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Febbraio 2001

Prodotto dalla Guardia di Finanza un CD Rom sulle sostanze stupefacenti
Pregiudizi digitali

Maurizio Baruffi

Da alcuni mesi viene pubblicizzato e diffuso un CD Rom prodotto dalla Guardia di Finanza, che ha per titolo “Stupefacente”. Questo CD Rom è proposto come il primo manuale multimediale sulle droghe, con l’idea di contribuire alla prevenzione dall’uso delle sostanze illegali attraverso la massima diffusione di una corretta informazione. Peccato che come al solito la marijuana risenta del pregiudizio che da sempre la pregiudica, facendola apparire come una sostanza assai pericolosa e dannosa. Ci spiegano infatti i finanzieri (che hanno anche prodotto un curioso filmato su come viene preparato e fumato uno spinello in un contesto drammatico e associato al disagio) che «la canapa provoca, dopo trenta-sessanta minuti, una sensazione di secchezza alla gola, sete e midriasi. Anche i sensi si possono alterare; vista, udito, odorato, tatto e gusto diventano più acuti. Tali sintomi precedono di poco una fase di eccitazione sensitiva e motoria i cui aspetti variano soggettivamente, anche in rapporto alle circostanze ambientali. Incrementando la dose di Thc, la sostanza tende a produrre effetti più marcatamente allucinogeni». Viene da chiedersi che cosa fumino.
Ma non finisce qui, perché due diverse pagine, che spiegano cosa siano i derivati della canapa e quali effetti abbiano, si contraddicono. In un primo tempo la canapa indiana viene definita come la «capostipite della famiglia delle cosiddette “droghe leggere”». Subito dopo si dice invece che «è la capostipite della famiglia delle erroneamente dette “droghe leggere”». Bisognerebbe decidersi se esista oppure no la categoria delle “droghe leggere”. Ma ancora più clamorose sono le descrizioni degli effetti: «fumando la cannabis, il soggetto si sente più animato, parla e ride senza motivo. I sensi: vista, udito, odorato, tatto e gusto diventano più acuti. Segue un periodo di sonnolenza e di semiletargo (!!! ndr) in cui vengono smaltiti gli effetti».
Questo allarmismo esasperato prosegue: «tipiche manifestazioni sono ebbrezza esagerata, espansività, euforia, aumento della libido, allucinazioni in genere piacevoli, scadimento della percezione del tempo. In taluni soggetti prevalgono manifestazioni deliranti, incoordinazione motoria, allucinazioni in genere a sfondo erotico. Altri invece scivolano in uno stato di dormiveglia che spesso precede una fase ipno-narcotico. Naturalmente, più forte è la dose di Thc, più gli effetti si intensificano». E questa è la chiusura sugli effetti collaterali: «i risultati degli studi svolti sugli effetti della cannabis hanno portato gli studiosi a schierarsi su posizioni diametralmente opposte. Da una parte, alcuni affermano la sua completa innocuità, altri, per contro, sottolineano l’azione marcatamente tossica dei derivati della cannabis che può giungere a provocare in consumatori pesanti anche gravi forme di atrofia cerebrale. A seguito di assunzione prolungata di cannabis, sono stati a volte osservati brevi episodi psicotici che, nelle forme più lievi, si manifestano con forte eccitazione ed ansietà, mentre, nei casi più gravi, arrivano a determinare disorganizzazione del pensiero, depersonalizzazione ed allucinazioni. Le alterazioni a carico della sfera psichica sono accompagnate da disturbi vegetativi talora gravi, quali depressione respiratoria, ipotensione, abbassamento della temperatura corporea, bradicardia».
Se queste sono le premesse di una campagna educativa è facile immaginarsi che il 50% degli studenti italiani che ha provato a fumare o fuma regolarmente derivati della cannabis diffiderà molto di quanto si dice anche nel resto del CD Rom. Le campagne di informazione non si fanno creando allarmismo.

 

 

 

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