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Giugno 2000


Voci dal carcere
Incontri sconvenienti

Sergio Segio

Carcere, Operazione trasparenza: battuta d’arresto. A differenza di quanto anticipato nel numero scorso in questa rubrica, il coordinamento nazionale “Informazione e giornali del carcere” non ha potuto riunirsi il 16-17 giugno nell’istituto penitenziario di Prato. Il contrordine è arrivato dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, che ha chiesto agli organizzatori un rinvio ai prossimi settembre-ottobre. Alla base della risposta negativa motivi tecnici, o, più plausibilmente, di opportunità e prudenza: le proposte di amnistia e indulto hanno determinato forti e giuste aspettative nei reclusi; giorno per giorno si vanno estendendo in molte carceri pacifiche ma determinate forme di protesta e di sciopero a sostegno di tali richieste; le forze politiche fanno “melina”; il Generale Agosto è alle porte, col rischio (assai forte, come già sottolineato con preoccupazione da Gian Carlo Caselli) di esplosivi corto-circuiti dovuti alla eventuale frustrazione delle aspettative dei detenuti, che ormai vedono nel 9 luglio una data simbolica e risolutiva, la quale si sommerebbe alla drammatizzazione delle condizioni di vita nelle carceri sovraffollate, a causa del caldo e dei disagi supplementari.
In questo quadro, è facile pensare che la direzione penitenziaria abbia ritenuto poco saggio e conveniente consentire di riunirsi ai reclusi-redattori, delegati provenienti dalle prigioni di molte città diverse. Peccato, perché gli argomenti previsti all’ordine del giorno del convegno erano decisamente importanti, a partire dalla presentazione di progetti innovativi quali quelli avanzati dalla redazione padovana di Ristretti Orizzonti (l’evoluzione da giornale a centro stampa, la creazione di un periodico della sezione ad alta sicurezza, la collaborazione con scuole), ai temi indicati per il confronto: ergastolo, differenziazione, pena di morte.
Ulteriore spunto di interesse nell’ordine dei lavori previsti, e ora forzatamente rimandati, era senz’altro costituito dal desiderio e necessità di confrontarsi e ragionare sui media diversi dalla carta stampata, e sul loro possibile uso: la televisione (unico esempio concreto al momento: il Tg Galeotto nato nella casa di reclusione della Gorgona, la cui redazione è raggiungibile al numero 0586.861021, fax 861004), ma soprattutto Internet. Perché la rete, col suo mito e la sua realtà di comunicazione in tempo reale, di giacimento di informazioni, di sovvertimento degli spazi e delle distanze, per il mondo chiuso del carcere costituisce, al tempo stesso, un supplizio di Tantalo e una sfida. Anzi, in questo caso la sfida riguarda più l’amministrazione penitenziaria, la lungimiranza e il coraggio con cui si misurerà su questo aspetto. È immaginabile che, in questo nuovo secolo, in Italia si arrivi ad avere siti gestiti dall’interno delle carceri o, comunque, con contributi diretti dei detenuti? Il decantato nuovo regolamento penitenziario riuscirà ad aprire varchi comunicativi e portoni elettronici, laddove ora anche spedire un telegramma è un’impresa dai risultati improbabili e non garantiti?
In altri Paesi i siti carcerari esistono da tempo, come in Svizzera o in Germania, pur se non sempre i materiali sono ricchi, aggiornati di frequente o particolarmente interessanti. Il rinvio imposto a Prato al coordinamento non fa ben sperare circa la possibilità che gli sforzi, che pure ci sono sia da parte dei reclusi che dell’amministrazione, di rompere il tradizionale cono d’ombra che avvolge le carceri portino, nel breve tempo, a risultati significativi.

 

 

La cella e la Rete

Incontri sconvenienti
di Sergio Segio

Siti Carcerari

in Svizzera

Documentazione
La nuova legge sul lavoro in carcere
Il nuovo regolamento sulle carceri
Il Rapporto del Senato Francese sulle Carceri new

Sanità in carcere
(dal Manifesto)
Aids in carcere (10.6.2000)
La sanità entra in carcere (28.5.2000)
Per uscire dal carcere drogato (3.6.2000)

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