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Ottobre 2000

LE ACQUE AGITATE DEL PIANO COLOMBIA
Il presidente della Bolivia, l’ex-dittatore Banzer, ha avviato un durissimo confronto con le organizzazioni contadine che nelle ultime settimane ha portato alla paralisi dell’economia. In particolare, la sua decisione di ridurre ulteriormente le coltivazioni di coca (dopo le già drastiche eradicazioni degli anni scorsi) ha provocato la disperata reazione dei “cocaleros”. Il governo ha ora ceduto su tutti i punti, eccetto che sulla coca. La protesta, pur rientrata in certe zone, continua in altre, e anzi minaccia di inasprirsi con esiti imprevedibili. Intanto in Perù – l’altro paese andino che ha ridotto ai minimi termini la produzione di coca – ci sono i primi segni di tensione sui prezzi, sicuramente legati al lancio del piano Colombia. Un sacco da 25 libbre di foglie è passato da 20 a 35 dollari, e questo potrebbe spiazzare tutte le nuove “produzioni alternative” e portare a un nuovo incremento delle coltivazioni.
New York Times, 6 ottobre

Philadelphia Inquirer, 7 ottobre

INVECE DELL’OPPIO
La Thailandia ha raggiunto il successo nella lotta contro l’oppio. Peccato che al posto dell’oppio sia arrivata l’eroina. E le novità non sono finite. Dalla Birmania ora arriva – oltre all’eroina – anche metamfetamina in quantità industriali. Si dice che ne facciano uso 600.000 studenti, mentre 34 trafficanti sono stati condannati a morte nell’ultimo anno. Ora la Thailandia annuncia a tutto volume i suoi accordi con la Cina e gli Usa, e la sua determinazione a «lottare fino all’eradicazione totale delle droghe».
Straits Times (Singapore), 7 ottobre

CARTOLINE DALL’AMERICA
Una cittadina americana si è rifugiata in Canada per sfuggire a una condanna minima a 10 anni di carcere. Aveva innaffiato le piante di marijuana di un ammalato di cancro (attualmente in prigione) il quale la coltivava in proprio a scopo medico, illudendosi di essere protetto dalla nuova regolamentazione vigente in California (la “proposition 215” del 1996).
Ottawa Citizen, 7 ottobre

CANAPA LEGALE, SONDAGGIO SHOCK NEL REGNO UNITO
Il quotidiano inglese The Mail (15/10) ha pubblicato un sondaggio, commissionato dallo stesso giornale, sulla politica delle droghe, da un campione di oltre mille persone. Il 58% è a favore della depenalizzazione del consumo di canapa, il 55% ritiene che la vendita dello spinello dovrebbe essere legale tramite speciali licenze, mentre circa 9 intervistati su 10 sostengono il diritto dei malati a disporre della marijuana. The Mail sostiene che si tratti di un mutamento di tendenza “storico” dell’opinione pubblica inglese in senso liberale, riconfermato anche da altre risposte: il 64% ritiene che la polizia sprechi troppo tempo nella repressione dei consumatori di canapa.
Ancora più clamorosamente il sondaggio smentisce che la linea “dura” sulle droghe paghi politicamente ed elettoralmente. La proposta di punire i consumatori di canapa con una multa di 100 sterline, avanzata nelle scorse settimane dalla ministra-ombra conservatrice Ann Widdecombe (vedi Mappamondo di questo numero), è bocciata dal 49% degli intervistati contro il 38%; e ben il 72% ritiene che gli otto membri del governo ombra che, in polemica con la stessa Widdecombe, hanno ammesso di aver fumato canapa, abbiano fatto bene a farlo. Altri sondaggi circa le tendenze dell’elettorato dimostrano che la “confessione” degli otto esponenti Tories avrebbe rialzato le quotazioni del loro partito.
Del tutto spiazzato Tony Blair: in un’intervista a Radio 4 della Bbc ha riconfermato che a suo parere i giovani non dovrebbero assumere droghe e che la legge punitiva non andrebbe cambiata; ammettendo però di essere «forse in error» e di non avere «il polso dell’opinione della nazione»
(The Sunday Times, 15/10).
Un nuovo scompiglio nel fronte governativo è stato provocato dalle dichiarazioni della baronessa Kennedy, esponente di punta laburista: a suo avviso il ministro degli Interni Jack Straw «dovrebbe liberalizzare la legge sulla canapa per dar modo alla polizia di perseguire reati più seri», aggiungendo che «molti altri ministri sono contrari alla linea intransigente di Blair».
(The Independent, 16/10).

 

 

International Drug Tribune

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