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Maggio 2001
Parla José Luis Ripollés
Se il tossico non è più un criminale
Patrizio Gonnella
La Spagna dà avvio alla sperimentazione controllata di
eroina. E in Italia, con Berlusconi prossimo a governare, ci si
stupisce che un governo di destra abbia scelto la via della riduzione
del danno. Ne discutiamo con Josè Luis Dìez Ripollés,
direttore dellIstituto di criminologia dellUniversità
di Malaga.
Professor Ripollés, la decisione del governo spagno-
lo risponde a una scelta ideologica o, semplicemente,
si tratta di un espediente pratico per ridurre i rischi
della tossicodipendenza?
In Spagna né la sinistra né la destra considerano
il tossicomane come un delinquente. Ciò ha facilitato ladozione
di politiche di riduzione del danno. Va detto che in Spagna la
politica di somministrazione di metadone è iniziata nel
1983. Inoltre il Tribunale Supremo sostiene che le fattispecie
penali in materia di droga si debbano interpretare restrittivamente.
Quali sono i contenuti e i limiti di questa sperimentazione?
La somministrazione di eroina è stata pensata allinterno
di una politica di riduzione del danno. Questa è la dimostrazione
che si sta sbagliando con le politiche repressive. Coerentemente
con la politica di riduzione del danno, bisogna tentare prima
con il metadone. Qui in Spagna tutti gli eroinomani hanno accesso
al metadone con molta facilità, ma il 30% di loro, pur
assumendo metadone, non conseguono risultati positivi e la loro
vita non è normalizzata. In questi casi ha
senso passare alla somministrazione di eroina.
In Italia siamo abituati allinterventismo del Vaticano.
In Spagna vi sono state reazioni negative dellopinione pubblica
o della chiesa cattolica?
No. Come ho detto il tossicomane è considerato dalla sinistra
e dalla destra, dalla chiesa e dai laici una persona da curare,
e non un delinquente da trattare con il diritto penale. Limportante
sono i mezzi utilizzati per i programmi terapeutici.
Crede che la somministrazione controllata di eroina e la decriminalizzazione
della vita dei tossicomani possano essere ritenuti il primo passo
verso il definitivo abbandono della politica proibizionista in
Spagna?
Credo di no. Il problema è internazionale e non nazionale.
In Spagna molti settori professionali sono scontenti della politica
criminale sulle droghe, ma ritengo che per il momento, a causa
della pressione esercitata dagli Stati Uniti, non ci siano le
condizioni internazionali per abbandonare la via della proibizione.
Quanti sono i tossicodipendenti nelle carceri spagnole?
Il numero di persone che sono in carcere per reati connessi al
consumo o al traffico è molto alto. Le cifre variano perché
non è facile stabilire se i furti o le rapine siano stati
commessi per procurarsi droga o meno. Secondo alcuni la percentuale
di detenuti per reati connessi alle droghe è del 50%, secondo
altri la cifra è pari al 70-80%.
Pensa che la decisione del governo spagnolo possa ridurre il numero
dei tossicomani in carcere?
Non penso che accadrà a breve, forse nel futuro. Cè
da tenere presente una cosa molto importante: lIstituto
andaluso di criminologia, che io dirigo, si è posto il
problema di come questo programma possa svilupparsi. Il metodo
più sicuro è considerare questo progetto come un
programma clinico. Lesperimento in Andalusia coinvolgerà
complessivamente 150 persone. Di queste, 75 assumeranno metadone
e 75 eroina. Si vuole dimostrare che leroina produce effetti
più benefici rispetto al metadone dal punto di vista della
salute, delle relazioni sociali e della riduzione del conflitto
con la legge penale. Nel giro di due anni si deciderà se
somministrare definitivamente eroina in forma controllata.
Naturalmente il problema che ci si pone è: che cosa succederà
dopo i due anni, quando verrà meno lautorizzazione
governativa al programma sperimentale? Le autorità andaluse
hanno già detto che se lesperimento sarà positivo
vi sarà un argomento in più per continuare a somministrare
eroina, in via normale e non più sperimentale. E penso
che anche in Catalogna avverrà lo stesso. n
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