natale del 1979 e il capodanno del 1980, quando lUnione
sovietica invase il Paese su richiesta di una delle
due fazioni del Partito comunista afghano in lotta tra di loro,
dopo il golpe che aveva deposto il principe Daoud nel 1978, che
a sua volta aveva deposto il re Zahir Shah con un altro golpe
nel 1973, proclamando la Repubblica. Questultimo golpe fu
il seme da cui nacque lalbero della distruzione, dopo quarantanni
di pace.
I mujaheddin (quelli della jihad, la guerra santa)
presero le armi nel 1978, contro il regime ateo che aveva sfidato
le tradizioni feudali dellAfghanistan. LArmata rossa
si ritirò il 15 febbraio del 1989, lasciandosi dietro 15mila
morti, portandosi a casa centinaia di migliaia di feriti, mutilati
e traumatizzati, e lasciando nel Paese appena abbandonato una
guerra civile di tutti contro tutti, facilitata dalla quantità
di armi lasciate sia dai russi al regime, che dagli Stati uniti
ai gruppi mujaheddin, soprattutto al partito delletnia tajika
Jamiat-i-Islami, islamico moderato, dello scomparso comandante
Ahmad Shah Massud e del presidente Burhanuddin Rabbani, e allavversario
partito fondamentalista Hezb-i-Islami, delletnia pashtun,
di Gulbuddin Hekmatyar, tutti membri di un governo mai insediatosi
dopo la caduta del regime filosovietico nel 1992.
I due anni di guerra civile tra i mujaheddin, dal 1992 al 1994,
gettarono lAfghanistan in un abisso di distruzione morale
e materiale sul quale prosperarono i nuovi arrivati, i Taliban
(quelli che cercano, cioè studenti, al singolare,
talib). Comparsi nel novembre del 94 a Kandahar, erano studenti
coranici addestrati nei campi profughi dai servizi segreti del
Pakistan, Isi (Inter-services intelligence), e avanzarono in modo
travolgente fino ad assorbire entro marzo del 95 uomini
e armi di Hekmatyar, che assediava la capitale Kabul da sud. Nel
settembre del 1996 catturavano la capitale, dopo avere esteso
il loro controllo al resto del Paese, sempre combattendo le forze
del comandante Massud su tutto il territorio, e assorbendone i
comandanti e i reparti sconfitti. Anche dopo il ridursi nelle
montagne del nordest, e la morte di Massud in seguito a un attentato
suicida che lo colpì due giorni prima degli attentati aerei
suicidi negli Stati uniti, il Fronte Unito, o Alleanza del Nord,
resta lunica opposizione ai Taliban. Si tratta del governo
dellAfghanistan riconosciuto dalle Nazioni unite, ma le
cui rivalità politiche ed etniche non sono state risolte,
così una sconfitta dei Taliban potrà, facilmente,
riaprire le vecchie faide momentaneamente sospese per combattere
il nemico comune.
Sono molte, come si intuisce, le complessità della situazione
afghana, e lavvio della campagna statunitense contro il
regime dei Taliban per dare la caccia a Osama bin Laden e alla
struttura di al-Qaeda nel Paese sta riportando indietro un problema
che gli stessi Taliban sembravano avere ridotto, quello della
produzione delloppio, materia prima per la produzione delleroina.
LAfghanistan ha prodotto fino a ieri il 75% delloppio
mondiale, la maggior parte del quale finisce in Europa occidentale,
trasformato in eroina, via Russia e Asia centrale. Per il governo
degli Stati uniti, la colpa è dei Taliban. Prima che loro
prendessero il potere a Kabul nel 1996, loppio in Afghanistan
copriva 52625 mila ettari di terreno, secondo il Programma antidroga
delle Nazioni unite, poi arrivati a 80960. Nel 1998 il raccolto
è stato di 2100 tonnellate, nel 1999 è stato un
record, 4600 tonnellate, nel 2000, a causa della siccità,
la produzione è stata solo di 3800 tonnellate.
I Taliban avevano emesso provvedimenti pro forma per il divieto
della coltivazione del papavero, oltre che bruciare in pubblico,
a uso e consumo dellagenzia antidroga delle Nazioni unite,
occasionali carichi di alcuni quintali di oppio, ma in realtà
si sapeva che tassavano ogni passaggio del prodotto finito fino
ad incassarne il 40 per cento del valore, soldi che erano reinvestiti
in armi e munizioni.
Però, dopo 20 anni di guerra totale non cera, e manca
tuttora, in Afghanistan, un altro modo di generare denaro. Pochi
giovani afghani sono istruiti, pochi sanno leggere o scrivere,
e per queste giovani generazioni ignoranti, che saranno gli adulti
di domani, per campare o si combatte o si coltiva loppio.
Un rappresentante dei Taliban a New York aveva detto, non più
tardi dello scorso luglio, che loro non avrebbero voluto trovarsi
in quella situazione, loro avrebbero voluto cambiarla, ma nei
campi restano milioni di mine da togliere, e la poca terra che
cè viene sfruttata con la coltura a maggior potenziale
di incassi, una realtà dei fatti, dicevano, indipendente
dalla loro volontà.
Intorno al mese di luglio agenti della narcotici americana sono
andati a controllare se davvero i Taliban avevano bloccato la
produzione di oppio, come chiesto e poi verificato dallAgenzia
antidroga delle Nazioni unite, e hanno scoperto che i campi di
papavero erano davvero scomparsi. I Taliban avrebbero ottenuto
questo risultato in un solo anno, e solo grazie a un editto del
mullah Omar. Praticamente tutti i contadini avrebbero obbedito
senza battere ciglio allordine del Supremo leader dei Fedeli,
questo il significato della carica di capo spirituale del mullah
Omar, anche se il grano fa guadagnare molto di meno delloppio.
Anche lapproccio dei Taliban verso gli eventuali trasgressori
sarebbe stato insolitamente morbido, dove si trovavano papaveri,
i campi venivano arati, e al coltivatore toccavano qualche giorno
di cella e il risarcimento dei lavori di aratura. I Taliban sono
riusciti ad applicare una politica di sostituzione delle colture
illegali con quelle legali senza aiuti né investimenti
multimiliardari per sorveglianza aerea, irrorazioni con diserbanti
e altre politiche di tipo militare, come quella, disastrosamente
inutile, in atto in Colombia per la lotta alla coltura dellarbusto
di coca.
La mossa dei Taliban aveva fatto molto parlare gli osservatori.
Non avranno voluto qualcosa in cambio? Non ci sarà stata
sotto una speculazione sul prezzo delloppio, dato che le
riserve ci sono? Un risultato concreto, per il regime afghano,
sotto forma di 43 milioni di dollari, è arrivato dagli
Stati uniti lo scorso maggio, un premio ai Taliban, in un momento
in cui la priorità internazionale numero uno degli Usa
sembrava la sola lotta alle droghe. Chi sospettava un altro artificio
politico metteva in mezzo la caccia al riconoscimento internazionale
da parte del regime. Prima della crisi attuale solo Pakistan,
Emirati arabi uniti e Arabia saudita riconoscevano lEmirato
dellAfghanistan sotto il mullah Omar, e poi erano in vigore
dure sanzioni economiche per lannoso rifiuto di consegnare
Osama bin Laden, processato in contumacia questa primavera da
una corte di Manhattan per gli attentati del 1998 alle ambasciate
Usa in Kenya e Tanzania, processo nel quale sono stati condannati
quattro arabi. Cè invece chi ha puntato il dito contro
certe recenti oscillazioni del prezzo delloppio, e bisogna
notare che i Taliban, pur avendo proibito la coltura del papavero,
non hanno messo fuorilegge il possesso e la vendita delloppio.
Si sa che ne esistono imponenti scorte, e quindi si pensa che
i più furbi abbiano tenuto il mercato sotto tensione, un
po come fa la De Beers con i diamanti grezzi, tenendoli
nei suoi magazzini e tenendone il prezzo artificialmente alto.
Lanno scorso, loppio stava a 110 dollari al chilo,
per arrivare a 500 a luglio, e anche a 8-900 dollari al chilo
prima della crisi di adesso. Poi, lurgenza di fuggire e
svendere lo ha fatto riprecipitare, nelle ultime settimane, a
75 dollari al chilo, e i Taliban hanno prontamente ricominciato
ad incassare le tasse su tutte le svendite.
Con lo scoppio della fase americana della guerra in Afghanistan,
i Taliban hanno abolito il bando alla coltivazione del papavero,
ma nel frattempo rapporti dallinterno dellAfghanistan,
appena pochi mesi prima degli attentati dell11 settembre
in America, dicevano che i contadini, prima di diventare profughi,
avevano ricevuto la visita di signori molto danarosi, afghani
o pakistani, che per due soldi avevano comprato loro le terre.
La coltura delloppio sembra avere comunque un futuro, in
Afghanistan, con o senza i Taliban al potere. Bisogna anche tenere
conto che nei territori dellAlleanza del nord mai nessuno
ha pensato di non coltivare più loppio, né
di smettere di produrre eroina.
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