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Aprile 2001
Canapa, affari & movimento
DANIELE FARINA
Da più parti sembra farsi strada la tentazione di risolvere
i problemi posti dalla battaglia per luso legale della marijuana
a fine terapeutico attraverso la commercializzazione di prodotti
farmaceutici contenenti Thc sintetico: con il risultato di mantenere
nellillegalità la pianta di cannabis a vantaggio
di prodotti chimici dalle proprietà certamente inferiori.
Il caso più noto è quello del Marinol (Dronabinol)
prodotto fin dal 1985 dalla Roxane, società del gruppo
Boehringer Ingelheim (139 società in 60 nazioni) e approvato
in più riprese per diversi trattamenti dal Food and Drug
Administration. Una pastiglia che promette, statistiche alla mano,
«unopportunità doro per incrementare
lappetito». Costo medio mensile del trattamento: tra
i 150 e i 180 dollari. Il Marinol, disponibile per la prima volta
in Europa, in Olanda, dal marzo 1998, contiene ad altissima concentrazione
(99%) solo uno (Thc) delle decine di cannabinoidi attivi nella
marijuana naturale, e sembra avere controindicazioni (di carattere
sia fisico che psichico) assai minori di questultima. Tuttavia
la maggioranza dei pazienti è di parere contrario, e preferirebbe
fumare la marijuana. Non si tratta ovviamente di demonizzare questo
o quel farmaco; ma neppure di ignorare che enormi interessi industriali
stanno dietro lespropriazione di farmaci naturali, propri
della medicina tradizionale, e della libertà di cura.
Un esempio della portata del problema è quello dei brevetti,
che nel caso dei farmaci per il trattamento dellHiv ha assunto
in Africa, come ormai noto, la dimensione di una tragedia e di
un crimine globale. Nessuna casa farmaceutica condurrebbe una
seria e costosa ricerca se non nella previsione di trarne un profitto,
cosa ovvia. Meno scontato è che siano le stesse società
a sostenere attivamente gli enti di propaganda proibizionista.
La prima regola della medicina, quella di non nuocere al paziente,
attraverso questo filtro risulta assai sbiadita. Legalizzare,
in generale, la pianta di cannabis è certamente una strada
più sensata. E i movimenti? Le più recenti piattaforme,
compresa lultima per la conferenza governativa di Genova,
comprendono lobbiettivo dellutilizzo legale della
canapa a scopo medico. La canapa terapeutica è con evidenza
un ricco concentrato di contraddizioni su come lorganizzazione
sociale, la legislazione, la morale corrente e il mercato, affrontino
il rapporto con le droghe e i farmaci in generale. Contraddizioni
da cui non è possibile uscire se non fuoriuscendo dal proibizionismo
stesso.
Quanto allesito di questa battaglia: in questi ultimi anni
lelenco di impegni presi dal governo e poi disattesi è
assai lungo, e per di più stiamo assistendo ad una campagna
elettorale da cui viene accuratamente tenuto fuori il tema delle
droghe. Campagna peraltro iniziata con lesclusione sistematica
dei candidati antiproibizionisti, con buona pace di tutti gli
schieramenti: al punto che lappello promosso da Forum Droghe
Candidati cercasi fuori dal coro rischia di rimanere
vano. Pure, essi, i movimenti, acquisiscono gradualmente consenso
e maturità. Ragioni e realtà con cui chiunque governerà
sarà chiamato a fare i conti. E linvito a far ascoltare
la nostra voce in questa lunga volata elettorale non è
comunque rimasto inascoltato pur nellassordante silenzio
dei media. Uno dei primi banner pubblicitari del Marinol recitava
«Do not smoke marijuana while using Marinol. This can cause
an overdose». La salute non è un business, rispondiamo,
e soprattutto non tollera le falsità.
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