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Maggio 2000
INTERNATIONAL DRUG TRIBUNE
Claudio Cappuccino
COME TI GUARISCO
QUEL CERVELLO MALATO
Diversi quotidiani americani danno grande risalto allattacco
del generale McCaffrey, zar antidroga Usa, diretto contro uniniziativa
referendaria in California volta a impedire la condanna al carcere
per i drogati e gli esami a sorpresa per verificare
luso di droghe durante il trattamento. McCaffrey non solo
sostiene che liniziativa è «dannosa, perché
impedirebbe ai tribunali di punire i consumatori di droghe che
non seguono la terapia», ma ha anche affermato: «se
pensate di poter curare i drogati senza inchiodarli alle loro
responsabilità, ovviamente non capite la natura della
malattia mentale dipendenza».
San Francisco Examiner
e San Diego Union
Tribune, 3 giugno
NON PIÙ ZAR,
MA PAPA ANTIDROGA?
Ecco a cosa deve arrivare un povero zar antidroga. Per McCaffrey,
combattere le droghe è ormai un atto di fede. Ed ecco
che luomo di guerra prende il cuore e la penna in mano
per scrivere: «Ogni settimana, milioni di americani partecipano
a funzioni religiose per cercare guida, riaffermare valori morali,
fare beneficenza e avere il senso della comunità. Ognuno
di questi elementi sottolinea il ruolo delle organizzazioni
basate sulla fede nella lotta contro le droghe». E continua
sullo stesso tono, citando commosso il Ministero Cristiano della
Giovane Vita, il Ministero del Salvataggio Evangelico, la Moschea
Al-Taqua di Brooklyn. Non un elicottero! Non uno spruzzo di
glifosato! Tutto questo viene riservato al Messico e alla Colombia.
Il generale a casa sua parla a bassa voce (magari con la manina
che gli trema): «mentre le nostre religioni possono essere
diverse scrive la nostra fede costituisce una
base comune. Per tutti noi, rimanere liberi dalla droga è
un atto di fede fede in noi stessi, nelle nostre famiglie
e nei nostri valori». Gli manca solo la papamobile.
Denver Post,
21 maggio
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